giovedì
12 Febbraio 2026
Università

Oltre 1.300 nuovi iscritti al campus di Ravenna: il 2,2 percento in più dell’anno precedente

Stabili i numeri complessivi di Unibo per l'anno 2025/2026, con un aumento degli studenti internazionali (+10 percento) e un calo da fuori regione (-6 percento)

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Sono 26.818 le nuove immatricolazioni all’Università di Bologna per l’anno accademico 2025/2026, un numero che conferma la tendenza dello scorso anno. Di queste, 1.326 si registrano all’interno del campus ravennate, con un aumento del 2,2 percento (pari a 29 iscrizioni) sull’anno precedente.
Bologna conferma i numeri del 2024/2025, con 20 iscrizioni in meno su un totale di quasi 20 mila, Cesena cresce del 3,5 percento con 56 nuove iscrizioni, Forlì del 3,2 percento con 76 iscritti. Solo Rimini registra un leggero calo di iscrizioni (-6,9 percento), dovuto alla chiusura di due corsi di laurea, con 1.471 nuovi studenti contro i 1.580 dello scorso anno.

Questi i dati riportati alla stampa dal rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari, che precisa però come le stime non siano definitive, in quanto soggette a scorrimenti verso corsi di laurea affini dovuti al semestre filtro di Medicina.

Il numero più positivo si registra sui flussi di studenti internazionali, che crescono del 10 percento rispetto all’anno scolastico 2024/2025 e del 53 percento se paragonati a quelli di tre anni fa. Oggi gli iscritti internazionali rappresentano oltre il 15 percento degli iscritti totali all’Università di Bologna: la maggior arriva da Cina, Iran, Camerun, Romania, Turchia, Kazakistan e Russia, ma anche da Albania, Spagna, Germania, Bulgaria, Polonia, Egitto, Francia e San Marino. Crescono le adesioni est europee e americane, mentre calano leggermente quelle orientali. Ravenna è l’unico polo universitario che registra un lieve calo degli studenti stranieri, non contando gli iscritti provvisori al corso internazionale Building Construction Engineering.

A calare del 6 percento sono invece le immatricolazioni da fuori regione, in particolare dal sud Italia. Dato già emerso dai dati dello scorso anno e dovuto probabilmente per ragioni legate al calo demografico, all’aumento del carovita alla conseguente tendenza di scegliere atenei vicini alla propria città di residenza (soprattutto nel caso di lauree triennali) e alla scarsità di alloggi e studentati in regione.

In calo anche la percentuale di iscritti che provengono da licei classici, scientifici e linguistici, mentre resta invariato il numero di immatricolazioni per diplomi tecnici, magistrali e professionali. In generale, calano del 2,3 percento le iscrizioni ai corsi triennali, mentre per quanto riguarda magistrali e lauree a ciclo unico si registrano 34 immatricolazioni in più sull’anno precedente, anche grazie alla crescita della facoltà di Medicina che registra 180 nuovi iscritti tra Ravenna e Forlì (50 in più dell’anno precedente).

Gli abbandoni agli studi tra il primo e il secondo anno calano del 2,6 percento mentre gli studenti esonerati totalmente dal pagamento dei contributi universitari scendono del 1,8 percento (oggi sono 23.877 in totale).

«Non abbiamo fatto una corsa all’aumento degli scritti – commenta il rettore -. Questi sono i numeri che Unibo può tenere e che vogliamo mantenere. Come ateneo non possiamo coprire la costruzioni di nuovi studentati, e non sarebbe comunque obiettivo dell’università farlo. Negli scorsi anni ci siamo comunque mossi in questa direzione, e verranno completati i progetti attualmente in corso a Bologna: lo studentato al Navile e il San Giuseppe Sposo».

Nell’ultimo anno, gli alloggi del multicampus sono cresciuti di 159 unità, anche grazie all’apertura degli studentati nel Ravennate e nel Forlivese, per un totale di 2.400 posti disponibili.

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