venerdì
20 Febbraio 2026
Faenza

I giovani e la Shoah: «Che emozione essere ricevuti dal Presidente Mattarella»

I ragazzi del Bucci in municipio per raccontare la loro esperienza dopo la vittoria del premio nazionale

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Gli studenti e le insegnanti dell’Itip “L. Bucci” di Faenza, dopo essere stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono stati accolti a Palazzo Manfredi dall’amministrazione comunale per raccontare il percorso che li ha portati a vincere il premio de “I giovani ricordano la Shoah”. Si tratta di un concorso nazionale rivolto agli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione con l’obiettivo di favorire la riflessione e la consapevolezza su quanto accaduto, ma anche sensibilizzare i più giovani per mantenere vivo il ricordo nel tempo.

Durante l’incontro, gli studenti che hanno fatto parte della delegazione a Roma e quelli che hanno partecipato al viaggio della Memoria in Polonia, hanno portato la propria testimonianza di un’esperienza che ha unito lo studio della storia all’impegno civile.
I ragazzi hanno ripercorso i momenti salienti del loro lavoro, nato quasi spontaneamente durante le ore di religione, spiegando come il progetto sia stato un modo per dare voce al silenzio delle vittime e per riflettere sull’impatto delle leggi razziali. 
Gli studenti hanno infine descritto come il contatto diretto con la memoria li abbia aiutati a comprendere che il ricordo non è un esercizio passivo, ma un dovere quotidiano contro l’indifferenza.

«Essere ricevuti dal Presidente Mattarella – hanno detto gli studenti in viaggio a Roma – è stata un’emozione indescrivibile, ci ha fatto capire che il nostro impegno non è passato inosservato e che la nostra voce di giovani conta».

«Vedere con i propri occhi i luoghi dove tutto è accaduto – hanno poi raccontato i colleghi che hanno partecipato al Viaggio della Memoria in Polonia – come il Binario 21 o i campi di Auschwitz, trasforma quello che leggi sui libri; non è più solo storia, ma diventa una responsabilità personale che ci portiamo a casa».

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