giovedì
26 Febbraio 2026
Volontariato

Il bilancio dell’Opera di Santa Teresa, cresce in città la richiesta di servizi a bassa soglia

Il direttore Don Alain: «Vicini ai nuovi bisogni». Tra gli utenti non più solo senza fissa dimora, ma anche lavoratori, pensionati e donne con bambini

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A Ravenna le condizioni di fragilità e di povertà sono in aumento. Lo dimostrano in parte i dati sulle attività di accoglienza presentati dallOpera di Santa Teresa del Bambino Gesù per il 2025.
In particolare, il servizio Docce, Guardaroba e Ristoro, una delle attività cardine della fondazione, è stato utilizzato da 554 persone. Rispetto al 2024, è aumentato in generale il numero di servizi erogati: sono state garantite 3810 le docce (circa 14 al giorno) a fronte delle 3257 del 2024, donati 8681 vestiti (una media di 32 capi al giorno) rispetto ai 6451 del 2024 e le colazioni offerte sono più che raddoppiate rispetto all’anno scorso, passando da 6443 a 12.276 (circa 45 al giorno)
«Numeri che evidenziano una crescita del bisogno – spiegano dall’opera di carità -. Gli utenti del servizio, infatti, non sono più, e solo, persone senza fissa dimora o che versano in grave stato di emergenza abitativa. Oggi, fra queste, c’è anche chi pur avendo una casa, si rivolge a Santa Teresa perché, tra utenze e spese, non riesce ad arrivare a fine mese».

Per dare un supporto concreto oltre la mera accoglienza, con 153 di questi utenti sono stati avviati percorsi di accompagnamento nellaccesso ai servizi del territorio, ad attività formative, nella ricerca di un lavoro o di una casa.

Ai servizi giornalieri si aggiunge quello di ospitalità a medio-lungo termine, con la Casa della Carità Don Angelo Lolli che nel 2025 ha dato ospitalità a 42 richiedenti (in linea con i 44 dello scorso anno). Dopo i lavori di ampliamento, che hanno interessato una parte della Casa e portato la sua capienza fino a 50 posti letto, nei primi due mesi del 2026, sono state accolte già 25 persone. Qui vivono uomini e donne che non hanno più una casa o fanno fatica a trovare un affitto. Ci sono ultra ottantenni che pur avendo una pensione dignitosa sono finiti per strada perché sfrattati, alcuni nuclei familiari, principalmente donne sole con bambini, e lavoratori.

Per quanto riguarda l’accoglienza del dormitorio Cardinal Tonini, da ottobre 2025 a oggi si sono registrate 30 presenze, con una permanenza media di 24 giorni: circa la metà sono in attesa di chiamata da parte delle autorità competenti, in quanto richiedenti asilo, il 15 per cento di loro è uscito dal progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dellInterno), ma non hanno un posto in cui vivere. Gli altri hanno potuto partecipare ai corsi di italiano e ai tandem linguistici avviati all’Opera di Santa Teresa. Inoltre, gli è stato dato supporto nella ricerca di un’occupazione, nei rapporti con servizi del territorio o assistenza sanitaria attraverso l’Ambulatorio della Solidarietà. Infine, l’ambulatorio della Solidarietà Suor Argia Drudi ha erogato 173 visite a 115 pazienti (nel 2024 se ne registrarono 89, destinate a 62 pazienti).
Il servizio di medicina generale nasce grazie all’impegno della Croce Rossa, dell’Ordine dei Medici e del Lions club e si rivolge ai frequentatori del servizio Docce sprovvisti di tessera sanitaria valida, in modo da garantire loro comunque le prime cure necessarie.

Più del 50 per cento dei pazienti ha unetà compresa tra i 20 e i 40 anni. L’ambulatorio è gestito da medici in pensione o volontari e da infermiere della Croce Rossa ed è collocato sempre all’interno di Santa Teresa. È aperto tutti i giovedì, dalle 10 alle 12.

«La nostra accoglienza – afferma don Alain González Valdés, direttore dellOpera di Santa Teresa – si caratterizza per il coinvolgimento degli ospiti nelle nostre attività. Oltre a contribuire a tenere puliti gli alloggi e gli spazi in comune della Casa della Carità, molti di loro fanno volontariato al servizio Docce, al dormitorio, si occupano della gestione del magazzino, della dispensa e di tante altre attività interne. Un modo per aiutarsi gli uni con gli altri. Nel suo impegno per la carità, l’Opera vuole dare continuità al lavoro di Don Angelo Lolli svolto quasi 100 anni fa, ormai, e cioè occuparsi delle povertà e dei bisogni della società». Oltre all’impegno degli stessi ospiti, l’organizzazione conta
su circa 80 volontari che garantiscono il buon funzionamento delle attività.

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