Ravenna è la prima Capitale italiana del mare. La città ha vinto il titolo istituto per la prima volta nel 2026. Sono state 54 le città costiere ad aver presentato la candidatura: il 17 percento del nord Italia, il 33 percento del centro e il resto del Sud. Tra le contendenti figurano Lampedusa, Genova, Pantelleria, Taranto, Livorno e tante altre realtà diverse tra loro per dimensione.
Saranno numerosi gli eventi in programma fino a dicembre 2026. Il primo appuntamento è già fissato per il 20 marzo a Porto Corsini con l’inaugurazione della nuova sede della statua del Marinaio che un tempo erano sulla sponda del Candiano nei pressi del cimitero. Seguirà poi l’11 aprile una festa organizzata in occasione della Giornata nazionale del mare, momento pensato per presentare il progetto alla città. Evento conclusivo in darsena a fine anno.
La proclamazione ufficiale della città vincitrice, grazie a un bando indetto dal dipartimento per le Politiche del Mare, è avvenuta ieri, 4 marzo, a Roma, alla presenza del ministro per le Politiche del mare Nello Musumeci e del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni.
Il programma degli eventi della Capitale del Mare si intreccerà anche con l’anno teodoriciano 2026 (15esimo centenario della morte di Teodorico) e con il nuovo allestimento museale dedicato alla cosiddetta Barca di Teodorico al museo Classis. Ci sarà anche il potenziamento della “cittadinanza blu”: un percorso di educazione e consapevolezza sul mare che sarà rafforzato dal completamento del Parco Marittimo. Inoltre, dal 21 al 23 maggio, Ravenna ospiterà “Deportibus“, il festival dedicato ai porti che collegano il mondo e che mette la città al centro del dibattito sui temi della portualità.
La Ravenna del mare è una realtà fatta di nove lidi su 35 chilometri di costa, le pinete, le valli, il Parco del Delta, il porto e la Darsena. È tra le città che hanno contribuito a introdurre le vacanze al mare. Un percorso che si intreccia con lo sviluppo dell’economia marittima e la tutela della biodiversità, con particolare attenzione all’educazione e all’uso sostenibile delle risorse marine. A dimostrarlo sarà l’ampliamento del polo scientifico Cestha con un primo centro di ricerca dedicato ai cavallucci marini, e la futura area marina protetta con fondali sabbiosi tra Lido di Dante e Lido di Classe.
Di particolare importanza sarà l’istituzione del Premio “Donne e Mare” e la progettazione di un percorso per agevolare imprese innovative legate alla Blue Economy.
Sono in programma anche alcuni interventi urbanistici a Marina di Ravenna: «Vorremmo riqualificare l’area che va dalla rotonda del traghetto fino al faro – ha spiegato Barattoni in conferenza stampa, non riuscendo a trattenere la commozione per il titolto ottenuto –. Il progetto non fa parte di Capitale del Mare, ma il premio ci esorta in una serie di interventi per lasciare il segno nella nostra città marinara». Oggi stesso è stato firmato l’accordo per il restauro del Moro di Venezia esposto in Darsena.
«Siamo profondamente emozionati per la vittoria di questo titolo – dichiara il primo cittadino –. Questo percorso ha rivelato l’enorme capacità collaborativa del nostro territorio. Sono state premiate la nostra solidità, il nostro pragmatismo e la capacità di fare rete di fronte alle sfide. Questo riconoscimento lo dedichiamo a due realtà che hanno reso il nostro mare accessibile a tutte e tutti, ovvero le associazioni Insieme a Te – La spiaggia dei Valori e Marinando».
«Un successo meritato – osserva Confindustria Romagna in un comunicato stampa – che riconosce il rapporto unico della città con la cultura marittima e conferma la centralità del Porto come cerniera che sa unire industria, energia e turismo». Anche Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio Ferrara Ravenna, ha commentato con una nota scritta: «L’economia del mare a Ravenna vale 936,4 milioni di euro, conta 15.944 occupati e 2.549 imprese. È una realtà che evolve rapidamente e che richiede la capacità di connettere dati, territori, imprese e istituzioni. In questa occasione abbiamo dimostrato di saperlo fare».



