martedì
10 Marzo 2026
emergenza abitativa

Case popolari senza ascensori, con infiltrazioni e barriere architettoniche: i risultati di un sondaggio

L'indagine di Sunia e Cgil, che chiedono l'intervento delle istituzioni. «Alloggi che risalgono agli anni Cinquanta, in alcuni casi le condizioni sono al limite della dignità»

Condividi

Muffe sui muri, bagni inaccessibili, ascensori rotti o assenti, problemi strutturali e manutenzioni lente: questi sono solo alcuni dei problemi che rendono sempre più difficile la vita quotidiana di molti inquilini delle case popolari di Ravenna, in particolare quella di anziani e persone con disabilità.

Si tratta del risultato dell’indagine avviata nel corso del 2023 da Sunia e Spi Cgil dopo aver registrato un aumento significativo delle segnalazioni da parte degli inquilini delle case popolari della provincia di Ravenna. È stato inviato un questionario ai cittadini che si sono rivolti alla Cgil per il calcolo dell’Isee da consegnare ad Acer (l’azienda pubblica che gestisce le case popolari). Su 1.022 nuclei familiari coinvolti, hanno risposto in 469. I dati raccolti riguardano 14 dei 18 comuni della provincia di Ravenna: sono esclusi Conselice, Bagnara di Romagna, Casola Valsenio e Sant’Agata sul Santerno.

Rispetto ai 469, la maggioranza ha cittadinanza comunitaria (90.9%), mentre il restante 9.1% è extracomunitario. Il 67.5% degli inquilini vive in alloggi Acer da oltre 11 anni. Il 56.2% dei nuclei familiari è composto da una sola persona, il 18.5% è formato da coppie e il 25.3% ha dei figli. In 132 famiglie è presente almeno una persona con invalidità.

L’indagine ha fatto emergere anche diversi problemi strutturali: su 469 appartamenti condominiali, 222 sono senza ascensore, in 3 casi è rotto e in 2 è troppo stretto per accogliere una carrozzina per persone con disabilità. In 163 abitazioni è presente la vasca da bagno, un ostacolo soprattutto per i 101 nuclei con persone anziane. In 249 appartamenti il bagno non è raggiungibile con una carrozzina.

Il 34% degli alloggi aveva infissi senza il doppio vetro e oltre la metà degli inquilini (54.2%) vive in ambienti con muffe o infiltrazioni d’acqua. Non a caso il 64.6% degli inquilini dichiara di aver effettuato autonomamente migliorie nell’appartamento. Dal questionario emergono anche le criticità della vita condominiale: il 15.2% giudica pessima la situazione nel proprio condominio e il 21.8% segnala problemi di convivenza. Il 53.2% dichiara la presenza di barriere architettoniche per l’accesso alla propria residenza, il 35.9% afferma che la cantina è difficilmente raggiungibile per chi ha difficoltà motorie e il 40.7% vorrebbe cambiare alloggio.

Sono diffusi anche i problemi di manutenzione segnalati da 347 inquilini: 67 di loro indicano oltre un mese di attesa per gli interventi, mentre 176 dichiarano di non aver mai ricevuto interventi dopo la segnalazione.

«Da un confronto con Acer e i servizi sociali, emerge che anche i loro dipendenti vivono una forte pressione a causa della mancanza di mezzi e risorse necessarie a rispondere ai problemi degli inquilini – dichiara oggi Lisa Dradi, segretaria generale della Fp Cgil Ravenna durante una conferenza stampa  -. Negli ultimi mesi Acer ha rafforzato l’organico con l’assunzione di nuovi tecnici, ma le assistenti sociali restano  ancora poche rispetto al crescente numero di richieste».

«Si segnala inoltre uno squilibrio, rispetto alle altre Acer dell’Emilia Romagna – prosegue Alberto Mazzoni, presidente del Sunia di Ravenna -. La sede di Ravenna è l’unica struttura in regione che gestisce interamente le graduatorie di tutti e 18 i Comuni della provincia senza riceverne uno specifico compenso. Il servizio è retribuito dalle entrate del  canone e sicuramente va riorganizzato. Inoltre, le condizioni di vita degli inquilini sono peggiorate anche per l’assenza di politiche governative: il governo Meloni ha eliminato o abbassato gli interventi esistenti, come se fragilità e invalidità fossero una colpa della singola persona. La cancellazione del bonus affitto ha privato migliaia di famiglie di un sostentamento per pagare bollette e affitti».

«Sono molti gli anziani che vivono nelle case popolari e che lamentano le difficoltà anche solo a uscire di casa – aggiunge Maura Masotti, segretaria generale dello Spi Cgil Ravenna -. Alcuni di loro rimangono chiusi in casa per settimane o addirittura mesi se non hanno qualcuno che li aiuti. Parliamo di case che risalgono agli anni Cinquanta, soprattuto quelle nel quartiere Darsena, dove in alcuni casi le condizioni sono al limite della dignità».

«Ravenna è la provincia con il più alto tasso di anziani dell’Emilia-Romagna – sottolinea Manuela Troncossi, segretaria generale della Cgil di Ravenna -. Il tema della casa è centrale il benessere e lo sviluppo della città ed è anche un fattore di emancipazione per le nuove generazioni.  Tuttavia molti cittadini faticano a mantenere un’abitazione a causa degli stipendi medio-bassi. Questo ha delle ripercussioni anche sul mondo del lavoro, perchè chi non riesce a stabilizzarsi spesso rinuncia a un impiego».

I sindacati non si limitano a denunciare la situazione e l’assenza di una politica nazionale, ma indicano alcune proposte per migliorarla. «Gli interventi non realizzati dipendono soprattutto da una mancanza di fondi – conclude Mazzoni -. Pertanto chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale locale per affrontare le criticità e per migliorare il benessere di inquilini e lavoratori coinvolti nei servizi. Chiediamo inoltre un sistema di monitoraggio e rendicontazione degli interventi di manutenzioni nelle case popolari e del Piano regionale Bei da 300 milioni di euro per cui la Regione ha riaperto l’adesione per i Comuni che non l’avessero ancora fatto. In attesa di politiche nazionali, solo l’agire di tutto il territorio può dare una risposta positiva all’emergenza abitativa».

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi