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11 Aprile 2026
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I giovani italiani se ne vanno: in 14 anni tremila ravennati emigrati e meno di mille rientrati

Il Cel ha calcolato l'attrattività del territorio per gli stranieri: la provincia di Ravenna è al 26esimo posto in Italia

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Dal 2021 è aumentato ogni anno il numero di giovani italiani che hanno lasciato la residenza in provincia di Ravenna per trasferirsi all’estero. Nel corso del 2024, ultimo dato disponibile, sono stati 406 nella fascia di età 18-34 anni. È il dato annuale più alto dal 2011 (in totale quasi tremila persone in 14 anni, a fronte di 969 italiani che invece hanno fatto il percorso inverso lasciando l’estero per prendere residenza nel Ravennate). La tendenza di chi emigra da Ravenna è stata stabile attorno a duecento all’anno nel periodo 2015-2021. Poi una crescita costante: 181 nel 2021, 251 nel 2022, 305 nel 2023 (e il 54,5 percento aveva una laurea) e 406 nel 2024, come già segnalato. I numeri fanno riferimento a chi si è cancellato dall’anagrafe nazionale per iscriversi all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, e sono dati di un report elaborato dalla Fondazione Nord Est (Fne) per l’osservatorio del sindacato Cisl Romagna sulle trasformazioni dell’economia e del lavoro.

Il picco del 2024 va spiegato, almeno in parte, anche con l’entrata in vigore di una norma più severa sul mancato aggiornamento della residenza all’anagrafe, fatto che ha portato alcuni giovani già trasferitisi all’estero da tempo ad iscriversi all’Aire solo ora. Basandosi su dati Istat, il report commissionato da Cisl evidenza che il tasso di emigrazione dei giovani romagnoli nella fascia di età 18-34 è salito dal 2011 a oggi da 2 a 7,8 cancellazioni ogni mille residenti, con valori analoghi nelle province romagnole di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, dove si è passati da 2 a 7,9 cancellazioni ogni mille residenti. Significa che il numero assoluto di giovani che lasciano il territorio per trasferirsi all’estero è più che quadruplicato rispetto a poco più di un decennio fa.

Nel 2011 la provincia di Rimini rappresentava quasi la metà di questa emigrazione giovanile (48 percento), ma oggi, pur restando il territorio con la maggiore vocazione migratoria, il suo peso si è ridotto al 36 percento. Al contrario, le province di Ravenna e Forlì-Cesena hanno visto un vero e proprio boom di giovani espatriati, con numeri che sono rispettivamente quadruplicati e quintuplicati. Secondo precedenti indagini condotte da Fne, quasi sette giovani espatriati su dieci dichiarano di aver lasciato il Paese per trovare migliori opportunità di lavoro, formazione, un salario più alto o semplicemente perché in Italia non hanno trovato lavoro. Una quota significativa, pari a oltre un quarto, ha invece motivazioni legate alla ricerca di una qualità di vita migliore, con un contesto sociale e culturale più vicino ai propri valori e aspettative. Insomma, non si tratta solo di lavoro. Tra le cause, oltre a quelle strettamente legate al mercato del lavoro, un elemento sempre più rilevante è la difficoltà di trovare una casa accessibile e adeguata.

L’edizione più recente del rapporto su “Mobilità e circolazione dei talenti in Emilia-Romagna”, sviluppato nell’ambito dell’Osservatorio regionale Talenti istituito dalla legge regionale 2/2023 per “Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti a elevata specializzazione in Emilia-Romagna”, presenta i dati aggiornati al 2024 sui trasferimenti di residenza da e verso l’Emilia-Romagna.

Sono state circa 77,4 mila le persone che hanno deciso di trasferire la propria residenza in Emilia-Romagna, provenendo da altre regioni (39,4 mila) o dall’estero (circa 38 mila). Coloro che invece hanno deciso di lasciare la regione sono risultati in numero inferiore, attorno a 41,2 mila unità, di cui 27,3 mila verso altre regioni italiane e 13,9 mila verso l’estero. Questi flussi hanno determinato un saldo migratorio positivo pari a 36,2 mila residenti in più. In rapporto alla popolazione residente, equivalgono a 8,1 nuovi residenti ogni mille abitanti, secondo valore a livello nazionale (dopo la Liguria, con 8,9). Il saldo migratorio regionale si compone per la quota principale di persone provenienti dall’estero (24,1 mila nuovi residenti) e da altre 12,1 mila che arrivano da altre regioni italiane.

Prendendo in esame tutte le nazionalità nella fascia di età 18-39 anni, il saldo migratorio della provincia di Ravenna è stato positivo di 1.370 unità. Le nuove iscrizioni all’anagrafe sono state 3.709 di cui il 38,5 percento dall’estero. Le cancellazioni dall’anagrafe sono state 2.339 di cui 76,1 percento verso altre parti d’Italia. Un recente rapporto del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), intitolato “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei paesi avanzati”, si focalizza sull’analisi delle migrazioni giovanili italiane e definisce l’Emilia-Romagna “outlier positivo”, poiché attrae dalle altre regioni un numero di giovani circa doppio rispetto a quanto il suo Pil pro-capite farebbe prevedere.

Uno strumento studiato dal Cnel per valutare l’attrattività dei territori è l’indice di simmetria dei flussi migratori (Isfm): calcola il rapporto tra emigrazioni e immigrazioni di giovani da paesi avanzati, più il valore dell’indice è basso più è alta l’attrattività. L’Isfm dell’Emilia-Romagna è pari a 6, tra i valori più bassi d’Italia. A livello provinciale, Bologna si distingue con 4,71, tra i poli più attrattivi del Paese. Tra le prime dieci province per attrattività si collocano inoltre Parma (4,97) e Modena (5,70). Il dato per Ravenna è 7,2 e la posizione è 21esima. Forlì-Cesena è più o meno allo stesso livello: 7,8 e 26esima.

Il già citato rapporto dell’Osservatorio regionale Talenti prende in considerazione i flussi migratori dei cittadini italiani per titoli di studio. Nel 2024 a livello nazionale il 31,8 percento delle cancellazioni di residenza verso l’estero si riferisce a persone in possesso di titoli di studio terziari (laurea o titolo superiore). Tra i rimpatri di cittadini italiani solo il 24,9 percento era in possesso di un alto livello di istruzione e formazione. In Emilia-Romagna un andamento simile: nel 2024 sono state 3.417 le cancellazioni di residenza da parte di cittadini italiani laureati che si sono trasferiti all’estero (pari a 33,9 percento di tutte le cancellazioni), dato in crescita sia rispetto al 2022 e sia rispetto al 2023. Il 67,9 percento delle cancellazioni di laureati aveva un’età compresa nella fascia 25-39 anni. Il saldo regionale tra cancellazioni e iscrizioni di giovani laureati è negativo di 1.903 unità. Se oltre al saldo migratorio con l’estero si considera anche quello interregionale in Italia, il bilancio per l’Emilia-Romagna è positivo: 2.104 laureati in più nel 2024 (di cui 2.081 tra 25-39 anni).

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