venerdì
06 Febbraio 2026
calcio serie c

Ravenna-Carpi al Benelli, Marchionni chiama la reazione: «Dobbiamo curare i particolari»

I giallorossi tornano in campo contro "la bestia nera" Cassani per dimenticare un gennaio complicato. Cinque indisponibili

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Si apre nuovamente il sipario del Benelli, per il match valido per la 25esima giornata del campionato di Serie C. Il Ravenna accoglierà il Carpi sabato 7 febbraio (calcio d’inizio alle ore 17.30). Con la prima partita di febbraio si chiude così il mensis horribilis del Ravenna, che ha collezionato appena 5 punti in altrettante partite, subendo il sorpasso e il conseguente allungo dell’Arezzo, da tre settimane primo a +7 in graduatoria sui giallorossi.

Sta vivendo un momento addirittura peggiore il Carpi. I modenesi, dopo un avvio sprint, sono a secco di vittorie dal 30 novembre e hanno perso nel mercato di “riparazione” il totem Matteo Cortesi, passato all’Arezzo. «Senza un giocatore importante come Cortesi si possono perdere equilibri sia in campo che in spogliatoio – spiega il mister del Ravenna Marco Marchionni durante la conferenza stampa della vigilia –. Il Carpi è una squadra che corre e che ha un’identità ben precisa. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, cercando di approfittare del loro momento no». I biancorossi sono allenati dal faentino Stefano Cassani, alla prima esperienza in Serie C, con un passato da allenatore delle giovanili del Ravenna e in Eccellenza con il Del Duca Grama di Castiglione di Ravenna. Il figlio d’arte — il padre è Davide Cassani, ex corridore ed ex Ct della Nazionale di ciclismo — è fedele al 3-4-1-2 e non è mai uscito dal cancello del Benelli senza punti: né quando sedeva sulla panchina del Lentigione (vittoria per 2-1 il 27 aprile 2025), né quando guidava l’allora neopromosso San Marino (1-1 il 3 marzo 2024).

Sarà partita vera, dato che il Carpi vede avvicinarsi la zona playout e il Ravenna, dopo un mercato che ha portato tanti volti nuovi e di qualità, non può permettersi di lasciare altri punti per strada. «Guardando anche il primo tempo di Perugia stiamo creando tante palle gol ma non le sfruttiamo – dichiara Marchionni – . L’atteggiamento dei primi tempi è sempre quello giusto, dobbiamo curare i particolari perché ultimamente qualche lettura sbagliata ci ha costretto a rincorrere. Abbiamo una rosa con giocatori forti che possono determinare il risultato con le proprie giocate, indirizzando la partita fin dai primi minuti».

Marchionni non associa i risultati negativi ad un calo fisico: «Ci sarebbe da preoccuparsi se la nostra fosse una squadra apatica, ma così non è. Creiamo tante palle gol che non riusciamo a concretizzare e corriamo più degli avversari. Di recente stiamo finendo la partita in 10 uomini (espulsioni a Lonardi contro il Bra e Scaringi a Perugia ndr) e questo non possiamo permettercelo».

Saranno cinque gli indisponibili. Oltre al lungodegente Motti, non ci sarà ancora Donati (tornerà a disposizione completamente dalla prossima settimana), oltre allo squalificato Scaringi e anche a Falbo e Di Marco, entrambi con problemi muscolari. La rosa è stata comunque arricchita dai recenti innesti del portiere Poluzzi e del difensore Bani, entrambi arrivati dalla Serie B nelle ultime ore di mercato. Sul ruolo del portiere Marchionni non si sbilancia su possibili avvicendamenti — «Poluzzi è bravo, ma lascio la valutazione all’allenatore dei portieri» — mentre ha speso parole di grande stima per il terzino proveniente dal Mantova: «Bani è un giocatore molto valido, che può offrirci diverse soluzioni anche grazie al suo ottimo piede sinistro. Sta molto bene fisicamente, si è messo subito a disposizione e in carriera ha ricoperto più ruoli: un’arma in più per noi».

Al termine della conferenza, l’allenatore ha parlato anche dell’attaccante Pierluca Luciani. Il classe 2002 decise la gara d’andata ed è passato in settimana alla Torres in prestito secco. «Sono state fatte scelte con la società. Pier ha fato il suo, ovvero i gol. Magari non sono stato in grado di far tirar fuori al meglio le sue le caratteristiche. È partito in prestito quindi sarà patrimonio del Ravenna in futuro. Gli auguro di fare al meglio ciò che sa fare».

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