Nel panorama sportivo ravennate, accanto a calcio e pallavolo che continuano a occupare i vertici delle rispettive categorie, c’è una pallacanestro che sta vivendo il momento migliore della stagione. Nell’ultimo turno di Serie B Nazionale, l’Orasì Ravenna ha infatti vinto contro Caserta, detronizzandola dal gradino più alto della graduatoria. Un successo maturato in rimonta e che ha infiammato il Pala Costa, proiettando la squadra di coach Auletta al nono posto in classifica, in piena zona play-in. Una serata da ricordare, impreziosita dalla tripla “senza ritmo” di Gabriel Dron, che ha spezzato definitivamente l’equilibrio a 3 minuti dalla sirena finale. «Siamo riusciti a fare qualcosa che in pochi hanno fatto quest’anno (solo 3 sconfitte per i campani prima di domenica ndr) è stata una partita nella quale nessuno si è tirato indietro – racconta Dron – . Siamo partiti un po’ male ma siamo riusciti a tenerci sempre a debita distanza fino ad avere la meglio nel finale».
Classifica alla mano, Ravenna è in zona play-in a quota 22 punti, lontano sia dalla zona retrocessione (+10 punti) sia dai primi 6 posti che garantiscono un accesso diretto ai playoff (- 8 punti). Una classifica che sembrava impensabile fino a meno di un girone fa, quando i punti accumulati erano appena 6 in 10 partite. «L’obiettivo principale rimane sempre quello di salvare la categoria – sottolinea il capitano – non nascondo che da parte di tutti c’è l’ambizione di qualcosa di più e questo ci ha reso molto uniti. Cercheremo di fare il possibile per raggiungere quello che ci meritiamo».
Per Dron questa è la terza stagione consecutiva in giallorosso. Ogni anno la società (che ha spostato da pochi giorni la propria sede da Viale della Lirica a Via Darsena 19) rinnova la squadra inserendo allenatori e giocatori nuovi, che comportano assetti diversi ed equilibri da ricostruire. «Ripartire ogni anno con compagni nuovi è un po’ disagevole ma anche stimolante – spiega – non è sempre semplice creare un buon gruppo, ma quest’anno ci siamo riusciti alla grande». E rispetto alle stagioni precedenti? «La cosa che è cambiata di più è il livello: ogni anno si alza e anche quest’anno pochi risultati si possono dare per certi».
Nonostante la giovane età (classe 2002), Dron è uno dei più esperti del roster e indossa i gradi di capitano. Alla domanda su chi, tra i compagni più giovani, possa avere un futuro luminoso, non fa nomi: «Tutti possono avere un futuro splendente, dal primo all’ultimo. C’è molta voglia di fare e di emergere. A volte non ci si riesce solo per situazioni o perché magari manca esperienza, ma col duro lavoro sono certo che diranno la loro».
In un campionato sempre più fisico, Dron è anche il terzo giocatore ad aver subito più falli in stagione. Giocatore che oltre al tiro perimetrale, ha fatto della capacità di assorbire i colpi una parte integrante del gioco, nonostante non superi il metro e ottanta di altezza. «Sicuramente non è facile giocare con il livello fisico di adesso, bisogna adattarsi e crescere. Essere bassi ha i suoi svantaggi e i suoi vantaggi».
Arrivato a Ravenna in Serie B, in un momento di ridimensionamento dopo gli anni importanti in A2, Dron ha vissuto il cambiamento del club e l’umore di una piazza abituata per circa un decennio a palcoscenici più ambiziosi. Eppure, il legame con la città è diventato profondo. «Il mio rapporto con la città di Ravenna è una cosa che auguro a chiunque. È difficile trovare un posto da poter definire casa, ed io qui ho trovato proprio questo. I tifosi ti vogliono bene anche se fai male. E credo che anche quando vola qualche parola di troppo, sia tutto fatto senza cattiveria ma per amore della squadra».



