Cavalieri e spade laser, astronavi futuristiche, pericolosi Sith e droidi amichevoli: l’universo di Star Wars, con le sue storie e i suoi personaggi, ha da tempo trasceso i confini dello schermo e della fantascienza trasformandosi in un fenomeno di culto intergenerazionale. Ma in che modo una saga quasi cinquantenne riesce ancora a sopravvivere e a parlare alla contemporaneità? Per Roberto “Roby” Rani, ravennate classe 1974, il segreto è «nel viaggio: non solo quello “fisico”, in una galassia lontana lontana, ma l’astrazione di un universo fantastico che offre una via di fuga da una quotidianità sempre più allarmante». Nella vita Rani è il responsabile logistico di un’azienda di guarnizioni a Fornace Zarattini, ma nel tempo libero veste i panni di un cacciatore di taglie, tra elmi, armi stampate in 3D e uniformi logore.
È proprio per dare vita e materia a un frammento di quell’universo fantastico che nel 2010, insieme a Marco Puglia, Gabriele Galli, Federico Salatelli e Matteo Diversi, tutti appassionati di Guerre Stellari, nasce EmpiRa, il primo fanclub sul tema in città. «Uno spazio sicuro, una “club house” dove passare tempo di qualità tra persone che condividono le stesse passioni». Fin dal primo momento, il club si è dato degli obiettivi, tutti portati a termine nel corso di questi 15 anni: produrre un fan film, organizzare una convention e una maratona dei titoli della saga. Al 2025 gli iscritti al club sono circa 300 e, nel tempo, si è aggiunto un nuovo progetto: l’istituzione di un gruppo di costuming.
Nomads nasce nel 2023 e, da dicembre 2024, è diventato il primo fan group italiano ufficialmente riconosciuto dalla Lucasfilm. «Anche in questo caso tutto è partito come un gioco tra amici – spiega Rani –. Abbiamo creato i costumi, realizzato gli shooting e sottoposto il materiale alla commissione della casa di produzione cinematografica. Per loro è importante incentivare i progetti dei fan, ma bisogna attenersi a delle linee guida precise». Per questo il gruppo si è reso indipendente da EmpiRa: non può essere un’associazione o un’organizzazione registrata ma può partecipare a fiere e soprattutto a eventi benefici.
L’attività dei Nomads si inserisce a metà tra il cosplay e la rievocazione storica: lo scopo dei gruppi di costuming infatti va oltre il “travestimento” e cerca di ricostruire i costumi, gli scenari e gli atteggiamenti dei protagonisti della saga nella maniera più accurata possibile, cercando di reperire pezzi vintage o oggetti di scena scovati su Vinted e mercatini, oppure cucendo la pelle o stampando in 3D armi, elmi, pezzi di armatura e tutto quello che può aiutare a rendere un costume “swibes” (termine da loro inventato per identificare un costume che porta immediatamente alla mente l’estetica della saga).
Nello specifico, il gruppo dei Nomads si concentra nel dare vita a personaggi originali: non si replicano i costumi dei protagonisti iconici, ma si immaginano le vite e le storie di tutti gli altri “cittadini dell’Impero” che fanno da sfondo a Jedi e Stormtrooper. «Un gruppo di costuming va oltre il semplice cosplay. Il cosplay è un’attività individuale e il dettaglio non è sempre così importante. Noi cerchiamo di presentare uno stand immersivo, di ricreare un piccolo angolo di Galassia – precisa Rani –, la costruzione dei costumi è lunga e spesso anche costosa, cerchiamo di reperire props uguali a quelli usati nei prodotti ufficiali, tra cui materiale militare, uniformi belliche ma anche giocattoli in scala 1:1 prontamente modificati, e ci aiutiamo a vicenda nel realizzare artigianalmente i dettagli». Il gruppo conta 36 membri ufficiali: per partecipare non è necessario avere già un costume o abilità in ambito sartoriale ma è richiesta tanta passione e interesse verso la galassia di Star Wars: «È fondamentale per noi, creare una backstory ai nostri personaggi, coerente con l’universo immaginato da George Lucas, un po’ come succede nei giochi di ruolo da tavolo come D&D o nei larp (giochi di ruolo dal vivo ndr)» aggiunge il presidente.
Il gruppo, tuttavia, non si occupa di combattimenti con le spade laser coreografati o indirizzo sportivo, ma collabora con realtà dedicate. I costumi vengono poi approvati da una commissione interna di giudici, secondo dei parametri ben precisi e severe linee guida. In questi due anni i personaggi sono stati portati all’interno dell’ospedale di Bologna, per infondere un po’ di magia nei reparti di pediatria, e in diverse fiere di settore come il Nerd Show o il Play di Bologna, il Gardacon o il Comofun. In febbraio c’è stato invece un servizio fotografico in Normandia per cinque figuranti del gruppo. «Tra i progetti c’è anche quello di portare lo stand al Lucca Comics and Games e magari, forze permettendo, creare un nuovo evento a Ravenna per i 50 anni di Star Wars, nel 2027».
Nel 2019 EmpiRa ha organizzato Ravenna Strikes Back, una convention che ha radunato fan e appassionati da tutta Italia, mentre nel 2017 il fan club ha scritto e prodotto il cortometraggio Sacrificio: Unofficial Star Wars Story, girato interamente su territorio ravennate, da Marina di Ravenna all’Oasi di Punte Alberete e la pineta di San Vitale, ma anche utilizzando strutture abbandonate e alcuni residuati della Seconda guerra mondiale. Il fan-film, firmato da Rani e Puglia e diretto da Michele Lugaresi e Alessandro Randi, è stato poi presentato ufficialmente al Lucca Comics nel 2019: «Realizzare il film è stato bellissimo, riguardarlo… meno – sorride Rani –. In quanto fan siamo molto critici sul nostro lavoro, ma siamo felici di aver raggiunto questo traguardo. Avevamo iniziato un percorso di crowfunding, ma abbiamo avuto problemi per i diritti e abbiamo finanziato il progetto internamente».
Guardando al futuro del fandom, la speranza è quella di un ricambio generazionale che sembra tardare ad arrivare: «Il fandom di Star Wars è uno dei più longevi in Italia. Negli anni è cambiato, certo, abbiamo abbandonato i forum in favore delle più immediate community di Whatsapp. L’età media degli appassionati però rimane alta» ammette il presidente. Il club ravennate è composto principalmente da over 40, con qualche trentenne e pochi ventenni. «Soprattutto i nostri figli – scherza Rani –. Purtroppo la saga non ha saputo reinventarsi completamente come altri prodotti sul mercato: i più giovani sembrano interessati maggiormente al mondo Marvel, a Harry Potter o Stranger Things. I nuovi prodotti dell’universo di Lucas sembrano creare spaccature anche tra i fan di vecchia data: a serie come The Mandalorian o Andor, che hanno ridato respiro e speranza alla saga, si sono alternate uscite più controverse, come la trilogia del 2015 o la miniserie The Book of Boba Fett, Obi-Wan Kenobi o The Acolyte».



