Scrittore metà romagnolo e metà emiliano, Riccardo Landini ama i personaggi seriali. E li sa gestire con equilibrio tanto che, dal 2009 a oggi, ne ha creato tre. Tutti con caratteristiche particolari, diverse e curiose: Brenno Sandrelli è perito investigativo di un’assicurazione, che diventa detective privato molto hard boiled: quattro episodi; Astore Rossi è un restauratore che si muove fra Bologna e l’Appennino cercando di evitare i guai, senza riuscirci: altri quattro titoli. Infine c’è Giandomenico “Nico” Battaglia, poliziotto alle prese anche con affari di mafia, con il proprio antagonista, Giano Gozzi detto Buio.
È in libreria da qualche mese il terzo capitolo di questa nuova saga, “Di buio, d’oscurità e d’altri assassini” (Clown Bianco Edizioni), che sposta l’azione nella capitale dopo un generico nord Italia del primo, e dalle Marche del secondo. L’oscurità del titolo traspira da ogni pagina: in una Roma senza sole e tutt’altro che turistica, si muovono un vendicatore incappucciato, un assassino che colpisce prostitute africane, poliziotti simili a quello di L.A. Confidential del grande Ellroy. A complicare la situazione, in un convento si torna a parlare di un tesoro segreto; e quelle mura non hanno un unico segreto…
Fra possibili buoni e strani cattivi, mentre Nico Battaglia “diventa” Innocenzo Guerra, spicca Martina, poliziotta affascinante, anche se non bellissima, e che rispetta fino in fondo la legge. Molto il personaggio di Roman, adolescente con piccoli problemi di apprendimento, ospite del convento, descritto con affetto.
Ancora una volta Landini gestisce con naturalezza i diversi filoni della storia, con uno stile fluido, quasi sempre in terza persona; in alcuni capitoli “bis” a volte inserisce i commenti di qualcuno (il lettore deve scoprire da sé di chi si tratti), altre con dialoghi fra protagonisti, all’inizio anonimi, ma riconoscibili. Questo schema di scrittura rappresenta l’asse portante del romanzo, e l’attrattiva principale. Un romanzo, in sintesi, che riappacifica con il neo noir, spesso attraversato da altre atmosfere, cozy crime compresi, non sempre gradevoli. Un’ultima nota: ogni capitolo è preceduto da una citazione tratta dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Ah, non è da escludere che Buio possa tornare… Quindi: buona lettura.
Riccardo Landini parlerà del proprio romanzo giovedì 12 marzo, alle 18, da Liberamente Libri.



