“Naila di Mondo9”, molto più di un romanzo fantascientifico colto

Nelle pieghe dello spazio e del tempo esiste un mondo ricoperto di sabbia. Là, fra dune e spianate cheNaila sembrano senza fine, viaggiano navi immense, spinte dal vapore e montate su teorie di ruote: giganti straordinari composti da metallo vivo, che cresce, si riproduce e può morire.
Proprio così: le navi sono esseri senzienti, tanto quanto gli uomini che le governano; o che le vogliono avvelenare.
Intorno a loro si muovono altre creature, alcune prodotte da un morbo che viene diffuso dalla ruggine e che trasforma i tessuti organici in metallo, altre costruite dagli umani e che prendono vita grazie al potere del metallo. E tutto acquista davvero senso di fronte all’unica donna, capelli rossi e carattere indomito, comandante del cargo Syraqq: Naila. È lei che deve affrontare e sconfiggere la leggenda della Grande Onda, naturalmente di sabbia, per restituire la pace a quel pianeta.

Naila di Mondo9, eccellente romanzo di Dario Tonani (unico titolo italiano della collana Oscar Fantastica di Mondadori), ruota attorno a questi snodi. È la storia di un viaggio, un’avventura di mare, di odio e d’amore, in uno fra i luoghi più simbolici che esistano: il deserto.
Dario Tonani strizza l’occhio ai lettori e cita, con soavità, il ciclo di Dune e il pianeta Totooine di Guerre stellari; ma fa tornare in mente anche Moby Dick e alcuni passaggi di Terra bruciata di Ballard.

Naila di Mondo9 però è molto di più di un romanzo fantascientifico “colto”, intanto perché dà voce, con potenza, al “femminile” e non solo perché presenta come centro di gravità un’eroina, che vive la propria gravidanza insieme a quella… della propria nave. Ma perché rilegge e recupera i significati esoterici e religiosi del deserto. Il luogo in cui cresce e si fortifica Giovanni Battista prima di presentarsi a Israele; lo stesso spazio infinito scelto da Gesù per meditare e resistere al Grande Tentatore. La distesa infinita e senza pietà nella quale viaggiano, per quarant’anni, gli ebrei fuggiti dall’Egitto. Quindi sinonimo di morte e di (ri)nascita.
Naila, la Syraqq, l’equipaggio umano e i compagni metallici (mechardionici), affrontano un percorso reale ed esistenziale che ha come traguardo la salvezza di Mondo9 e il raggiungimento di una nuova pace universale.
Dario Tonani si conferma autore prezioso di immagini e azioni, con una fantasia senza limiti (come l’idea di creare un “linguaggio” del metallo che si percepisce con il tatto più che con l’udito) e in grado di creare molte storie grazie all’utilizzo di più piani temporali; e riesce a farle confluire tutte, fra un colpo di scena e l’altro, in un finale luminoso.
La copertina e le illustrazioni all’appendice, Miscellanea enciclopedica di Mondo9, sono realizzate da Franco Brambilla, maestro dell’immaginario fantascientifico italiano.

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