Nell’ordine, in questi primi giorni del 2026 abbiamo assistito a:
– copiose nevicate in collina e anche in pianura in tutta la Romagna, Ravenna compresa, dove sono rimaste chiuse le scuole un giorno in più del dovuto, quando ormai la neve nelle strade era sciolta.
– una settimana dopo, a due scosse di terremoto di Magnitudo 4,3 e 4,1 che hanno spaventato a morte un po’ tutti da queste parti, tranquillizzati soltanto dalle foto dei vigili del fuoco sulle colonne di piazza del Popolo, che evidentemente non era successo nulla di così grave.
– il giorno dopo, poi, Ravenna si sveglia senz’acqua, con la merda che rimane ferma per tutta una mattina nei water della città.
– in quella stessa giornata, abbiamo poi registrato un nuovo allarme smog, con le polveri sottili fuori controllo e due giornate in arrivo di provvedimenti d’emergenza per contenerle (che poi nessuno sappia di cosa si tratti è un altro discorso).
Nel frattempo, abbiamo anche visto:
– chiudere una pista ciclabile perché troppo danneggiata. No, non è stata riparata, è stata chiusa al pubblico.
– depositare tre querele, dico tre, nel giro di due settimane per altrettante aggressioni a sfondo sessuale subìte da due lavoratrici addette alle pulizie alla stazione ferroviaria di Ravenna. Il maniaco sarebbe un ragazzo che vive praticamente lì, ma che ha il divieto di stare in stazione per un anno da parte del questore.
– al centro commerciale Esp un sabato pomeriggio un tot di ragazzini che si picchiano tra loro e in particolare uno che viene picchiato da tanti altri, davanti agli occhi sbarrati di molti passanti. In quei giorni, sempre all’Esp, un 24enne è stato arrestato perché stava baciando senza il suo consenso una 12enne ubriaca.
Ravennati, su le mani per questo 2026. Ma tutto bene?



