venerdì
23 Gennaio 2026

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Forse non si è mai parlato tanto di Groenlandia. Ma cosa ne sappiamo davvero? Ecco un facile consiglio di lettura per gli amanti del giallo che vogliono esplorare un poco quella terra misteriosa. L’autore è Mo Malø e in Italia è pubblicato da Piemme con le traduzioni di Maria Moresco da tempi non sospetti (prima insomma che Trump decidesse di voler conquistare o annettere l’Isola agli Usa). Il primo, di oltre cinquecento pagine, è uscito nel 2023 e si intitola La notte bianca. Un giallo inuit, mentre il secondo è Un segreto di ghiaccio, ancora più lungo del precedente e con lo stesso capitano della polizia di Copenaghen Qaanaaq Adriensen, nato in Groenlandia ma cresciuto in Danimarca. A Nuuk, la capitale più a nord del mondo, la sua spalla diventa ben presto l’ispettore inuit Apputiku Kalakek, che gli farà da “Virgilio” in quella terra fitta di tradizioni, misteri e contraddizioni.

Se il primo dei romanzi si incentra su temi a sfondo ecologista (il capitano è stato mandato a indagare la morte di tre operai della Green Oil), il secondo si concentra più sulle difficoltà degli adolescenti Inuit, dandoci uno spaccato di profonda sofferenza della popolazione indigena. Nessuno dei due verrà ricordato negli annali del giallo per l’originalità della trama e l’eleganza della scrittura, ma di sicuro hanno entrambi il merito di aprire una finestra su un mondo che oggi più che mai ci ricordiamo che in qualche modo è anche Europa, ma che di fatto abbiamo tutti ignorato per secoli. Residuo del colonialismo europeo dei secoli passati, oggi quella terra è, nonostante la sempre maggiore autonomia conquistata, ancora parte del regno danese. E dal governo danese riceve benefit e supporto, come vediamo anche nei romanzi di Malo, ma in un rapporto sempre difficile con le popolazioni autoctone e con trascorsi non molto diversi da quelli degli statunitensi con i nativi americani delle riserve (vedi le politiche di controllo delle nascite). In Malo risuonano miti, leggende, credo religiosi che si intrecciano nelle trame in modo sapiente.

La lettura è sicuramente ritmata e invogliata proprio dal viaggio in quelle terre sterminate e freddissime e in entrambi i romanzi bisogna star pronti a scene adatte decisamente a stomaci forti, a molta azione e a salvataggi eroici, come spesso avviene quando ci si avventura anche solo letterariamente verso confini estremi. Si possono leggere gialli per tanti motivi, si tratta del genere che ormai più di altri si è rivelato in grado di raccontarci i mutamenti della società, dell’economia, della politica e di sicuro ci può fare anche da apripista nella scoperta di un paese. Non sarà un nuovo Tony Hillerman (l’autore americano da cui hanno tratto la bella serie di recente arrivata in Italia Dark Winds, ambientata appunto nella Nazione Navajo), ma può valere il viaggio. Se siete amanti di audiolibri, poi, da non dimenticare che entrambi quelli di Malo sono narrati dallo straordinario Michele Maggiore.

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