sabato
28 Marzo 2026

La distopia dei sogni

Condividi

Uscito da poche settimane per l’editore Tre60 nella traduzione di Maddalena Togliani, Il Dream Hotel di Laila Lalami è perfetto per chi ama le distopie politiche e sociali. L’autrice costruisce infatti un mondo in cui la grande tradizione del genere incrocia più strade per raccontarci un immediato futuro che stiamo costruendo in questo presente già di per sé piuttosto distopico. Come ormai in gran parte della letteratura contemporanea, c’è innanzitutto il cambiamento climatico. Qui è un mondo in cui gli incendi sono “stagionali” ed è un aspetto quasi secondario, di sfondo.

In primo piano invece c’è la privazione dei diritti, il tunnel di una sorta di carcere per non-detenuti e della normalità di regole e cavilli che cambiano in modo da rendere la vita impossibile, c’è un luogo parallelo in cui le persone sono vittime di decisioni arbitrarie fuori dal diritto in nome di una presunta maggiore sicurezza. Ognuno ci veda ciò che vuole, ma non c’è bisogno di andare negli Usa per trovare esempi calzanti. Ma nel romanzo c’è anche, naturalmente, un mondo dove la tecnologia ha preso uno spazio che occupa le menti degli individui, condiziona le leggi e le scelte politiche.

L’autrice è particolarmente abile a costruire un mondo in un futuro mai definito ma che possiamo immaginare incombente. E che usa contro più o meno consapevoli cittadini ciò che loro stessi sono stati disposti a cedere. Anche qui, quasi in omaggio a quella che forse è stata l’intuizione più lungimirante di Orwell in 1984, c’è la manipolazione del linguaggio per condizionare il pensiero dei cittadini e anche qui per la protagonista i libri e la scrittura autobiografica rappresentano un atto di ribellione e di resistenza. Accanto a questo c’è la capacità dell’autrice di raccontarci la vita di Sara, la protagonista, dandole una profondità dovuta al suo passato, a quel nome arabo, alla storia di mi- grazione della famiglia dal Marocco. Ne esce un personaggio femminile a tutto tondo attraverso cui conosciamo la sua famiglia, il suo ambiente, il suo matrimonio, i suoi pensieri più intimi e la sua capacità di analisi e a cui inevitabilmente ci affezioniamo. Con il ritmo di un thriller e un mistero che sarà comunque da risolvere, Il Dream Hotel è un romanzo che contiene più storie e che ci costringe a uno sguardo critico rispetto al mondo che ci circonda, ma che ci offre anche risposte, in qualche modo. Il destino di sopraffazione non appare del tutto ineluttabile e forse qualche reazione e qualche opposizione è ancora possibile, a patto di non perdere la memoria. Sconsigliato a chi è in cerca di spensieratezza…

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi