sabato
14 Febbraio 2026

Voci maschili

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I giurati, nell’assegnargli l’ultimo premio Booker hanno detto “di non aver mai letto niente di simile” e in generale “Nella carne” (traduzione di Anna Rusconi, edizioni Adelphi) di David Szalay è stato a più riprese definito il grande romanzo sulla “mascolinità”. E di sicuro è la storia di un uomo, raccontata dal suo punto di vista. Ed è la storia di un uomo che conosciamo da ragazzo e seguiamo attraverso l’intera vita, una parabola pazzesca che lo vede attraversare confini e classi sociali sempre spinto, apparentemente, innanzitutto, da una volontà dettata dall’istinto, da pulsioni che appunto potremmo definire spesso “carnali” e “maschili”. Stile asciutto, dialoghi essenziali, introspezione psicologica e autoanalisi visibili solo in controluce, il protagonista di Szalay sembra quasi rispondere, almeno fino a un certo punto, alle aspettative delle donne che incontra e appare fondamentalmente solo. Ad accompagnarlo lungo la parola la figura, neanche a dirlo, materna.

E a proposito di mascolinità, carne, solitudine può valere la pena recuperare un altro romanzo che contiene tutti questi elementi, insieme a molti altri per la verità, che è Nessun altro posto dove andare di Thomas Korsgaard (traduzione di Andrea Romanzi) edito da Sellerio nel 2025 ma uscito in Danimarca nel 2017 quando l’autore esordiente era poco più che ventenne. Un romanzo incentrato sulla vita di un giovane adolescente in una famiglia ai margini della società dove crisi economica, fragilità psicologica, dipendenze degli adulti sono raccontati attraverso la lente di chi sta faticosamente cercando di crescere e si trova ad affrontare un ribaltamento dei ruoli: è lui a doversi prendersi cura degli adulti incapaci di prendersi cura di lui. Un romanzo duro, una lingua tagliente per una costruzione sapiente in cui il lettore si trova ad assistere a momenti precisi della vita famigliare e personale del protagonista da ricomporre in un puzzle in cui alcuni pezzi sono da ricostruire daccapo. Primo volume di una sorta di autobiografia dell’autore, c’è da sperare che Sellerio prosegua con le pubblicazioni.

Infine, per libera associazione di idee, un altro libro potrebbe chiudere questo filo di letteratura maschile, anche questo su un ragazzo di diciassette anni. Forse non è quello “spartiacque” nella letteratura young adult che alcuni ritengono che sia, ma di certo Caldo di Victor Jestin. pubblicato da e/o e tradotto dal francese da Alberto Bracci Testasecca resta un libro assai interessante per più di un motivo. Dell’adolescenza ci racconta in effetti soprattutto l’impenetrabilità, il disorientamento di fronte a se stessi. C’è un comportamento del protagonista inspiegabile, una suspense che attraversa il racconto e un desiderio di capire ciò che appare incomprensibile. Mentre romance, “cozy thriller”, saghe famigliari sembrano cercare di conquistare il pubblico delle lettrici, che hanno da tempo superato numericamente quello dei lettori, questi sono tre libri che aprono uno squarcio sul mondo visto al maschile dall’interno, tutti e tre profondamente disturbanti – credo soprattutto per un pubblico femminile – e quindi proprio per questo da non perdere.

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