giovedì
26 Marzo 2026

Ciaccona, la danza che ha reso il mondo un po’ più bello

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Si suppone che derivi dal basco rimandando al significato di gentile, grazioso. Oppure dallo spagnolo o dal portoghese, legato a un’onomatopea che richiama il suono delle castañuelas. O forse ancora da qualche parola proveniente dall’America Latina. Ma forse no, l’unica cosa sicura è che non è certa l’origine del vocabolo. Quale sia è facile saperlo e chi è un amante dei tempi di danza lo ha, forse, già indovinato: la ciaccona.

Questa danza ha riempito innumerevoli fogli di pagine pentagrammate con inchiostro nero vergato per intrecciar note tra di loro. Cosa sia questa Ciaccona è presto detto. Come già accennato, è una danza (ternaria) arrivata in Europa nel Cinquecento dal Nuovo Mondo e che, a tutta prima, scandalizzava le corti di tutto il Vecchio Continente per la sua lascivia. Sia stato per la sua scostumatezza o per la sua attrattiva magnetica, i musicisti si sono subito innamorati di lei e, utilizzando la sua struttura armonica come una idée fixe (quasi un ostinato), unita allo spostamento dell’accento su secondo dei tre piedi, la consacrano nella Storia. E pensare che Cervantes (nelle sue Novelas ejemplares) giunge a dire, nel 1613, che «il ballo della ciaccona imprigiona la vita onesta». Eppure, in un battito d’ali, si trova proprio la Ciaccona in composizioni tutt’altro che frivole tanto che, addirittura, si arriva a comporne per organo, strumento con più di un riflesso divino nella concezione dell’epoca.

A questa attrazione non si negarono nemmeno i compositori più rinomati dell’epoca: Frescobaldi, Falconieri e pure Monteverdi (chi non ha mai sentito Zefiro torna dagli Scherzi musicali del 1632 si percuota col cilicio e vada subito a fare ammenda!). E poi c’è lui, anzi Lui: Johann Sebastian Bach. Questo signore nato in un paesello come l’Eisenach del 1685 regala al mondo l’esempio più grande di Ciaccona.

Posta in calce alla seconda Partita per violino solo, questo movimento è forse più lungo di tutto il resto della composizione. 256 battute di variazioni delle prime quattro battute che racchiudono tutta l’anima ritmico-armonica del brano che solo un compositore dalla padronanza assoluta della materia poteva concepire con una ripartizione in tre aree che delinea una struttura dialettica dall’impronta fichtiana che ha affascinato il mondo. Non si può dire che la Ciaccona debba la sua fortuna a Bach, certo è, però, che l’architettura sonora del mondo, senza quella ciaccona, sarebbe decisamente meno bello.

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