In una ipotetica hall of fame dei vini più adatti all’agognato arrivo della primavera, rientrerebbe sicuramente il Bakkanali Rosa 2023 Toscana Igt dell’azienda Bakkanali (fantasia saltami addosso). Siamo sull’Amiata, che è il più grande e il più alto (1.738 metri) di una serie di duomi lavici risalenti al Pleistocene che si trovano tra Siena e Grosseto. Posto da paura, che ve lo dico a fare. Qui Sebastian Nasello (enologo) e Ugo Fabbri (mente ispiratissima del vino artigiano) tirano fuori, tra le altre chicche, questo Sangiovese in purezza vinificato con pigiadiraspatura, una sola notte di macerazione sulle bucce e successiva fermentazione in vasche di cemento.
Un rosato “nudo”, essenziale, che esprime la materia cruda del vitigno con freschezza e immediatezza. Il naso, loquace, ci parla di ciliegia, melagrana (che ne richiama anche il bel colore), lamponi, con un inaspettato tocco di vaniglia, in bocca una grande presa acida e una tensione che invitano alla beva (e non è educato declinare gli inviti). Siamo in presenza di un rosato oltremodo profondo e strutturato, di personalità wagneriana, che si distingue chiaramente dai suoi pari. Costicchia, ma tanto il mondo è andato no?



