“Is it future or is it past?” (Twin Peaks). La cinematografia occidentale ha cercato spesso di raccontare il futuro, che in alcuni casi è già diventato passato, prevedendo cosa sarebbe successo. Analizziamo due cult movie di due decenni differenti.
Rollerball (di Norman Jewison, 1975)
La società mondiale del 2018 ha azzerato i conflitti, ma al prezzo della scomparsa delle nazioni, sostituite da grandi Corporazioni che, garantendo un benessere effimero, esercitano un controllo totale sulla vita dei cittadini. La violenza è tollerata unicamente all’interno dell’unico sport nazionale, il rollerball: una sorta di bowling umano sui pattini, in cui, man mano che si avanza verso le fasi finali del torneo mondiale, le regole si dissolvono lasciando spazio a una ferocia sempre più estrema. Il giocatore simbolo è il capitano di Houston, Jonathan E. (un grande James Caan), un uomo ancora capace di pensiero indipendente, al quale i rappresentanti del potere chiedono di ritirarsi. In piena Guerra Fredda, è naturale leggere nel film una possibile metafora dell’Unione Sovietica, ma l’opera voleva anche rappresentare un monito per la società americana. Il contesto politico delicato si riflette anche nella scelta di escludere Mosca dalle finaliste del torneo, a favore di Madrid, Tokyo e New York. Elemento distintivo del film è la magnifica colonna sonora, composta da celebri brani di musica classica. Pur avendo probabilmente intenti più ampi, il film finisce per immaginare un 2018 che, a livello concettuale, non appare così distante dalla realtà. Proprio questa vicinanza lo rende ancora oggi una visione classica ma sorprendentemente attuale, ricca di spunti e ideale per stimolare il dibattito.
Essi vivono (di John Carpenter, 1988)
Sempre in un futuro prossimo, in una Los Angeles decaduta e deturpata dall’attuale sistema politico, l’operaio John Nada trova un paio di occhiali che permette di vederci molto chiaro: i manifesti pubblicitari sono messaggi subliminali (“obbedisci”, “consuma”, ecc…) e i capi(talisti) e la maggior parte dei poliziotti sono alieni scesi nel nostro pianeta con lo scopo di prosciugarne le risorse. Se (forse) Rollerball puntava il dito contro il comunismo, qui succede l’esatto contrario, perché Essi vivono, film dichiaratamente progressista, individua il capitalismo come il male assoluto e le forze dell’ordine come meri esecutori del potere vigente. Anche in questo caso non siamo lontani da una realtà dove l’ambiente è deturpato, il potere è in mano di pochi e le forze dell’ordine si sentono spesso autorizzate ad abusare del proprio potere. Carpenter, autore della colonna sonora, omaggia a mani basse la fantascienza degli anni ’50, suo pallino, presente in ogni elemento della vicenda, dagli alieni alle trasmissioni tv. Il film è diventato un cult ed è stato omaggiato in ogni modo.



