La minisaga di USS Callister (da Black Mirror, 2 episodi)
Le vicende narrate in USS Callister e nel suo seguito USS Callister: Infinity fanno parte della magnifica serie antologica Black Mirror e sono, rispettivamente l’episodio 4×01 e 7×06 (dove i primi numeri indicano le stagioni), e il genere è dichiaratamente, e fortemente, la fantascienza. Robert Daly è un brillantissimo programmatore, co-fondatore dell’azienda che ha realizzato il suo videogioco capolavoro, Infinity, capace di trasportare i suoi giocatori in un universo virtuale fantascientifico, difficilmente distinguibile dalla realtà. La narrazione scorre su due piani paralleli: nella realtà Robert è di fatto succube del socio James Walton, e conosce e stringe un rapporto apparentemente cordiale con la nuova arrivata Nanette; nella realtà virtuale, invece, è il comandante dell’astronave USS Callister, spietato despota di un equipaggio (tra cui lo steso Walton) totalmente soggiogato. Tra i due livelli esiste però un ponte, un legame che non è possibile, né giusto, svelare qui. Nel suo sequel la vicenda prosegue esattamente dove si era interrotta, sorprendendo uno spettatore che credeva di trovarsi davanti a un episodio autoconclusivo. Probabilmente lo era, ma al suo creatore sono venute nuove e ottime idee, ed è stato giusto e piacevole svilupparle. Il modello, l’omaggio, il padre di questo immaginario ha un solo nome: Star Trek.
Tuttavia, trattandosi di uno dei contenitori di episodi più celebri dei nostri tempi, non mancano rimandi interni allo stesso Black Mirror: in particolare al mai dimenticato San Junipero, con qualche eco che rimanda anche al più lontano White Bear. Il fatto di poter oggi vedere entrambi gli episodi consecutivamente, nonostante siano passati oltre sette anni tra l’uno e l’altro, consente di considerarli come un unico film di circa due ore, o forse come l’inizio di una sorta di “sottoserialità” interna alla serie: uno spin-off potenziale che potrebbe continuare, con il rischio però di diventare davvero infinity e finire per stancare. Jesse Plemons, che ricorda non poco Matt Damon, è un perfetto “capitano Kirk”, e l’intero cast sostiene una delle vette più alte della serie e uno dei migliori prodotti di fantascienza degli ultimi vent’anni, seppur inevitabilmente derivativo. La componente distopica, ciò che rende USS Callister un Black Mirror a tutti gli effetti, la lasciamo scoprire allo spettatore. Questa recensione è volutamente incompleta nei dettagli e nell’analisi tematica, per preservare la forza della fusione tra generi e idee. Possiamo solo anticipare che il risultato non è affatto deludente: sia gli irriducibili fan di Star Trek, sia gli appassionati di tutto ciò che è “fanta” non potranno che apprezzarlo.



