sabato
30 Agosto 2025

Omaggio al grandissimo Lumet e un invito a scoprire il cinema di Gregg Araki

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Quinto potere, di Sidney Lumet (1976)
Lo scorso 9 aprile è scomparso uno dei più grandi registi di tutti i tempi, quel Sidney Lumet che ha dato al cinema capolavori come La parola ai giurati, Serpico e Quel pomeriggio di un giorno da cani. Tra i suoi film meno famosi ce n’è uno di un’attualità devastante: Quinto potere, o più semplicemente, Network, che non è neanche lontano parente del capolavoro di Orson Welles Quarto potere.  Capostipite dell’invettiva e critica del cosiddetto “quinto potere”, quello della televisione (traduzione quindi non idiota, ma inutile), il film parla dell’attenzione mediatica data a un conduttore televisivo che annuncia in rete il suo imminente suicidio. Il suo Network farà di tutto per sfruttare il momento di alto share e popolarità nazionale. Feroce, cinica e divertente parodia del mondo della tv, Quinto potere ha due difetti essenziali: oltre a essere maledettamente realista ed aver ispirato i grandi film sulla tv degli ultimi 35 anni, è, suo malgrado, capostipite di una televisione ancora peggiore di quella narrata. Film classico e bellissimo, con recitazione ai massimi livelli grazie a mostri del calibro di Peter Finch (Oscar), Faye Dunaway (Oscar), Beatrice Straight (Oscar), Robert Duvall e un irriconoscibile William Holden. La regia di Lumet (Golden Globe) è qui particolarmente azzeccata e sopra le righe e conferisce a un racconto purtroppo realista una dimensione caricaturale che non fa che rendere ancora più amara la pillola da ingerire per lo spettatore. La sdrammatizzazione finale, forse, è l’unico elemento invecchiato del film: la tv fa paura, eccome. Recuperatelo, in dvd, così ve lo guardate comodi… in televisione!

Kaboom, di Gregg Araki (2010)
Purtroppo Gregg Araki da noi è un regista quasi sconosciuto, questo anche a causa delle tematiche dominanti dei suoi film: sesso, omosessualità, droga e visioni. I pochi film distribuiti sono stati brutalmente macellati di tagli e censure, degli altri non sappiamo nulla. Il suo ultimo film, Kaboom, è stato presentato al festival di Cannes, ottenendo anche un riconoscimento per miglior film a tematica omosessuale. Ambientato al campus universitario, il film ha come protagonista Smith che ha due sogni ricorrenti: fare sesso col suo compagno di stanza e una stranissima situazione in cui si ritrova davanti a degli sconosciuti e una bara. Una sera, sotto effetto di droghe, trova e conosce questi protagonisti… sogno e realtà a questo punto mandano in confusione Smith che non riesce più a percepirne le differenze. Film dal titolo azzeccatissimo (chi guarderà capirà), divertente e amorale, Kaboom ci mostra un mondo bizzarro, che non piacerà a tutti, ma che è indubbiamente un luna park di situazioni e colori. Lo stile narrativo ricorda molto il mondo letterario di Bret Easton Ellis (Meno di zero, American Psycho e soprattutto Glamorama), anche se qui si vira maggiormente sulle situazioni comiche. Trascinato da una colonna sonora bellissima, Kaboom è un film originale e irriverente, che aspetta solo di uscire da noi, è stato acquistato per la distribuzione e probabilmente starà facendo a botte per non essere tagliato. Per chi non fa del moralismo una bandiera, e ha possibilità di guardarlo in versione originale, sappia che in rete sono disponibili sottotitoli italiani.

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