Un censimento per immobili privati in disuso disponibili a rigenerazione per riuso

Entro il 20 aprile 2023 i proprietari di edifici nei sei comuni della Romagna Faentina potranno segnalare l’interesse a essere presi in considerazione per progetti utili anche per il nuovo Pug

Faenza Visuale

Veduta aerea di Faenza

L’Unione della Romagna Faentina ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per la segnalazione di immobili privati disponibili ad essere sottoposti a interventi di riuso e di rigenerazione urbana. L’avviso si rivolge a privati, operatori economici, imprese o altri soggetti che hanno la proprietà di un immobile nel territorio dei sei comuni dell’Unione (Faenza, Castel Bolognese, Solarolo, Brisighella, Riolo, Casola) e che nelle intenzioni può essere rigenerato, ad esempio, per finalità associative, culturali o per avviare start-up o piccole imprese o ancora per politiche abitative e per altre progettualità. Le procedure di segnalazione degli immobili non comportano impegni o vincoli, anche di natura economica, per i proprietari.

Una delle finalità dell’amministrazione con questa procedura, è la possibilità di poter creare una mappatura del patrimonio edilizio, dismesso in disuso, incompiuto o semplicemente da riqualificare, utile anche per la redazione del Piano urbanistico generale (Pug) intercomunale.

Il censimento di questi immobili verrà pubblicato sul sito istituzionale dell’Unione faentina, con i relativi elaborati. L’amministrazione provvederà quindi a individuare, fra gli immobili segnalati, quelli funzionali alla composizione dell’Albo degli immobili, così come richiesto da una specifica legge regionale, resi disponibili per la rigenerazione urbana.

Le segnalazioni possono essere inviate all’indirizzo pec@cert.romagnafaentina.it entro la mezzanotte del 20 aprile 2023 compilando la modulistica che può essere reperita in questa sezione del sito web dell’Unione Romagna Faentina.

«Nelle nostre città – si legge nella nota diffusa dall’Unione – sono tanti gli spazi inutilizzati e rimasti indietro rispetto alle trasformazioni economiche e culturali della società, che oggi, per motivi diversi, non trovano l’energia per essere rigenerate. L’impegno a contenere il consumo di suolo e prevenire forme di degrado urbano chiede anche di trovare, tra pubblico e privato, gli strumenti per rigenerare e ridefinire la funzione di questi spazi oggi inutilizzati. Il riuso e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente – soprattutto quello di scarsa qualità che non soddisfa i requisiti minimi di efficienza energetica, sicurezza sismica, che versa in stato di abbandono o anche di prolungato inutilizzo – porterebbe a diminuire lo stato di degrado degli immobili stessi e dalle aree in abbandono nei quali si trovano e creerebbero nuove occasioni di rigenerazione del contesto urbano».

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