Troppa violenza alle partite, la parrocchia toglie il campo alla società di calcio

Pugno duro della diocesi contro il Santerno per ragioni etiche: i biancazzurri militano in Seconda Categoria e le gare casalinghe sono state segnate da episodi in campo e sugli spalti con l’intervento anche dei carabinieri. A rischio l’attività estiva del settore giovanile e l’iscrizione della prima squadra al prossimo campionato. Il Comune prova a mediare per far proseguire l’attività «ma il clima deve cambiare»

Santerno

Il campo sportivo della parrocchia San Sisto II di Santerno in via degli Angeli

La diocesi di Ravenna ha deciso che il campo di calcio della parrocchia di Santerno non sarà più a disposizione della società sportiva del paese per ragioni etiche. Una serie di disordini e violenze fisiche e verbali in campo e sugli spalti anche con cori razzisti, risolte con l’intervento dei carabinieri, ha portato la curia ad applicare la clausola risolutiva dell’accordo con cui concedeva l’impianto al Comune che a sua volta lo aveva assegnato con una convenzione all’associazione sportiva dilettantistica che milita in Seconda Categoria, penultimo gradino dei campionati gestiti dalla Figc. In conseguenza della mossa della diocesi, l’amministrazione comunale non ha potuto fare altro che notificare la revoca della concessione: il 31 maggio i biancazzurri dovranno riconsegnare le chiavi. Rischia di saltare il campus delle giovanili con 25 bambini iscritti per due settimane in giugno e all’inizio di luglio c’è la scadenza per l’iscrizione al prossimo campionato della prima squadra ed è possibile che l’attività sportiva non prosegua altrove.

Don Dario Szymanowsky, parroco di San Sisto II, preferisce non commentare la vicenda e per i commenti rimanda alla diocesi. Da ambienti della curia si apprende che la decisione è maturata proprio sulla base dei frequenti episodi sopra le righe che hanno riguardato anche gli arbitri inviati sul campo. Le segnalazioni da parte dell’Aia e i referti arbitrali hanno irritato i vertici diocesani non più disposti a tollerare un clima di tensione continua in casa propria.

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Fabrizio Bezzi, consigliere del Santerno che segue la prima squadra, non sa spiegarsi la stangata: «Un anno fa abbiamo ricevuto una lettera di diffida dalla curia dopo una partita in cui in effetti le cose sono andate molto oltre le regole. Ci veniva detto che in caso di altri episodi simili sarebbero arrivati provvedimenti. Per quei fatti ci sono state squalifiche che abbiamo scontato e non ci sono stati altri casi. Credevo che tutto fosse chiuso e invece ora riceviamo la revoca». Il dirigente ritiene che sulla decisione abbiano avuto un peso eccessivo i referti arbitrali: «L’arbitro scrive quello che ritiene di dover scrivere ma non c’è una parte terza che giudica». Nelle prossime ore la società si riunirà per affrontare la questione: «Proveremo a parlare con il Comune e la curia, speriamo si riesca a trovare un accordo perché difficilmente una piccola società come la nostra può permettersi di traslocare in affitto su un altro campo. È molto probabile che se non avremo più il campo di Santerno chiuderemo l’attività e penso sarebbe un peccato per una società che 15 anni fa è ripartita da zero con nuove persone».

La questione più urgente è quella che riguarda le giovanili. Dal punto di vista formale l’attività di circa 60 bambini è gestita da una società presieduta da Federico Succi, slegata da quella della prima squadra. «Ci ritroviamo anche noi senza campo – si rammarica Succi – anche se nelle vicende non siamo coinvolti. A oggi non abbiamo un campo per il campus e per alcuni tornei estivi. Stiamo alla finestra e cerchiamo una soluzione».

Il Comune sta seguendo la vicenda da vicino: si è trovato nel ruolo di intermediario tra curia e Santerno ma a sua volta si era fatto sentire con una diffida dopo i fatti più gravi. Palazzo Merlato sta trattando con le parti coinvolte: obiettivo principale riuscire a garantire lo svolgimento dell’attività giovanile nel finale di stagione per evitare che i baby calciatori paghino colpe non loro. In seconda battuta si proverà a trovare un campo per la prima squadra, ricucendo lo strappo a Santerno o altrove. In ogni caso la condizione necessaria è una e chiara: il clima deve cambiare una volta per tutte perché dalle parti del Comune non intendono tollerare il ripetersi di episodi gravi.

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