martedì
17 Febbraio 2026
l'indagine

Meno di un terzo degli stranieri irregolari inviati in ospedale dalla questura ha ottenuto il certificato di idoneità al rimpatrio

Sarebbero otto (su 11 del reparto) i medici indagati

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Negli ultimi diciotto mesi 34 stranieri irregolari destinati ai Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) sono stati inviati dalla questura di Ravenna al reparto di Malattie infettive dell’ospedale cittadino per la valutazione di idoneità sanitaria alla detenzione amministrativa e alla successiva espulsione. Oltre la metà dei casi è risultata inidonea: dieci persone avrebbero rifiutato la visita clinica, altre dieci sono state dichiarate non idonee ai Cpr dai medici, mentre per i restanti è stato rilasciato il nulla osta per il rimpatrio.

Lo rende noto il Corriere Romagna in edicola oggi, sottolineando come questi numeri abbiano portato all’inchiesta della procura sui presunti certificati “anti rimpatrio” e alle tanto discusse perquisizioni di giovedì scorso.

Attualmente – secondo quanto scritto sempre dal Corriere Romagna – risulterebbero indagati otto medici (e non sei come scritto in precedenza) su 11 complessivi del reparto di Malattie infettive, con l’ipotesi di reato di falso ideologico continuato in concorso.

Tra gli elementi sotto esame figurano riferimenti alla Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm) e ad altre associazioni che avrebbero invitato i medici a valutare i rischi sanitari legati alla detenzione nei Cpr. Circolerebbero moduli prestampati per attestare la non idoneità alla permanenza nei centri, contenenti valutazioni generali su possibili criticità sanitarie e organizzative.

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