L’uomo arrestato dalla polizia di Ravenna perché ritenuto il cosiddetto “ladro del cric”, cioè l’autore di numerosi furti notturni in abitazione utilizzando un cric per auto per divaricare le sbarre delle inferriate, ha respinto ogni accusa nell’interrogatorio di garanzia avvenuto ieri, 20 febbraio. Il giudice per le indagini preliminari, però, ha accolto la richiesta della procura e ha stabilito che il 35enne albanese Arber Kashnjeti resti in carcere. Il giudice condivide il rischio di reiterazione del reato sostenuto dagli inquirenti perché si tratterebbe di un criminale seriale. La notizia è riportata sulle pagine del quotidiano Il Resto del Carlino che ha raccolto le parole dell’avvocato di Kashnjeti. L’accusato si trova in cella a Regina Coeli (è stato arrestato il 17 febbraio all’aeroporto di Ciampino quando è atterrato dall’Albania) e ha partecipato all’udienza in collegamento da remoto.
I furti sotto indagine risalgono al biennio 2023-2024. Nelle 17 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare sono tre gli episodi attribuiti al 35enne: un tentato furto a ottobre 2023 in via Cavalcoli, 700 euro in contanti rubati in via Sansovino a febbraio 2024 e un tentato furto in via del Mugello nell’aprile 2024. L’uomo è indagato per una ventina di episodi ed è sospettato di altri settanta circa. In quel biennio, infatti, si registrarono in provincia una novantina di furti compiuti o tentati con la stessa tecnica del cric.
Gli investigatori lo ritengono colpevole sulla base di accertamenti che sono partiti dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza nelle abitazioni svaligiate o nelle immediate vicinanze. Sommando i filmati ne sono uscite una serie di caratteristiche fisiche ricorrenti: corporatura robusta, gambe tozze, addome prominente, padiglioni auricolari molto grandi, setto nasale deviato, camminata con andatura ciondolante.
Alla fine di agosto del 2024 Kashnjeti è stato portato in questura, perché sospettato dopo essere stato visto da una pattuglia in una delle zone teatro dei furti, e le foto e i video fatti in quel momento avrebbero dato conferma nel confronto con il materiale della videosorveglianza.



