giovedì
12 Marzo 2026
Dati

Aumentano le aggressioni agli operatori sanitari in Romagna: 539 casi nel 2025

L'aumento rispetto all'anno precedente è stato dell'8,2 percento, a livello regionale crescita dell'1,2

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In occasione della giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, che ricorre il 12 marzo, l’Ausl Romagna (Azienda Unità Sanitaria Locale) ha diffuso i dati relativi al fenomeno sul territorio romagnolo e risulta un lieve aumento degli episodi segnalati: nel 2025 sono stati 539, contro i 498 registrati nel 2024 (aumento dell’8,2 percento). L’incremento è più alto della media regionale, dove le segnalazioni sono passate da 2.682 nel 2024 a 2.715 nel 2025 (+1,2 percento).

Analizzando i dati, il trend in aumento riguarda soprattutto l’area territoriale rispetto a quella ospedaliera. Negli ospedali della Romagna restano costanti le segnalazioni provenienti dal pronto soccorso, che nel 2025 sono state 35, mentre risultano in calo quelle registrate negli altri reparti. Sul territorio, invece, risultano particolarmente coinvolte le aree ambulatoriali: nel 2025 hanno registrato 67 segnalazioni, con un aumento dell’11,9% rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda il tipo di aggressione, nella maggior parte degli episodi è verbale. In Romagna queste segnalazioni sono cresciute del 5,1% rispetto al 2024, mentre a livello regionale l’aumento è stato del 7,6 e rappresentano l’89,1 percento del totale. Gli episodi di tipo fisico, invece, sono in calo del 2,2% in Romagna e in aumento del 7,6 in Emilia-Romagna dove rappresentano il 28,1% dei casi. Gli episodi contro la proprietà dell’azienda risultano in calo in Romagna (-5,7 percento) e in regione (-19,6).

La categoria professionale più colpita, sia nei dati di Ausl Romagna che in quelli regionali, risulta essere quella degli infermieri, seguita da medici e operatori socio-sanitari. Tra il personale del comparto sanitario si registra un leggero calo delle segnalazioni rispetto all’anno precedente, mentre risultano in lieve aumento quelle che riguardano la dirigenza medica. Nel dettaglio, a livello regionale, gli infermieri rappresentano il 59,6% dei casi totali, mentre i medici hanno registrato l’incremento più significativo, passando dal 13,6% al 15,8% degli episodi complessivi.

L’obiettivo dell’Ausl è contrastare un fenomeno che richiede strumenti di sicurezza e la promozione di una cultura del rispetto e della dignità degli operatori. Per questo nel corso del 2025 l’azienda sanitaria assicura di aver mantenuto alta l’attenzione sul tema, potenziando i sistemi di videosorveglianza, aumentando la vigilanza con un maggior numero di guardie giurate e rafforzando la collaborazione con le Forze dell’Ordine nei diversi ambiti territoriali. A queste misure si affiancano gli interventi promossi dalla Regione, tra cui l’installazione di sistemi di illuminazione, pulsanti di allarme e vetri anti-sfondamento. Particolare attenzione è dedicata anche al supporto psicologico a all tutela legale per agli operatori vittime di aggressioni. Sono stati organizzati anche corsi di formazione con un focus specifico sulla prevenzione, sulla comunicazione e sulla gestione delle situazioni critiche.

«Parliamo – dichiara Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna in una nota per la stampa – di un fenomeno inaccettabile e incomprensibile: professionisti che ogni giorno si prendono cura di noi, invece di essere ringraziati vengono aggrediti, verbalmente o addirittura fisicamente. Prevenire violenze e molestie significa promuovere ambienti di lavoro sicuri e inclusivi. Si tratta di eventi che incidono sul clima organizzativo, sulla motivazione professionale e sulla capacità del sistema sanitario di rispondere in modo efficace ai bisogni di cura».

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