venerdì
20 Marzo 2026
Immigrazione

Caso certificati Cpr, l’avvocato: «Vanno controllate anche le pubbliche amministrazioni che trattano i diritti degli stranieri»

Andrea Maestri ricostruisce la vicenda di un 68enne albanese che in 48 ore ha vissuto un’odissea tra poliziotti, giudici e medici

Condividi

«È importante trovare nella magistratura un efficace e effettivo presidio di legalità che controlla e sanziona non solo i singoli ma anche le pubbliche amministrazioni che hanno il delicato compito di trattare i diritti umani fondamentali delle persone di origine straniera». È la riflessione dell’avvocato Andrea Maestri, esperto di diritto dell’immigrazione, dopo il caso di un 68enne albanese residente a Ravenna che in 48 ore ha vissuto un’odissea tra poliziotti, giudici e medici, rischiando di finire in un centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) per poi ritrovarsi di nuovo a casa in attesa di una ulteriore sentenza del tribunale che definisca il suo status dopo la revoca del permesso di soggiorno che aveva da 22 anni. Avevamo raccontato la vicenda già ieri su queste pagine, riprendendo un post dell’avvocato su Facebook. Maestri ora torna sul caso con maggiori dettagli, anche per replicare ai resoconti di cronaca pubblicati oggi, 20 marzo, da alcune testate locali.

Il 68enne risulta allo stato attuale ancora incensurato (ha alcuni precedenti non definitivi) e all’inizio del 2026 si è visto revocare il permesso di soggiorno dopo oltre 20 anni di regolare permanenza in Italia con la propria famiglia: «La revoca è per due condanne di cui nessuna definitiva. Ha impugnato il decreto del questore di Ravenna al tribunale di Bologna ma il 17 marzo scorso, prima che il giudice si pronunciasse sulla sospensiva, la prefettura ha notificato al mio assistito un decreto di espulsione amministrativa dal territorio nazionale. Non perché soggetto socialmente pericoloso, bensì in ragione della irregolarità del soggiorno determinata dalla revoca del permesso».

Il 17 marzo la convocazione in questura a Ravenna dove l’uomo ha manifestato la volontà di chiedere il riconoscimento della protezione internazionale e coinvolto l’avvocato Maestri: «Ho inviato una Pec alla questura chiedendo che fosse avviata la procedura di asilo. La Pec veniva ricevuta alle 10.42. Il decreto di espulsione, unitamente al decreto di accompagnamento alla frontiera, è statp notificato al mio assistito alle 11.50». Il giorno dopo, il 18 marzo, il giudice di pace pronunciava un provvedimento di diniego della convalida dell’accompagnamento alla frontiera ma il cittadino straniero veniva comunque colpito da un nuovo decreto del questore: «Questa volta per il trattenimento in un Cpr come prevede la legge quando viene presentata la domanda di asilo nel corso dell’esecuzione di una misura di espulsione, anche se non è questo il caso. In questo nuovo decreto, a differenza del decreto di espulsione prefettizio, compare per la prima volta l’affermazione che “è possibile desumere la pericolosità sociale del cittadino straniero”». Una nota della questura riferisce che a carico del 68enne pendono precedenti per maltrattamenti in famiglia, minaccia e lesioni personali.

Di fronte a un provvedimento di trattenimento in un Cpr, l’uomo è stato accompagnato in ospedale per la certificazione dell’idoneità al trattenimento. «Un medico del pronto soccorso e non del reparto infettivi come si legge sulla stampa – sottolinea Maestri – certificava l’idoneità nonostante la sussistenza di attacchi di panico frequenti durante la notte, diabete mellito tipo II, cardiopatia ischemica cib angioplastica, tumore operato pochi anni fa. Le ideazioni autolesive sono state ritenute a scopo dimostrativo e rivendicativo nonostante in anamnesi precedente valutazione psichiatrica a giugno 2023 in seguito ad assunzione di tre compresse di xanax». Il medico del Ps di Ravenna non ha ritenuto necessaria valutazione infettivologica: «Nonostante gli esami del sangue evidenziassero globuli bianchi superiori alla norma che potrebbero indicare infezioni batteriche o virali».

Al Cpr Corelli di Milano altri medici della Asl lombarda lo hanno certificato non idoneo al trattenimento per le stesse patologie sopra indicate. E l’uomo è rientrato a casa.

Nel frattempo è arrivato il decreto del tribunale di Bologna che ha sospeso l’efficacia del decreto del questore di Ravenna che aveva revocato il permesso di soggiorno e ha ordinato alla questura la riconsegna del permesso di soggiorno al cittadino straniero, fino alla definizione del giudizio di merito. È arrivata anche la sospensiva del giudice di pace di Ravenna che ha bloccato in via cautelare la procedura espulsiva.

«Occorre riflettere sull’importanza di garantire, anche attraverso la mobilitazione dei colleghi e della società civile, ai medici un contesto di solidarietà e sostegno che li affranchi dalla paura, umanamente comprensibile, di rischiare – ogni volta che dovranno certificare un’idoneità – il posto di lavoro o di essere sottoposti ad un procedimento penale».

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi