domenica
22 Marzo 2026
In tribunale

Vita da avvocato: quando il difensore d’ufficio riceve offese (o peggio) dal suo assistito

Non si può rinunciare all’incarico una volta estratti. A volte solo pochi minuti per studiare il caso

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La giustizia italiana prevede che ogni accusato abbia un avvocato difensore. Al momento del bisogno, a chi non ne ha uno di fiducia, cioè scelto di propria iniziativa, ne viene assegnato uno d’ufficio. Lo nomina l’autorità giudiziaria attingendo in modo casuale da un elenco dove si iscrivono gli avvocati che hanno superato un corso di due anni tenuto dalla camera penale con esame finale (per restare in lista servono almeno dieci udienze all’anno).

Gli elenchi sono due: per le urgenze e per i non urgenti. «Nel primo caso si tratta quasi sempre di persone arrestate – spiega l’avvocato Andrea Valentinotti di Lugo –. Chi è in quell’elenco riceve un calendario ogni tre mesi con le reperibilità. In media oggi capita una volta ogni venti giorni, tempo fa era anche una volta ogni dieci. Ogni giorno in provincia di Ravenna sono reperibili tre avvocati».

L’avvocato iscritto alle difese d’ufficio non può rinunciare all’incarico: «Un difensore di fiducia può tirarsi indietro in qualunque momento, ma per chi è d’ufficio è diverso. Questo significa anche dover assistere persone da cui vieni sminuito e offeso o anche peggio». Valentinotti ricorda un caso personale: «Un mio assistito mi disse di starmi a casa dal tribunale perché si riteneva innocente e non voleva la mia difesa. Io feci il mio dovere, andai in aula e ricordo lo stupore di quella persona quando si rese conto che avevo studiato le carte sebbene lui mi avesse trattato tutt’altro che bene».

Se il rapporto prende una china pericolosa (per esempio nel caso di minacce o molestie) allora si chiede al giudice di approvare la sostituzione con un altro avvocato: «Credo che sarebbe ormai opportuno che si creasse un rapporto tra autorità e istituzione forense per facilitare quei casi in cui il legale vive davvero un rapporto complicato».

Uno dei momenti più frequenti in cui interviene l’avvocato d’ufficio è il processo direttissimo che – nella maggior parte dei casi – si affronta all’indomani di un arresto in flagranza: «Spesso si può vedere il fascicolo solo quando si arriva in aula e il tempo per studiare il caso non è molto. Di solito il giudice è disponibile a concedere qualche minuto. Nei casi più complessi si chiede il termine a difesa con il rinvio dell’udienza per dare tempo di approfondire la strategia».

È bene sottolineare che la difesa d’ufficio è cosa diversa dal gratuito patrocinio: l’avvocato d’ufficio va pagato così come quello di fiducia. Il gratuito patrocinio è invece la copertura delle spese da parte dello Stato per chi ha un reddito annuale familiare di poco inferiore ai 14mila euro.

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