La questura di Ravenna ha emesso quattro divieti di accesso a manifestazioni sportive (il cosiddetto Daspo) della durata di un anno per quattro tifosi di squadre di calcio di categorie minori della provincia.
Il Daspo è una misura di prevenzione amministrativa emessa dal questore contro persone responsabili di atteggiamenti violenti in luoghi di sport. In questo caso, però, si tratta del cosiddetto “Daspo fuori contesto”: il divieto di accesso ricade su persone che non hanno commesso fatti violenti specifici ma sono solite frequentare i contesti sportivi e hanno profili ritenuti pericolosi per reati di altra natura. La norma specifica che è un provvedimento previsto per chi risulta denunciato, o condannato anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti per una serie di gravi reati contro l’ordine pubblico oppure perpetrati con violenza, tra i quali anche la rissa, la rapina ed il porto di armi od oggetti atti ad offendere.
La divisione Anticrimine della questura ha esaminato le posizioni dei quattro uomini gravitanti nei medesimi ambiti sportivi e collegati per frequentazioni e contesti criminali a persone già raggiunte da Daspo. In particolare le indagini della polizia sono partite dall’aggressione di un tifoso del Santerno a un giocatore del Vita Granarolo a ottobre (campionato di Seconda categoria) e dalla condotta della tifoseria del Mezzano in occasione di una gara contro il Faventia (ancora Seconda categoria). I quattro uomini destinari dei Daspo non sono riconducibili a una specifica tifoseria organizzata, ma erano soliti frequentari gli stadi della zona.



