venerdì
20 Marzo 2026
arte

Dal dissenso politico all’erotismo: le opere di Philippe Artias a Palazzo Rasponi

Fino al 3 maggio la mostra sul pittore dalla vicenda umana e creativa intensa e appassionata

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Dal 21 marzo (inaugurazione alle 18) al 3 maggio, Palazzo Rasponi dalle Teste, in centro a Ravenna ospita la mostra dedicata a Philippe Artias (Feurs-Francia, 1912 – Numana-Italia , 2002) , artista francese dalla vicenda umana e creativa intensa e appassionata. L’esposizione è organizzata dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo – dal Mar Museo d’Arte della città di Ravenna e dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

La pittura di Artias nasce da un forte sentimento di libertà e da una profonda tensione etica. «Ho sempre lottato affinché gli uomini vivano liberi e felici: ecco ciò che la mia pittura deve tradurre con intensità», affermava l’artista. Parole che racchiudono il senso di un’intera esistenza segnata da scelte coraggiose: dalla partecipazione alla Resistenza francese fino al trasferimento in Italia, dove l’artista si stabilì negli ultimi decenni della sua vita e dove morì nel 2002 a Numana.

Autodidatta, Artias si avvicina alla pittura negli anni Trenta, intrattenendo una lunga corrispondenza con André Lhote. In seguito vive incontri determinanti con Henri Matisse e soprattutto con Pablo Picasso, che segneranno profondamente la sua visione artistica. Tra il 1948 e il 1953 si stabilisce a Vallauris, in Provenza, frequentando l’ambiente creativo che ruotava attorno a Picasso: un’esperienza che Artias definirà «la più grande lezione di pittura» della sua vita.

In quegli anni sperimenta anche la pittura su ceramica, trasferendo su vasi, piatti e brocche la stessa intensità cromatica e gestuale delle sue tele. La sua produzione procede per cicli tematici, che riflettono una personale interpretazione della nuova figurazione, attraversata da una continua ricerca esistenziale. Paesaggi, nudi e nudi-paesaggio si alternano a cicli più complessi e ambiziosi, come la rilettura della Famiglia Reale di Francisco Goya, le opere dedicate alla Rivoluzione francese e gli studi sulla sensualità e sull’erotismo femminile sviluppati nel ciclo dei Geotemi.

Il percorso artistico di Artias si sviluppa presto in dimensione internazionale. Dal 1950 al 1973 partecipa con continuità al Salon de Mai di Parigi; nel 1964 ottiene il Gran Premio di pittura di Avignone con opere dedicate alla Rivoluzione francese e alla figura di Robespierre. Negli anni successivi espone in numerose città europee, negli Stati Uniti, in Giappone e in America Latina. Nel 2000 diventa il primo artista contemporaneo invitato a esporre al Museo Nazionale dell’Arte Cinese di Pechino. Nel 1997 riceve la Legion d’Onore per meriti artistici.

Le sue opere sono oggi conservate in musei e collezioni di Parigi, Ginevra, Pechino, Dunkerque, San Paolo del Brasile, Ferrara, Neuchâtel, Saint-Étienne, Città del Messico, Avignone, Abidjan, Teheran e Urbino.

La mostra ravennate, a cura di Claudio Piersanti, Rita Rava e Paolo Trioschi, presenta circa trenta dipinti, offrendo un percorso che attraversa i principali nuclei tematici della sua ricerca. Dalle immagini legate al dissenso politico e alla memoria della Rivoluzione francese, fino alle opere dedicate alla sensualità e all’erotismo, il percorso espositivo restituisce la complessità di uno sguardo sempre attento alla condizione umana.

A completare la mostra, una produzione video inedita dedicata alla vita e all’opera di Artias, realizzata con la partecipazione della consorte Lydia, che accompagna il pubblico alla scoperta dell’universo creativo dell’artista.

Orari di apertura:
mercoledì – venerdì: 15–19
sabato, domenica e festivi: 11–19
Chiuso lunedì e martedì
Ingresso libero

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