I Musei Byron e del Risorgimento di Ravenna si arricchiscono ulteriormente grazie a una acquisizione fatta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che ha voluto, realizzato e ora gestisce i Musei: si tratta di 23 lettere, tutte risalenti al periodo dal 1845 al 1849, che furono inviate dal ravennate Saturnino Ballardini al padre, durante il periodo in cui visse, da studente di ingegneria a Roma, gli eventi bellici ed i cambiamenti istituzionali che segnarono l’ascesa ed il declino del sogno repubblicano nello Stato Pontificio.
Si tratta di lettere che Francesco Lotti, figlio del professor Luigi Lotti pronipote di Saturnino, ha deciso assieme ai cugini Carlotta, Michele, Ilaria, Alessandro e Matteo Lotti Margotti, di donare ai Musei Byron e del Risorgimento e che arricchiranno le collezioni presenti nelle sale dei Musei, dove la doppia narrazione digitale e multimediale da un lato e archivistica-documentaristica dall’altro consentono all’esperto come al neofita la comprensione più diretta e approfondita del movimento di popoli e di idee che ha portato al Risorgimento e poi all’Unità d’Italia.
Donatino Domini, coordinatore dei comitati scientifici dei Musei Byron e del Risorgimento, descrive così quelle lettere: «Saturnino, con una esposizione neutra e per nulla condizionata da personali idee politiche, racconta al padre, con il linguaggio dell’epoca e la freschezza degli eventi portati dalle piazze direttamente sulla carta, l’entusiasmo popolare diffusosi a Roma per l’elezione di Pio IX nel 1846, per la promulgazione dello Statuto nel 1848, la partecipazione dei volontari romagnoli alla Prima guerra d’indipendenza del 1848. Oltremodo significative le notizie fornite sulla dinamica dell’assassinio di Pellegrino Rossi, cui fa seguire la segnalazione della fuga a Gaeta del Papa, l’avvenuta proclamazione della Repubblica Romana e la sua caduta nel 1849».
È soddisfatta Mirella Falconi Mazzotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna: «Si tratta di documenti molto importanti che non solo arricchiscono le collezioni già presenti ai Musei ma che rafforzano la nostra volontà di rendere questi Musei sempre più dinamici e attivi, con esposizioni di documenti che cambiano periodicamente e si arricchiscono progressivamente di nuovi e sempre più importanti e sorprendenti tesori. In questo senso i Musei Byron e del Risorgimento si propongono tra i più moderni e interattivi al mondo, ma anche tra i più attenti alle dinamiche scientifiche ed alle possibilità di ulteriori approfondimenti ed acquisizioni».
La donazione arriva a un anno esatto di distanza dalla visita dei Reali di Inghilterra al Museo Byron, «un’altra tappa storica della vita e della crescita della più grande novità culturale internazionale degli ultimi due anni».
La firma dell’atto di donazione, da sinistra Manuela Lotti, moglie del professor Luigi Lotti, Antonio Patuelli, ideatore dei Musei Byron e del Risorgimento, Francesco Lotti, Mirella Falconi Mazzotti e Giancarlo Bagnariol



