I Musei Byron e del Risorgimento si arricchiscono con due importanti acquisizioni. La prima, effettuata qualche settimana fa, è l’incisione del giuramento di Lord Byron sulla tomba di Marco Botzaris a Missolungi. La seconda invece sono 23 lettere, tutte risalenti al periodo dal 1845 al 1849, che furono inviate dal ravennate Saturnino Ballardini al padre, durante il periodo in cui visse a Roma da studente di ingegneria.
L’incisione, acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio, è già stata collocata nell’ultima sala del Museo Byron e costituisce un importante contributo alla lettura dell’impegno politico di Byron, qui rappresentato al servizio della causa greca. La sua presenza nel percorso museale permette di ampliare la prospettiva interpretativa in chiave europea: la lotta per l’indipendenza della Grecia si inserisce infatti nel più vasto movimento del Filellenismo, di matrice prevalentemente inglese, fortemente sostenuto dall’amico Percy Bysshe Shelley. In questo senso, l’acquisizione arricchisce il racconto del museo, evidenziando il ruolo di Byron come figura politicamente attiva, animata dalle idee libertarie che, dall’eredità della Rivoluzione francese, attraversano l’Europa del primo Ottocento, prima in Italia con il contributo ai moti risorgimentali, poi al servizio della Grecia.
Le 23 lettere invece sono frutto di una donazione di Francesco Lotti, figlio del professor Luigi Lotti e pronipote di Saturnino Ballardini, autore degli scritti. Nella comunicazione epistolare emerge l’entusiasmo popolare diffusosi a Roma per l’elezione di Pio IX (1846), per la promulgazione dello Statuto (1848) e la partecipazione dei volontari romagnoli alla Prima guerra d’indipendenza (1848). Oltremodo significative le notizie fornite sulla dinamica dell’assassinio di Pellegrino Rossi, cui fa seguire la segnalazione della fuga a Gaeta del Papa, l’avvenuta proclamazione della Repubblica Romana e la sua caduta (1849).
«Si tratta di documenti molto importanti – afferma la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Mirella Falconi Mazzotti – che non solo arricchiscono le collezioni già presenti ai Musei ma che rafforzano la nostra volontà di rendere questi Musei sempre più dinamici e attivi, con esposizioni di documenti che cambiano periodicamente e si arricchiscono progressivamente di nuovi e sempre più importanti e sorprendenti “tesori”. In questo senso i Musei Byron e del Risorgimento si propongono tra i più moderni e interattivi al mondo, ma anche tra i più attenti alle dinamiche scientifiche ed alle possibilità di ulteriori approfondimenti ed acquisizioni».



