Perdita di 289 milioni per Coop Alleanza. «In crisi il modello degli ipermercati»

Il presidente annuncia un piano di rilancio che si focalizzerà sulle vendite alimentari. Sono 17 i punti vendita in provincia di Ravenna

Extracoop Insegna Esterna 1Coop Alleanza 3.0 – la cooperativa nata tre anni fa dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest, con 17 punti vendita in provincia di Ravenna (in totale sono 459 in 12 regioni) – ha approvato il bilancio 2018, chiuso con ricavi per 4,8 miliardi di euro, in sostanziale tenuta rispetto al 2017, ma una perdita di 289 milioni di euro. Coop ha quindi appena varato un piano di rilancio che si focalizzerà sulle vendite alimentari e che secondo le previsioni porterà già quest’anno il Margine operativo di Gruppo in positivo, recuperando oltre 150 milioni di euro nel 2022 rispetto a oggi, mentre i ricavi toccheranno i 5,3 miliardi di euro.

In un’intervista al Carlino Bologna il presidente Adriano Turrini rivela come il fatturato degli ipermercati sia in diminuzione. «In alcuni casi – sono le sue parole – ridurremo gli spazi concentrandoci sull’alimentare, privilegiando piccole superfici nei centri cittadini». Il pensiero va naturalmente al nuovo mercato coperto di Ravenna, in procinto di aprire con un piccolo supermercato Coop al piano terra. E poi va naturalmente al recente restyling dell’Extracoop del centro commerciale Esp, quando Turrini dichiara: «Tra il 2016 e il 2018 abbiamo investito 600 milioni per ristrutturare diversi punti vendita (sono 30 quelli investiti per Ravenna, Villanova di Castenaso e Modena, inaugurati negli stessi giorni, ndr) puntando su negozi dove fosse piacevole fare la spesa. Uno sbaglio – dice il presidente –: la richiesta del mercato e dei clienti era semplificazione. Va bene un supermercato bello, ma se non trovi quello che cerchi ti disorienti».

Tra le prime reazioni ai dati del bilancio, quella di Andrea Bertani, capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle. «Quello che colpisce di più nella crisi di bilancio di Coop Alleanza – scrive in una nota Bertani – è che a pesare come un macigno sia stato il modello insostenibile degli ipermercati. Modello che prima ha portato alla chiusura tantissime piccole attività commerciali e che oggi rischia di mettere in seria difficoltà i propri lavoratori e i negozi che intanto sono nati attorno alle gallerie commerciali».
«È chiaro che nella cooperazione bisogna cambiare molte cose – continua Bertani –: forse a cominciare dai vertici. E in ogni caso bisogna modificare sia il modello di raccolta dei fondi sia il modello di rappresentanza, perché è chiaro che nel caso dei grandi colossi, ieri quelli delle costruzioni ed oggi quello della distribuzione, i vertici non sono realmente espressione della base associativa. Poi bisogna interrompere in modo netto e totale il legame che accomuna i vertici del sistema cooperativo e quelli di alcune parti politiche, come il Pd, che governa da sempre in Emilia-Romagna, con ricorrenti scambi di ruoli fra istituzioni, politica ed aziende cooperative. Scambi che hanno ammalato l’economia e la politica. A noi invece interessa la cooperazione vera, quella dei soci che sono realmente padroni della loro impresa: quella dei lavoratori. Per questo confermiamo la nostra ferma volontà di comprendere le esigenze del settore rispetto ad un modello di cooperazione che va cambiato sul piano  normativo e del  controllo, nell’interesse dei soci ed ai lavoratori».

«L‘indebitamento complessivo di Coop Alleanza 3.0 – scrive invece il faentino Gabriele Padovani, candidato al Parlamento europeo della Lega – è salito a 7 miliardi e 361 milioni, di cui 3 miliardi 916 milioni di euro in prestito da soci. Una cifra “monstre”, pari a 2,5 volte il patrimonio netto consolidato che, stando a quanto riportano i media, a fine 2017, era di 2 miliardi 851 mila euro. Quali garanzie, dunque, per soci prestatori e dipendenti?».
Padovani sottolinea poi come il nuovo piano industriale prevederebbe «tagli ai punti vendita entro il 2022 (circa il 10% da cedere all’esterno) e la riduzione di 700 dipendenti amministrativi da realizzare subito anche con incentivi al licenziamento. Vien da sé che questi numeri che certificano una perdita pesante, non possono che riportare alla mente i recenti sfaceli in ambito cooperativo, soprattutto in provincia di Reggio Emilia, come quelli di Cooperativa Muratori Reggiolo, Orion, Coopsette e Unieco. Pertanto, al fine di tutelare soci e consumatori, è il caso che vengano messe in campo azioni volte a far sì che la dirigenza di Coop Alleanza 3.0 sia, oggi più che mai, guidata da princìpi ancor più rigorosi di trasparenza e chiarezza nelle informazioni».

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