Tasse, in provincia pesano fino al 61 per cento nel bilancio delle imprese

L’analisi della Cna sui tributi analizza le differenze tra Faenza, Ravenna, Lugo e Cervia. La Città del Sale è la più cara per le aziende

Attachment 2019 12 04T134029.456Una differenza di tassazione che varia da comune a comune, con complicanze per le imprese che da tempo chiedono un fisco trasparente e semplice, che non scoraggi l’iniziativa d’impresa. Il tema del confronto organizzato dalla Cna di Ravenna, è partito da questa richiesta e dalla necessità di un alleggerimento della pressione fiscale che pesa per il 59,1 per cento delle imprese. Non è mancata un’analisi dei Comuni ravennati. Per ognuno di loro è stato stimato il peso complessivo delle tasse e il “tax free day”, vale a dire il giorno in cui le aziende si “liberano” del peso fiscale e cominciano a lavorare per guadagnare.

Faenza , Ravenna, Lugo e Cervia: questi i territori presenti nell’analisi della Cna nazionale, presentata del responsabile Politiche Fiscali Claudio Carpentieri. Faenza è la città più virtuosa: al 14esimo  posto nazionale le tasse pesano per il 55,7 per cento e la “liberazione” è fissata al 21 luglio 2019. Segue Ravenna (58,6 per cento, tax free day al primo agosto, 55esima posizione). Al 59esimo posto troviamo Lugo (59,2 per cento, tax free day il 3 agosto) e, infine, Cervia dove il peso delle tasse arriva al 61,6 per cento e in cui i commercianti lavorano fino al 12 agosto per pagarla.  «È evidente – sottolinea la Cna – la differenza nella tassazione locale, non solo nei Comuni di quest’area: basti pensare che tra il primo e l’ultimo in classifica ci sono 62 giorni di distanza nel tax free day».

Tutto ciò «mette in evidenza l’esigenza di una tassazione più equa e di una semplificazione generale. Servono interventi di riduzione dell’Irpe, la riduzione e la completa deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali, una più omogenea attribuzione dei valori catastali, l’agevolazione dei passaggi generazionali delle imprese individuali e, infine un uso intelligente della fatturazione elettronica per sgravare le imprese degli oneri dei controlli»

È seguita la tavola rotonda con gli amministratori Locali, moderata da Massimo Mazzavillani, direttore della Cna di Ravenna che ha chiesto un commento ai dati dell’Indagine Cna. Per tutti e quattro i partecipanti al dibattito, la percezione della pressione fiscale è sempre negativa, nonostante l’impegno dei Comuni per mantenere bassa la parte di pertinenza locale. Occorre, però, essere trasparenti nei confronti di cittadini e imprese e dare riscontro di come vengono spese le risorse. Il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, ha affermato che nel 2020 non ci saranno incrementi nell’imposizione fiscale perché la disponibilità di risorse e le campagne di fundraising messe in campo sono sufficienti a sostenere il piano degli investimenti e a confermare la qualità dei servizi. Per il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, è importante proseguire con la politica di sobrietà iniziata da qualche anno, che ha permesso di ridurre il debito del Comune aumentando la qualità dei servizi offerti. Il sindaco di Lugo Davide Ranalli ha spiegato come l’impianto fiscale di un Comune non può essere incoerente con quello dei comuni vicini, soprattutto nel caso delle Unioni di Comuni: ogni azione va ponderata in una visione di insieme. Infine, il vicesindaco di Cervia, Gabriele Armuzzi, ha sottolineato l’importanza del confronto con le associazioni e le parti sociali in genere. Il Comune si impegna a non aumentare la pressione fiscale, ma attuerà una politica di razionalizzazione delle spese e di investimenti più consistenti per garantire alla cittadinanza servizi eccellenti.

 

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