sabato
24 Gennaio 2026
Lavori pubblici

L’annuncio: «Il teatro di Lugo riaprirà tra ottobre e novembre». Ripristino costato 1,3 milioni

Il Rossini è chiuso dall'alluvione di maggio 2023. Sopralluogo nel cantiere pagato dalle donazioni di privati

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Il teatro Rossini di Lugo riaprirà al pubblico tra metà ottobre e metà novembre del 2026, a distanza di tre anni e mezzo dall’alluvione. Lo ha annunciato il Comune oggi, 24 gennaio, in occasione di un sopralluogo della sindaca Elena Zannoni e dell’assessore Gianmarco Rossato al cantiere (iniziato nel settembre 2025) con le persone, le aziende, le associazioni e gli enti che hanno contribuito al recupero dell’immobile. Il ripristino dei danni causati dall’acqua e altre migliorie, infatti, è costato 1,3 milioni di euro ed è stato interamente coperto da donazioni di privati (di cui 600mila euro dalla raccolta fondi promossa dal quotidiano Corriere della Sera e dal Tg La7 e 400mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì). Va ricordato che il Rossini aveva riaperto nella primavera del 2022 dopo un cantiere di circa tre anni per il consolidamento sismico.

Il teatro, con una capienza di 448 posti, è il più antico teatro comunale dell’Emilia-Romagna tra quelli tuttora in attività: la costruzione risale al periodo 1758-1761. Nel 1859 fu intitolato a Gioacchino Rossini, all’epoca ancora vivente: il compositore visse a Lugo due anni (1802-1804) e qui cominciò a studiare musica.

La mattina del 19 maggio 2023 l’acqua raggiunse un livello di 162 cm nel teatro, danneggiando gravemente la struttura e in particolare la platea, il palcoscenico, il golfo mistico e parte degli intonaci del piano terra e dei sotterranei.

A fare il punto sui lavori è stato l’architetto Sanzio Castagnoli di Cesena, rappresentante del raggruppamento temporaneo di professionisti che sta curando il progetto dall’agosto del 2024. Castagnoli, figlio dei custodi del teatro Verdi di Cesena, è al sesto restauro di teatri in carriera.

«L’obiettivo è riportare il teatro alle condizioni pre-alluvionali – ha spiegato il professionista –, cogliendo l’occasione per migliorare e implementare alcune prestazioni, prevalentemente a livello impiantistico e di sicurezza. In particolare, le sotto-corsie dei palchi del primo ordine hanno richiesto grande attenzione perché le murature e gli intonaci, nonostante ripetuti interventi di ripristino, erano in uno stato tale da richiedere interventi più drastici del previsto, fino alla scopritura dei mattoni e la re-intonacatura con prodotti risananti a base calce».

Anche le strutture lignee della platea e del golfo mistico, detto anche buca d’orchestra, hanno subìto danni ingenti: «Nel caso del golfo mistico non è stato possibile restaurare il tavolato esistente. L’intervento ha riproposto la prosecuzione della platea nella zona di proiezione del golfo mistico, con apposite cavalle lignee di nuova realizzazione, mantenendo l’implementazione delle sedute in platea».

È stato rifatto al 90 percento anche il pavimento a tavole del palcoscenico, usando legno di pioppo, consolidando e potenziando la struttura lignea sottostante che era andata sott’acqua.

Nei palchi di tutti e quattro gli ordini sono stati alzati i parapetti: «Così si è ottenuto un miglioramento della sicurezza armonizzato con la visibilità, e in futuro realizzeremo una nuova imbottitura in velluto di colore azzurro-verde. Per il restauro dei decori e dei pavimenti in seminato del foyer è stata presentata la relazione tecnica alla Soprintendenza competente».

In via preliminare si è proceduto inoltre ad installare un sistema naturale chiamato “Dry Up 2.0 Technology” per mantenere le falde freatiche al di sotto dei punti critici nelle zone seminterrate del teatro. Agli accessi frontali e sul retro verranno installate porte anti-alluvione per scongiurare il ripetersi di situazioni analoghe.

La seconda e ultima fase degli interventi previsti al Rossini riguarderà il ripristino completo dell’impianto elettrico, la realizzazione di nuovi arredi per l’accoglienza del pubblico, la manutenzione degli infissi esterni e lavori di restauro e risanamento legati all’umidità di risalita.

«Siamo sempre più vicini alla riapertura del teatro, uno dei luoghi più identitari di Lugo, che ci preme restituire ai cittadini – ha commentato la sindaca Zannoni, presidente della Fondazione Teatro Rossini –. Il teatro per la nostra comunità si conferma un collante culturale e sociale. Starà poi a tutti noi, amministratori, operatori culturali, imprese e cittadini, riempirlo nuovamente di vita, eventi e occasioni di confronto nei mesi a venire».

Rossato, assessore alla Cultura, ha sottolineato la complessità dell’iter del progetto di recupero: «Parliamo di una struttura che aveva diverse criticità, ma lo slittamento dei tempi ci ha permesso di affrontare nel migliore dei modi il problema dell’umidità in particolare, senza contare le altre migliorie che oggi cominciamo a toccare con mano, a partire dalle ricadute positive dell’intervento sull’isolamento, la fruibilità e la sicurezza dell’intera struttura».

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