Il Partito democratico di Cervia chiede controlli rigorosi sull’impianto di recupero di materiali inerti realizzato in via dell’Economia a Montaletto (ma non ancora avviato) e dice no a un secondo impianto dello stesso tipo nella vicina via del Commercio per cui è stata chiesta l’autorizzazione. La questione tocca da vicino gli abitanti di sette case e riguarda anche eventuali ricadute sulle saline.
Il primo impianto, autorizzato a seguito dell’iter tecnico in via dell’Economia, riguarda il trattamento e il recupero di “materiali inerti non pericolosi”. Tecnicamente non è una discarica e in base al piano urbanistico comunale l’area rientra nella zona industriale. L’attività è coerente con i principi dell’economia circolare (riduzione del consumo di nuove materie prime, limitazione del conferimento in discarica e valorizzazione del riuso dei materiali), ma il Pd chiede di non sottovalutarne l’impatto locale affidando la propria posizione a un comunicato: «Sarebbe stato auspicabile privilegiare una localizzazione con minore prossimità alle aree residenziali o naturali, così da ridurre alla radice possibili elementi di conflitto con il territorio. Comprendiamo le preoccupazioni espresse da cittadini e imprese vicine su traffico, polveri e qualità dell’aria».
Il primo impianto, ad oggi, anche se ha ricevuto tutte le autorizzazioni tecniche, non è ancora entrato in esercizio. «Chiediamo che sia oggetto di particolare attenzione e verifica da parte degli enti deputati e, nel caso entrasse in esercizio, i controlli dovranno essere rigorosi, i monitoraggi trasparenti e i dati accessibili al territorio. Qualora emergessero violazioni, superamenti dei limiti o disagi non sostenibili, sarà doveroso intervenire senza esitazioni sospendendo o revocando l’autorizzazione rilasciata dagli enti preposti».
È in corso una seconda procedura in via del Commercio che non ha ancora ricevuto alcuna autorizzazione. «La concentrazione di due impianti analoghi nella stessa area comporterebbe in ogni caso un impatto cumulativo che riteniamo non coerente con un equilibrio territoriale sostenibile. Inoltre, questo secondo insediamento sarebbe di gran lunga più prossimo alle Saline di Cervia. Per questo esprimiamo con chiarezza la nostra contrarietà di principio ad una seconda attività similare e chiediamo che si faccia tutto il possibile per evitare l’insediamento di un secondo impianto recupero inerti».
Nei riquadri in giallo, le due discariche; nei cerchi in rosso, le abitazioni circostanti e in verde il campo da calcio (da Google Earth)



