Il salario minimo garantito a 9 euro lordi l’ora è stato uno dei temi promossi dalle forze di centrosinistra alle ultime elezioni regionali e amministrative. In mancanza di una legge nazionale, la promessa era quella di introdurlo – almeno per tutti coloro che lavorano, per quanto indirettamente ovvero tramite appalti – per gli enti locali interessati.
Il primo ad agire in questo senso in provincia è stato il Comune di Bagnacavallo che ha adottato le linee guida per la tutela della retribuzione minima salariale negli appalti pubblici, definite dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.
Le linee guida prevedono, nelle procedure di gara basate sull’offerta economicamente più vantaggiosa, la possibilità di introdurre criteri premiali per gli operatori economici che si impegnino a garantire ai lavoratori un salario orario lordo non inferiore a 9 euro, nel rispetto della normativa vigente e dei contratti collettivi di riferimento. La misura può essere estesa anche agli affidamenti diretti. «Il Comune e l’Unione, in qualità di stazioni appaltanti, manterranno il pieno controllo sull’applicazione dei contratti collettivi e sul rispetto delle condizioni dichiarate, sia in fase di affidamento sia durante l’esecuzione dei servizi».
Ma la decisione non è piaciuta alle associazioni di categoria che hanno emanato un comunicato stampa congiunto dove si critica l’operato dell’Amministrazione. Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Confimi e Confcooperative della Bassa Romagna hanno innanzitutto sottolineato «di non essere state adeguatamente coinvolte nel percorso decisionale. Dopo un unico incontro di confronto svoltosi nel mese di agosto, non sono infatti seguite ulteriori occasioni di discussione e approfondimento». Non solo, pur dicendo di condividere l’obiettivo, le organizzazioni d’impresa «ritengono che le linee guida adottate rappresentino uno strumento inadeguato e potenzialmente dannoso rispetto alle finalità dichiarate. In particolare, le associazioni esprimono forte preoccupazione per il rischio di indebolire il sistema della contrattazione collettiva nazionale, ritenuta lo strumente più efficace per garantire retribuzioni adeguate e contrastare concretamente il lavoro irregolare».
I manifesti del Comune di Bagnacavallo che pubblicizzano l'iniziativa del salario minimo



