I recenti aumenti dei prezzi di benzina e gasolio rappresentano una criticità per Start Romagna, azienda che gestisce il trasporto pubblico locale nei bacini di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna. L’azienda sottolinea come il carburante sia un elemento essenziale per il funzionamento del servizio, che comprende circa 5.000 corse quotidiane nelle tre province.
Per Start Romagna il carburante è un elemento essenziale per il funzionamento del servizio, che comprende circa 5.000 corse quotidiane nelle tre province: «La spesa annua per l’approvvigionamento energetico tra diesel, metano ed energia elettrica – spiega il presidente di Start Romagna Andrea Corsini – è di circa 8 milioni di euro e gli aumenti in corso potrebbero comportare un aggravio mensile compreso tra 150 e 200 mila euro, con possibili ripercussioni sulla sostenibilità economica del servizio».
Il recente decreto sulle accise ha introdotto misure di sostegno per il trasporto merci tramite credito d’imposta, ma non ha previsto strumenti analoghi per il trasporto pubblico locale, settore che l’azienda definisce centrale per la mobilità dei cittadini e per l’inclusione sociale. «Si crea così uno squilibrio – afferma Start Romagna – perché il trasporto pubblico garantisce mobilità, inclusione e un contributo concreto alla sostenibilità ambientale».
La situazione si inserisce in un contesto già caratterizzato da incrementi generali dei costi e dalla difficoltà di reperimento del personale di guida. Gli eventuali effetti dei rincari possono interessare anche gli enti locali, principali stakeholder del sistema di trasporto pubblico, complicando la programmazione e il mantenimento dei livelli di servizio. In questo contesto, Start Romagna, insieme ai vettori privati Atg e Mete, chiede «l’inclusione del trasporto pubblico nelle misure di sostegno previste a livello nazionale, al fine di tutelare la sostenibilità economica del settore».



