Il consiglio comunale di Ravenna ha approvato l’avvio delle procedure per l’apertura di un’asta pubblica per l’affidamento in concessione dell’immobile in via Nicolodi 12 per farne una struttura ricettiva extralberghiera, con attenzione al turismo giovanile, scolastico, didattico, educativo, sportivo e ricreativo. La concessione è 25 anni, il canone annuo posto a base d’asta è di 30mila euro.
Fino al 2017 l’edificio ospitava l’ostello Dante con oltre cento posti letto distribuiti in 49 stanze. L’attività chiuse i battenti con il fallimento di Aig (Associazione italiana ostelli della gioventù) che deteneva il 20 percento della proprietà. Gli altri proprietari sono Comune e Provincia, entrambi al 40 percento. La quota di Aig, dopo sette tentativi di asta andati deserti, è stata acquistata dal consorzio Solco nell’aprile 2024 che dall’agosto 2025 ha svolto dei lavori per ripristinare le condizioni igieniche dell’immobile, spesso occupato abusivamente in alcune sue parti nel corso dei nove anni di abbandono. Chi si aggiudicherà l’asta dovrà effettuare i lavori di ristrutturazione.
La delibera del consiglio stabilisce la volontà di privilegiare nella valutazione delle offerte la qualità del progetto di gestione rispetto alla sola componente economica. Saranno infatti considerati centrali gli aspetti legati alla solidità della proposta imprenditoriale, alla qualità dei servizi, alla capacità di manutenzione e sviluppo della struttura, così come l’impatto sull’offerta turistica, sulla promozione del territorio e sulla rigenerazione urbana e sociale dell’area circostante.
«L’ostello di via Nicolodi – ha detto la consigliera Greta Cavallaro (Pd), nel suo intervento – si trova in un quartiere della nostra città che ha bisogno di investimenti, che ci chiede presenza e che vuole essere parte attiva e viva del nostro comune. Questa struttura, nata per l’accoglienza, ha un potenziale evidente non solo per Ravenna, ma anche per il quartiere stesso e per un turismo giovane, europeo e internazionale. Una struttura che può e deve tornare a essere accessibile, per essere rivolta a giovani, studenti, gruppi e al turismo sociale e per portare nuova vita alla città».
Fratelli d’Italia aveva predisposto un emendamento finalizzato a rendere più blindato il futuro bando sul piano degli obblighi in capo al concessionario. «Il canone fissato a base d’asta e la durata della concessione trovano giustificazione anche nei rilevanti interventi di riqualificazione che il concessionario dovrà sostenere – afferma il consigliere Falco Caponegro –. Quindi quegli interventi devono essere indicati e garantiti in modo più chiaro, con obblighi più stringenti e verificabili. In commissione si era infatti parlato di lavori per circa 600mila euro, ma tale importo non risultava espressamente tradotto in un vincolo puntuale nella delibera approvata dal consiglio. Per questo Fratelli d’Italia aveva proposto di inserire nero su bianco un obbligo minimo di investimento, insieme al quadro economico, al cronoprogramma, a una clausola di decadenza in caso di inadempimento e a una garanzia fideiussoria, così da assicurare che il recupero dell’immobile non restasse soltanto un’intenzione o una previsione generica. Purtroppo il nostro emendamento non è stato discusso nel merito, in quanto ritenuto tardivo». Il presidente del consiglio Daniele Perini ha stabilito che, per contenuto, non potesse essere considerato di lieve entità.



