venerdì
20 Marzo 2026

Fermato per un controllo in zona stazione, non aveva i documenti, ma 119 grammi di hashish

Lo hanno fermato venerdì per un controllo nella zona della stazione di Ravenna. Sprovvisto dei documenti, è stato accompagnato dai poliziotti in questura, dove è stato trovato in possesso di 119 grammi di hashish, suddiviso in piccole dosi, e di un bilancino di precisione.

Identificato in un 27enne di nazionalità egiziana, è statao quindi arrestato per spaccio. Nel corso del giudizio per direttissima, nei suoi confronti è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia.

Start Romagna lancia le ferie solidali per aiutare autisti in difficoltà

Tra le misure introdotte dal nuovo accordo aziendale di Start Romagna – entrato in vigore il 1° dicembre e che ridefinisce trattamento economico, ferie e riposi per tutto il personale – spiccano le cosiddette ferie solidali, un meccanismo volontario che permette ai lavoratori di regalare alcuni giorni delle proprie ferie a colleghi in difficoltà per motivi familiari o di salute. Un gesto dal forte valore, a cui l’azienda del trasporto pubblico contribuisce con un incremento fino al 20% del monte ferie raccolto, rafforzando così una pratica autentica di solidarietà interna.

Accanto a questa novità, l’accordo prevede anche ulteriori misure pensate per favorire un miglior equilibrio tra vita privata e professionale. Cambiano le regole dei riposi compensativi, ora utilizzabili fino al 30 novembre dell’anno successivo, mentre dal 1° gennaio 2026 chi soffia sulle candeline potrà farlo con un regalo in più: la possibilità di ottenere in via prioritaria un giorno di ferie nel giorno del proprio compleanno.

Sul piano economico, il nuovo impianto conferma un segnale concreto verso tutti i lavoratori: 40 euro mensili lordi di trattamento integrativo per 12 mensilità, in applicazione dell’intesa preliminare di rinnovo del Ccnl Autoferrotranvieri-Internavigatori dell’11 dicembre 2024.

Questa misura si colloca in un percorso più ampio promosso dall’azienda, che di recente ha introdotto: l’incremento di 144 euro mensili per le persone assunte a partire dal 1° gennaio 2012, definito con un accordo aziendale; l’incremento del 20% del Premio di Risultato 2025; l’iniziativa interna “Chi porta un autista trova un tesoro”, che riconosce un incentivo economico al personale che contribuisce all’ingresso di nuovi conducenti.

«Start Romagna – commenta il presidente, l’ex assessore regionale Andrea Corsini – è una realtà in costante movimento nella quale si stanno compiendo scelte lungimiranti per mettere sempre più al centro il valore delle persone, da chi opera negli uffici a chi ogni giorno percorre le nostre strade. Questo accordo rappresenta un passo significativo, sia sul piano dei benefici economici sia su quello della gestione dei tempi di vita e di lavoro, e si inserisce nel solco di un lavoro più ampio volto a garantire condizioni economiche migliori per tutte e tutti. Un risultato reso possibile anche grazie al confronto costruttivo con tutte le sigle sindacali (l’accordo è stato sottoscritto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna e Usb Lavoro Privato, ndr), che ringrazio per il contributo al raggiungimento di questa intesa. Su questi temi sono già previste ulteriori interlocuzioni e incontri, nell’ottica di proseguire un percorso orientato al miglioramento vita-lavoro».

Con questo accordo, Start Romagna guarda anche a uno dei temi più sensibili a livello nazionale: la carenza di personale alla guida. In un contesto in cui trovare nuovi autisti è diventata una sfida per molte realtà del trasporto pubblico, Start sta infatti moltiplicando le iniziative per rendere questa professione più attrattiva.

Dal prossimo anno prenderanno infatti il via nuove academy territoriali dedicate alla formazione dei futuri conducenti grazie a Scuderia Start, il progetto gestito dall’azienda e pensato sia per chi vuole cambiare professione sia per chi è in cerca di un’occupazione stabile. Il percorso prevede la valutazione per l’assunzione già al conseguimento della patente D, con l’ingresso come collaboratore di esercizio durante il completamento della formazione, oltre al rimborso in busta paga di una parte significativa dei costi per le patenti.

Il percorso formativo vedrà una progressiva attivazione delle diverse sedi: l’academy di Rimini partirà a gennaio, quella di Ravenna a febbraio e quella di Cesena a marzo. Per quanto riguarda il bacino di Forlì, le persone interessate potranno scegliere se partecipare al percorso di Cesena oppure a quello di Ravenna.

Aggredisce i carabinieri, arrestato un 41enne

Stava disturbando a più riprese i clienti di un noto bar di Bagnacavallo. E all’arrivo dei carabinieri – venerdì sera – non ha cambiato atteggiamento, arrivando anzi a spingere e strattonare uno dei due militari intervenuti. Inevitabili le manette, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

L’arrestato è un 41enne, italiano, trovato con in tasca anche un taglierino con alcune lame di ricambio e una piccola quantità di droga.

Portato inizialmente ai domiciliari, il giudice ha poi convalidato l’arresto senza disporre alcuna misura cautelare.

Le aziende che “adottano” progetti sociali: raccolti oltre 44mila euro

“Adotta un progetto sociale, diventa un’azienda solidale” è arrivato quest’anno alla quattordicesima edizione e questa mattina (13 dicembre) si è svolta la cerimonia conclusiva di ringraziamento da parte dell’Amministrazione comunale di Ravenna ai soggetti che hanno deciso di adottare i progetti presentati dalle diverse associazioni del territorio.

Sono stati adottati 21 progetti, presentati da altrettante associazioni, grazie al contributo di 19 soggetti tra aziende, istituti bancari, attività commerciali e privati cittadini, per un totale di oltre 44 mila euro raccolti.

Quest’anno nuove realtà hanno deciso di partecipare, così come alcune associazioni di volontariato che sono presenti per la prima volta. Nel complesso, nelle sue quattordici edizioni, l’iniziativa ha raccolto circa 645 mila euro, risorse che hanno permesso di sostenere nel tempo progetti realizzati sul territorio comunale in vari ambiti: sociale, sanitario, culturale, ricreativo, di riqualificazione urbana e a tutela dei diritti degli animali.

«Con questa cerimonia – hanno dichiarato gli assessori Federica Moschini, Francesca Impellizzeri e Massimo Cameliani –  desideriamo ringraziare imprese, attività e cittadini che hanno scelto di sostenere i progetti delle nostre associazioni, confermando il forte senso di responsabilità sociale che caratterizza il territorio ravennate. Un grazie sincero va anche alle volontarie, ai volontari e alle associazioni, il cui impegno quotidiano rappresenta un patrimonio prezioso per tutta la comunità».

Le aziende alle quali è andato oggi il riconoscimento sono:

  • Alma Petroli
  • Andrea Frontali
  • Azimut
  • Bcc
  • Bunge
  • Camst
  • Circolo velico ravennate
  • Con.s.a.r.
  • Deco
  • Ferrari srl
  • Pet village
  • Pizza Futura
  • Safari Ravenna
  • Sapir
  • Tozzi green

Si tratta di aziende legate a questo progetto da diversi anni, che nel tempo non hanno fatto mancare il loro contributo. A queste, nell’edizione di quest’anno si sono aggiunte quattro nuove aziende.

Si tratta di: Bsi consulting srl, Cgil Ravenna, Eurospar Ravenna, Gruppo Cosmi.

Le associazioni “adottate” in questa edizione sono:

  • Ail Ravenna
  • Amici di Enzo odv
  • Associazione volontariato San Rocco
  • Avvocato di strada
  • Ads blu atlantis e Avis
  • Casa circondariale di Ravenna
  • Cestha centro sperimentale tutela degli habitat
  • C.la.m.a. ravenna o.d.v.
  • Collegamenti 3.0 aps
  • Cooperativa sociale il Faro
  • Dalla parte dei minori
  • Enpa sezione provinciale di Ravenna onlus
  • Fondazione nuovo villaggio del fanciullo
  • Villaggio globale odv
  • Linea rosa odv
  • Marinando 2.0
  • Marinando Ravenna odv
  • Moto club born to dream
  • Pubblica assistenza città di Ravenna odv
  • Solidarietà fattiva odv
  • Turbe giovanili aps

La prima raccolta dei manoscritti del Cardinale Tonini e le testimonianze di chi l’ha conosciuto

La prima raccolta delle trascrizioni dei diari manoscritti del Cardinale Ersilio Tonini verrà presentata, mercoledì 17 dicembre, alle ore 18, dall’Arcivescovo della Diocesi di Ravenna-Cervia, Lorenzo Ghizzoni, all’Agorà (ex teatrino) dell’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna, dove Tonini ha vissuto quasi 40 anni. L’evento è organizzato dall’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia e dall’Opera di Santa Teresa in occasione del 50° anniversario dell’ingresso di Tonini come Arcivescovo di Ravenna-Cervia, avvenuto il 17 dicembre del 1975.

Il titolo della raccolta, “È davvero vero!”, riprende un’espressione che Tonini utilizzava spesso per condividere il suo stupore «di fronte alla grandezza dei doni che Dio ha riservato alle sue creature» ed è per questo che il sottotitolo “Inno allo stupore”, vuole comunicare questo senso di incredulità, provocato da qualcosa di inatteso.

«Si tratta di un evento eccezionale – commentano da Santa Teresa – che ci rivela il lato forse più nascosto di Ersilio Tonini, la sua spiritualità, gli aspetti più intimi del suo cammino di fede e il suo essere costantemente in dialogo con Dio al quale egli si rivolge direttamente in molti dei testi trascritti. È un Tonini che appare profondamente diverso da quello che abbiamo ascoltato, apprezzato e ammirato nei suoi interventi pubblici, nelle interviste televisive, soprattutto negli anni successivi alla sua esperienza da Vescovo, presenza incisiva e profetica anche sulle questioni della sua attualità. Ma in realtà da questi testi si intuisce come quella forza che usciva prorompente da una figura così minuta, esile e leggera, non poteva che avere origine da una fede gigantesca, dalla fiducia incondizionata, dall’abbandono totale di un figlio alla volontà del suo Creatore».

I diari manoscritti di monsignor Tonini sono custoditi dalla Diocesi che ha provveduto alla loro trascrizione integrale, ma questa prima raccolta copre solo un periodo di circa 20 anni che vanno dall’ingresso di Tonini come parroco di Salsomaggiore fino alla conclusione del suo episcopato nella Diocesi di Macerata e Tolentino, subito prima del suo arrivo a Ravenna.

Durante l’evento, si susseguiranno la lettura e il commento di brani del libro e alcune testimonianze di persone che hanno conosciuto il Cardinale. «È un momento davvero speciale e di grazia per la nostra Chiesa e per la nostra comunità diocesana – afferma l’Arcivescovo Lorenzo Ghizzoni – perché ci siamo accorti leggendo i diari del Cardinal Tonini, di quante cose egli abbia ancora da dirci e di quanto la sua testimonianza possa ancora essere determinante per il nostro cammino. Anche dietro ad un uomo che saputo svolgere così efficacemente la propria missione, che ha saputo testimoniare pubblicamente e con così grande efficacia la forza del messaggio evangelico, che ha saputo utilizzare con saggezza gli strumenti della comunicazione, troviamo, in realtà, la forza e la capacità, che scopriamo in questi scritti, di mettersi in continuazione di fronte al proprio Signore, per chiedere umilmente la grazia di essere suo servo appassionato e fedele, di superare i propri limiti, le proprie miserie».

Le offerte raccolte in occasione della presentazione del libro, che sarà disponibile per i presenti, saranno destinate al dormitorio dell’Opera, intitolato proprio a Tonini e inaugurato lo scorso 2 ottobre.

Le “sliding doors” tra passato e futuro di Roberta Casadei

Roberta Casadei (Forlì 1985) è un’artista multidisciplinare che da una decina di anni opera con la fotografia ottenendo risultati nazionali lusinghieri oltre alla pubblicazione di sue opere in riviste internazionali.

Sulla piattaforma di fotografia Percorsi fotosensibili, fondata da Silvia Bigi, un’altra artista ravennate molto stimata per i suoi lavori fotografici, sono visibili anche lavori di Roberta, che condivide con la collega un utilizzo particolare della fotografia: per entrambe non semplice registrazione estetica del visibile ma uno sviluppo aderente a un progetto, a uno sguardo sul mondo che parte da una riflessione di natura concettuale, culturale, emotiva. Probabilmente, oltre alla perizia tecnica si deve a soprattutto questo tipo di procedimento il successo del loro lavoro. Nel testo di presentazione della personale di Casadei, curata dall’associazione Marte per la direzione artistica di Eleonora Savorelli, si sottolinea il processo e il tema. Potremmo definirli una sorta di “sliding doors”, un termine applicato in vari campi che è diventato noto al grande pubblico grazie all’omonimo film del 1998 di Peter Howitt: le “porte scorrevoli” denominano quel meccanismo in cui un avvenimento banale di una vita diventa cruciale e cambia il percorso e il destino di una persona.

Scegliendo o lasciando al destino la scelta, talvolta senza accorgersene o senza dare importanza all’evento, si definiscono svolte alla vita da cui derivano tragitti consequenziali differenti. Probabilmente a molte persone è capitato di chiedersi cosa ne sarebbe stato dei possibili futuri facendo una scelta piuttosto che un’altra, per quanto banale. Portando all’eccesso il ragionamento, si può affermare che anche la nostra esistenza è frutto di scelte di persone che si sono incontrate e hanno determinato la nostra nascita, quella dei nostri genitori, dei nonni e così all’indietro nel tempo, fino a comprendere un intero albero genealogico. Nelle tre serie di opere esposte, Casadei focalizza l’attenzione sugli album fotografici familiari – in questa mostra del proprio nucleo ma con l’interesse la porta anche verso storie di genealogie di sconosciuti – evidenziando gli scarti fra ciò che siamo e ciò che saremmo potute/potuti essere. Si crea così un dialogo fra il presente e il passato in cui si incrociano gli sguardi che provengono da un luogo e da qui, ora. Alcuni lavori seguono il filo conduttore delle genealogie più vicine – i genitori, i nonni, i bisnonni – creando una trama di rimandi fra discendenze consaguinee, rapporti di luoghi ma anche memorie ed emozioni. L’indagine si sofferma su un ritratto ricordandoci quanto siano state importanti le vecchie foto analogiche come costruzioni e mantenimento di memorie.

Nelle serie dal titolo Infinito e uno (2020) l’artista replica l’immagine con un uso maniacale dell’acquerello in modo da restituire la replica verosimile del retro dell’immagine, talmente precisa da imitarne perfettamente le pieghe, le smarginature, le macchie determinate dall’usura o dalle muffe. Le persone ritratte nella prima foto possono anche scomparire nella serie replicata accanto in cui sono lo sfondo e la linea dell’orizzonte a costituirsi come soggetto. Il contesto diventa così la sostanza quasi eterea del luogo che ha accolto quel momento, quelle persone, collegate per via segmentata temporale al presente. In Oscillazione verticale (2025) le immagini vengono invece sottoposte a pilette di vetri delle stesse dimensioni definendo metaforicamente la sovrapposizioni di momenti – le sliding doors – che si interpongono fra quel momento del passato e le vite future con le loro ramificazioni di scelte, forse sconosciute ma del tutto determinanti il presente. In quegli strati di vetri si ancorano anche le percezioni o le proiezioni del presente: chi guardiamo – anche con affetto o rispetto di memoria – rimane una persona che fondamentalmente è quasi del tutto sconosciuta.

In sostanza, che si tratti di repliche di luoghi o dei retri della sostanza fisica delle fotografie, il lavoro considera l’insieme – fatto di immagini, persone, materiali reali, contesti – come confini di una riflessione sugli archi del tempo e sul rapporto spurio, eppure caro, che si instaura fra chi ci ha precedeuto e la nostra attuale esistenza. In tutto ciò esiste anche un elemento perturbante nella serie Inluce (2025), in cui alcuni ritratti opacizzati, posti sotto piccoli schermi riflettenti, rimangono del tutto invisibili: qui, chi guarda non è chi osserva dall’oggi, da questo tempo presente, ma chi è ormai per sempre dietro allo specchio.

 

Infinito e uno. Personale di Roberta Casadei
Fino a 18 gennaio 2026
Spazio Marte, via Sant’Alberto 19
orari: sa-do 15-20 su appuntamento
(martedirettivo@gmail.com, Wa: 3315006266

Dimensionamento scolastico, la Regione “disubbidisce” al Governo: «Tagli immotivati»

Arriva la risposta della Regione Emilia-Romagna alla lettera, ricevuta dai ministeri dell’Istruzione e del Merito e degli Affari europei, che conteneva la diffida ad adottare entro il termine del 18 dicembre la delibera sul dimensionamento della rete scolastica regionale.

«Per l’ennesima volta – affermano il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola, Isabella Conti – chiediamo al Governo di ripensarci. La richiesta di tagli alla scuola è immotivata su scala nazionale, dove non ci dovrebbe essere alcuna esigenza di riduzioni e tagli, e a maggior ragione per l’Emilia-Romagna. I parametri discrezionali adottati dal Governo, infatti, penalizzano ulteriormente la nostra regione, che è già una delle più penalizzate d’Italia. Non possiamo e non vogliamo apporre la nostra firma e avere corresponsabilità in una scelta sbagliata e iniqua, assunta in totale autonomia dal Governo. Non si possono scaricare sui territori decisioni che vengono prese esclusivamente a livello centrale, senza nessuna condivisione».

Dopo la decisione assunta in Giunta, e formalizzata con una delibera nell’ultima seduta, è stata inviata una missiva, a firma di presidente e assessora, ai ministeri. Nella lettera la Regione, nel rispetto del principio di lealtà interistituzionale, rinuncia al termine che le veniva concesso nella nota di diffida e si rende disponibile a collaborare con il Commissario che il Consiglio dei ministri volesse nominare.

«Come sempre siamo disponibili alla massima collaborazione istituzionale, anche con un incontro immediato – scrivono de Pascale e Conti -, per fornire tutte le informazioni e i dati necessari. La mancata adozione del piano è tecnicamente determinata dall’impossibilità di coniugare il parametro imposto normativamente con la realtà organizzativa regionale, se non a scapito del buon funzionamento di un sistema tra i più efficienti a livello nazionale».

L’Emilia-Romagna, con l’attuale numero di istituzioni scolastiche, 532 autonomie, ha un rapporto medio di 994 alunni per istituzione, abbondantemente superiore al parametro ministeriale che è di 938; la contrazione a 515 autonomie imposta dal decreto «non è pertanto giustificata da inefficienze regionali e non risponde a esigenze organizzative territoriali, ma unicamente a obiettivi di redistribuzione numerica nazionale, derivanti dall’applicazione di un meccanismo di riequilibrio interregionale del contingente Dirigenti Scolastici/ Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi deciso unilateralmente a livello ministeriale», si legge in una nota della Regione.

La lettera giunge dopo molteplici contatti intercorsi tra Regione e autorità statali competenti, in cui viale Aldo Moro aveva manifestato le criticità evidenziate dal piano e chiesto di valutare l’introduzione di deroghe ai parametri di dimensionamento regionale.

Il capitano della Consar: «Bella partenza, ma la pressione arriva ai playoff»

Riccardo Goi ha iniziato alla grande la sua undicesima stagione con il Porto Robur Costa. Il 33enne libero originario di Viadana (Mantova) è il capitano della squadra di coach Antonio Valentini che comanda il campionato di A2 di pallavolo maschile dopo nove giornate.

Grande avvio, siete primi in classifica. Nel gruppo c’è la sensazione che si possa fare qualcosa di importante?
«L’inizio è forse anche sorprendente se ripenso a qualche mese fa. Siamo un gruppo che lavora intensamente in palestra ogni settimana, curando ogni dettaglio e di conseguenza i risultati arrivano. C’è sicuramente la voglia di fare qualcosa di bello, di significativo, ma siamo consapevoli che la stagione è lunga e il campionato di A2 è particolare: tutto si decide ai playoff. Quindi il focus principale non è guardare la classifica, ma prepararsi al meglio per affrontare ogni partita e arrivare pronti ai momenti decisivi».

Avete cambiato molto in estate. Quali differenze noti con la rosa della passata stagione?
«Abbiamo meno giocatori con esperienza in categoria, ma dal punto di vista della qualità e intensità settimanale stiamo proseguendo il lavoro cominciato la scorsa stagione».

Da queste prime partite come valuti il livello del campionato e quali avversarie vedi più attrezzate per la promozione in Superlega?
«Il livello complessivo del campionato mi sembra più alto, con squadre più attrezzate e roster più profondi. Prata è sicuramente una delle squadre più solide, hanno confermato gran parte del roster dell’anno scorso e il loro gioco è già collaudato. Poi ci sono Brescia, Aversa e Taranto, anche se non ha iniziato bene. Sono squadre che sulla carta hanno puntato forte alla promozione, con giocatori che da anni militano in questa categoria a un alto livello. Anche Siena, con Randazzo e Nelli, è competitiva. Ma il campionato è imprevedibile: i risultati visti fino ad oggi non sono definitivi. Come provato sulla nostra pelle l’anno scorso (la Consar fu eliminata ai quarti, nonostante il terzo posto in classifica nella regular season, ndr), ai playoff tutto può cambiare. Si tratta a tutti gli effetti di un altro campionato dove subentra anche più pressione».

Ti aspetteresti una risposta maggiore dal pubblico dato il buon momento?
«La speranza di un giocatore è sempre quella di vedere il palazzetto pieno. Il pubblico è una spinta in più e penso che quest’anno stia rispondendo in maniera adeguata, ma non ci vogliamo accontentare: più gente c’è, meglio è».

Hai 33 anni ma sei protagonista in un campionato competitivo come l’A2. Qual è il tuo segreto per stare al passo con ragazzi che hanno anche 10-15 anni in meno?
«Il segreto è il lavoro quotidiano e la passione per quello che faccio. Non sono dotato di un talento tecnico straordinario, quindi devo compensare con dedizione, cura del corpo e attenzione ai dettagli. La fortuna di restare in forma e di avere un ruolo meno traumatico rispetto ad altri contribuisce, ma il lavoro e la disciplina devono essere costanti».

Si sta parlando tanto di Manuel Zlatanov, classe 2008. Che rapporto hai con lui e che consigli sei solito dargli?
«Zlatanov è un ragazzo raro. Abbiamo tanti giovani bravi, però sicuramente la natura ha dato a Manuel un grande talento. Ci mette anche tanto del suo, nel senso che di testa è più grande della sua età: non fa cose normali per un ragazzo di 17 anni. Al di là del lato tecnico che è sotto gli occhi di tutti, mentalmente è focalizzato su tanti aspetti che solo apparentemente sembrano inutili, ma che in realtà possono far restare ad alto livello per tanto tempo un pallavolista».

Pensi che ci sia lo zampino del padre Hristo?
«Sicuramente il fatto che suo padre sia stato giocatore è un bell’aiuto. Penso che in generale sia cresciuto in una famiglia in cui gli è stato insegnato l’approccio al lavoro e al corretto rapporto con i compagni».

A proposito di giovani di talento, negli anni a Ravenna ne sono passati tanti. Quali ti hanno colpito di più?
«I due esempi più lampanti sono Lavia e Russo, che ora hanno vinto tutto con la Nazionale. Si vedeva che avevano qualcosina di speciale. Per via di tanti fattori non è automatico che chi ha talento arrivi nel grande palcoscenico. Ma con loro ero sicuro. A entrambi dicevo spesso di non aver fretta perché sarebbe stato solo questione di tempo».

È la tua undicesima stagione a Ravenna dal 2013, esclusa la parentesi 2019-2021 a Milano e Taranto. Che rapporto hai con la città?
«Posso dire che è casa mia, ho piantato le radici qui e sto benissimo. Ci vivo con la mia famiglia e ho comprato casa. Quando sono arrivato a 19 anni, non immaginavo che sarebbe diventata così centrale nella mia vita».

Che ricordo hai della Challenge Cup vinta nel 2018 al Pireo davanti a 12mila spettatori?
«Quella stagione è indimenticabile. Un po’ di nostalgia c’è ancora: era un gruppo fantastico, una squadra unita dentro e fuori dal campo. È stato un trionfo che ha chiuso una stagione straordinaria e che ci ha lasciato tanti ricordi bellissimi anche dal punto di vista umano. Vincere in un palazzetto così imponente, che di pallavolo aveva poco, è qualcosa che resta dentro per sempre. Sul momento non mi rendevo completamente conto dell’ambiente, ero concentrato sulla partita. A distanza di anni, rivedendo i video, mi vengono ancora i brividi».

Ravenna vive un momento magico nello sport. Tre squadre tra calcio e volley sono capoliste. Pensi che la città sia fatta su misura per lo sport?
«Sono un grande appassionato di sport e seguo con piacere i successi delle altre realtà cittadine. Sono qui da tanti anni quindi non ho più uno sguardo oggettivo, ma fin dal primo giorno ho capito come Ravenna sia dotata di una cultura sportiva che permette ai giovani di crescere senza pressione. Porto l’esempio del volley: chi arriva da fuori nota subito che la società, la città e il pubblico ti mettono nelle condizioni ideali per crescere come giocatori e come persone».

Incendio in un distributore di via Faentina: un furgone prende fuoco vicino al bar

Paura nella mattinata di oggi (13 dicembre) al distributore Eni di via Faentina (zona Mediaworld). Un furgone parcheggiato vicino al bar della stazione di servizio ha infatti preso fuoco, davanti a diverse persone che stavano facendo colazione. Gli operai scesi dal furgone per fare a loro volta colazione si sono accorti del fumo che stava uscendo dal vano motore, trasformatosi poi in fiamme che hanno avvolto presto il mezzo, distruggendolo.

Due operai del furgone e uno dei gestori del distributore hanno tentato in un primo momento di domare l’incendio con un estintore ma non ci sono riusciti e sono anzi finiti in ospedale con una leggera intossicazione per il fumo respirato. Sul posto per mettere in sicurezza l’area i vigili del fuoco. Leggeri danni, solo superficiali, per la struttura del bar.

Incendio distributore eni

Inaugura il riallestimento della collezione asiatica del Mic di Faenza – FOTO

Continua il lavoro di riallestimento e arricchimento del percorso permanente del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Oggi, 13 dicembre, inaugura il riallestimento della collezione asiatica del Mic, con ceramiche appartenenti a culture che hanno influenzato a lungo lo sviluppo della ceramica del mondo. L’Asia ha affascinato l’Europa entrando con i suoi canoni estetici nelle arti e, in particolare, nell’arte ceramica. Il riallestimento valorizza il grande patrimonio del Museo, con alcuni inediti provenienti da recenti acquisizioni.

Il nuovo percorso, curato da Eline van den Berg, ricercatrice di arte e cultura asiatica, con la collaborazione di Fiorella Rispoli e Roberto Ciarla, espone circa 230 manufatti dal II secolo (opere dalle Dinastie Han, Tang, Song, Ming, Qing) fino ad oggi, con diverse novità: un racconto organizzato per temi e l’inclusione nel percorso di opere d’arte contemporanea che hanno radici profonde nella pratica tradizionale.

«L’ultima riorganizzazione della sezione dedicata all’Asia orientale del Mic risaliva al 2011 – spiega Eline van den Berg -. Nonostante l’accurata disposizione degli oggetti, la vista era affaticata dall’eccessivo numero di reperti esposti e mancavano riferimenti che li contestualizzassero. Per questo motivo è stata sviluppata una nuova esposizione che risponde meglio alle esigenze dei visitatori, fornendo informazioni più concise e incentrate sui singoli oggetti».

Nel nuovo allestimento il racconto, abbandona la rigida narrazione cronologica, per concentrarsi su opere significative in grado di ricostruire i contesti storici, sociali e culturali, mettendo in luce vari aspetti, come ad esempio la loro funzione, il loro carattere distintivo e i procedimenti per la loro realizzazione.

IL PERCORSO

La parte iniziale della sezione si focalizza su opere dell’Asia orientale come culla della produzione della porcellana. Una svolta nella storia della ceramica è data infatti dallo sviluppo della porcellana in Cina, che in seguito l’ha resa un prodotto “globale”.

La mostra prosegue poi con una panoramica della ceramica cinese e giapponese, seguita da un’esposizione tematica che copre la cultura del tè, la vita accademica, i rituali e le sepolture, il simbolismo e il celadon. Questi argomenti mettono in evidenza l’uso, il significato e l’apprezzamento della ceramica in tutta l’Asia orientale con oggetti di vari periodi storici, anche contemporanei e provenienti da aree come la Corea e la Thailandia.

Successivamente alcune ceramiche thailandesi e vietnamite sottolineano il ruolo chiave che hanno svolto nel commercio intra-asiatico durante il XV e il XVI secolo. Durante questo periodo, il commercio della ceramica cinese subì un temporaneo declino a causa dei divieti di esportazione imposti da vari imperatori cinesi. In risposta le fornaci in Thailandia e Vietnam soddisfano la domanda di oggetti in blu e bianco e celadon.

Segue un’ampia panoramica sull’esportazione della porcellana in Europa da parte delle varie Compagnie delle Indie Orientali a partire dal XVII secolo, quando suscitò un fascino diffuso che culminò in una vera e propria mania durante il XVIII secolo.

Proseguendo vengono messi in risalto alcuni importanti donatori al Mic di ceramiche asiatiche. La collezione asiatica del Museo fu gravemente danneggiata dopo il bombardamento del 1944 durante la seconda guerra mondiale. In mostra è raccontata la ricostruzione delle collezioni avvenuta grazie a queste generose donazioni.

Infine, una selezione di opere d’arte contemporanee – che prima non erano incluse nel percorso – dimostra come la produzione ceramica in Asia orientale continui a prosperare ancora oggi con radici profonde nelle pratiche tradizionali.

L’ALLESTIMENTO

Il nuovo allestimento – che ha vinto il Bando PNRR M1C3 del Ministero della Cultura finalizzato alla realizzazione di allestimenti accessibili, finanziato dall’Unione europea Next Generation EU – pone inoltre una grande attenzione all’accessibilità e fruibilità del patrimonio da parte di un pubblico eterogeneo che comprende anche persone con disabilità fisiche e cognitive nel rispetto del “diritto alla cultura” con l’obiettivo di favorire il dialogo fra le culture del mondo.

Oltre ai lavori edili per il superamento di dislivelli fisici, la realizzazione di apparati didattici accessibili, introduzioni in braille, percorsi tattili e audio guide per le persone con difficoltà visive, percorsi video in LIS per le persone sorde e l’utilizzo di pannelli con info-grafiche realizzate con il metodo CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa) grande attenzione è stata fornita alle tecnologie multimediali che permettono di superare le barriere cognitive e fisiche.

Lungo il percorso sono previsti apparati multimediali in grado di fornire al visitatore un’esperienza virtuale di apprendimento emotivo.  Essi verranno completati in primavera con l’inserimento di un touch screen per l’approfondimento di contenuti.

«Questo riallestimento si inserisce in un progetto di valorizzazione del patrimonio del Museo che abbiamo avviato in un’ottica di modernizzazione della fruizione, dei contenuti e della multimedialità. – commenta la direttrice Claudia Casali – Grazie al bando PNRR possiamo realizzare una sezione che presenta elementi di accessibilità oggi necessari alla fruizione ampliata. Da sempre il nostro Museo è attento alle tematiche dell’inclusione e dell’accessibilità: con questa sezione facciamo un passo avanti. Questo riallestimento sarà anche l’occasione per rivedere l’impianto strutturale dello spazio che tornerà alla sua originale dimensione architettonica».

Per l’occasione verrà pubblicata una guida, edita da Silvana editoriale, della collana del Mic, utile per approfondimenti e contenuti di sala.

Visite guidate gratuite (incluse nel prezzo del biglietto) domenica 14 e 21 dicembre e 11 e 18 gennaio, ore 16.

Monica Guerritore a Ravenna e Faenza per presentare il suo film su Anna Magnani

Il cinema Mariani di Ravenna e il cinema Sarti di Faenza avranno un’ospite d’eccezione: Monica Guerritore. L’attrice e regista sarà presente a Ravenna, in via Ponte Marino, domenica 14 dicembre alle 21, e a Faenza, lunedì 15 dicembre, sempre alle 21, per incontrare il pubblico in sala prima della proiezione del film “Anna” scritto, diretto e interpretato dalla stessa Monica Guerritore.

Il primo film sulla grande interprete italiana amata in tutto il mondo, Anna Magnani, si concentra nella notte del 21 marzo 1956 quando vinse il Premio Oscar come miglior attrice per “La rosa tatuata”.

Il film è molto atteso dal pubblico anche per il grande successo di “Inganno” di cui Monica Guerritore è protagonista, l’unica serie Netflix italiana nella top 20 tra le più viste al mondo nel 2024 con oltre 27 milioni di streaming.

Nel 2023 Andrea Purgatori, conquistato dalla sceneggiatura si è messo accanto all’autrice, ha collaborato alla revisione e a lui la pellicola è stata dedicata. La Guerritore amata dal pubblico per le sue donne ‘forti e passionali’, ha voluto accanto a sé Tommaso Ragno, protagonista del film “Vermiglio” candidato al Premio Oscar, nelle vesti di Roberto Rossellini. Coprotagonista una giovane attrice Beatrice Grannò che ha conquistato il pubblico americano con “White Lotus”.

Il maestro Muti e l’Orchestra Cherubini da Papa Leone XIV: serata storica al Vaticano

Serata storica per la cultura ravennate. L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, diretta dal maestro Riccardo Muti, ha suonato al Vaticano. Lo ha fatto davanti a circa 6mila persone della Sala Nervi per il Concerto di Natale in onore del Santo Padre. Ciò che ha reso la serata indimenticabile per i 70 giovani musicisti dell’ensemble ravennate è stata infatti la presenza di Papa Leone XIV, catturato per 60 minuti dalle note dirette dal maestro Muti e accompagnate dal Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”. 

Che per i talenti della Cherubini non fosse una giornata come le altre lo si era capito a circa un’ora dal concerto: in un contesto di spessore mondiale con tanto di diretta nazionale su Rai 2, gli archi dell’Orchestra “mutiana” si sono radunati nei bagni sotterranei della Sala Nervi per limare gli ultimi dettagli prima di salire sul palco. Il pubblico della serata ha dovuto quindi slalomeggiare piacevolmente tra viole, violini e contrabbassi prima di recarsi al Wc. Probabilmente per i musicisti under 30 provenienti da ogni parte d’Italia è stato il modo migliore per stemperare la tensione.

Una volta saliti sul palco i 140 artisti, divisi equamente tra coristi e orchestra, hanno atteso qualche minuto prima di veder apparire Papa Leone. Il Pontefice è entrato nella moderna Sala Nervi (o Aula Paolo VI) tra gli applausi e gli sguardi emozionati di cardinali, ospiti, istituzioni e personale del Vaticano. Il capo della Chiesa Cattolica si è accomodato nella sua centralissima seduta, solo pochi istanti dopo la conclusione della messa da lui celebrata all’interno dell’adiacente, quanto imponente, Basilica di San Pietro. Appena si sono spenti gli ultimi flash dei telefoni, il maestro Muti ha “preso parola” musicalmente parlando. La Troisième Messe solennelle in La maggiore per l’Inconorazione di Carlo X con la musica di Luigi Cherubini ha tenuto in ostaggio i seimila respiri della Sala Nervi, tanto da far (quasi) dimenticare la presenza del Papa.

Dopo poco meno di un’ora di esibizione, il maestro Muti ha ringraziato prima il pubblico, poi l’orchestra e infine si è diretto verso il Papa, guidato dal sottofondo assordante di applausi. Il direttore è stato quindi omaggiato con il Premio Ratzinger, riconoscimento attribuito ogni anno a personalità eminenti nel campo della cultura e dell’arte. «È il momento più difficile della serata – esordisce Muti prima di riferirsi al Vescovo di Roma –. Sono del segno del Leone e mi piace il suo nome e anche per questo l’ho amata fin da subito. Ci accomuna anche Chicago che è la sua città natale e dove sono stato per molti anni il direttore dell’orchestra». Ha poi parlato dell’amicizia con Papa Benedetto XVI, grande appassionato di musica. «Il mio rapporto con lui è stato quello di un grande e devoto cattolico. Parlavamo molto di Mozart, che io ritengo un’espressione tangibile dell’esistenza di Dio». Muti nel suo discorso ha chiuso citando prima Dante Alighieri e poi Cassiodoro: “Se continuate così Dio vi punirà e vi punirà togliendo a voi la musica”.

Successivamente ha preso la parola Papa Leone XIV: «Rivolgo il mio saluto a Riccardo Muti, segno di una vita dedicata alla musica. Papa Benedetto amava ricordare che la vera bellezza ferisce e apre il cuore. Il Premio che oggi riceve Muti è la prosecuzione di quel loro rapporto, rivolto al bene comune e all’armonia. Armonizzare, atto tipico della musica, significa tenere insieme differenze che possono scontrarsi e anche il silenzio concorre a questo scopo. Perché nella pausa affiora la verità. Il suo modo di dirigere (riferendosi a Muti ndr) si inclina alla formazione. L’attribuzione del Premio Ratzinger va a Muti, che ha contribuito a costudire ciò che stava a cuore al Papa, ovvero la musica».

Per quanto riguarda la sfera politica ravennate, in Vaticano si sono recati il sindaco Alessandro Barattoni, l’assessore Fabio Sbaraglia, il vicesindaco Eugenio Fusignani, oltre alla presidente provinciale Valentina Palli e alla sindaca di Lugo Elena Zannoni. I politici ravennati si sono “mischiati” in platea con i politici dell’attuale Governo come Antonio Tajani, seduto proprio alle spalle del Pontefice, e altri personaggi noti come Bruno Vespa. Tra i tanti ravennati presenti anche Antonio Patuelli e Mirella Falconi, sostenitori del concerto con la Cassa di Risparmio. L’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia, intercettato poco prima di entrare nelle colonne di San Pietro, ha dichiarato con orgoglio: «Il concerto dell’Orchestra Cherubini in Vaticano testimonia ancora una volta l’assoluta eccellenza che questa orchestra rappresenta in Italia e nel mondo. Un successo che deve tanto alla generosità, alla visione e all’impegno del Maestro Muti, un impegno davanti al quale la città non può che sentirsi coinvolta e responsabilizzata. Anche per questo Ravenna è orgogliosa di accompagnare questo evento unico ed eccezionale alla presenza del Papa».

Il concerto è stato organizzato dalla Fondazione Pontificia “Gravissimum Educationis – Cultura per l’educazione”, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede; principal supporter del concerto è la “Galileo Foundation”. L’iniziativa si inserisce infatti anche nel progetto di sensibilizzazione sull’emergenza educativa globale, tema particolarmente caro a Papa Leone XIV, che vede nel mondo 60 milioni di bambini privi d’istruzione.

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