martedì
26 Maggio 2026

Entra armato di coltello in farmacia, minaccia la titolare e scappa con l’incasso

Paura a Roncalceci, dove una farmacista è stata minacciata con un coltello in pieno giorno da un rapinatore. È successo nel primo pomeriggio di martedì 17 febbraio, all’interno della Farmacia delle Erbe.
Secondo le prime ricostruzioni, dopo aver fatto un primo giro di ispezione nella zona, un giovane armato di coltello sarebbe entrato all’interno del presidio attorno alle 14, puntando la lama contro la titolare Ilaria Randi.
Sotto minaccia, la donna è stata costretta a inginocchiarsi mentre il malvivente si intascava dell’incasso della mattinata che, secondo quanto riportato dal Corriere Romagna ammonterebbe intorno ai 1000 euro.

Il ladro si sarebbe poi dato immediatamente alla fuga, in direzione asilo e scuola. Dalle telecamere non è stato però possibile riprendere il tipo di vettura o di mezzo utilizzato per l’allontanamento. Secondo la descrizione della farmacista si tratta di un ragazzo biondo, con occhi azzurri e dall’accento locale. Il giorno della rapina indossava un vistoso giubbotto arancione fluorescente.
Sul posto sono intervenute immediatamente due pattuglie dei carabinieri della Compagnia di Cervia-Milano Marittima, che ora indagano sulla vicenda.

Contattata telefonicamente dal Resto del Carlino, la
dottoressa Randi ha manifestato di essere ancora profondamente scossa per l’accaduto. La farmacista ha concluso il suo racconto auspicando che il rapinatore non torni in zona e invitando a mantenere un livello più elevato di vigilanza.

La ricostruzione di Traversara: un parco dove crollò l’argine e incentivi per chi riqualifica

Un parco verde a Traversara nella striscia di terra tra via Torri e il fiume Lamone nei pressi del punto in cui l’argine crollò il 19 settembre 2024 causando l’alluvione. Una nuova veste per la porta d’ingresso alla frazione di Bagnacavallo per chi proviene dalla statale 253 San Vitale. Uno spazio pubblico per la collettività, ma anche un memoriale di quei tragici eventi.

Al momento è ancora solo un’ipotesi, ma le possibilità che venga realizzata sono alte: il terreno, infatti, ricade nella fascia di 30 metri adiacenti al piede dell’argine dove le norme non consentono più la costruzione di nuovi edifici. Prima del disastro erano tre le abitazioni in quello spazio: sono state spazzate via dalla piena e i proprietari potranno solo ricostruire altrove (accedendo ai contributi dell’ordinanza Delocalizzazione). Lo spazio che sarebbe destinato al parco rientra nella zona rossa (circa 1,5 ettari in totale) ancora recintata e inaccessibile dopo 17 mesi. A breve il Comune di Bagnacavallo formalizzerà l’incarico a uno studio di progettazione per ridisegnare l’assetto urbanistico di tutta la zona.

Il progetto finale è atteso in marzo. Una versione più ambiziosa, al momento solo abbozzata in maniera informale, vorrebbe ampliare il parco verde anche sul lato opposto di via Torri, in una porzione di territorio dove oggi si trovano sei abitazioni danneggiate dall’alluvione. Le linee guida della nuova urbanizzazione terranno conto di più spazi per mobilità pedonale e ciclabile, ridurre la velocità in via Torri, fermate bus più accoglienti, rete fognaria più efficiente, più luoghi che facilitino il ritrovo della comunità.

La realizzazione di un’opera pubblica – come sarebbe il parco – è stata valutata dal commissario straordinario alla ricostruzione come elemento sufficiente per porre un vincolo di legge che impedisca la ricostruzione in sito per gli edifici da demolire. Ai proprietari verrebbe quindi consentito l’accesso ai contributi per la delocalizzazione. Ma l’intenzione del Comune è di procedere in sintonia con i residenti, senza imporre scelte calate dall’alto.

Potendo contare sulle ridotte dimensioni dell’intervento – parliamo di una zona rossa dove si trovano 28 abitazioni in cui vivevano circa 50 persone di una frazione che in totale ne contava circa seicento –, il sindaco Matteo Giacomoni auspica una ricostruzione che veda il coinvolgimento dei cittadini in una sorta di approccio comune che possa servire non solo a sanare i danni materiali, ma anche le ferite lasciate dalla catastrofe a livello umano. Il primo cittadino ha un obiettivo che ha definito molto ambizioso in occasione della partecipazione alla riunione del consiglio di zona del 10 febbraio: «Ricostruire una Traversara più vivibile, più bella, più a misura d’uomo. Vorrei che ci fosse lo stesso numero di case e di abitanti che avevamo prima dell’alluvione. Proviamo a immaginare un paese che esista ancora fra vent’anni».

Al comprensibile – e forse anche legittimo – scetticismo di chi ha perso la casa e fa la coda al semaforo che ancora costringe al senso unico alternato in un tratto di via Torri, Giacomoni prova a rispondere con due circostanze: «La frazione è piccola ma ha ancora un tessuto commerciale fatto da una farmacia, una parrucchiera, un minimarket e un bar. E lo svincolo che verrà costruito tra la San Vitale e l’A14 bis alle porte di Bagnacavallo renderà Traversara un posto appetibile per chi lavora a Ravenna, raggiungibile in 15 minuti».
Per renderlo appetibile anche per gli investitori immobiliari, il Comune farà la sua parte: «Per un periodo di qualche anno abbasseremo gli oneri di urbanizzazione per chi interverrà con la riqualificazione di immobili esistenti. Per le casse comunali significa minori entrate che vengono usate per altre attività, ma crediamo sia una strada giusta per il rilancio».

Ma prima di poter pensare alla ricostruzione, ci sarà da demolire. I tecnici della commissione speciale nominata dal commissario Fabrizio Curcio hanno esaminato i 28 immobili nella zona rossa. Oltre ai tre distrutti dalla piena, ne sono stati individuati 11 senza criticità e 13 con criticità di varia gravità: 3 da demolire senza alternative, 3 che sarebbe meglio demolire e 7 che potrebbero essere recuperati con puntelli. «Se vogliamo rifare quella zona – ha detto Giacomoni –, mi auguro non rimangano ruderi puntellati».

Il Comune ha avviato il calendario di incontri con i proprietari dei 28 immobili per proporre a tutti l’adesione al cantiere unico per le demolizioni: «Chiederemo di firmare un modulo per concedere al Comune di demolire. Riuscire a fare tutto in un cantiere unico con una regia unica renderebbe i lavori più rapidi». Se le cose andranno lisce, le ruspe potranno arrivare fra un paio di mesi.

La struttura commissariale ha preventivato uno stanziamento di quasi tre milioni di euro: 660mila per le demolizioni di immobili privati, 1,45 milioni per interventi urgenti di ricostruzione e 725mila per gestione e smaltimento di materiali.

Faenza vince ancora e insegue i playoff, Ravenna ko contro la terzultima

Turno infrasettimanale nella serie B Nazionale di basket che sorride a Faenza (ancora in lotta per i playoff) mentre vede Ravenna perdere in casa della terzultima e farsi risucchiare dalla parte bassa della classifica. Si tornerà in campo già nel weekend con Faenza attesa sabato dalla trasferta nel palazzetto della capolista e Ravenna che tornerà al Pala Costa per una gara fondamentale contro Casoria, appaiata in classifica con lo stesso numero di punti.

Classifica SerieB Verticale Finalissima

La Tema Sinergie cala il tris di successi consecutivi superando la General Contractor Jesi al termine di un match avvincente e sempre in equilibrio. Un errore nel finale poteva costare caro, ma non cancella una prestazione positiva dal lato difensivo e caratteriale contro una squadra davvero coriacea che non ha mai mollato. Di sicuro sono da limitare le palle perse (19 sono tante), ma come ha sottolineato coach Pansa, i Raggisolaris stanno crescendo e maturando. Sabato nella difficile trasferta in casa della capolista Virtus Roma, i faentini si presenteranno con il morale alto e con una classifica molto positiva.

Tema Sinergie Faenza 78 – General Contractor Jesi 74 (26-22; 40-40; 57-5)
TEMA SINERGIE FAENZA: Camparevic ne, Bianchi ne, Rinaldin 4, Vettori 18, Van Ounsem 11, Romano 4, Longo 2, Di Pizzo 13, Fragonara 24, Aromando ne, Santiangeli, Fumagalli 2. All.: Pansa
GENERAL CONTRACTOR JESI: Piccone 13, Tamiozzo ne, Maglietti 11, Bruno 10, Arrigoni 12, Palsson 8, Buscarini ne, Egbendie ne, Nicoli 4, Del Sole 5, Toniato 11. All.: Ghizzinardi
Arbitri: Rinaldi – Di Curzio – Corso
Note. Tiri da 2: Faenza: 17/25, Jesi: 20/32; Tiri da 3: Faenza: 9/26, Jesi: 7/32; Tiri liberi: Faenza: 17/26, Jesi: 13/18; Rimbalzi totali: Faenza: 39, Jesi: 29 Uscito per falli: Vettori

La trasferta della 28ª giornata di Serie B Nazionale vede l’OraSì Ravenna sconfitta dalla della Power Basket Nocera, terzultima in classifica. Una gara intensa e a tratti molto equilibrata, nella quale i giallorossi hanno provato più volte a rientrare dopo un avvio complicato. L’ultimo quarto è quello decisivo per il risultato, l’OraSì ha provato a rimanere in partita fino alla fine nonostante Paolin a mezzo servizio a causa di un virus intestinale che lo ha colpito in giornata.

Nocera-Ravenna 88-80 (28-16; 17-27; 19-19; 24-18)
Power Basket Nocera: Donadio 22, Misolic 15, Sipala 2, Soliani 5, Balducci 0, Nonkovic 14, Truglio 4, Guastamacchia 9, Saladini 17, Perito (n.e), Ferraro (n.e).
OraSì Basket Ravenna: Naoni 0, Feliciangeli 4, Brigato 14, Morena 0, Ghigo 0, Paolin 0, Jakstas 22, Paiano 0, Dron 21, Cena 19

Due appuntamenti in città per ricordare i quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina

La comunità ucraina di Ravenna si stringe attorno ai connazionali e alle vittime della guerra, con due appuntamenti dedicati al quarto anniversario dall’inizio dell’invasione Russa in Ucraina.

Si parte con la manifestazione di domenica 22 febbraio in Piazza del Popolo, e promossa dall’Associazione Malva – ucraini di Ravenna Aps. In programma dalle 15 momenti di raccoglimento e riflessione, oltre l ringraziamento alla città di Ravenna per la vicinanza al popolo ucraino.

Martedì 24 febbraio, alle ore 20:45, il Cinema Mariani ospiterà invece la proiezione del film “2000 metri da Andriivka”, un’ opera intensa e toccante dedicata ai militari ucraini.
Al termine della proiezione si terrà un breve flash mob simbolico nell’ambito dell’iniziativa
nazionale NaU – Network Associazioni per l’Ucraina, dal titolo: “Accendi una luce per l’Ucraina”
Un gesto collettivo che coinvolge decine di città italiane illuminate dai colori giallo e blu, come
segno di vicinanza al popolo ucraino nella giornata che segna l’inizio dell’invasione russa.

Per l’occasione, anche il Comune di Ravenna ha predisposto l’illuminazione in blu e giallo della
facciata superiore del Teatro Alighieri, visibile nella serata del 24 febbraio e fino al
giorno successivo.

«La guerra in Ucraina non è lontana. Non riguarda “altri”. È una ferita aperta dell’Europa.
Se l’Ucraina non resiste, il mondo diventerà un posto più pericoloso per tutti – commentano dall’associazione Malva -. Quando l’aggressione non viene fermata, ritorna. Quando la violenza viene tollerata, diventa un precedente. Quando il male non trova resistenza, cresce. Oggi l’Ucraina sta pagando un prezzo enorme per difendere non solo la propria libertà, ma
anche la nostra idea di Europa».

Claudio Rivalta è il nuovo vice allenatore del Ravenna

Claudio Rivalta è il nuovo vice allenatore del Ravenna. L’annuncio ufficiale arriverà in giornata dal club giallorosso, a pochi giorni dalla rivoluzione in panchina che ha portato prima all’esonero di Marco Marchionni e del suo staff e poi alla nomina di Andrea Mandorlini quale nuovo mister del Ravenna (domenica scorsa il debutto con vittoria contro la Juventus Next Gen). Rivalta esordirà invece al Benelli sabato pomeriggio, in occasione della seconda partita casalinga consecutiva contro la Sambenedettese (calcio d’inizio ore 17.30).

Ravennate doc, 47 anni, Rivalta vanta una carriera di alto livello da calciatore: cresciuto nel settore giovanile del Cesena (con cui ha debuttato in serie B neanche diciottenne), ha collezionato oltre 150 presenze anche in A, raggiungendo l’apice con l’Atalanta di Del Neri, vestendo poi anche la gloriosa casacca del Torino. Appese le scarpe al chiodo, Rivalta ha iniziato una promettente carriera da allenatore nel settore giovanile del Cesena, fino al fallimento della società bianconera, passando quindi alla Spal, trampolino di lancio per poi vivere un’esperienza alla Juventus e, nell’estate del 2024, essere chiamato alla guida della Primavera del Bologna, con cui ha debuttato nella prestigiosa Youth League (la Champions League giovanile), fino all’esonero di un anno fa. Ora la nuova avventura nella sua città, per la prima volta in uno staff tecnico tra i “grandi”.

Controlli agli Speyer: una denuncia per droga e due fogli di via

Una denuncia per droga e due fogli di via: questi gli esiti degli ultimi controlli straordinari in zona giardini Speyer, operati dalla Questura di Ravenna in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine di Bologna.

Nel corso dei servizi sono state complessivamente identificate 80 persone, di cui 53 cittadini extracomunitari, regolari sul territorio. Uno dei cittadini stranieri è stato trovato in possesso di circa 8 grammi di sostanza stupefacente, sequestrata dagli agenti. L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio.

I fogli di via sono stati adottati nei confronti di due soggetti non residenti nel comune e ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico. Si tratta di una cittadina rumena di 23 anni e di un egiziano di 27 anni, che per un anno non potranno tornare nella zona.

L’intensificazione dei servizi di controllo agli Speyer rientra in una più ampia strategia di presidio delle zone critiche volta a garantire maggiore sicurezza ai cittadini e a prevenire situazioni di degrado.

Con l’auto fuori strada, muore il giorno dopo al Bufalini

È morto al Bufalini di Cesena, il giorno dopo l’incidente. La vittima si chiamava Mario Gazzani e aveva 73 anni. Martedì pomeriggio era finito fuori strada con la sua Fiat Punto nelle campagne alle porte di San Pietro in Vincoli. Nessun altro mezzo risulta coinvolto e non è da escludere l’ipotesi di un malore. Trasportato d’urgenza al Bufalini, l’anziano è morto il giorno dopo.

Come ricorda il Carlino Ravenna oggi (19 febbraio) in edicola, Gazzani era un volto noto nella zona delle cosiddette Ville Unite. Per anni era stato al bancone di un locale di Ghibullo. Il fratello era Gabriele Gazzani, autista del 118 e noto cantante di piano-bar, morto per Covid nel 2021.

Nata prematura a neanche sei mesi, pesava 700 grammi: «Salvata dal reparto di Neonatologia di Rimini»

Una bambina nata prematura a 22 settimane di gravidanza, con un peso di 700 grammi, è stata dimessa dall’ospedale di Rimini dopo quattro mesi di ricovero in Terapia Intensiva Neonatale. Alla dimissione pesava più del triplo rispetto alla nascita ed era in allattamento esclusivo al seno. Oggi quella bambina (Celeste) ha tre anni, sta bene e vive in provincia di Ravenna con i suoi genitori (titolari di un’attività ad Alfonsine), che hanno raccontato la propria esperienza ai due quotidiani locali.

Dalla nascita – spiegano dal Comune di Rimini – la piccola ha avuto bisogno di ventilazione meccanica, ossigeno, farmaci per una problematica cardiaca tipica dei grandi prematuri, cateteri venosi centrali e trasfusioni di sangue. I genitori non l’hanno mai lasciata sola: hanno potuto soggiornare nella “Casa della Prima Coccola”, struttura di accoglienza collegata al reparto, e partecipare attivamente alle cure attraverso il contatto pelle a pelle.

Sul caso si è espresso è l’assessore alle politiche per la salute del Comune di Rimini, Kristian Gianfreda, che ringrazia pubblicamente medici, infermieri, ostetriche, operatori socio-sanitari e psicologhe del reparto. «È una bellissima notizia per la sua famiglia – osserva – ma è anche una notizia che appartiene a tutta la nostra comunità, perché ci ricorda cosa significa avere sul territorio una struttura di eccellenza come la Terapia Intensiva Neonatale di Rimini: un reparto dove la cura del paziente non si misura solo in parametri clinici, ma anche nella capacità di tenere insieme una famiglia nei momenti più fragili. Questa storia – prosegue Gianfreda – ci ricorda quanto sia preziosa la sanità pubblica e quanto sia fondamentale continuare a sostenerla e valorizzarla. Quando una vita così fragile riesce a crescere, a rafforzarsi e a tornare a casa – conclude – è il segno concreto di una comunità che sa prendersi cura dei suoi cittadini fin dai primi, delicatissimi istanti di vita».

Cento anni di Nobel per Grazia Deledda: Cervia festeggia la sua cittadina onoraria

Nata a Nuoro nel 1871 e cittadina onoraria di Cervia dal 1927, Grazia Deledda è stata la prima  (e ancora oggi unica) donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura, assegnatole nel 1926.

A cent’anni da quell’illustre riconoscimento, Cervia (la città in cui trascorse quindici anni del suo Buen retiro) inaugura “l’Anno Deleddiano”, un calendario di appuntamenti dedicati alla grande scrittrice sarda. Ad organizzare e promuovere la rassegna dal titolo 1926-2026: 100 anni di Grazia è l’associazione “Grazia Deledda, una Nobel a Cervia”, che lavora da anni per valorizzare e mantenere viva la memoria dell’autrice.

Le celebrazioni si sono aperte sabato 14 febbraio a Nuoro, con l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, che ha sottolineato la straordinaria attualità delle opere deleddiane, affiancato dai contributi di studiosi ed esperti. Nell’occasione, Cervia ha donato simbolicamente al presidente la stampa n.100 dell’illustrazione di Bruni e Marcantonio, un omaggio che richiama i cento anni dal Nobel.

Nel Cervese, le iniziative clou sono attese con l’arrivo della primavera, ma in questi giorni si sono già tenuti i primi appuntamenti: pochi giorni fa la cena di beneficenza a Palazzo Manzoni, in collaborazione con il Lions Club, durante la quale sono state esposte fotografie degli scorci di Cervia resi immortali dalla scrittrice; mentre oggi (18 febbraio) la presentazione, alla biblioteca Maria Goia, del romanzo di Laura Vallieri Grazia Deledda. Cuore indomabile (edizioni Ares) per la rassegna StraOrdinarie.

Il calendario dell’Associazione “Grazia Deledda, una Nobel a Cervia” prenderà poi ufficialmente il via a marzo: venerdì 6 al cinema Sarti la regista Paola Columba e la giovane attrice protagonista Barbara Pitzianti presentano il film candidato al Donatello, Grazia, che racconta dell’adolescenza di Deledda, l’amore per la scrittura e la determinazione ad affermarsi da autodidatta in un’epoca ostile alle donne. Lunedì 9, all’università per gli adulti, è prevista una conferenza della studiosa Elena Gagliardi su: “La forza delle donne: presenze femminili nella vita e nelle opere di Grazia Deledda”. Il 22 aprile, invece, il gruppo di lettura degli Amici della Biblioteca (ABC) rilegge Cenere, che ritornerà poi protagonista anche in luglio con una serata di proiezione del film tratto dal romanzo.

Il 9 e il 10 maggio torna a Villa Caravella (resindenza cervese della scrittrice) il Festival “Cervia per Grazia Deledda”, giunto alla quarta edizione: conversazioni, letture, poesia, momenti musicali, di teatro e gastronomia.

L’anteprima, venerdì 8 maggio, è ospitata dall’istituto alberghiero della città e sarà all’insegna della gastronomia sarda, con una selezione di piatti citati nella produzione letteraria deleddiana, riproposti dagli studenti dell’Istituto Alberghiero di Cervia e dagli studenti dell’Istituto Alberghiero ‘A.Gramsci’ di Monserrato (Cagliari), in collaborazione con Slow Food Emilia-Romagna.

Il Festival torna nella sede di Villa Caravella sabato 9 maggio ,con ospiti d’eccezione: lo scrittore Marcello Fois e la scrittrice Dacia Maraini, intervistati dalla caporedattrice cultura dell’Ansa Elisabetta Stefanelli, mentre domenica 10 maggio l’appuntamento è con la critica letteraria Neria De Giovanni e la scrittrice Nicoletta Verna.
In programma, anche letture di Lelia Serra, trekking in pineta con il Fai di Cervia alla scoperta dei luoghi citati negli scritti di Deledda, un concerto del trio Zoffoli e una performance teatrale delle allieve dell’”Atelier delle figure” di Forlì, oltre a mostre, laboratori di Artevento e momenti conviviali.

Tra gli appuntamenti d’eccezione, va sottolineata la collaborazione con il Ravenna Festival, che vedrà giovedì 2 luglio il celebre trombettista Paolo Fresu e la poeta cesenate Mariangela Gualtieri protagonisti di un omaggio a Deledda tra musica e parole (all’Arena dello Stadio dei Pini, nell’ambito della rassegna “Il trebbo in musica”). Il 6 luglio l’appuntamento è al piazzale dei Salinari di Cervia, con la proiezione a ingresso libero del film muto tratto dal romanzo “Cenere”. Si tratta dell’unica interpretazione cinematografica di Eleonora Duse e sarà musicato dal vivo da allievi della Scuola di Musica Rossini di Cervia, preceduti da una performance teatrale dell’attrice Elena Bucci sul rapporto tra Duse e Deledda. La serata è organizzata con il sostegno della Cooperativa Bagnini ed è l’anteprima del Festival Cinema Suono. Il 23 luglio, nel piazzale dei Premi Nobel di Pinarella, l’attrice Paola Contini presenta “Storie di Grazia e di amicizia”, spettacolo di teatro, musica e canto.

Le celebrazioni proseguiranno anche dopo l’estate: a ottobre lo spettacolo di teatro di figura di Vladimiro Strinati dedicato a “Trucolo”. A dicembre invece, la proiezione di “Quasi Grazia” al Cinema Sarti (film tratto dall’omonimo romanzo di Marcello Fois) e l’ultimo appuntamento in Teatro Comunale. Si tratterà di una sorta di “processo” provocatorio sul tema Il Nobel fu vera gloria? la cui sentenza sarà affidata al pubblico in veste di giura popolare. Durante questi eventi saranno allestite in Biblioteca mostre fotografiche su Grazia Deledda a Cervia.

«Dobbiamo ricordarci che Cervia è una città che ha un suo ruolo nella geografia della letteratura mondiale – commenta Marisa Ostolani, presidente dell’associazione intitolata alla scrittrice -. Eppure, la città non è sempre stata all’altezza della sua cittadina onoraria e premio Nobel. Con questo “Anno Deleddiano” invitiamo la città a riflettere e a interrogarsi su come custodire e valorizzare in futuro un’eredità culturale così importante».

L’ex veterinario Mauro Guerra condannato a 4 anni e 2 mesi

Il veterinario ravennate Mauro Guerra è stato condannato in primo grado dal tribunale di Ravenna a 4 anni e 2 mesi di reclusione al termine di un processo che negli ultimi anni ha diviso profondamente l’opinione pubblica locale e il mondo animalista.

La sentenza riguarda un ampio ventaglio di accuse: maltrattamento e uccisione di animali, oltre a reati fiscali legati a un’evasione ritenuta rilevante dalla Procura. Secondo l’accusa, il veterinario avrebbe operato e soppresso cani e gatti senza necessità e in alcuni casi senza anestesia, per risparmiare tempo e denaro.

Il pubblico ministero aveva chiesto una pena molto più severa — oltre 13 anni di carcere — ma il giudice ha riconosciuto alcune assoluzioni e dichiarato prescritti diversi capi d’imputazione, riducendo così la condanna complessiva a poco più di quattro anni.

Oltre alla reclusione, il tribunale ha disposto l’interdizione dalla professione per tre anni (Guerra era già stato radiato dall’albo con provvedimento definitivo) e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Prevista anche la confisca dell’ambulatorio di Sant’Antonio e di oltre 200 mila euro ritenuti provento di evasione fiscale.

All’uscita dal tribunale Guerra non ha rilasciato dichiarazioni. La difesa aveva sempre sostenuto l’infondatezza delle accuse e ora si prepara con ogni probabilità al ricorso in appello.

Agente della polizia provinciale trovato morto in pineta: 39 anni, ex calciatore professionista

Il corpo senza vita di un agente della polizia provinciale di Ravenna è stato ritrovato verso la mezzanotte tra il 17 e il 18 febbraio nella pineta nei pressi della chiesa di Lido Adriano. Si tratta del 39enne Christian Jidayi, ex calciatore professionista con una carriera di un decennio tra serie C e serie B (l’apice con la maglia del Cesena in B nel 2007-08, l’ultima annata in campo nel 2015-16 con la Pro Patria in C). La scena del ritrovamento indirizza le indagini con decisione verso il gesto volontario.

Da circa un anno Jidayi faceva parte del corpo di polizia in pianta stabile, dopo aver vinto il concorso pubblico. Per le 13 di ieri era atteso in servizio per l’inizio del turno. I colleghi non l’hanno visto arrivare e hanno avvisato i familiari che hanno poi fatto la denuncia di scomparsa. I carabinieri della stazione di Lido Adriano, località dove il 39enne viveva con la famiglia, hanno condotto le indagini affiancati dal nucleo investigativo e dal nucleo operativo e radiomobile. Il ritrovamento è stato possibile grazie al tracciamento del telefono cellulare eseguito dai vigili del fuoco.

Il mondo sportivo ravennate conosce bene anche William Jiday, 42enne fratello di Christian: anche William è stato calciatore professionista (indossando anche la maglia del Ravenna con cui vinse l’Eccellenza nel 2001-02) e diverse stagioni in B. Il 42enne ora lavora come agente stagionale della polizia locale di Ravenna.

La drammatica vicenda Jiday riporta alla mente una vicenda di otto anni dai contorni simili: Simone Rispoli, all’epoca 38enne e capitano del Ravenna, si tolse la vita in un parco pubblico cittadino.

Due giovani musulmani si uniscono ai volontari per aiutare nelle attività di pattuglia agli Speyer

Due giovani musulmani entreranno presto a far parte della squadra dell’Associazione Nazione Carbinieri (Anc) con lo scopo di aiutare la comunità ravennate, sopratutto nelle attività intermediazione e nel dialogo concentrate nell’area dei giardini Speyer.

I due futuri volontari, un falegname tunisino e di un ragazzo marocchino, entrambi 30enni, hanno chiesto di entrare a far parte del nucleo di volontariato al termine della conferenza “Islam e dialogo interculturale – Conoscere per comprendere, comprendere per convivere” organizzata negli scorsi giorni dall’associazione.

«Abbiamo scommesso sulla cultura come strumento di legalità e coesione sociale – dichiara il presidente dell’Anc Isidoro Mimmi -. In una società sempre più multiculturale, i nostri volontari devono essere preparati non solo a vigilare, ma soprattutto a dialogare, mediare, comprendere. La legalità democratica si costruisce sulla conoscenza reciproca, non sulla diffidenza».

La conferenza ha visto la partecipazione di Mustapha Toumi, islamologo ed esperto in immigrazione con Master in Fenomeni Migratori e Alberto Pagani, già parlamentare della Repubblica e capogruppo della Commissione Difesa, oggi docente universitario di Sicurezza Internazionale nelle Università di Bologna e Urbino. I relatori hanno affrontato con competenza e sensibilità i fondamenti dell’Islam, il ruolo della comunità islamica a Ravenna, e gli strumenti pratici per la mediazione culturale nei servizi pubblici.

«Non volevamo una conferenza accademica – continua il presidente -, ma offrire uno strumento concreto per i nostri 80 volontari che ogni giorno operano davanti alle scuole, nei parchi, nelle strade. Devono saper riconoscere le diversità culturali e trasformarle in ricchezza, non in ostacolo».

Tra le oltre novanta persone del pubblico infatti hanno partecipato anche una decina di cittadini musulmani, che hanno avuto modo di familiarizzare con i volontari. Si tratta della prima iniziativa di questo tipo realizzata all’interno di una struttura dell’Associazione Nazionale Carabinieri, segnando una svolta storica nel dialogo tra istituzioni militari, volontariato e comunità multiculturali.

Al termine della conferenza, anche lo stesso Mustapha Toumi si è dichiarato disponibile a effettuare pattuglie congiunte con i volontari nella zona stazione e Speyer. «Questo è il risultato che più ci riempie di orgoglio – conclude Mimmi -. Non abbiamo parlato ‘di loro’, ma ‘con loro’. E loro hanno risposto chiedendo di servire con noi. Significa che hanno percepito il Nucleo come casa comune, presidio di tutti e per tutti. L’uniforme dell’Arma diventa simbolo di integrazione autentica”.

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