martedì
26 Maggio 2026

Inchiesta Al Jazeera: nel 2025 partite da Ravenna almeno 14 navi Msc con merci per Israele

Almeno 14 spedizioni di merci dirette a entità israeliane nei territori palestinesi occupati sarebbero partite tra gennaio e novembre del 2025 dal porto di Ravenna su navi di Msc, con destinazione il porto israeliano di Ashdod. È quanto emerge da un’inchiesta di Al Jazeera, network di informazione sostenuto dal Qatar, realizzata in collaborazione con l’organizzazione Palestinian Youth Movement, basata sull’analisi di polizze di carico relative a merci imbarcate su navi di proprietà o gestite dal gruppo del carrier svizzero. La sintesi del lavoro è riportata dal sito Shipping Italy.

Secondo il report, le spedizioni sono riconducibili a insediamenti in Cisgiordania considerati illegali dal diritto internazionale. L’inchiesta incrocia mittenti e destinatari con la lista dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani sulle imprese israeliane collegate all’occupazione della West Bank e richiama anche il parere della Corte internazionale di giustizia che definisce illegali gli insediamenti.

Per le 14 spedizioni attribuite a Ravenna, l’inchiesta non riporta i nomi dei caricatori né degli spedizionieri, ma indica l’insediamento di destino, la tipologia di merce (fra cui avvolgibili, materie plastiche e componentistica per macchinari agricoli), oltre a date di partenza e navi coinvolte.

Interpellata sulla questione, Msc ha dichiarato che «rispetta sempre i quadri giuridici e le normative globali ovunque operi» e che applica «lo stesso approccio a tutte le spedizioni da e per Israele».

Il nuovo piano operativo triennale di Ap: più infrastrutture, innovazione e collegamenti

L’Autorità portuale di Ravenna ha approva il piano operativo triennale (Pot) del periodo 2026-2028, lo strumento per la programmazione delle attività future.

Il Pot individua alcune direttrici ritenute strategiche per il futuro sviluppo dello scalo: il potenziamento infrastrutturale; la costruzione di un sistema logistico più strutturato che metta Ravenna in rete con altri nodi intermodali regionali; l’implementazione di tutte le attività legate a innovazione, energia e ambiente.

Il documento contiene decine di schede dettagliate su interventi di security portuale e di efficientamento dei servizi di controllo, promozione dei mercati di riferimento del porto, sviluppo dell’intermodalità e della logistica integrata, con azioni e interventi per l’ammodernamento, l’aumento della capacità e dell’accessibilità marittima del porto, anche attraverso investimenti sulla rete ferroviaria e stradale, compresi quelli cosiddetti “di ultimo miglio”. Sono decritte anche le attività legate a digitalizzazione, innovazione, competitività e ad una sempre maggiore transizione ecologica per l’efficientamento energetico e la sostenibilità ambientale di tutto il porto.

«Le previsioni dell’attuale piano regolatore portuale che scadrà nel 2027  – ha affermato il presidente di Ap, Francesco Benevolo – sono state in gran parte attuate o lo saranno entro il 2026 e si cominciano già a raccoglierne i risultati. Ricordiamo che il 2025 ha visto il nuovo record del porto in termini di tonnellate di merci movimentate superando la soglia dei 28 milioni di tonnellate. Ora è necessario pianificare tutte quelle attività che permettono al porto di Ravenna di affermare sempre più il suo ruolo centrale nel sistema logistico nazionale, anche grazie al potenziamento dei collegamenti infrastrutturali con i principali corridoi logistici del Paese».

Arrestato dopo aver rubato vestiti con una borsa schermata per ingannare l’antitaccheggio

I carabinieri di Ravenna ieri, 11 febbraio, hanno arrestato un uomo accusato di furto aggravato al centro commerciale Esp: in una borsa schermata aveva nascosto capi di abbigliamento per un valore di 400 euro ed era riuscito a eludere i controlli antitaccheggio.

Nel primo pomeriggio, nel corso di un servizio per la prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ravenna hanno rincorso e fermato l’uomo, di nazionalità romena. L’abbigliamento rubato è stato recuperato e restituito ai proprietari.

Dopo aver trascorso la notte nella cella di sicurezza della caserma, come disposto dall’autorità giudiziaria, stamani è stato accompagnato in tribunale per l’udienza direttissima: il giudice ha convalidato l’arresto disposto il divieto di dimora nella provincia di Ravenna.

Oltre 1.300 nuovi iscritti al campus di Ravenna: il 2,2 percento in più dell’anno precedente

Sono 26.818 le nuove immatricolazioni all’Università di Bologna per l’anno accademico 2025/2026, un numero che conferma la tendenza dello scorso anno. Di queste, 1.326 si registrano all’interno del campus ravennate, con un aumento del 2,2 percento (pari a 29 iscrizioni) sull’anno precedente.
Bologna conferma i numeri del 2024/2025, con 20 iscrizioni in meno su un totale di quasi 20 mila, Cesena cresce del 3,5 percento con 56 nuove iscrizioni, Forlì del 3,2 percento con 76 iscritti. Solo Rimini registra un leggero calo di iscrizioni (-6,9 percento), dovuto alla chiusura di due corsi di laurea, con 1.471 nuovi studenti contro i 1.580 dello scorso anno.

Questi i dati riportati alla stampa dal rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari, che precisa però come le stime non siano definitive, in quanto soggette a scorrimenti verso corsi di laurea affini dovuti al semestre filtro di Medicina.

Il numero più positivo si registra sui flussi di studenti internazionali, che crescono del 10 percento rispetto all’anno scolastico 2024/2025 e del 53 percento se paragonati a quelli di tre anni fa. Oggi gli iscritti internazionali rappresentano oltre il 15 percento degli iscritti totali all’Università di Bologna: la maggior arriva da Cina, Iran, Camerun, Romania, Turchia, Kazakistan e Russia, ma anche da Albania, Spagna, Germania, Bulgaria, Polonia, Egitto, Francia e San Marino. Crescono le adesioni est europee e americane, mentre calano leggermente quelle orientali. Ravenna è l’unico polo universitario che registra un lieve calo degli studenti stranieri, non contando gli iscritti provvisori al corso internazionale Building Construction Engineering.

A calare del 6 percento sono invece le immatricolazioni da fuori regione, in particolare dal sud Italia. Dato già emerso dai dati dello scorso anno e dovuto probabilmente per ragioni legate al calo demografico, all’aumento del carovita alla conseguente tendenza di scegliere atenei vicini alla propria città di residenza (soprattutto nel caso di lauree triennali) e alla scarsità di alloggi e studentati in regione.

In calo anche la percentuale di iscritti che provengono da licei classici, scientifici e linguistici, mentre resta invariato il numero di immatricolazioni per diplomi tecnici, magistrali e professionali. In generale, calano del 2,3 percento le iscrizioni ai corsi triennali, mentre per quanto riguarda magistrali e lauree a ciclo unico si registrano 34 immatricolazioni in più sull’anno precedente, anche grazie alla crescita della facoltà di Medicina che registra 180 nuovi iscritti tra Ravenna e Forlì (50 in più dell’anno precedente).

Gli abbandoni agli studi tra il primo e il secondo anno calano del 2,6 percento mentre gli studenti esonerati totalmente dal pagamento dei contributi universitari scendono del 1,8 percento (oggi sono 23.877 in totale).

«Non abbiamo fatto una corsa all’aumento degli scritti – commenta il rettore -. Questi sono i numeri che Unibo può tenere e che vogliamo mantenere. Come ateneo non possiamo coprire la costruzioni di nuovi studentati, e non sarebbe comunque obiettivo dell’università farlo. Negli scorsi anni ci siamo comunque mossi in questa direzione, e verranno completati i progetti attualmente in corso a Bologna: lo studentato al Navile e il San Giuseppe Sposo».

Nell’ultimo anno, gli alloggi del multicampus sono cresciuti di 159 unità, anche grazie all’apertura degli studentati nel Ravennate e nel Forlivese, per un totale di 2.400 posti disponibili.

Nuova isola ecologica interrata di Piazza delle Erbe: le proteste di opposizione e commercianti

Sono partiti dallo scorso 2 febbraio i lavori per la realizzazione dell’isola ecologica interrata di piazza delle Erbe, a Faenza. La durata stimata del cantiere è di circa tre mesi, con un investimento di 370 mila euro per l’installazione dei 5 cassonetti per la raccolta differenziata. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino i finanziamenti provengono principalmente dalle risorse Pnrr (250mila euro) mentre i restanti 128 mila sono in carico a Hera.

La realizzazione della nuova isola ecologica è stata però al centro di diverse discussioni: Ascom-Confcommercio è stata la prima a esprimersi negativamente sul progetto, avanzando le rimostranze dei commercianti della zona (la nuova area sostituirà 4 posti auto nel parcheggio in corrispondenza dei civici 33 e 34). A fine agosto poi l’esito dei sopralluoghi archeologici della soprintendenza aveva acceso ulteriori polemiche. Nell’area di scavo sono infatti emerse pavimentazioni attribuibili a una domus romana di età imperiale, oltre ad altri reperti di età romana e strutture rinascimentali. Da qui l’ipotesi di un fermo del cantiere, smentita poi dal consiglio comunale. Il pavimento mosaicato romano, composto da “esagonette laterizie” è stato messo in sicurezza e trasferito nel deposito archeologico di Palazzo Mazzolani, mentre gli altri ritrovamenti sono stati documentati e messi in sicurezza all’interno del sito per consentire l’avanzamento dei lavori.

Infine, prima dell’avvio dei lavori è stato comunicato che il cantiere potrebbe comportare interruzioni della rete del gas nei prossimi periodi: «Tre mesi di disagi pesanti, decisi senza confronto, senza ascolto e senza rispetto per chi vive e lavora in centro», commenta Roberta Conti, capogruppo della Lega in Consiglio comunale. La consigliera sottolinea l’assenza di dialogo tra amministrazione, commercianti e residenti senza la discussione di ipotesi alternative.

Tra le richieste dell’opposizione faentina, anche quella di tutele e compensazioni per i commercianti: «L’isola è a pochi metri da un esercizio di somministrazione, negozi e attività – continua Conti -. eventuali rumori, odori, aumento del traffico dei mezzi di servizio potrebbe portare a una perdita di clientela, oltre che al peggioramento del decoro urbano. Il centro storico è una risorsa da proteggere, non un problema da gestire senza confronto».

Anche Ascom torna a ribadire la propria contrarietà al progetto: «Non è un intervento consono alla zona. Se emergeranno criticità per le attività ce ne ricorderemo».

La risposta di Fdi: «Nessun declassamento per Brisighella e Riolo Terme, erano già fuori dalla lista»

«Nessuna esclusione di comuni montani in provincia: Brisighella e Riolo Terme non erano classificate come “montane” neanche nelle documentazioni ufficiali del 2021». Fratelli d’Italia interviene sul presunto declassamento di Brisighella e Riolo Terme dalla lista dei comuni montani annunciato nei giorni scorsi. A seguito della pubblicazione degli elenchi ministeriali aggiornati, infatti, l’unico comune montano della provincia di Ravenna risulterebbe Casola Val Senio. Il Pd aveva condannato la scelta, definita ingiusta e penalizzante per famiglie, giovani e imprese del territorio.

«Parlare di “rimozione” è allarmistico e fuorviante – commentano la senatrice di FdI Marta Farolfi e il consigliere regionale Alberto Ferrero -. Sarebbe più corretto affermare che non hanno ottenuto la caratteristica di montanità, qualifica non raggiunta neanche con i parametri del governo precedente».

La conferenza Stato-Regioni si sarebbe chiusa con un accordo di massima che verrà discusso e ufficializzato nel corso delle prossime riunioni.

Gruppo Realco in crisi: i lavoratori del supermercato Economy in sciopero

Lavoratori e lavoratrici del supermercato Economy in via Faentina a Ravenna sono in sciopero oggi, 12 febbraio. Il personale aderisce all’iniziativa di protesta proclamata dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per i dipendenti di Realco, storica cooperativa della distribuzione con sede a Reggio Emilia con una rete complessiva di circa 120 punti vendita in Emilia-Romagna e 5 fuori regione, a insegna Sigma, Ecu ed Economy. In totale circa 1.500 lavoratori.

«Ad oggi – affermano le sigle sindacali –, le lavoratrici e i lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio del mese di gennaio e vivono in una condizione di totale incertezza, senza sapere se la prossima settimana avranno un ufficio in cui recarsi o una saracinesca da alzare».

Sono state le tre categorie di Cgil, Cisl e Uil a riaccendere un faro sulla situazione, dopo che circa una settimana fa il gruppo Realco, già da tempo alle prese con una pesante crisi finanziaria, ha depositato istanza di concordato preventivo al tribunale di Bologna.

«Negli ultimi mesi – sostengono Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil Emilia Romagna – nonostante le nostre continue e reiterate sollecitazioni e richieste di chiarimento, la direzione aziendale del gruppo ha continuato spudoratamente a sostenere che la continuità aziendale e, di conseguenza, quella occupazionale non fossero in discussione».

I fatti riportati dai sindacati descrivono una realtà diversa: negozi vuoti, richiesta di cassa integrazione per cessazione per l’intero perimetro aziendale (sede centrale e punti vendita a gestione diretta) e richiesta di concordato preventivo. «Non risulta essere pervenuta alcuna proposta vincolante di acquisizione da parte di grandi operatori del settore, contrariamente a quanto più volte dichiarato da portavoce aziendali, e l’unica certezza è rappresentata dal senso di responsabilità e dalla diligenza che tutte le dipendenti e tutti i dipendenti continuano a garantire anche in queste giornate estremamente difficili».

«Stiamo valutando uno sponsor per dare un nuovo nome allo stadio. Pronti a rifare il centro sportivo di Fosso Ghiaia»

«Siamo qui per rimanere, siamo di Ravenna, viviamo per il Ravenna». Tra i pochi che possono parlare anche a nome del presidente Ignazio Cipriani, Paolo Scocco – cresciuto come manager proprio nell’azienda della famiglia Cipriani, con una lunga esperienza di vita anche negli Stati Uniti – è il direttore generale della nuova società che è riuscita a far riavvicinare la città bizantina alla sua squadra di calcio, portandola nel giro di pochi mesi dal fango della serie D al titolo (per quanto platonico) di campioni d’inverno in serie C.

Amico d’infanzia dello stesso presidente, con Cipriani ha condiviso il progetto del ritorno a Ravenna. «Lo abbiamo fatto per la nostra città, con obiettivi reali. Il presidente (come noto, nipote di Raul Gardini, ndr) e noi della dirigenza siamo consapevoli di cosa la sua famiglia rappresenti in città. Siamo dei sognatori, spinti da una grande passione. E ora quei sogni stiamo cercando di metterli a terra».

Ospitiamo Scocco nella nostra redazione – alla vigilia della trasferta di Terni – per capire come procede il progetto. «Siamo pieni di entusiasmo, come il primo giorno; lo stesso entusiasmo che siamo già riusciti a trasmettere alla città e al gruppo squadra. Fuori dal campo, in questo anno e mezzo, siamo riusciti a ottenere risultati sopra le aspettative. A partire dal coinvolgimento delle realtà locali: sponsor e aziende, a spanne, direi che rispetto a prima del nostro arrivo sono quintuplicati».

«Siamo sempre più coinvolti – continua Scocco -, abbiamo lasciato i nostri rispettivi lavori per poter seguire il Ravenna al 120 percento; le ambizioni ti spingono a fare sempre di più e in particolare noi di Ravenna (il riferimento è anche al diesse Davide Mandorlini, ndr) sentiamo una responsabilità aggiuntiva. Ci teniamo a rendere la nostra gente contenta, che si appassioni sempre più al progetto. È bello vedere allo stadio bambini, famiglie o notare in giro per la città gente anche solo con il cappellino del Ravenna, piccole cose che fino a qualche anno fa potevano sembrare fantascienza».

La città si è avvicinata, ma sicuramente i margini per creare una piazza ancora più importante ci sono. «Servono tempo e lavoro. Stiamo battendo il territorio, andiamo nelle scuole per “costruire” i tifosi del domani. Cerchiamo anche di coinvolgere le società sportive di altre discipline, perché crediamo che lo sport ravennate debba restare unito. Abbiamo cercato fin da subito di rendere un’esperienza venire allo stadio, lavorando sul “percepito”: il dj, l’area hospitality, il telone in curva per dare identità, i nuovi bar, i due store di merchandising. Siamo partiti da zero ed è inevitabile che ci siano stati anche dei piccoli problemi. Ma miglioreremo; per esempio stiamo lavorando per avere in futuro un punto fisico in città, un Ravenna Store che possa unire il brand Cipriani con il marchio Nike. Ma lo faremo solo quando potremo farlo per bene. Ora abbiamo tanti progetti da seguire». In primis le strutture sportive.

Per quanto riguarda lo stadio Benelli, è il Comune a investire (con circa 1 milione di euro) nel rifacimento del manto erboso e nei tanto attesi lavori nel settore dei Distinti, che nella prossima stagione riaprirà al pubblico, quasi raddoppiando la capienza attuale dello stadio (che è di circa 5mila posti). «I lavori, sia per il campo che per i Distinti, partiranno a fine campionato, l’obiettivo è terminarli entro l’estate, anche se non è da escludere che possa essere necessario trovare un’alternativa al Benelli per le prime giornate della prossima stagione». I Distinti, come noto, verranno demoliti e ricostruiti, ricalcando grossomodo solo la parte in cemento armato (sempre scoperta, con l’utilizzo di prefabbricati) e l’aggiunta di seggiolini (presumibilmente giallorossi). Lo stadio nuovamente fruibile nel suo complesso, potrebbe essere ribattezzato sfruttando il nome di un importante sponsor, come capita sempre più spesso ad altissimi livelli. Nelle scorse settimane era circolata tra gli addetti ai lavori la suggestione della Redbull Arena… «No, non sarà quello il nome e ne approfitto per sgombrare il campo da ogni dubbio: la Redbull non entrerà in società. C’è stato un avvicinamento per una futura collaborazione, di cui non possiamo che essere orgogliosi, ma niente di più. Per quanto riguarda il nome dello stadio, ci sono trattative per trovare un partner importante, che contiamo di poter chiudere entro l’anno».

Sarà invece la stessa proprietà del club a portare avanti l’investimento (ancora non è stato possibile capire a quanto ammonta) nel centro sportivo di Fosso Ghiaia, dove verranno realizzati due nuovi campi in erba sintetica (di cui al momento il comune è clamorosamente sprovvisto, fatta eccezione per l’ormai obsoleto campo di Classe) e risistemati i due in erba naturale. Verranno realizzati anche una palestra e un ristorante, a servizio in primis dei frequentatori ma aperto a tutti. «Contiamo di partire in aprile e di terminare in dicembre, ma facendo lavori a step, in modo da essere pronti a ospitare una parte delle nostre squadre già in tempo per la nuova stagione sportiva», dice Scocco. Il nuovo centro ospiterà tutto il settore giovanile giallorosso – oggi diviso su più campi, con un aggravio di costi – e inizialmente anche la Primavera, in attesa che sia pronto quello comunale in fase di progettazione al quartiere San Giuseppe che nelle intenzioni del club giallorosso sarà destinato proprio alla formazione più grande del vivaio e alla prima squadra.

A proposito di settore giovanile, c’è chi sottolinea come il Ravenna non abbia finora puntato su giovani in prima squadra. «Abbiamo poggiato ora le basi per la ricostruzione del nostro vivaio e sappiamo che per avere i primi risultati concreti servono anni. In futuro l’obiettivo è quello di portare i nostri ragazzi in prima squadra, ma al momento siamo stati costretti a fare altre scelte. Voglio però sottolineare come la società, a differenza della stragrande maggioranza dei club di C che puntano solo su prestiti, abbia fatto operazioni a titolo definitivo, con giocatori che ora sono un patrimonio anche futuro. È la conferma di un progetto importante, che ha convinto anche gente come Donati, Okaka e Viola…».

Inevitabile, infine, un commento sulla parte sportiva in senso stretto. «Io ci credo – assicura Scocco, sulla stessa linea del presidente Cipriani, recentemente intervistato dal Corriere Romagna -. Ce la possiamo fare a vincere il campionato e ci proveremo fino alla fine. Play-off? Ci penseremo solo quando saremo sicuri di doverli fare…».

Una nuova Ztl: le vie Marconi e Marzabotto diventano “strade parco”

Una nuova zona a traffico limitato (Ztl) a Ravenna attiva 24 ore su 24, ma non in centro storico. Gli spazi interessati sono in zona stadio: via Marconi e via Marzabotto.
Nelle scorse settimane la giunta comunale ha approvato un progetto per realizzare un’area di quiete a servizio del polo scolastico che si trova in quelle vie: circa 3.500 alunni tra elementari, medie e superiori. È stato il quotidiano Corriere Romagna a riportare la notizia per primo all’inizio di gennaio.

Il principio di ispirazione è quello di voler creare una sorta di campus attorno alle scuole con la riqualificazione di via Marconi come strada parco e street school riservata ai pedoni, alle biciclette e agli autobus scolastici. In via Marzabotto già oggi la Ztl entra in vigore negli orari di entrata e uscita da scuola.

Le due strade avrebbero limite di velocità a 20 km orari, con telecamere ai varchi di accesso, e nella vicina via Cassino il limite sarebbe a 30. Il parco della Pace, area verde poco distante, sarà coinvolto nel progetto, agganciandolo al nuovo spazio urbano riqualificato. L’importo complessivo per il restyling è 738mila euro.
Il progetto prevede inoltre un intervento strutturato di collegamento ciclopedonale continuo e sicuro tra il polo scolastico e la stazione ferroviaria di Ravenna, con l’obiettivo di integrare mobilità scolastica, lavorativa e pendolare.

La riqualificazione di via Marconi costituisce il punto di partenza di una rete che si estende verso l’esterno attraverso il rimagliamento di percorsi esistenti e la realizzazione di nuovi tratti ciclabili, in particolare lungo via Cassino, dove sono previste due corsie ciclabili monodirezionali, e lungo le vie Romolo Ricci, Gabici e Renato Serra. Questo sistema consente un collegamento diretto e protetto non solo con la stazione, ma anche con servizi strategici come ospedale, uffici comunali, questura, mercato cittadino e università, intercettando inoltre la Ciclovia Adriatica di interesse nazionale.

Le giornate di raccolta del farmaco: in provincia di Ravenna l’obiettivo è raggiungere le 3.500 confezioni donate

Tornano le giornate di Raccolta del Farmaco, l’iniziativa di Banco Farmaceutico che si svolge da martedì 10 a lunedì 16 febbraio. Si tratta di una settimana dedicata alla solidarietà per sopperire alla carenza di farmaci delle fasce più fragili della popolazione.

Sono circa 6 mila le farmacie italiane aderenti (elenco completo su www.bancofarmaceutico.org) all’interno delle quali i cittadini potranno donare uno o più farmaci da banco.
Si contano 502 mila persone in condizioni di povertà sanitaria, di cui 145mila minori, per un fabbisogno stimato superiore a 1,2 milioni di confezioni di medicinali.

In Emilia-Romagna la raccolta si svolgerà in 566 farmacie nella giornata di sabato 14 febbraio. A Ravenna il fabbisogno espresso è di 3.412 confezioni, che saranno poi consegnate a 22 enti benefici del territorio per la distribuzione: servono soprattutto farmaci per l’influenza e pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antistaminici e antifebbrili, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, preparati per il trattamento di ferite e ulcerazioni, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti.  

L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di 21.000 farmacisti che sostengono le giornate: anche quest’anno i volontari saranno oltre 27.000 a livello nazionale.
Gli organizzatori puntano a migliorare i numeri dell’edizione 2025 che raccolse 653.339 confezioni, pari a un valore di 5.980.898 euro, con una media di 111 confezioni donate in ogni farmacia.

«Anno dopo anno – dice Massimiliano Fracassi, delegato di Banco Farmaceutico Emilia-Romagna – constatiamo la crescita del numero di persone in povertà sanitaria, anche in una Regione come l’Emilia-Romagna da sempre sul podio nazionale per l’eccellenza del suo sistema sanitario pubblico. Conosciamo però anche la grande generosità dei nostri concittadini e siamo certi che anche quest’anno tanti risponderanno al nostro appello».

Piano sosta e Ztl, il sindaco: «Così bilanceremo le esigenze di cittadini, turisti e commercianti»

Impegnato da settimane in incontri con la cittadinanza per spiegare le ragioni del nuovo piano sosta in centro storico, il sindaco Alessandro Barattoni in un incontro nel suo ufficio ha voluto illustrare anche a noi di Ravenna&Dintorni – che avevamo sollevato alcuni dubbi in un editoriale a firma del direttore Luca Manservisi – le linee guida, che si potrebbero definire di “filosofia urbanistica”, per le nuove disposizioni.

Cominciamo dalle Ztl dove auto ibride ed elettriche non possono più entrare, con il lasciapassare che era finora una delle misure che forse aveva maggiormente incoraggiato l’acquisto di questi veicoli da parte di tanti ravennati per evitare il traffico delle strade più esterne. «Le Ztl – spiega Barattoni – erano nate per essere zone appunto a traffico limitato, ma basta andare, come faccio io, in via Mariani la mattina davanti all’Alighieri e vedere che ormai non è più così. E questo accade perché le auto ibride ed elettriche sono passate a quasi diecimila nel giro di pochi anni e sono ovviamente destinate a crescere, oggi non c’è più bisogno di quell’incentivo che fu deciso nel 2012 e che allora mi vide d’accordo. Noi vogliamo invece tornare ad avere un centro sicuro, dove anche l’utenza debole non corra rischi e dove siano protetti i nostri monumenti e dove, infine, possa essere invitante e piacevole sedersi nei tanti tavoli all’aperto dei locali».

Seguendo questa linea di pensiero, viene quindi spontaneo chiedersi perché strade come via Mariani vengano aperte a tutto il traffico dopo le 20.30 della sera, anche nei venerdì estivi o quando ci sono gli spettacoli all’Alighieri. «La situazione non è omogenea e a oggi non abbiamo deciso cambiamenti di orari, ma ci stiamo pensando. Intanto, ci saranno alcuni aggiustamenti per evitare le “scorciatoie” che tanti ravennati hanno scoperto per eludere le telecamere, come in vicolo Porziolino. Per via Mariani posso dire che la prossima estate sarà rifatta e che da lì non passeranno più gli autobus più grandi, ma solo quelli piccoli elettrici. Per gli altri stiamo studiando strade alternative». Strade alternative che potrebbero non prevedere più nemmeno via Carducci dove è prevista l’unica nuova pista ciclabile in centro città, a discapito di alcuni posti auto che sono stati però recuperati nei pressi della stazione ferroviaria. Nessuna novità in vista per una strada Ztl particolarmente dissestata, ossia via Guaccimanni.

Ma è in particolare il tema della sosta che ha fatto molto discutere e suscitato anche le reazioni dell’opposizione (vedi articolo a questo link). «La premessa – dice su questo il sindaco – è che il piano parcheggi così come lo conosciamo non era stato rivisto da oltre dieci anni. Durante la campagna elettorale tantissimi mi hanno posto il problema del numero dei parcheggi in centro, ma quando, una volta eletto, ho analizzato i dati, è emerso che a Ravenna non c’è un numero di posti inferiore alle altre città, il problema sta semmai nell’utilizzo di quelli disponibili, dove non c’è sufficiente rotazione. Per mettere mano al tema, siamo partiti dall’idea che serva un equilibrio tra esigenze fondamentali diverse: quelle dei commercianti, dei residenti e dei turisti. Abbiamo quindi deciso di semplificare, passando da cinque a tre fasce, e di intervenire sulle tariffe rimaste inalterate negli anni. Se, quando è stata introdotta, l’ora a 35 centesimi poteva rappresentare un disincentivo alla sosta lunga, oggi è diventato vero l’opposto. Abbiamo quindi adeguato le tariffe (vedi i dettagli in fondo all’articolo, ndr), ma abbiamo anche introdotto la prima mezz’ora gratuita, che di fatto serve anche a calmierare i prezzi, e la tariffa giornaliera a otto euro invece di quindici per i turisti e gli abbonamenti in fascia tre per chi viene in centro per lavoro e che si troverà a pagare 1,66 al giorno».

Un tema questo su cui il sindaco ci tiene a soffermarsi in vista anche dell’intenzione di riportare alcuni uffici dell’anagrafe nel centro storico, un po’ come antidoto al rischio gentrificazione che corrono un po’ tutte le città turistiche. Nel giro di qualche mese un primo presidio aprirà in piazza del Popolo nell’ex negozio Miccoli per poi traslocare nell’ex Anagrafe che ha bisogno però di un intervento di recupero che si aggira sui 3 milioni di euro e che potrebbe quindi richiedere anni. «Vogliamo che chi abita o lavora in centro non sia costretto ad andare in via Berlinguer per sbrigare le pratiche amministrative».

Ma il concetto che sembra stare più a cuore a Barattoni è che «lo spazio pubblico ha un valore» anche quando si tratta di un parcheggio. Ed è per questo che novità sono previste anche per i residenti che fino a oggi, una volta ottenuto un pass da 20 euro di durata triennale, potevano parcheggiare gratuitamente negli stalli blu. Da marzo dovranno invece pagare 50 euro l’anno. «Una cifra molto bassa, se si pensa che a Verona si pagano intorno ai 200 euro l’anno, ma è un segnale». Oggi sono 1.146 i residenti che hanno un permesso e che risultano senza posto auto di proprietà. «Vedremo cosa succederà, magari qualcuno deciderà di ripristinare un garage che possiede e che magari nel frattempo è diventato una rimessa per biciclette…».

In generale, su cosa accadrà con il nuovo piano sosta il sindaco dice che non possiamo sapere con certezza come reagiranno i ravennati: «Possiamo sperare che più persone scelgano una mobilità alternativa, che molti decidano di fare ducento metri in più a piedi e parcheggiare in zona tre, che più persone vengano in centro perché, con una maggiore rotazione, sanno di poter trovare più facilmente parcheggio. Il nostro auspicio è anche che magari vengano più persone verso sera, dopo il lavoro, considerando che in virtù della prima mezz’ora di sosta gratuita di fatto per molti il parcheggio sarà gratuito dalle 18 e non dalle 18.30».

Tra i primi effetti sperati c’è anche quello delle famiglie che portano e porteranno i figli a scuola, in particolare nella zona di piazza Caduti che dovrà ospitare anche l’elementare Mordani. «Molti potranno parcheggiare a Santa Teresa dove ci sono gli stalli blu che alle otto del mattino sono ancora in parte disponibili». A fronte di alcune nuove zone a strisce blu in particolare nella zona della Rocca, dove dalla prossima estate potranno svolgersi eventi che ospiteranno fino a mille persone, il sindaco assicura però che resteranno i parcheggi con le strisce bianche oggi in uso (vedi articolo a questo link), e che oltre a quello già annunciato di via Beatrice Alighieri (realizzato con Azimut sul modello del Guidarello), sarà realizzato anche un secondo parcheggio multipiano (da tempo si parla dell’ex Macello, ma conferme non ne arrivano).

A raddoppiare saranno anche le linee degli autobus, dopo la 80 che attraversa la città da Ovest a Est, il sindaco ne immagina una nella direttiva Nord-Sud, ma, ci spiega «poiché l’utenza è soprattutto quella giovane, ho chiesto agli studenti delle superiori che sto incontrando in questi mesi di esprimere una preferenza per ragionarci insieme».

LE NUOVE TARIFFE PER LA SOSTA IN CENTRO A RAVENNA, IN VIGORE DA MARZO

Mappa Aree Sosta Ravenna
La mappa con le nuove tariffe dei parcheggi a pagamento nel centro di Ravenna

ZONA TARIFFARIA 1 (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato): sosta gratuita per periodo inferiore a 30 minuti (1 sola volta nell’arco di una giornata), allo scadere del 30° minuto 2,00 €/ora.

ZONA TARIFFARIA 2 (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato): sosta gratuita per periodo inferiore a 30 minuti (1 sola volta nell’arco di una giornata), allo scadere del 30° minuto 1,50 €/ora. Con importo pari a € 8,00 la sosta viene automaticamente garantita per tutta la giornata.

N.b. Sia per la zona tariffaria 1 che per la 2 anche per la prima mezz’ora occorrerà ricorrere all’utilizzo del parchimetro che emetterà, gratuitamente, il tagliando da esporre.

ZONA TARIFFARIA 3 (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato): 1,00 €/ora. Con importo pari a € 4,00 la sosta viene automaticamente garantita per tutta la giornata. Per questa zona è possibile acquistare un abbonamento mensile (solare) a tariffa scontata da € 35,00.

ZONA TARIFFARIA LARGO GIUSTINIANO (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato) Tariffa unica giornaliera (non frazionabile): € 3,30 totali. Per questa zona è possibile acquistare un abbonamento mensile (solare) a tariffa scontata da € 45,00.

Scuola e orientamento: «Oggi i ragazzi si sentono più liberi di cambiare»

Partner della provincia di Ravenna in tema di orientamento scolastico è Aeca il cui referente è Michele Zarri, a cui chiediamo se, dati i numeri in aumento degli studenti che cambiamo corso di studi esista un problema di orientamento. «Oggi parlerei di orientamento e riorientamento – ci dice Zarri, che in autunno ha organizzato anche un evento sul tema rivolto a tutte le scuole del territorio -. Direi che sicuramente dal Covid in poi è molto aumentato il livello di fragilità e necessità dei giovani, oggi c’è una sensibilità diversa. I ragazzi si sentono liberi di modificare le proprie scelte».

Come fare la scelta migliore, che consigli dare ai ragazzi e alle famiglie?
«Personalmente credo che conti moltissimo conoscere e vedere gli spazi in cui si trascorrerà tanto tempo e non basarsi solo sulla misurazione teorica e anche tentare un confronto con gli ex studenti, penso che il ruolo dei pari sia un elemento funzionale per sentirsi meno soli nella scelta, sentirsi rinforzati nella propria decisione».

Zarri si occupa in particolare di formazione professionale dei progetti Iefp, una realtà che vede numeri in aumento nonostante il calo demografico. «Credo che nel leggere questo dato ci siano due valutazioni: i percorsi Iefp accolgono spesso un’utenza con background migratorio e questo compensa la forbice del calo demografico, ma è anche vero che se la formazione professionale in passato è stata spesso ghettizzata e appannaggio di chi era stato “scartato” dal sistema scolastico, oggi è molto spesso una scelta. La formazione professionale sta cambiando e non è più addestramento professionale e di certo è uno strumento molto utile per ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico».

Non solo, Zarri ci spiega che «dal 2018 è nata una possibilità per gli studenti che al termine della terza media vogliono capire meglio quale sia il loro interesse, si tratta del cosiddetto “anno propedeutico”. A Ravenna il capofila è Engim, ma i ragazzi che dopo la terza media scelgono questa opzione hanno la possibilità di entrare in più laboratori, in accordo con gli altri enti, per capire dove vorranno poi concentrare la propria formazione nei due anni successivi prima di prendere la qualifica».
In media riguarda una ventina di ragazzi l’anno in tutta la provincia e ci si può iscrivere tramite la piattaforma Unica del Ministero.

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