martedì
26 Maggio 2026

A Faenza il tavolo regionale per fare il punto sull’agricoltura. In arrivo un nuovo bando da 20 milioni

A Faenza un tavolo per fare il punto sulle necessità delle imprese e le misure per l’agricoltura in Regione. Tra i temi principali affrontati oggi (11 febbraio) dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e dalle associazioni agricole del territorio spiccano i quasi 63 milioni di euro di pagamenti alle imprese agroalimentari del Ravennate, la liquidazione delle richieste di risarcimento per danni alluvionali, le misure in atto per mitigare l’impatto della popolazione di lupi sul territorio, il bilancio del progetto “Frutteti protetti e il quadro dell’andamento delle produzioni del settore ortofrutticolo regionale.

Per quanto riguarda il riconoscimento dei danni alluvionali, sono 133 le domande ammesse a contributo: 88 per strutture, 30 per produzioni apistiche e 15 per produzioni zootecniche. Il totale degli importi ammessi a contributo a livello regionale è pari a 11.822.389 euro, di cui 9.385.098 già liquidati.
Nel corso del 2025, inoltre, la Regione ha erogato alla provincia di Ravenna 62.755.542 euro a sostegno del comparto agricolo, coinvolgendo4.824 imprese e attivando 16.484 iter di pagamento.

La distribuzione delle risorse ha riguardato: la Domanda unica Pac (29.046.938 euro per 4.714 aziende); il Complemento di sviluppo rurale 2023-2027 (7.154.109 euro per 802 aziende); il Piano di sviluppo rurale 2014-2022 (12.685.230 per 694 aziende); i programmi operativi ortofrutta-patate (4.304.248 per 2 aziende); le calamità naturali e aiuti nazionali in regime de minimis (3.903.713 per 144 aziende); il settore vitivinicolo (5.537.671 per 348 aziende) e gli interventi per la mielicoltura (123.633 per 8 aziende).

«A partire dal 2024, abbiamo registrato un’importante ripresa del comparto ortofrutticolo -afferma l’assessore Mammi -, un dato che ci incoraggia a continuare a investire in questa filiera per rendere il settore più competitivo e attrattivo. Come abbiamo fatto con il bando Frutteti protetti, un progetto innovativo finalizzato a rendere la frutticoltura più resistente ai cambiamenti climatici e all’aumento dei costi. Si tratta di un intervento che vogliamo rendere strutturale e per il quale abbiamo già in programma un nuovo bando che partirà a breve».

Al termine dei lavori, è stato dedicato un convegno proprio al progetto “Frutteti protetti”, promosso dalla Regione nel 2024. In arrivo un nuovo bando per le protezioni meccaniche degli impianti frutticoli per un valore di 20 milioni di euro.

Il programma punta all’affermazione di un nuovo modello di frutteto per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, delle fitopatie e dei fenomeni atmosferici estremi che hanno causato, insieme ad altri fattori, quali le difficoltà con la manodopera e l’aumento dei costi, un netto calo produttivo e di superficie dedicata alla frutticoltura negli ultimi anni.
L’obiettivo è sostenere e rafforzare il comparto frutticolo, investendo su un modello integrato che combina il ricorso alla coltivazione di varietà certificate e l’installazione obbligatoria di almeno due sistemi di protezione tra reti antigrandine, sistemi antibrina, irrigazione di precisione, raffrescamento o coperture anti-insetto. Per sostenere il piano la Regione ha messo a disposizione complessivamente 70 milioni di euro fino al 2026, provenienti da risorse del Programma regionale di sviluppo rurale e dei Programmi operativi delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli per il biennio 2024-2025.

Attraverso il primo bando sono stati distribuiti 24,4 milioni di euro di contributi, a copertura del 60% della spesa relativa ai progetti presentati, con 153 aziende beneficiarie, a dimostrazione del forte interesse del comparto nei confronti del programma. Il totale della superficie interessata è pari a 592 ettari e grazie alle risorse distribuite sono stati generati investimenti per quasi 41 milioni di euro. La provincia di Ravenna è risultata quella maggiormente coinvolta, con con 275 ettari e 11,2 milioni di contributi.

Le colture più utilizzate per la costituzione di nuovi frutteti sono state albicocco, pesco, susino, melo, pero e kiwi. Per quanto riguarda i sistemi di protezione, a livello regionale 467 ettari sono stati dedicati all’installazione di reti di protezione multifunzione, 336 ettari a impianti di irrigazione di precisione e 80 ettari a dispositivi antigrandine, mentre sono stati 96 i dispositivi antibrina installati. 

Per dare continuità alla strategia è già stato previsto un secondo bando: ò’avviso pubblico partirà nel primo quadrimestre del 2026 e dovrebbe interessare circa 500 ettari per una dotazione totale di 20 milioni di euro, oltre alle risorse dei programmi operativi.

Per quanto riguarda il quadro del comparto ortofrutticolo, i dati del 2024 evidenziano una ripresa del settore delle produzioni vegetali in Emilia-Romagna rispetto al 2023, segnato da gelate tardive e alluvione.
A trainare è principalmente il comparto frutticolo che, rispetto al 2023, fa segnare un +57,2% di produzione lorda vendibile, pari ad un totale di oltre 728 milioni di euro. Si contrae, invece, la superficie frutticola coltivata, che scende a 37.962 ettari, in diminuzione del 10% rispetto al 2023.
Aumentano le rese per ettaro per diverse produzioni: pere (+186,0%), ciliegie (+98,9%), albicocche (+81,2%), kaki (+69,5%), nettarine (+64,1%), pesche (+63,2%) e susine (+62,8%) e kiwi (+46,9%). Il calo della superficie frutticola coltivata ha interessato prevalentemente: pere (-15,7%), pesche (-15,1%), susine (-6,9%) e kiwi (-11,1%). Cresce anche il comparto ortofrutticolo che, nel 2024, migliora del 10% la produzione lorda vendibile, rispetto all’anno precedente, raggiungendo nel complesso un valore di circa 758 milioni di euro. Il risultato è dovuto principalmente all’aumento della produzione lorda vendibile delle patate, che aumenta del 43,7%, e delle cipolle, che sale del 31,3%, mentre il pomodoro da industria, la principale produzione del comparto, del 9,2%. Anche per quanto riguarda la produzione orticola, sono in calo le superfici coltivate che scendono a 50.015 ettari, in diminuzione del 2,4% rispetto al 2023. In questo caso il calo però non è generalizzato e alcune coltivazioni fanno registrare significativi aumenti di superficie, tra cui le zucchine (+17,2), i fagioli (+15,9%) e lo stesso pomodoro da industria (+4,9%). Tra le superfici orticole in calo, il dato più evidente è quello dell’asparago (-33,5%).

Infine, l’incontro è stato anche occasione per mettere sul tavolo il tema degli sporadici avvistamenti di lupi in città: tra dicembre e gennaio sono stati organizzati incontri con le aree protette e le polizie locali per affrontare il tema, autorizzando l’uso di pallini di gomma da parte degli agenti dei Comandi unità forestali, ambientali e agroalimentari (Cufaa) e delle polizie. All’interno dei parchi la presenza e gli spostamenti degli animali saranno monitorati con fototrappole. I capi predati negli ultimi quattro anni ammontano a 12 e sono stati tutti indennizzati. Nel 2025 dalla provincia di Ravenna la richiesta per misure di prevenzione totale ammonta a 5.800 euro.

Il Ravenna fa visita alla Ternana. Mister Marchionni: «Il risultato ci dirà molto del nostro futuro»

A quattro giorni dalla vittoria casalinga contro il Carpi, il Ravenna torna in campo. Lo fa in uno contesto non facile: lo stadio Libero Liberati di Terni per cercare una vittoria che manca in trasferta dal 29 novembre contro il Pineto. Nel turno infrasettimanale di giovedì 12 febbraio, i giallorossi scenderanno in campo contro la Ternana alle 20,30, per una volta in concomitanza con l’Arezzo, impegnata al Cabassi di Carpi. «Dopo la partita di sabato i ragazzi stanno bene – dichiara mister Marco Marchionni in conferenza stampa -. Turnover? Guardo partita dopo partita. Domani abbiamo una grossa occasione contro una squadra con elementi forti che ti possono mettere in difficoltà. Dobbiamo scendente in campo con la determinazione giusta: il risultato di domani ci dirà molto per il nostro futuro».

Risultati alla mano, la Ternana è nona in classifica ed è una squadra molto altalenante (2 vittorie, 2 sconfitte e un pareggio nelle ultime 5 gare), che ha raccolto 17 dei 30 punti ottenuti tra le mura amiche. La rosa delle “Fere” è profonda, qualitativa ed esperta soprattutto nel reparto offensivo. Tra le carte del mazzo di mister Liverani ci sono giocatori del calibro di Ferrante, Panico, Dubickas, Aramu e Pettinari che nelle ultime stagioni hanno anche lasciato il segno “al piano superiore”.

Marchionni invece non avrà a disposizione Donati (ancora dieci giorni out), Motti, Di Marco e Falbo, mentre sono partiti per Terni Bani e Da Pozzo, nonostante non si siano allenati a causa di un attacco influenzale. Come con il Carpi  sarà della partita Stefano Okaka, recuperato dall’infortunio muscolare che lo ha tenuto ai box per quasi due mesi: «Ci vorrà ancora un po’ di tempo per averlo a disposizione dall’inizio. Con il duro lavoro sta migliorando la sua condizione fisica per darci una mano e ripetere ciò che di buono ha fatto nel girone di andata. Ha sicuramente qualche minuto in più nelle gambe».

Il Ravenna nelle ultime settimane è parso in evidente calo nei secondi tempi. La partita contro il Carpi è stata simile a quelle viste nel nuovo anno: buoni primi tempi con tante occasioni create e vistoso calo nella ripresa sia fisico che d’iniziativa. «Sono preoccupato fino ad un certo punto. È normale che quando spendi tanto nel primo tempo, puoi ritrovarti ad avere qualche piccolo problema nel secondo, anche vista la mancanza di cambi dovuta agli infortuni. Il periodo di appannamento lo hanno avuto tutte le squadre. Ci sta soffrire, ma l’importante è che si portino a casa i 3 punti».

Per i tifosi del Ravenna che resteranno a casa, sarà allestito un maxi schermo al Mercato coperto.

Fermato per un furto al supermercato, viene sorpreso in possesso di un coltello. Denunciato dai carabinieri

Fermato all’interno di un supermercato di Massa Lombarda per il sospetto di furto, un uomo è stato trovato in possesso di merce rubata e armato di coltello. La segnalazione è arrivata nel fine settimana tra 6 e l’8 febbraio. A seguito della chiamata, i carabinieri sono intervenuti all’interno del punto vendita identificando il soggetto, già noto alle forze dell’ordine.
La perquisizione ha permesso di scovare all’interno del suo zaino alcuni prodotti sottratti dagli scaffali e un coltellino svizzero, potenzialmente idoneo a ferire.
Non riuscendo a giustificare il possesso della lama, l’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per furto e porto d’armi, mentre il coltellino è stato sequestrato dai militari.

Negli scorsi giorni, i carabinieri di Lugo e Massa Lombarda hanno inoltre rinforzato i controlli sul territorio, soprattutto in orari serali e notturni, impiegando un totale di 55 pattuglie e 110 militari in oltre 100 posti di controllo.
Sono stati controllati 122 veicoli e identificate circa 160 persone. Si aggiungono poi 19 interventi domestici per segnalazioni pervenute alla centrale operativa.

Entusiasmo Orasì dopo la vittoria contro Caserta. Capitan Dron: «Vogliamo qualcosa di più della salvezza»

Nel panorama sportivo ravennate, accanto a calcio e pallavolo che continuano a occupare i vertici delle rispettive categorie, c’è una pallacanestro che sta vivendo il momento migliore della stagione. Nell’ultimo turno di Serie B Nazionale, l’Orasì Ravenna ha infatti vinto contro Caserta, detronizzandola dal gradino più alto della graduatoria. Un successo maturato in rimonta e che ha infiammato il Pala Costa, proiettando la squadra di coach Auletta al nono posto in classifica, in piena zona play-in. Una serata da ricordare, impreziosita dalla tripla “senza ritmo” di Gabriel Dron, che ha spezzato definitivamente l’equilibrio a 3 minuti dalla sirena finale. «Siamo riusciti a fare qualcosa che in pochi hanno fatto quest’anno (solo 3 sconfitte per i campani prima di domenica ndr) è stata una partita nella quale nessuno si è tirato indietro – racconta Dron – . Siamo partiti un po’ male ma siamo riusciti a tenerci sempre a debita distanza fino ad avere la meglio nel finale».

Classifica alla mano, Ravenna è in zona play-in a quota 22 punti, lontano sia dalla zona retrocessione (+10 punti) sia dai primi 6 posti che garantiscono un accesso diretto ai playoff (- 8 punti). Una classifica che sembrava impensabile fino a meno di un girone fa, quando i punti accumulati erano appena 6 in 10 partite.  «L’obiettivo principale rimane sempre quello di salvare la categoria – sottolinea il capitano – non nascondo che da parte di tutti c’è l’ambizione di qualcosa di più e questo ci ha reso molto uniti. Cercheremo di fare il possibile per raggiungere quello che ci meritiamo».

Per Dron questa è la terza stagione consecutiva in giallorosso. Ogni anno la società (che ha spostato da pochi giorni la propria sede da Viale della Lirica a Via Darsena 19) rinnova la squadra inserendo allenatori e giocatori nuovi, che comportano assetti diversi ed equilibri da ricostruire. «Ripartire ogni anno con compagni nuovi è un po’ disagevole ma anche stimolante – spiega – non è sempre semplice creare un buon gruppo, ma quest’anno ci siamo riusciti alla grande». E rispetto alle stagioni precedenti? «La cosa che è cambiata di più è il livello: ogni anno si alza e anche quest’anno pochi risultati si possono dare per certi».

Nonostante la giovane età (classe 2002), Dron è uno dei più esperti del roster e indossa i gradi di capitano. Alla domanda su chi, tra i compagni più giovani, possa avere un futuro luminoso, non fa nomi: «Tutti possono avere un futuro splendente, dal primo all’ultimo. C’è molta voglia di fare e di emergere. A volte non ci si riesce solo per situazioni o perché magari manca esperienza, ma col duro lavoro sono certo che diranno la loro».

In un campionato sempre più fisico, Dron è anche il terzo giocatore ad aver subito più falli in stagione. Giocatore che oltre al tiro perimetrale, ha fatto della capacità di assorbire i colpi una parte integrante del gioco, nonostante non superi il metro e ottanta di altezza. «Sicuramente non è facile giocare con il livello fisico di adesso, bisogna adattarsi e crescere. Essere bassi ha i suoi svantaggi e i suoi vantaggi».

Arrivato a Ravenna in Serie B, in un momento di ridimensionamento dopo gli anni importanti in A2, Dron ha vissuto il cambiamento del club e l’umore di una piazza abituata per circa un decennio a palcoscenici più ambiziosi. Eppure, il legame con la città è diventato profondo. «Il mio rapporto con la città di Ravenna è una cosa che auguro a chiunque. È difficile trovare un posto da poter definire casa, ed io qui ho trovato proprio questo. I tifosi ti vogliono bene anche se fai male. E credo che anche quando vola qualche parola di troppo, sia tutto fatto senza cattiveria ma per amore della squadra».

Chiama il 112 annunciando di volersi lanciare dal ponte: i carabinieri salvano un minore dal suicidio

Lancia un appello al 112 prima di gettarsi da un ponte, e l’intervento tempestivo dei carabinieri salva il giovane dal suicidio. È successo a Faenza, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio, quando un ragazzo minorenne avrebbe telefonato al numero di emergenza indicando di trovarsi su un ponte cittadino pronto al salto.

L’operatore avrebbe quindi intrattenuto telefonicamente il giovane, ottenendo le informazioni necessarie alla localizzazione e inviando sul posto una pattuglia dei carabinieri. Arrivati nei pressi di Ponte delle Grazie, i militari della radiomobile hanno facilmente individuato il ragazzo, provando in un primo momento a scongiurare il peggio con il dialogo. Sebbene la conversazione apparisse a tratti serena, con il minore che sembrava aver instaurato un rapporto di fiducia con gli operatori, confidando loro i problemi personali che lo avevano condotto al gesto, è emerso chiaramente che non si stesse realmente rasserenando. Al contrario, continuava a ribadire con determinazione la volontà di lanciarsi nel vuoto.

A quel punto, valutata la gravità della situazione, i carabinieri sono intervenuti con uno scatto repentino, afferrando il ragazzo per le braccia e mettendolo in sicurezza. Al termine dell’intervento, il giovane è stato affidato ai genitori e alle cure del personale sanitario del 118, nel frattempo allertato e prontamente giunto sul posto.

Numero unico di emergenza 112: in Emilia-Romagna in media 5,9 secondi di tempo per la risposta

Servono 5,9 secondi in media per ricevere una risposta in caso di chiamata di emergenza al 112 in Emilia-Romagna. Nei primi 428 giorni di operatività (dal 3 dicembre 2024 al 4 febbraio 2026), con date di attivazione differenti, le centrali uniche di risposta, una a Bologna e una a Parma, hanno ricevuto complessivamente 2.537.304 telefonate, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti, di cui il 46 percento riguardano l’emergenza sanitaria. Al numero unico, che dal 3 dicembre 2024 all’1 aprile 2025 è stato attivato progressivamente su tutto il territorio regionale, si può richiedere l’intervento di polizia di Stato, carabinieri, vigili del fuoco, soccorso sanitario e soccorso in mare. Il bilancio dell’attività del 112 in Emilia-Romagna è comunicato dalla Regione in occasione della giornata europea del Nue (numero unico di emergenza), istituita nel 2009 per sensibilizzare i cittadini sul numero di emergenza valido in tutta l’Unione europea e che non a caso si celebra domani, l’11 di febbraio (112).

E proprio per celebrare questa giornata, l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma e l’Ausl di Bologna organizzano per domani un open day nelle rispettive centrali uniche di risposta, le due attive in Emilia-Romagna, collocate in via del Taglio 6 a Parma e in largo B. Nigrisoli 20 a Bologna. L’iniziativa, che ha già fatto registrare in entrambi i casi il tutto esaurito, consente di mostrare alle cittadine e ai cittadini, con visite effettuate da accompagnatori, cosa succede quando arriva una richiesta di emergenza e come funziona il sistema di risposta.

Una delle funzioni del Nue 112 è filtrare le telefonate, ovvero smaltire quelle che non riguardano vere e proprie emergenze, liberando così le centrali di secondo livello che possono, invece, dedicarsi alla gestione delle emergenze. Sulle 2.537.304 telefonate ricevute in totale, 1.132.370, pari al 45 percento, è stato filtrato. Delle chiamate inoltrate, pari a 1.404.934, le richieste riguardano per il 46 percento emergenza sanitaria (652.653 telefonate), 28 percento carabinieri (398.718), 19 percento polizia (261.144), 7 percento vigili del fuoco (101.140) e 0,02 percento capitaneria di porto (279).

Le centrali uniche di risposta, una a Bologna e una a Parma, servono 59 centrali di secondo livello (3 di emergenza sanitaria, 34 dei carabinieri, una della capitaneria di porto, 10 di polizia, 9 dei vigili del fuoco e 2 della polizia stradale). Nel 6 percento delle chiamate inoltrate alle centrali di secondo livello vengono allertate più centrali contemporaneamente per garantire tempestività e rapidità di intervento. Per tutti i distretti telefonici il tempo medio di risposta al cittadino è di 5,9 secondi.

Dopo il completamento di questa prima fase di avvio, in base alla dotazione tecnologica e alla attivazione del servizio h24, sarà possibile includere anche le sedi della polizia locale tra gli enti di soccorso.

«Vietato alimentare i piccioni»: l’Unione lancia la campagna di sensibilizzazione per il contenimento dei colombi

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna avvia una nuova campagna contro l’eccessiva proliferazione dei piccioni, con l’obiettivo di migliorare le condizioni decoro e igiene urbana, preservare edifici e monumenti dalla corrosione causata dal guano e dai danni della nidificazione (in particolar modo l’ostruzione di grondaie, impianti di ventilazioni e di raccolta pluviale).

Già nel 2023 a livello regionale è stato approvato il piano quinquennale di controllo del “colombo o piccione di città”, valido su tutto il territorio regionale fino al 31 dicembre 2027. 

Le misure principali contenute nel piano comprendono il monitoraggio e censimento delle colonie di piccioni; la prevenzione della nidificazione e della posa attraverso l’installazione di reti e dissuasori, la chiusura di lucernai e varchi negli immobili, in modo particolare negli edifici non abitati; la riduzione della disponibilità alimentare, con il divieto di somministrazione di cibo ai piccioni.
La collaborazione dei cittadini diventa quindi essenziale, in quanto ogni proprietario di immobile o amministratore di condominio è tenuto ad adottare misure di prevenzione per limitare la presenza dei piccioni. Chi dovesse trasgredire le regione può incorrere in una multa di 104 euro.
Il divieto di alimentare i piccioni è in vigore sia negli spazi pubblici che nelle proprietà private, anche il cibo lasciato all’aperto favorisce l’incremento della popolazione di volatili. Inoltre per i proprietari di immobili sarà obbligatorio adottare misure per rendere inaccessibili i siti di nidificazione e di posa, con l’installazione di reti e griglie di chiusura e l’applicazione di dissuasori su cornicioni e balconi. Infine, bisognerà provvedere alla pulizia periodica delle superfici dove è presente guano di piccioni, effettuando interventi di sanificazione per prevenire rischi sanitari e preservare il decoro urbano.
Il rispetto delle norme sulla gestione della popolazione dei piccioni è regolato dal regolamento di igiene, sanità pubblica e veterinaria e dal regolamento di polizia locale, la normativa completa è consultabile online.

Brisighella e Riolo Terme escluse dall’elenco dei Comuni montani. Pd: «Declassamento ingiusto»

Gli elenchi ministeriali hanno sancito l’esclusione di Riolo Terme e Brisighella dalla classificazione di “Comuni montani” sulla base dei nuovi parametri governativi. Resta montano invece il terzo comune che già lo era in provincia di Ravenna, Casola Valsenio, e anche quello vicino di Modigliana.

«La montanità non è un’etichetta formale, ma uno strumento fondamentale per garantire equità territoriale. Toglierla significa indebolire comunità che già affrontano quotidianamente difficoltà legate alla viabilità, allo spopolamento, all’accesso ai servizi essenziali e alla tutela del territorio, soprattutto dopo i dissesti idrogeologici derivati dalle alluvioni». Commenta così Niccolò Bosi, consigliere regionale del Pd, che aggiunge: «È necessario aprire un confronto serio e tempestivo con i livelli istituzionali competenti, per valutare gli effetti di questa scelta e individuare soluzioni che non penalizzino ulteriormente questi comuni».

Soprattutto Brisighella, caratterizzata da un territorio vasto e articolato, rappresenta un presidio importante dell’Appennino faentino che potrebbe venire particolarmente penalizzato, allontanando gli obiettivi di contrasto alle disuguaglianze territoriali e del mantenimento dei servizi.

Sulla questione interviene anche la deputata ravennate Pd Ouidad Bakkali: «Questa esclusione dall’elenco dei Comuni montani è un’ingiustizia che va corretta. Le famiglie, i giovani e le imprese di questi territori meritano le stesse opportunità e tutele riconosciute ai comuni vicini».

Per i giovani brisighellesi e riolesi verrà infatti meno l’accesso al Bonus Montagna, con la conseguente impossibilità di usufruire del credito d’imposta per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Sul fronte dei servizi pubblici, i comuni subiranno una riduzione delle risorse del Fosmit con possibili ripercussioni – secondo il Pd – su scuole, sanità di prossimità, manutenzione delle infrastrutture viarie e prevenzione del rischio idrogeologico, oltre a penalizzazioni nei bandi dedicati allo sviluppo rurale e al turismo sostenibile. Anche le microimprese e le attività agricole locali perderanno l’accesso a specifici sgravi contributivi e alla flat tax agevolata. «Riolo Terme e Brisighella meritano attenzione, ascolto e politiche coerenti con le loro reali esigenze – concludono dal Partito Democratico -. Continueremo a tenere alta l’attenzione su questo tema e a lavorare affinché venga riconosciuta la specificità di questi territori».

Nei giorni scorsi era già intervenuto sul tema l’assessore regionale alla Montagna, Davide Baruffi, al termine della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. «Se la legge nazionale esclude – aveva commentato -, quella regionale resterà inclusiva. E dove il Governo toglie risorse agli esclusi, la Regione ripristinerà con propri mezzi l’equilibrio costruito in Emilia-Romagna in questi anni, da Rimini a Piacenza. Non a caso, in previsione dei guasti che la legge nazionale avrebbe potuto produrre, già in legge di bilancio 2026/2028 abbiamo aumentato del 60% le risorse del Fondo montagna regionale e questo ci consentirà di non penalizzare nessun comune».

Cassa di Ravenna: 48,7 milioni (+31%) di utile netto e distribuzione di due dividendi

Bilancio 2025 positivo per la Cassa di Ravenna. Con una lettera agli azionisti, il presidente Antonio Patuelli ha annunciato che il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati dell’esercizio, che segnano una crescita significativa di utili e indicatori patrimoniali. L’utile lordo della Cassa ha raggiunto i 64,5 milioni di euro, con un aumento del 22,83% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto è salito a 48,7 milioni di euro (+31,62%), dopo il pagamento di oltre 17 milioni di euro di imposte.

Il Cda ha inoltre deliberato la distribuzione di due dividendi: uno ordinario, in aumento rispetto al 2024, e uno straordinario. Complessivamente, agli azionisti spetterà un dividendo pari a una azione ogni diciassette possedute oppure, in alternativa, un pagamento in contanti di 97 centesimi per azione (80 centesimi ordinari e 17 straordinari).

«La distribuzione – fa sapere la banca attraverso una nota – dei dividendi ordinario e straordinario per le decine di migliaia di azionisti della Cassa di Ravenna è motivo di grande soddisfazione e anche di alta utilità sociale in particolare per le iniziative dell’azionista Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Nel 2025 si è rafforzata ulteriormente la solidità patrimoniale della Cassa: il CET 1 Ratio al 31 dicembre 2025 è del 25,44%, mentre il Total Capital Ratio è del 26,13%». Nel corso dell’anno sono state inoltre inaugurate due nuove filiali: la sesta a Cervia e la seconda a Comacchio.

Il bilancio della Cassa del 2025 registra un margine di interesse di 79,4 milioni di euro (+3,69%), commissioni nette di 57,4 milioni di euro (+8,45%), margine di intermediazione di 161,9 milioni di euro (+9,98%). La raccolta globale è stata pari a 11.216 milioni di euro (+9,5%). I crediti deteriorati netti della Cassa (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) sono diminuiti del 65,37% e sono lo 0,79% del totale dei crediti netti. Le erogazioni di mutui a famiglie sono cresciute del 36,8% sull’anno precedente. «Per cospicue cessioni pro-soluto di crediti deteriorati e per minor domanda da parte delle imprese, gli impieghi sono diminuiti del 2,46%» spiega l’istituto.

Positivi anche i risultati del Gruppo Cassa, che comprende tra le altre Banca di Imola e Banco di Lucca e del Tirreno. L’utile lordo è di 78,8 milioni di euro (+3,98%), un utile netto di 51,3 milioni di euro (+7,92%).

L’azienda Tema Sinergie piange la scomparsa del co-fondatore Luciano Piancastelli

È scomparso a 83 anni l’ingegnere Luciano Piancastelli, co-fondatore e presidente di Tema Sinergie per 40 anni. L’azienda faentina nata nel 1985 offre soluzioni tecnologiche innovative per la medicina nucleare, la radiofarmacia, la radioterapia e l’industria farmaceutica. È anche main sponsor della squadra cittadina di pallacanestro.

«Luciano è stato per Tema Sinergie non solo un imprenditore – ricorda l’azienda tramite un post su Facebook -, ma l’anima stessa di un’azienda che ha saputo guidare con una visione rara, senza mai smarrire lo spirito pionieristico delle origini. In un mercato spesso dominato dai numeri, ha portato avanti un’idea imprenditoriale oggi difficile da trovare. La sua gestione è stata alimentata da una curiosità instancabile e da un entusiasmo che lo spingeva ad affrontare ogni nuova sfida come un’opportunità per imparare e allo stesso tempo divertirsi. Ciò che ha reso l’Ingegnere un vero e proprio punto di riferimento per molti di noi, è stato il suo profondo senso di rispetto verso chiunque incrociasse il suo cammino. Per soci, collaboratori, fornitori e clienti, è stato un mentore pronto all’ascolto, ma anche un leader deciso, pronto a prendere la rotta nei momenti cruciali […] Sarà nostro compito adesso portare avanti questi valori, in cui lui ha sempre creduto e che ci ha trasmesso».

L’ultimo saluto si terrà in data mercoledì 11 febbraio alle 14,30 alla chiesa di San Petronio di Castel Bolognese, città natale di Luciano Piancastelli.

Luci spente e iniziative di divulgazione in Bassa Romagna con “Mi illumino di meno”

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna conferma anche quest’anno la propria adesione a «M’illumino di Meno», la campagna nazionale dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, che celebra il 16 febbraio la sua 22esima edizione.
L’iniziativa, promossa da Rai Radio2 attraverso la storica trasmissione “Caterpillar”, coinvolge i nove Comuni dell’Unione con un programma di attività culturali, educative e simboliche, coordinate dal Ceas, il Centro di educazione alla sostenibilità della Bassa Romagna. Il tema di quest’anno è«M’illumino di scienza», e metterà al centro il contributo della ricerca scientifica nella comprensione della crisi climatica e nell’individuazione di soluzioni sostenibili.
Alla biblioteca Pino Orioli di Alfonsine  è in programma sabato 14 febbraio (ore 10) «L’incontro del buio», letture e laboratorio a tema Carnevale per bambini dai 3 ai 7 anni, in collaborazione con Casa Monti.
A Bagnacavallo, il Podere Pantaleone organizza una visita guidata nell’area naturalistica domenica 15 febbraio, alle 10. L’attività comprenderà la piantumazione di giovani alberi nell’ambito del programma «Mettiamo radici per il futuro» e la presentazione del progetto di ampliamento del bosco, aperta ad adulti, bambini e famiglie.
Il 16 febbraio invece, in piazza della Libertà l’archivio storico comunale propone un evento serale itinerante a lume di torcia per il lancio del podcast «Intervallo: chiacchiere di storia locale», dedicato alla storia dell’illuminazione pubblica cittadina, con ascolti guidati e passeggiata simbolica nel centro storico.
A Cotignola si terrà un incontro dedicato al lavoro all’uncinetto, inno alla lentezza e alla sostenibilità in collaborazione con il gruppo Donne Creattive. L’appuntamento è lunedì 16 febbraio alla biblioteca Luigi Varoli. Martedì 17 il Centro per le famiglie dell’Unione, insieme all’Ausl Romagna, organizza in piazza Vittorio Emanuele II la passeggiata dei neogenitori e dei genitori in attesa, per promuovere sani stili di vita nei primi mille giorni di un bambino.
A Fusignano, il 16 febbraio alle 16.30 si svolgerà in piazza Corelli «Lara e Minimei», lettura ad alta voce seguita da laboratorio scientifico per bambini dai 3 ai 9 anni, a cura del gruppo lettori di Fusignano, dei volontari Nati per leggere ed Ep medica. Infine, martedì 17 alla biblioteca Fabrizio Trisi di Lugo arriverà «giochi di luce» (ore 17) attività pensate per scoprire come la luce può diventare strumento di gioco e di consapevolezza sul suo uso responsabile (per bambini dai 6 ai 9 anni, iscrizione obbligatoria allo 0545 299558, oppure trisiragazzi@comune.lugo.ra.it).
Tutti i Comuni aderiranno inoltre ai «silenzi energetici», come lo spegnimento programmato dell’illuminazione pubblica per qualche ora in luoghi particolarmente simbolici, per promuovere la riduzione dei consumi.
Il Comune di Alfonsine aderisce ritardando l’accensione della pubblica illuminazione di piazza Gramsci alle 20 nella giornata del 16 febbraio. A Bagnacavallo, sempre il 16 febbraio, luci spente in piazza della Libertà fino alle 21. Il Comune di Bagnara di Romagna il 20 febbraio ritarderà di 30 minuti l’accensione della pubblica illuminazione del centro storico (zona della piazza G. Marconi).
In piazza Foresti a Conselice, nelle piazze Mazzini e Caduti a Lavezzola e in piazza Mameli a San Patrizio il 16 febbraio l’accensione sarà ritardata alle 20.30. Ritardo dell’accensione delle luci alle 20.15 il 20 febbraio in piazza Vittorio Emanuele II a Cotignola.
A Fusignano il 16 febbraio sarà spenta dalle 20 alle 22 l’illuminazione pubblica del centro storico (corso Emaldi, piazza Corelli, via Battisti, piazza Armandi).
A Lugo il 20 febbraio sarà posticipata alle 19.30 l’accensione della pubblica illuminazione in largo Relencini, piazza Primo maggio, piazza Martiri, piazza Baracca e al quadriportico del Pavaglione (ma non l’area a cielo aperto di piazza Mazzini). A Massa Lombarda accensione ritardata alle 19.30 in piazza Matteotti e via Vittorio Veneto sempre il 16 febbraio, mentre a Sant’Agata sul Santerno luci spente il 20 febbraio fino alle 19.30 in piazza Umberto I e via Roma, piazza Garibaldi, piazza Monsignor Rambelli, via Sassoli, via Baldi, via Vittorio Emanuele, via Mazzini, piazza I d’Este, largo Margherita Savoia, via Scardovi, via Soldati, via Azzaroli.

La polizia commemora Giovanni Palatucci: scoperto un mosaico dedicato al commissario morto a Dachau

In occasione dell’81° anniversario della scomparsa di Giovanni Palatucci, avvenuta il 10 febbraio 1945, la polizia di stato ha reso omaggio all’ex questore di Fiume. Nella mattinata odierna (10 febbraio, appunto) a Ravenna si è svolta una breve cerimonia in memoria di «un eroe silenzioso e modello esemplare di sacrificio e altruismo, portatore di quei valori di giustizia e servizio in favore dei cittadini».

Nel corso della celebrazione è stata depositata una corona di fiori ai piedi della stele a lui dedicata, sita sull’area verde della rotonda Palatucci, a cui è seguita la benedizione del cappellano della polizia di Stato Padre Paolo Carlin. La cerimonia è poi proseguita all’interno degli uffici della questura, dove è stato scoperto un mosaico raffigurante l’immagine di Palatucci, realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna grazie alla collaborazione della direttrice, Professoressa Paola Babini e di una studentessa.

Il memoriale ha visto la presenza del prefetto Raffaele Ricciardi, del questore Gianpaolo Patruno, del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, del comandante della polizia locale Andrea Giacomini, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’ Anps e dell’Organizzazione di volontariato della polizia di Stato di Ravenna. Durante la cerimonia, il questore ha avuto modo di ricordare il valoroso giovane commissario di polizia come: «un esempio di solidarietà e dignità anche per le nuove generazioni, punto di riferimento per le donne e gli uomini della polizia di Stato nel loro quotidiano impegno a servizio della cittadinanza». Prefetto e sindaco hanno invece sottolineato il profondo valore simbolico della figura di Palatucci, interpretando questo momento di condivisione per rimarcare l’efficacia della costante collaborazione istituzionale.

Giovanni Palatucci, nato a Montella (Avellino) il 31 maggio 1909 e morto a 36 anni nel campo di sterminio di Dachau, pochi giorni prima della liberazione, rappresenta ancora oggi un modello di sacrificio e altruismo, all’insegna dello spirito di solidarietà e partecipazione alla base del ‘mestiere’ di poliziotto. Funzionario di Polizia durante il fascismo, in servizio dal 1937 alla questura di Fiume come commissario e poi questore-reggente, salvò dal 1939 fino al suo arresto, (nel 1944) circa 5000 ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Per questo motivo lo Stato italiano ha conferito a Palatucci nel 1995 la medaglia d’oro al merito.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi