sabato
21 Marzo 2026

L’allarme degli ambientalisti: «Vogliono abbattere i pini monumentali al mausoleo di Galla Placidia»

La sezine di Ravenna dell’associazione ambientalista Italia Nostra e il comitato Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna hanno inviato a Soprintendenza e Diocesi una formale diffida all’abbattimento dei pini al mausoleo di Galla Placidia, «prima che sia stato adempiuto l’obbligo di trasparenza e di condivisione dei risultati con la cittadinanza – vista l’importanza del sito – e prima che ne siano stati analizzati – in tempi celeri – i contenuti da esperti di chiara fama per conto di cittadini e associazioni».

Cittadini e associazioni denunciano di aver atteso invano di ricevere notizie «sul destino dei 12 maestosi e monumentali pini domestici che da almeno 80 anni caratterizzano uno dei siti più preziosi al mondo – si legge nella nota inviata alla stampa -. La Soprintendenza non ha risposto nonostante i solleciti, ma nella giornata di giovedì 20 novembre è apparso un cartello a sua firma che preannuncia abbattimenti imminenti. Tra l’altro, con stupore si apprende che la più antica Soprintendenza d’Italia non conosce nemmeno il simbolo di Ravenna, di Roma e dell’Italia intera! Nell’avviso infatti parla di “pini marittimi”, quando invece anche i più sprovveduti sanno che si tratta di pini domestici, o italici».

La vicenda inizia già alcuni anni fa, quando anche alla nostra redazione arrivano segnalazioni per la presunta pericolosità dei pini, che secondo alcuni metterebbero a rischio anche i monumenti storici. «I pini che collegano visivamente la Basilica col Mausoleo – continua la nota degli ambientalisti – costituiscono un contesto straordinario tra i più ammirati al mondo e sono ovviamente tutelati per legge come il preziosissimo ambito monumentale a cui appartengono. La loro distruzione, dunque, non può avvenire senza tutte le più attente e approfondite valutazioni, tese ovviamente a tutelare per primo il Mausoleo paleocristiano, ma in secondo luogo anche il filare alberato, arrivando alla rimozione solo dopo aver percorso tutte le alternative possibili, compresa quella del ripristino in caso di albero irrecuperabile».

Il gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna e Italia Nostra si sono attivati mesi fa, «sia organizzando un sopralluogo con uno dei massimi esperti italiani, che ha trovato visivamente i pini in buona salute, sia chiedendo di capire che cosa si stava preparando per il filare, tramite un accesso atti. Nessuna risposta. Dopo un sollecito e diversi mesi trascorsi, risponde la Soprintendenza, comunicando di aver informato della richiesta atti il soggetto controinteressato, ovvero la Diocesi. Soggetto che, a questo punto, potrebbe essersi opposto alla richiesta di trasparenza. Passano i mesi e nulla viene più comunicato, tantomeno gli atti e i risultati di eventuali prove effettuate. Ricordiamo, tra l’altro, che le prove a trazione che vengono nominate nell’avviso apparso giovedì, non sono la prova “definitiva” per condannare gli alberi, sempre che ci sia la volontà di salvarli, e vanno anch’esse analizzate a fondo e confrontate, come capitato per casi analoghi anche di recente. Un episodio di opacità intollerabile, tanto più grave perché riguarda un patrimonio universale della collettività non solo ravennate. Chi siamo per distruggere ciò che ci è stato tramandato, togliendolo al godimento delle future generazioni?».

Ora il cartello che annuncia abbattimenti e gli ambientalisti che lanciano «un appello al sindaco di Ravenna affinché si attivi presso Diocesi e Soprintendenza per scongiurare un danno irreparabile a un patrimonio storico unico della nostra città che rischia di andare distrutto senza nemmeno sapere perché».

«Un’università per gli adulti, perché il bisogno di conoscenza ci accompagna per tutta la vita»

Da quarantuno anni, l’Università Giovanna Bosi Maramotti per la formazione permanente degli adulti offre alla città un percorso di Lifelong Learning, con la possibilità per studenti di ogni età di iscriversi a corsi di approfondimento, lezioni di lingua e laboratori. La proposta formativa è marcatamente trasversale: dai corsi di storia (dall’archeologia all’arte contemporanea) fino alle scienze, passando per sociologia, filosofia, musica, cinema e letteratura, ma anche macramè, scrittura creativa e costume ravennate.
La scuola nasce da un’associazione di promozione sociale e affianca al lavoro dei docenti quello dei volontari. Sabato 22 novembre (ore 9) il Teatro Rasi ospiterà la presentazione del nuovo anno scolastico. Interveranno la nuova presidente, Elsa Signorino (già assessora alla cultura del Comune di Ravenna e parlamentare dal 1995 al 2001) e l’ex vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni, per una conferenza aperta alla cittadinanza sulla figura di Pier Paolo Pasolini.

Signorino, come nasce questo nuovo incarico?
«Da circa un anno ho deciso di impegnarmi nel volontariato, partecipando all’Aps Università Giovanna Bosi Maramotti per la formazione permanente degli adulti. Al seguito della rinuncia di Guido Ceroni al ruolo, che rimane comunque attivo all’interno dell’associazione, gli organi interni hanno deciso di affidare questo incarico a me. Ho accettato con grande piacere, soprattutto considerando a chi è intitolata l’associazione: Giovanna Bosi Maramotti, grande intellettuale, donna di governo e mia meravigliosa insegnante».

L’apertura dell’anno scolastico è dedicata a Pasolini. Cosa vi ha guidati verso questa scelta?
«Ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte di Pasolini, un efferato omicidio ancora avvolto nell’ombra. In tutta Italia sono in atto celebrazioni e momenti di incontro dedicati a lui. Come ente che investe nella conoscenza continua abbiamo deciso di unirci alle iniziative, riconoscendo il valore di un intellettuale straordinario, custode di un messaggio profetico e ancora in grado di parlare al nostro tempo».

Come mai la scelta di Veltroni come relatore?
«Crediamo sia un autentico privilegio averlo con noi: il suo profilo di romanziere, regista, saggista e uomo di governo, è in grado offrirci una conversazione approfondita e stimolante sulla figura di Pasolini. Inoltre Veltroni ha avuto l’occasione di conoscerlo personalmente in gioventù, rappresentando quindi un testimone d’eccellenza».

Ad eccezione di qualche anteprima in autunno, la maggior parte dei corsi è in partenza a seguito della presentazione. Come funziona l’accesso alle lezioni?
«In quanto associazione di promozione sociale, richiediamo ai nostri studenti il tesseramento annuale, con una quota volutamente contenuta. È possibile iscriversi ai corsi desiderati fino a una settimana prima dell’avvio, versando le relative quote. Per chi frequenta più corsi, è disponibile anche la “carta d’oro”, che consente l’iscrizione a diverse lezioni a fronte di un’unica quota. Quest’anno ne sono già state vendute 28. Per sottolineare il nostro impegno sociale organizziamo invece un ciclo di conferenze gratuite e aperte alla cittadinanza, “I pomeriggi del Gufo”, momenti di scambio e divulgazione».

L’offerta formativa si è ampliata negli anni?
«Cresce ogni anno, in base agli interessi degli iscritti e alla disponibilità dei docenti. Manteniamo alta la qualità, affiancando a intellettuali dal profilo consolidato giovani di talento, laureati e qualificati, che si cimentano nell’esperienza dell’insegnamento. In cattedra si alternano esperti, docenti univer- sitari e figure importanti della vita culturale locale, ognuno con un’offerta originale e approfondita».

A chi si rivolge la vostra offerta di formazione permanente?
«La nostra missione è quella di rispondere al bisogno di conoscenza che accompagna le persone nell’arco di tutta la loro vita. Lo scorso anno abbiamo registrato 566 iscritti, per la maggior parte donne. Questo dato ci rende molto fieri: le iscrizioni femminili dell’anno scolastico 2024-2025 hanno toccato il 68 percento del totale. Un motivo di orgoglio per noi è l’alta scolarizzazione degli associati, per la maggior parte di diplomati e laureati. L’età media si è attestata sui 64 anni. Negli ultimi anni però abbiamo deciso di aprirci maggiormente verso i più giovani, con una serie di agevolazioni, anche e soprattutto per favorire un dialogo intergenerazionale».

Riguardo alla sua storia, è ancora legata alla politica ravennate? Segue il lavoro della nuova giunta?
«La mia vita è stata fortemente legata alle istituzioni, ma ho chiuso quel percorso nel 2021. È stata sicuramente un’esperienza importante, la passione di una vita. Ora però sto recuperando la mia liber- tà personale e professionale dedicandomi al volontariato: questo è il contributo che posso dare oggi alla città. Sono consapevole che il mio passato evochi determinate dinamiche, ma questo contesto è differente: completamente orizzontale e fondato sull’impegno dei volontari. Ho raccolto il testimone di una presidenza gestita finora nel migliore dei modi e desidero rinnovare il mio impegno nella va- lorizzazione di questa realtà, favorendo la collaborazione con tutte le istituzioni culturali cittadine».

Agente della polizia locale di Cervia uccisa, ergastolo all’ex comandante dei vigili Gualandi

La Corte d’Assise di Bologna ha condannato all’ergastolo Giampiero Gualandi, ex comandante 64enne della polizia locale di Anzola, che era a processo per l’omicidio volontario aggravato della collega vigilessa Sofia Stefani, 33 anni, con cui aveva una relazione extraconiugale.

La Corte, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo ha emesso il verdetto dopo sette ore di camera di consiglio.

La procuratrice aggiunta Lucia Russo aveva chiesto l’ergastolo, mentre la difesa di Gualandi di riqualificare il reato in omicidio colposo. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

La vigilessa è stata uccisa il 16 maggio da un colpo partito dalla pistola dell’ex comandante; aveva da poco preso servizio alla polizia locale di Cervia come rinforzo estivo.

Il Comune di Cervia investe 160mila euro per migliorare l’illuminazione pubblica in 4 punti

Con l’approvazione di un progetto esecutivo dell’importo di 160mila euro, l’amministrazione comunale di Cervia ha messo a punto un nuovo piano di interventi di miglioramento e potenziamento degli impianti della pubblica illuminazione presenti in città e nel forese, impiegando nuovi apparecchi a Led ad alta efficienza e rispondendo in questo modo anche a esigenze che provengono dal territorio.

Obiettivo è quello di procedere alla nuova realizzazione o al completamento dell’illuminazione pubblica di strade, piste ciclabili e aree verdi, sia per adeguarla alla sicurezza stradale secondo le normative vigenti che per garantire un’ottimale fruibilità degli spazi urbani.

Gli interventi principali:

  • il prolungamento dell’impianto di illuminazione in via Romea Nord a Savio, a partire da via Martiri Focaccia fino al ponte sul fiume Savio. Il nuovo impianto, con 16 nuovi punti luce, garantirà l’illuminazione della strada e della pista ciclabile, quest’ultima molto utilizzata dai giovani che si recano al centro sportivo;
  • l’ampliamento dell’illuminazione nell’area verde di via Val Pusteria a Pinarella, con l’installazione di 3 nuovi punti luce;
  • l’ampliamento dell’illuminazione di circa 100 metri di via Crociarone a Cannuzzo arrivando da Pisignano, con la realizzazione di 3 nuovi punti luce;
  • la realizzazione di una nuova linea dell’illuminazione su via Zavattina a Pisignano, a partire dall’intersezione con via Colombarina e fino al confine comunale con Cesena, con la realizzazione di 13 punti luce che copriranno 350 m di strada, migliorando così la sicurezza per coloro che si recano nell’unica attività a servizio della comunità presente in zona.

I lavori inizieranno nei primi mesi del prossimo anno e in generale interesseranno in modo marginale la circolazione stradale.

«Con questo nuovo pacchetto di interventi confermiamo il nostro impegno nel garantire a tutta la comunità una città più sicura – ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Mirko Boschetti –. La sicurezza passa anche da una migliore illuminazione: dai percorsi quotidiani dei cittadini, agli spazi frequentati da famiglie, ciclisti e pedoni. I nuovi impianti a Led, più efficienti e sostenibili, ci permettono di rendere più fruibili e controllati tratti di territorio oggi meno illuminati, migliorando la visibilità e riducendo i rischi».

Due uomini a volto coperto, armati di pistola, hanno rubato una fiat Panda a una donna

Due uomini a volto coperto, armati di pistola, hanno rapinato una Panda (di colore chiaro) a una donna. È successo poco dopo le 8 di questa mattina (giovedì 20 novembre) a Ravenna, in via Meucci, nei pressi dell’antenna, zona parco Baronio.

I due uomini hanno minacciato la vittima, facendosi consegnare le chiavi dell’auto. Poi sono scappati a bordo della Panda, dove si trovava anche il cellulare della donna che, in stato di choc, è stata poi accompagnata in questura dai poliziotti giunti sul posto per formalizzare la denuncia.

Approvate le linee guida di project financing per rilanciare il Porto Turistico

La Giunta comunale cervese ha approvato le linee guida per le proposte di project financing, con l’idea di una nuova di rilancio del porto turistico della cittadina. La proposta andrà in discussione, per essere poi approvata dal consiglio comunale.

Dal primo gennaio 2026, infatti, il porto turistico di Cervia-Milano Marittima entrerà in una nuova fase gestionale e progettuale. Il Comune di Cervia tornerà in possesso dell’area e avvierà una procedura pubblica per la raccolta di nuove proposte volte alla valorizzazione e al rilancio del comparto del porto. Dal 2022 l’area era gestita dalla società Arco Marina Srl, e la convenzione cesserà (di comune accordo) il prossimo 31 dicembre.

«Vogliamo assicurare una futura gestione del porto turistico altamente competitiva e di qualità – commentano dal Comune di Cervia -, col fine di perseguire la riqualificazione e la promozione turistica di tutto il comparto portuale. L’obiettivo è procedere all’individuazione del futuro concessionario mediante un’operazione di finanza di progetto ad iniziativa pubblica, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e libertà».

L’operazione è resa più complessa per la delicata tipologia ambientale e per l’attività legata al porto, pertanto richiede l’adozione di linee guida tecniche che possano indirizzare le proposte del privato anche nell’ottica di rispondere alle esigenze e aspettative dell’Amministrazione.

La tipologia di concessione riguarderà lavori e servizi: è necessaria la prestazione di servizi funzionali all’esercizio della nautica da diporto, oltre ai lavori di riqualificazione dell’intero complesso. Le principali direttive dell’amministrazione prevedono che sia necessario che il complesso portuale ospiti le seguenti attività: porto turistico per nautica da diporto e locali direzionali connessi; cantiere rimessaggio, rifornimento e manutenzione natanti; esercizi commerciali, sede della Capitaneria di porto.

Inoltre dovranno essere valorizzati i seguenti aspetti: riqualificazione del complesso in termini estetici, valorizzazione dei servizi offerti, fruibilità della struttura e armonizzazione delle attività turistiche, di servizio, residenziali, pubblici esercizi/commercio. Si parla poi della salvaguardia della cantieristica da diporto esistente; riqualificazione degli spazi destinati alla Capitaneria di Porto, accessibilità e sostenibilità ambientale con parcheggi e verde pubblico. Infine, la presenza attrattiva di una “terrazza sul mare” di pubblica fruizione, immaginata come collegamento con la passeggiata del Borgomarina. Secondo il progetto, i lavori dovranno garantire la piena navigabilità attraverso dragaggi e interventi in caso di emergenze di ingressione marina, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere portuali.

«L’individuazione delle linee guida per la futura gestione del porto turistico vuole definire un nuovo quadro di riferimento per lo sviluppo del comparto, che tenga conto delle esigenze del territorio, delle normative in materia di concessioni e delle nuove sfide legate al turismo, alla transizione ecologica e alla rigenerazione urbana – commenta il sindaco Mattia Missiroli -. L’obiettivo è quello di costruire una visione moderna e sostenibile dell’area portuale, integrata con l’identità urbana e turistica della città. Questo percorso rappresenta un momento cruciale per ripensare il ruolo strategico del porto, e per trasformarlo in un’infrastruttura moderna, sostenibile e attrattiva».

Un seminario sul ruolo dei professionisti tecnici nelle emergenze di protezione civile

Il dipartimento della protezione civile e le rappresentanze degli ordini e dei collegi professionali di supporto alle attività di protezione civile l’8 ottobre hanno firmato un protocollo di intesa (qui il testo integrale scaricabile) che definisce la reciproca collaborazione nell’ambito dei rispettivi compiti istituzionali per la gestione delle emergenze nazionali. A Faenza si terrà un seminario aperto a tecnici e cittadinanza per illustrare l’accordo. L’appuntamento è per mercoledì 26 novembre dalle 9.30 alle 13.30 al ridotto del teatro Masini.

L’evento è organizzato dal Coordinamento attività regionale e province autonome (Car) della Struttura tecnica nazionale (Stn), l’associazione costituita nel 2020 dai Consigli di ingegneri, architetti, geometri e geologici. Dal 2023 ne fanno parte anche i Consigli di periti agrari e industriali e agronomi.

Gli interventi in scaletta illustreranno le specifiche competenze della Stn che prevede la formazione e l’aggiornamento professionale dei tecnici iscritti, favorendone così anche la crescita della consapevolezza verso gli aspetti che riguardano la tutela della sicurezza e la riduzione del rischio.

Il programma

  • Ore 9 Saluti istituzionali
  • Introduzione al convegno, a cura dell’architetto Luca Frontali (Presidente Ordine Architetti Ravenna e coordinatore attività regionali ER di STN)
  • STN. Dall’atto costitutivo alla firma del protocollo con il DPC del 08 ottobre 2025. Le attività degli Ordini e Collegi Professionali a supporto delle attività di Protezione Civile, a cura dell’Ing. Felice Monaco (Consigliere del Consiglio Nazionale Ingegneri e Presidente-Coordinatore della Struttura Tecnica Nazionale)
  • La struttura dell’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, a cura dell’Ing. Massimo Camprini (Direttore Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile)
  • Etica e deontologia negli scenari di rischio ed emergenza, a cura dell’Arch. Walter Baricchi (ex-consigliere nazionale CNAPPC Dipartimento Protezione Civile e Coordinatore SOT Reggio Emilia)
  • Le Sezioni Operative Territoriali (SOT) di STN, a cura dell’Arch. Walter Baricchi (ex-consigliere nazionale CNAPPC Dipartimento Protezione Civile e Coordinatore SOT Reggio Emilia)
  • Dibattito.

Sartorie, laboratori di moda e botteghe aprono le porte al pubblico per un fine settimana

Dal 21 al 23 novembre in varie parti d’Italia si terrà l’evento “Benvenuti in atelier”, una iniziativa di Cna Federmoda per promuovere l’artigianato della moda. Un fine settimana con porte aperte in sartorie, laboratori e atelier.

I visitatori potranno vivere un contatto diretto con il cuore operativo delle botteghe italiane: dalla presa misure per un abito da sposa alla stampa tessile manuale, dal riuso creativo alla pelletteria artistica, dalla maglieria alle tecniche di tintura botanica. Gli eventi uniscono sartoria, design, sostenibilità, formazione, storia del costume, bijoux, pellettieria, maglieria, accessori, moda cerimonia, bridal e lavorazioni artistiche.

L’edizione 2025 intende superare le oltre 80 partecipazioni dello scorso anno per fornire una narrazione ancora più completa delle eccellenze del settore moda del Paese. In Emilia-Romagna si proporranno laboratori creativi, mostre d’archivio, visite guidate, aperitivi, dimostrazioni artigianali e percorsi con le scuole del territorio.

Le imprese della provincia di Ravenna associate a Cna hanno accolto l’invito a partecipare. Di seguito l’elenco di iniziative (i programmi completi delle iniziative sono disponibili sui canali ufficiali delle imprese aderenti, sui canali di Cna Ravenna e Cna Federmoda).

Clò By Claudia B. (Via Alberazzo, 1568, Castel Bolognese)
Venerdì 21 novembre
Evento riservato alle classi III della Scuola Secondaria di I grado di Castel Bolognese: laboratorio creativo di gioco e orientamento al mestiere, visita aziendale e testimonianze.
Sabato 22 novembre e domenica 23 novembre ore 10-13 e 14.30-18
Evento gratuito e aperto al pubblico: visita aziendale e dimostrazione del processo di creazione delle collezioni dal disegno al prodotto finito. Esposizione collezioni d’archivio di oltre 50 anni di attività. Aperitivo.

Coccami (Via Cavour, 51/B, presso Corte Cavour, Ravenna)
Venerdì 21 novembre, sabato 22 novembre (orario continuato) e domenica 23 novembre ore 9.30-12.30 e 15.30-19.30
Evento gratuito e aperto al pubblico: visita del laboratorio di bijoux e accessori e dello studio fotografico d’autore.

Frères (via Medaglie d’Oro, 5, Faenza)
Sabato 22 novembre ore 16-20
Evento gratuito e aperto al pubblico: presentazione della collezione invernale e dei macchinari con i quali vengono realizzati i capi di maglieria. Esposizione di piccoli cadeaux, pensati come regali natalizi. Aperitivo.

Sartoria Creativa Emotiva – La Cuciria (Via Reale, 177, Mezzano)
Venerdì 21 novembre ore 10-13
Inaugurazione della mostra “Sul filo della memoria” di vecchi bozzetti e figurini anni 60/70, esposizione di riviste ed editoria legata al mondo del cucito, della modellistica e della moda.
Sabato 22 novembre ore 16-18
Laboratorio su prenotazione: realizzazione di decorazioni creative per l’albero di Natale con stampa di fotografie su stoffa e tecniche di ricamo, cucito e riuso.
Domenica 23 novembre ore 16-18
Laboratorio di Refashion su prenotazione: trasformazione di vecchi abiti in disuso in nuovi capi personalizzati.

Raccolta rifiuti e demolizione di capanni e pontili abusivi nelle pialasse: intervento da 275mila euro

Nelle pialasse Baiona e Piomboni, le valli naturali del Parco del Delta del Po a nord-est di Ravenna, verranno demolite alcune strutture abusive adibite a capanni da pesca, cavane e pontili e sarà eseguita una raccolta di rifiuti e smaltimento di materiale di risulta. È l’intervento del costo complessivo di 275mila euro deciso da due delibere approvate dalla giunta comunale.

Una delibera fa riferimento al margine settentrionale della pialassa Baiona, in alcune aree circoscritte del canale Taglio, dove è stato rilevato uno stato di degrado causato dalla presenza di manufatti provvisori e abusivi in stato di abbandono, modeste imbarcazioni fatiscenti, rifiuti abbandonati. L’altra delibera evidenzia che nelle pialasse Baiona e Piomboni sono state individuate 14 situazioni, tra capanni abusivi adibiti alla pesca, cavane, imbarcazioni e pontili che saranno demoliti.

«Riteniamo indispensabile recuperare, conservare e qualificare per fini ambientali, culturali, formativi e turistici, queste aree di interesse naturalistico facenti parte del nostro patrimonio ambientale – affermano l’assessora alle Aree naturali e Parco del Delta del Po, Barbara Monti, e l’assessore al Patrimonio, Massimo Cameliani –. La rimozione di questi manufatti renderà più salubri quei luoghi, che rappresentano importanti ambienti di alimentazione per le specie coloniali nidificanti nelle vicine zone umide di Punte Alberete e Valle Mandriole e per una ricca avifauna migratrice. Inoltre, questa operazione contribuirà alla rivitalizzazione e promozione di queste zone, aumentando così l’attrattività dell’area come luogo per lo svolgimento di attività all’aria aperta, a fini turistici, ricreativi e sportivi».

I vincitori del concorso di idee per le opere d’arte nelle rotatorie. Da decidere quali realizzare

Si sono conclusi i lavori della commissione giudicatrice del concorso di idee indetto per la selezione di opere d’arte destinate a caratterizzare quattro rotatorie della città di Faenza. L’iniziativa ha registrato una partecipazione significativa, con l’arrivo di 65 domande per un totale di 85 proposte progettuali. Per ogni rotatoria al primo progetto selezionato saranno corrisposti duemila euro e mille euro al secondo progetto.

La definizione della graduatoria rappresenta la conclusione dell’acquisizione delle idee creative da parte del Comune. Ora l’amministrazione comunale valuterà gli esiti della selezione per decidere su quali opere concentrarsi ai fini di una effettiva realizzazione. Il regolamento prevede che la fase esecutiva e la costruzione delle opere debbano essere sostenute esclusivamente attraverso il reperimento di finanziamenti privati. Parallelamente l’amministrazione intende proporre una mostra nella quale presentare i bozzetti e i progetti per dare visibilità al lavoro degli artisti”.

  • Per la rotatoria in prossimità dell’ingresso autostradale, dedicata al tema “Faenza Città della Ceramica”, il primo premio è stato assegnato a Lucia Raggi.
  • Per la rotatoria dedicata alla “Motor Valley”, all’intersezione con via della Punta; la commissione ha riscontrato un livello qualitativo tale da assegnare un ex aequo al primo posto, premiando sia la proposta di Aldo Burattoni che quella del gruppo composto da Marco Peroni e Alessandra Bonoli.
  • Per la rotatoria del cavalcavia dedicata al “Niballo – Palio di Faenza” la graduatoria vede vincitore Stefano Cangini.
  • Per l’intersezione di via Firenze, incentrata sulla “100 Km del Passatore”, il primo classificato è il progetto di Monica Conti.

La commissione tecnica, presieduta dalla dirigente del settore Cultura Benedetta Diamanti e composta dagli esperti Claudia Cirrincione, Alessandro Deponti, Gioele Melandri e Matteo Zauli, ha valutato gli elaborati basandosi su criteri di coerenza tematica, qualità artistica e fattibilità, ammettendo in graduatoria, come previsto dal bando, esclusivamente le proposte che hanno superato la soglia di eccellenza tecnica fissata a sessanta punti.

Il sindaco Massimo Isola esprime un sentito ringraziamento ai membri della commissione per il lavoro svolto e ai tantissimi artisti che hanno scelto di dedicare il proprio talento al racconto della città, sottolineando quanto l’alta partecipazione sia un segnale della vitalità culturale del territorio.

La maggioranza in consiglio comunale: «Corteo neofascista, valutare l’impatto in città: c’è anche la partita di calcio»

Continua a far discutere la manifestazione annunciata per sabato a Ravenna del movimento di ultradestra Comitato Remigrazione e Riconquista. Tra i tanti interventi contrari al corteo, spicca ora la presa di posizione di tutti gruppi di maggioranza del consiglio comunale (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Repubblicano Italiano, Ama Ravenna e Progetto Ravenna) che in una nota inviata alla stampa «esprimono forte contrarietà», sottolineando come nello stesso giorno Ravenna ospiti contemporaneamente «la partita del Ravenna Calcio, e nelle immediate vicinanze del corteo un convegno internazionale al Teatro Alighieri e l’open day del liceo classico».

«Sarebbe – dicono gli esponenti della maggioranza – una mobilitazione costruita su slogan che alimentano tensione e diffondono una rappresentazione distorta della città; un evento che rischia di generare turbative dell’ordine pubblico in un contesto urbano già caratterizzato da eventi che richiamano centinaia di persone, famiglie, studenti e visitatori. L’arrivo in città di soggetti da fuori Ravenna che si richiamano apertamente a ideologie neofasciste rappresenta un serio elemento di preoccupazione. Ravenna che è Medaglia d’Oro al Valore Militare, ha una storia di primo piano nella Resistenza antifascista, un’identità e un patrimonio di valori che non hanno nulla a che fare con quei riferimenti culturali e politici: la distanza è assoluta, e non solo sul piano ideale. È una distanza che riguarda il modo in cui si concepisce la convivenza civile, la legalità e il rispetto delle persone. Iniziative di questo tipo non offrono alcun contributo alla sicurezza o alla qualità della vita dei cittadini: sono pensate esclusivamente per creare contrapposizioni e agitare il clima sociale».

I gruppi di maggioranza chiedono dunque «alle autorità competenti di valutare con estrema attenzione l’impatto che un corteo del genere potrebbe avere in un sabato così delicato per il centro storico, già attraversato da molte attività e presenze».

La maggioranza ribadisce poi «che le politiche di sicurezza e per l’immigrazione, che sono materie di esclusiva competenza dello stato, si costruiscono nei territori con lavoro quotidiano, responsabilità istituzionale e collaborazione con la comunità, non con manifestazioni che riportano in piazza simboli, linguaggi e riferimenti che appartengono alle pagine più buie della storia europea e che la città di Ravenna respinge senza esitazioni».

Sul tema, tra gli altri, era intervenuta anche la Cgil di Ravenna, che ritiene «gravissima la scelta di dare uno spazio a un soggetto dichiaratamente razzista che basa le proprie istanze sulle paure delle persone sul tema dell’immigrazione. L’immigrazione è un tema che va discusso, che va regolato e che va migliorato, a partire dalla modifica della Legge Bossi Fini che, di fatto, legalizza un tipo di immigrazione che spesso apre essa stessa spazi di illegalità».

«Come Cgil – termina la nota – riteniamo che le autorità preposte debbano negare il permesso a una marcia che vuole umiliare la città e rischia di provocare tensioni sulla base di principi fascisti e razzisti e anticostituzionali».

Tutto il fascino del mosaico, dalla vecchia guardia alle tecniche del contemporaneo

Nella miriade di eventi che compongono la Biennale del Mosaico, che accompagnano la mostra di Chagall al Mar, o che  entrano nella scia delle iniziative collaterali, si segnalano alcune esposizioni di particolare interesse, a cominciare da quella – prossima alla chiusura di sabato 22 novembre – dedicata a Santo Spartà, ultimo della vecchia guardia dei maestri mosaicisti.
Spartà (1936-2025) appartiene infatti alla generazione di allievi iscritti negli anni del dopoguerra alla Scuola di Mosaico di Ravenna, fondata nel 1924 presso la locale Accademia di Belle Arti. Trasferito durante l’infanzia a Ravenna dalla provincia catanese, ha frequentato la Scuola artieri in Accademia ma viene presto indirizzato al corso di pittura diretto da Teodoro Orselli. In seguito, Giuseppe Salietti – ormai maestro e uno dei primi mosaicisti ad uscire dalla scuola ravennate – lo convince a iniziare l’esperienza musiva presso il Gruppo Mosaicisti dell’Accademia, una Srl fondata anni prima, nel ‘48. Dal 1969 Spartà diventa insegnante di mosaico all’Iniasa e successivamente responsabile del laboratorio
all’Albe Steiner, mentre a giugno 1974 risulta fra i partecipanti della trasformazione dello storico Gruppo Mosaicisti in
cooperativa.
Sono giusto questi gli anni in cui Felice Nittolo, mosaicista e responsabile della  lo conosce e la mostra si trasforma in un omaggio a distanza di pochi mesi dalla scomparsa di Spartà. A lui è dedicato anche il catalogo che arricchisce la bella serie curata da Nittolo e dedicata a donne e uomini che hanno costruito la storia del mosaico ravennate. In esposizione alla NiArt quindi sono sia mosaici che dipinti, spesso salvati grazie all’intervento di Nittolo, di amici e familiari di Spartà. Infatti, il mosaicista spesso riutilizzava i telai dei mosaici, operando una continua creazione-distruzione delle opere dopo lo strappo delle tessere. Lo stesso è avvenuto per numerose tele che sovrappongono strati compositivi diversi. Una serie di autoritratti musivi databili agli anni ‘80 sono presenti assieme ad alcuni mosaici in cui elementi figurativi transitano verso l’astrazione e una forte attenzione verso i pattern decorativi. I dipinti risultano speculari e ripropongono pennellate dimensionate a tessera che si sviluppano come i mosaici fra astrazione, decorazione e figurazione.

Ai Chiostri francescani è ospitata una doppia mostra, dedicata al versante contemporaneo e internazionale del mosaico: si tratta di Opere dal mondo, una selezione di opere realizzate dai soci dell’Aimc (Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei) curata da Rosetta Berardi e Maria Grazia Marini. A corredo è allestita anche una piccola monografica del lavoro di Mieke Ceusters, selezionata da Daniele Torcellini. Di Ceusters, mosaicista belga iscritta all’Aimc, sono visibili alcuni mosaici recenti che risentono della prima formazione grafica dell’autrice: mediante una tecnica che interpreta l’antico tessellatum ro- mano vengono proposte icone dal forte impatto mediatico secondo una poetica tipicamente Pop. In altri mosaici, l’ironia trapassa al grottesco per immagini talvolta impietose – un donnone in abiti da Superman con junk food in mano – che reinterpretano a mosaico la vena critica degli artisti fra Pop e iper realismo, ricordando i lavori di Segal e Duane Hanson. Nell’esposizione collegata dei 32 mosaici dal mondo si evidenzia la coesistenza di poetiche molto diverse, dall’applicazione musiva al design al suo utilizzo di chiave di linguaggio artistico autonomo, reinterpretato in senso astratto-materico, figurativo, decorativo o concettuale. Sono opere interessanti ma una menzione particolare va all’interpretazione sacrale della Croce di Iliya Iliev, mosaicista bulgaro con un forte legame a Ravenna, all’interpretazione poetica ed evocativa di un paesaggio della greca Sofia Gounari. Si aggiungono le calibrate trame geometriche della giapponese Toyoharu Kii, la bella tenda ricamata a mosaico eseguita da Eleftheria Galanopoulou e il mosaico Nascosta della ravennate Luciana Notturni, un coinvolgente e delicato richiamo alla figura dell’imperatrice Teodora in San Vitale.

Sempre internazionale è la partecipazione alla mostra concorso GAeM – Giovani Artist* e Mosaico – curata da Sabina Ghinassi e Antonio Rocca alla Manica Lunga della Classense – che è stata realizzata in collaborazione con la ditta Orsoni di Venezia – storica produttrice di smalti e tessere pregiate il cui premio va ai migliori mosaici tradizionali – e la Fondazione Cingoli di Roseto degli Abruzzi, che monitora la creatività musiva non convenzionale. La selezione delle 38 opere in mostra, eseguite da artisti under 35, raccoglie una creatività versatile: da una parte si seguono linee di continuità col mosaico tradizionale mentre dall’altra si esplora la possibilità di dialogo con altri linguaggi, mettendosi a confronto con i nodi tematici della contemporaneità. A questo proposito si segnalano le opere di Anica Kitanoska, un’artista di origine macedone che vive a Bologna, già presente in passato in altre edizioni della Biennale: tipico della sua produzione è l’utilizzo delle tessere in modo simile a pennellate, uno stile ormai inconfondibile che ricorda la tecnica divisionista e imprime un forte effetto di movimento ai mosaici. Premiata è anche Irene Giornelli, che scompagina la tradizione con l’impiego di piccole caramelle Tic-Tac per la sua psichedelica composizione, così come Luca Federico Ferrero, che assembla un Bordo Mare con paste di vetro e cemento in una lontana citazione delle creazioni di Pascali.

Da non perdere è infine la personale di Matylda Tracewska aperta ancora per pochi giorni al Mar di Ravenna. A cura di Eleonora Savorelli, il nucleo delle opere della mosaicista polacca di adozione ravennate è stato realizzato durante una residenza artistica presso il Museo di Storia naturale di Parigi. Lo studio delle pietre conservate – in particolare dei stromatoliti, una tipologia che testimo- nia l’origine della vita sulla terra – ha condotto alla creazione di una serie di opere in cui il mosaico interferisce con le venature del materiale in modo da restituire nuove cosmogonie. Avvincenti e ricche di fascino sono soprattutto le microfigurazioni che sembrano derivare da opere rinascimentali. Le immagini decontestualizzate che emergono raccontano un mondo antico, rimandando a quell’antica e avvincente tradizione pittorica che punteggiava gli sfondi pittorici con scene, azioni e dialoghi silenziosi.

 

“Santo Spartà. L’ultimo bizantino”. Fino al 22 novembre; NiArtgallery, via Anastagi 4a/6 Ravenna; orari: ve 17-19; sa 10-12.30 e 17-19. – “Opere dal mondo” + “Mieke Ceusters”. Fino al 18 gennaio; Aantichi chiostri francescani, via D. Alighieri 4, Ravenna; orari: lu-do 10-18. – “GAeM – Giovani Artist* e Mosaico”. Fino al 18 gennaio; Manica Lunga Biblioteca Classense, via Baccarini, Ravenna; orari: ma-ve 15-18.30; sa 10-13 e 15-18.30. – “Matylda Tracewska . Uno dei mondi. Pietre sensibili e omologe inattese”; fino al 30 novembre; Arts & New Media Room, Mar, Ravenna; orari: ma-sa 9-18; domenica e festivi 10-19.

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