giovedì
28 Maggio 2026

Minaccia la compagna con un coltellino: arrestato un 30enne a Madonna dell’Albero

Un grave episodio di violenza domestica si è verificato nella serata di ieri (9 gennaio) a Madonna dell’Albero, dove la polizia di Stato è intervenuta dopo una segnalazione giunta alla sala operativa della questura.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, arrivati rapidamente sul posto, hanno trovato un uomo di 30 anni, cittadino bulgaro, che stava minacciando la compagna con un coltellino nei pressi dell’abitazione della donna. La situazione, ritenuta di immediato pericolo, è stata neutralizzata grazie al tempestivo intervento della pattuglia, che ha messo in sicurezza la vittima ed evitato conseguenze più gravi.

Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Colpo in attacco del Ravenna: è ufficiale Italeng, già convocato per il derby contro il Forlì

È diventato ufficiale attorno alle 13 di oggi (10 gennaio) il trasferimento di Jonathan Italeng al Ravenna. Classe 2001, Italeng è un attaccante reduce da una sfortunata esperienza in Serie B, nel Sudtirol, dove ha collezionato sette presenze (e un assist).

Di proprietà dell’Atalanta (che ha risolto anticipatamente il prestito con il club altoatesino, girando il giocatore al Ravenna con obbligo di riscatto in caso di promozione), Italeng si era fatto notare nella scorsa stagione grazie ai 12 gol e ai 4 assist in 31 presenze con il Pontedera nel girone B del campionato di serie C (lo stesso in cui ora sarà impegnato in giallorosso).

Nato a Yaoundé (Camerun) il 18 gennaio 2001, Italeng è cresciuto nei settori giovanili di Chievo Verona e Atalanta. Il suo percorso tra i professionisti lo ha visto protagonista in Serie C anche con Taranto, Lecco, Aquila Montevarchi, Atalanta U23 e Trento.

Italeng (che indosserà la maglia numero 79) è stato già convocato per il derby di oggi pomeriggio contro il Forlì e va così a rinforzare un reparto, quello avanzato, al momento in sofferenza tra i giallorossi, con Okaka, Motti e Zagre (in procinto di lasciare comunque Ravenna) indisponibili.

Nonostante il Daspo urbano, è stato sorpreso ai giardini Speyer. Con 43 grammi di hashish

È stato trovato con 43 grammi di hashish ai giardini Speyer, nonostante il “Daspo urbano” gli vietasse di frequentare la zona della stazione di Ravenna. Si tratta di un 22enne marocchino, con regolare permesso di soggiorno.

Il ragazzo è stato fermato e poi arrestato per “detenzione illecita di sostanza stupefacente” dalla polizia durante un controllo svolto venerdì pomeriggio nella zona. È stato anche denunciato per la violazione della misura del Daspo.

Il 22enne è finito agli arresti domiciliari in attesa di comparire in tribunale.

La lettera di una studentessa contro la settimana corta: «Saranno più i problemi per noi»

Abbiamo ricevuto la lettera di una studentessa del liceo scientifico Oriani che dice di scrivere «in rappresentanza di quasi la totalità di una delle classi che si sono dichiarate sfavorevoli alla recente riforma della settimana corta». Una decisione che sta facendo discutere, in città, presa legittimamente dal consiglio d’istituto, ma dopo un referendum on line aperto alle famiglie che aveva visto la maggioranza (circa il 60 percento) contraria alla novità. Gli studenti, invece, si sono praticamente spaccati a metà.

Abbiamo deciso di pubblicarla, per far capire quali siano le perplessità dei ragazzi contrari a una scuola spalmata su cinque giorni.

«C’è stato detto che è stata proposta per il “benessere degli studenti” – scrive la ragazza, che lasciamo anonima in quanto minorenne e troppo coinvolta nei fatti – ma non riusciamo a capire dove dovrebbe esserci benessere in una settimana scolastica composta da 5 giorni in cui uno studente dovrebbe rimanere in classe fino alle 14. Ci sono diverse problematiche, forse ignorate da chi ha proposto, che hanno portato molti studenti a votare contro a questa riforma. Per prima cosa uscendo alle quattordici ci ritroveremmo a tornare a casa e pranzare tardi riducendo il tempo dedicato allo studio, ma anche ad altre attività come sport, musica, corsi scolastici che si svolgerebbero nel pomeriggio, ma anche a ripetizioni per studenti che si trovano in difficoltà in alcune materie. Senza contare che già molti passano i loro pomeriggi sui libri preparando un massimo di cinque materie, in questo modo le materie diventerebbero sei. La concentrazione in classe potrebbe diminuire, provocando un possibile peggioramento nel nostro rendimento e un aumento di stress per gli studenti, perché siamo persone come tutti e non macchine, per cui abbiamo un limite anche allo studio».

«Inoltre – continua la lettera – non è stato tenuto conto di chi viene dal forese che spesso si trova a dover prendere l’autobus per andare e tornare da scuola. Questi ragazzi già ora si trovano costretti a tornare a casa alle quattordici o addirittura alle quindici e pranzare a quell’ ora per poi mettersi a studiare e portare a termine tutti gli impegni del pomeriggio. Con la settimana corta questi studenti rientrerebbero a casa a orari folli, pranzerebbero a orari indecenti e starebbero fino a sera a studiare per il giorno dopo. Il nostro Paese non può pensare di proporre una soluzione simile non essendo attrezzato adeguatamente come altri stati, come gli Stati Uniti per esempio, che sono forniti di mense scolastiche e lo sport è gestito all’ interno della scuola per agevolare l’organizzazione dei pomeriggi per le famiglie. Come appena detto con questa proposta finiremo per pranzare a orari indecenti e probabilmente da soli. Molti magari già mangiano a casa senza nessuno a far loro compagnia, ma per alcuni il pranzo è un momento per stare in famiglia. Sicuramente molti studenti tornano a casa, si siedono a tavola e raccontano la loro giornata e ascoltano quella dei loro parenti (genitori, nonni, zii, …). Uscendo da scuola alle quattordici questa cosa verrebbe a mancare poiché non è detto che tutti possano organizzarsi con il lavoro e mangiare con figli o nipoti a quell’ora».

«La settimana corta è stata proposta per dare a tutti un giorno in più nel weekend e dare un momento in più a tutti di stacco dalla frenesia scolastica. Il problema è che il sabato sarebbe come inesistente poiché lo passeremo a studiare e recuperare le materie che non siamo riusciti a fare durante la settimana o, come più probabile, a dormire per compensare la stanchezza fisica e mentale accumulata durante la settimana, così facendo è come se non esistesse questo giorno in più nel weekend».

«Un’ altra problematica – termina la lettera – riguarda il cambiare a percorso iniziato. Tutti gli studenti che sono stati chiamati a votare per questa riforma si erano iscritti al nostro liceo con una determinata organizzazione dell’orario scolastico, quello basato su sei giorni, e si erano organizzati di conseguenza. Cambiandolo a questo punto per tutti gli anni dalla prima alla quinta, tutti si trovano costretti a stravolgere la loro organizzazione pomeridiana creando difficoltà a tutti, studenti e famiglie. Tra l’altro molti si erano iscritti a questo liceo proprio perché aveva un orario composto da 6 giorni da 5 ore. Così alcuni purtroppo stanno rimettendo in discussione l’idea di finire il loro percorso scolastico in questo liceo trovandosi in difficoltà col nuovo cambiamento. Se proprio si ritiene necessario introdurre questo cambiamento sull’orario, come minimo, sarebbe corretto applicarlo solamente dalle nuove classi prime. In conclusione la settimana corta non pare essere stata pensata per il benessere degli studenti ma per il benessere e l’interesse di chi l’ha proposta».

Moda: imprese in calo, sono mille. Soprattutto piccole in conto terzi per i brand

Il mondo della moda in provincia di Ravenna conta circa un migliaio di imprese (su 36mila totali registrate), il 7 percento del settore in Emilia-Romagna. Il dato aggiornato a gennaio 2025, fornito dalla Regione, tiene conto di manifattura (323 imprese), commercio (550) e design (154).

Tra dicembre 2023 e gennaio 2025, a fronte di un numero di imprese sostanzialmente invariato a livello regionale, la provincia di Ravenna ha fatto registrare un calo del 2 percento. Anche se si considera la sola manifattura, Ravenna con un -5 percento evidenzia una situazione peggiorativa rispetto alla media regionale (-1). Il segmento dove invece il Ravennate ha numeri positivi e migliori della regione è il design con un aumento del 15 percento, quasi il doppio dell’8 dell’Emilia-Romagna. La Cna di Ravenna ha da tempo costituito Federmoda, l’unione dei mestieri del settore che comprendono tessile e abbigliamento, calzature, pelletterie, pellicceria e moda su misura. Il focus sulle associate Cna dice che le imprese attive in provincia a fine 2024 erano il 6 percento in meno rispetto a un anno prima.

«Il ruolo di Federmoda è cambiato molto negli ultimi vent’anni – dice Serena Cavalcoli, referente dell’associazione di categoria insieme a Monia Morandi –. E il cambiamento spiega anche come è cambiato il settore. Una volta per l’80 percento ci occupavamo di rappresentanza delle attività nei rapporti con le istituzioni per ottenere condizioni contrattuali migliori o riconoscimenti alle aziende. Oggi invece si tratta per lo più di creare opportunità di business, organizzare iniziative strategiche». Un esempio è il dialogo aperto dall’anno scorso con il Giappone: «Anche grazie al ruolo di apripista della Regione, abbiamo avviato relazioni con la Camera di commercio di Tokyo e abbiamo creato un canale più diretto per le imprese della moda che vogliono entrare sul mercato giapponese».

Il settore in Italia è in contrazione per vari fattori: «La ridotta domanda interna, la concorrenza internazionale spesso sleale con le produzioni del cosiddetto “fast fashion” in paesi del sud-est asiatico con costi del lavoro molto più bassi e scarsi controlli su materiali e processi produttivi, la frammentazione e la dimensione ridotta delle aziende che limita l’accesso alle economie di scala necessarie per competere sui mercati globali e ostacola l’accesso al credito, agli incentivi e all’assunzione di manodopera qualificata». Il panorama ravennate è contraddistinto da una prevalenza di B2B, acronimo che sta per business-to-business, in italiano commercio interaziendale. «Le nostre imprese sul territorio sono per lo più conto terzisti. Micro e piccole imprese di eccellenza, a volte anche individuali, che lavorano per le grandi case dell’alta moda facendo solo un passaggio del processo produttivo totale. Per molto tempo questo è andato bene e ha fruttato, ma ora che i grandi gruppi sono in crisi ci sono tutte le conseguenze: margini bassi, variabilità degli ordini, tempi di esecuzione sempre più ridotti e le stagionalità delle produzioni fanno sì che diventi difficile gestire il processo produttivo, la gestione finanziaria e quella del personale addetto».

Alle aziende di conto terzi si uniscono piccole aziende o laboratori con un conto proprio, che propongono collezioni distintive e di qualità, destinate principalmente al mercato italiano ma anche estero: «Nonostante le sollecitazioni delle politiche a cogliere le sfide dell’internazionalizzazione e della transizione digitale quali fattori abilitanti per la competitività del made in Italy, i bandi elaborati dai decisori pubblici e dedicati alle imprese per favorire l’export o gli investimenti non sempre sono tarati per le esigenze dei piccoli produttori». Senza trascurare che quando si tratta di artigiani che affondano le loro abilità in un mestiere che svolgono da anni, è spesso difficile avere anche la competenza per cogliere le opportunità di finanziamenti: «Il linguaggio dei bandi e della burocrazia non è quello che maneggia chi fa questo lavoro. Non parliamo di aziende con un export manager. Come Cna cerchiamo di facilitare questo passaggio di informazioni».

La soluzione più efficace, sul lungo periodo, sarebbe fare squadra, costruire reti, collaborazioni. In poche parole economia di scala: «Difficile riuscirci perché parliamo di un mondo che per definizione è competitivo, c’è segretezza attorno alle lavorazioni». C’è poi un altro tema delicato per il futuro del settore. La trasmissione delle competenze: «Mancano nuove leve che entrano per dare prospettiva. Le scuole di formazione sono poche, non si va in bottega a imparare il mestiere».

Efficientamento energetico, via libera a un progetto da 3 milioni di euro per l’area Lama Sud

Efficientamento energetico della centrale di teleriscaldamento e raffrescamento e installazione di pensiline fotovoltaiche a copertura del parcheggio. Sono i principali lavori oggetto del progetto di fattibilità tecnico-economica-esecutivo approvato dalla giunta del Comune di Ravenna che riguarda il gruppo di edifici denominati Polo Lama Sud, serviti dalla centrale di teleriscaldamento e teleraffrescamento di via Fontana: gli uffici comunali di viale Berlinguer ai numeri 58, 68 e 30; nido e scuola dell’infanzia “Polo per l’infanzia Lama Sud”; la nuova sede Arpae.

L’intervento è finalizzato al miglioramento dei seguenti aspetti – si legge in una nota inviata dal Comune -: riduzione dei costi di esercizio e di gestione della centrale; riduzione del consumo di energia elettrica e termica da combustibili fossili; riduzione dell’impatto ambientale e dell’emissione in atmosfera di anidride carbonica. Il costo dell’intervento è di 3 milioni di euro, di cui 600mila euro di risorse comunali e la restante parte da finanziamento Pr-Fesr della Regione Emilia-Romagna in attuazione delle Atuss (Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile).

Come noto, gli uffici comunali di via Berlinguer sono stati inaugurati in ritardo di anni nel 2022. Come avevamo raccontato in questo articolo di settembre 2024 i lavoratori avevano denunciato problemi tecnici e temperature non adatte fin quasi da subito.

«L’intervento – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Massimo Cameliani –, si inserisce in un’area popolosa e dotata di servizi. Il quartiere è sede degli uffici della Circoscrizione Ravenna Sud e di altri comunali a cui affluisce il pubblico, come l’anagrafe, un importante polo scolastico che verrà ampliato. L’obiettivo è di caratterizzarla come progetto pilota di eco-quartiere, ed è per questo che il Comune ha candidato il progetto al bando regionale nell’ambito dell’Atuss. Si avrà una significativa riduzione di emissioni inquinanti e di risparmio energetico grazie all’utilizzo sinergico di fonti rinnovabili e di tecnologie innovative ad alto rendimento a servizio della centrale».

Oltre all’efficientamento della centrale, sempre al suo servizio, sarà realizzato un impianto fotovoltaico sul parcheggio pubblico di via Luigi Fontana, mediante realizzazione di pensiline prefabbricate con moduli fotovoltaici ad alta efficienza e adeguamento dell’impianto di illuminazione pubblica al fine di ottimizzare la produzione fotovoltaica evitando ombreggiamenti suoi moduli. Tutto questo consentirà la completa decarbonizzazione del sistema di produzione di acqua refrigerata per la climatizzazione estiva e una parziale riduzione dell’uso di fonti di origine fossile per la climatizzazione invernale. In particolare si raggiungerà la quasi totale indipendenza energetica nel periodo estivo; «si ridurranno i consumi elettrici; si otterrà una maggiore fruibilità del parcheggio ad uso pubblico, grazie all’ombreggiamento offerto dalle pensiline fotovoltaiche», termina la nota del Comune.

Un concorso letterario per racconti gialli con ispirazione dantesca

“Giallo Dante” è il nuovo concorso di narrativa lanciato da “Prospettiva Dante”, il festival interamente dedicato al Poeta promosso e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che tornerà a Ravenna per la propria XV edizione dal 16 al 20 settembre.

Il concorso vuole incoraggiare un approccio diverso al Poeta, di cui Ravenna custodisce le spoglie; i racconti (gialli o polizieschi) dovranno infatti essere collegati alla figura di Dante, al Trecento fiorentino o a personaggi e situazioni della Commedia, con ambientazione e riferimenti danteschi ben delineati.

Gli elaborati (massimo 40.000 battute) e la scheda di partecipazione dovranno essere inviati via email a giallodante@prospettivadante.it entro il 31 marzo. I primi tre classificati riceveranno un premio in denaro (1.000 euro il primo, 500 il secondo e il terzo); i racconti dei dieci finalisti saranno pubblicati in un’antologia creata per l’occasione.

La selezione dei dieci finalisti sarà operata da insegnanti di materie letterarie in ogni parte d’Italia. Questi dieci racconti saranno quindi sottoposti alla giuria guidata dal celebre autore di Romanzo criminale, Giancarlo De Cataldo, e composta da Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca, Domenico De Martino, direttore del festival Prospettiva Dante, gli scrittori Marco Vichi e Roberto Riccardi, il direttore della manifestazione ravennate GialloLuna NeroNotte Nevio Galeati e la giornalista e traduttrice Federica Angelini. Spetterà a loro scegliere i tre vincitori.

Info: giallodante@prospettivadante.it  e su Whatsapp al 351 5911897. Sul sito prospettivadante.it è possibile scaricare il bando e la scheda di iscrizione.

Missiroli si difende dalle accuse della moglie: «Dichiarazioni false, anche per motivi economici»

La difesa di Mattia Missiroli, ex sindaco di Cervia dimessosi il 5 gennaio dopo le accuse di maltrattamenti da parte della moglie, ribalta completamente la prospettiva dell’inchiesta. Nelle 26 pagine depositate dall’avvocato Ermanno Cicognani in vista dell’udienza davanti al tribunale del Riesame di Bologna, fissata per lunedì, si sostiene che la donna sarebbe «ben motivata a dichiarare il falso», con un presunto movente economico legato alla separazione in corso. La richiesta della Procura di Ravenna di applicare la custodia cautelare in carcere viene definita «priva dei presupposti» e fondata su un quadro probatorio «fumoso» e «contraddittorio».

I dettagli sono sui due quotidiani in edicola oggi, 10 gennaio.

Secondo la ricostruzione difensiva, la notte tra il 4 e il 5 dicembre – quando la donna si presentò al pronto soccorso di Ravenna parlando inizialmente di una caduta accidentale – le versioni fornite agli operatori sarebbero cambiate più volte nell’arco di poche ore, passando da episodi «una volta ogni due/tre mesi dal 2009» a presunte violenze quotidiane, fino a una frequenza di «una o due volte alla settimana». Un andamento definito «ondivago», che per la difesa minerebbe l’attendibilità della denunciante.

Anche i referti medici, secondo la memoria, documenterebbero solo «lesioni di lieve entità», compatibili «anche con cadute accidentali». Le foto consegnate agli inquirenti non fornirebbero «elementi probatori univoci» e alcune immagini – come quella di un taglio al labbro risalente al 2020 – sarebbero state acquisite con metadati anomali, tali da far ipotizzare una possibile manipolazione. I video allegati, inoltre, non mostrerebbero aggressioni. A ciò si aggiungono le testimonianze dei due figli minori, che descriverebbero un clima di «reciproche provocazioni» e un padre «remissivo, disposto a soccombere pur di non inasprire la conflittualità matrimoniale».

La difesa contesta anche episodi specifici: un presunto calcio poi ridimensionato dalla donna a un semplice «toccare con il piede», un ceffone del 2012 non menzionato nel referto medico, fino all’installazione di un gps sull’auto della moglie, interpretata dall’accusa come controllo e dalla difesa come antifurto. Perfino il comportamento della donna dopo le dimissioni dal pronto soccorso – una sosta in un bar per acquistare brioches – viene citato come elemento ritenuto incoerente con la gravità delle accuse.

Nel complesso, per la difesa, il quadro delineerebbe non una violenza sistematica, ma «episodi isolati» inseriti in una relazione segnata da «elevata conflittualità reciproca». Da qui la richiesta di rigettare l’appello della Procura e confermare il no del gip alla misura cautelare, anche perché Missiroli si sarebbe allontanato da casa spontaneamente, facendo venir meno il rischio di reiterazione.

Il Mar apre ai più piccoli: dal 31 gennaio un mese di mostre, gioco e teatro

Dal 31 gennaio al 22 febbraio 2026 il Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna dedica i propri spazi a Il Mar dei piccoli, appuntamento giunto alla quarta edizione che mette al centro bambini, famiglie e scuole. L’iniziativa, nasce come progetto condiviso che mette in rete numerose realtà culturali del territorio impegnate nei campi dell’educazione, dell’arte e dell’infanzia. Fulcro del programma è la mostra-gioco ACQUA, AQUAE (per bambini dai 2 ai 10 anni), inaugurata sabato 31 gennaio alle ore 11. Ideato da Immaginante, il percorso espositivo propone un viaggio sensoriale e creativo dedicato all’acqua, elemento vitale e simbolico, attraverso installazioni interattive, ambienti immersivi e aree laboratorio pensate per nidi, scuole e famiglie. La mostra è arricchita dalle illustrazioni originali di Irene Penazzi e da una selezione bibliografica a cura della Biblioteca Classense, ed è animata nel corso del mese da visite guidate e laboratori: per le famiglie nei fine settimana e per le scuole dal martedì al venerdì.

Il direttore del Mar Roberto Cantagalli afferma: «Teniamo molto all’infanzia e allo sviluppo di mostre temporanee o progetti dedicati all’educazione. La mostra di Chagall termina il 18 gennaio e già il 31 aprirà il progetto de “Il Mar dei piccoli” che per noi non è affatto secondario. Riorganizzare gli spazi del museo in così poco tempo significa uno sforzo logistico che sottolinea la nostra affezione verso questo progetto che coinvolge tanti piccoli cittadini e vede collaborare tante realtà ravennati».

Anche l’assessore alla cultura Fabio Sbaraglia è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione: «Si tratta di un progetto in cui crediamo e che evolve in continuazione. Un’ iniziativa sempre più orizzontale per tutte quelle realtà che operano nell’ infanzia. Ringrazio il CdA e lo staff del Mar, che da anni è impegnato in progetti ambiziosi per la trasformazione della pelle del museo. Vogliamo coinvolgere tutte le generazioni rispetto alla traiettoria portata avanti da questo luogo».

Accanto alla mostra, il calendario prevede numerosi laboratori domenicali per le famiglie: Disegna… il mare (1 febbraio) con Irene Penazzi, Figure galleggianti (8 febbraio) con Marilena Benini, Splash! (15 febbraio) a cura di Cristina Sedioli e Gocce, bolle, onde (22 febbraio), che intreccia musica dal vivo e narrazione in collaborazione con la Sezione Education del Teatro La Fenice di Venezia. Sabato 21 febbraio è inoltre in programma La natura è blu, laboratorio-evento condotto da Sonia Basilico, rivolto a insegnanti, genitori e appassionati.

Il tema dell’acqua è al centro anche dei laboratori di mosaico In un mare di tessere, a cura della Fondazione RavennAntica, in programma domenica 1, 8, 15 e 22 febbraio alle ore 15.30, che accompagnano bambine e bambini dai 5 agli 11 anni alla scoperta dell’arte musiva attraverso visite guidate e attività pratiche.

Ampio spazio è riservato al teatro e alla performance. Prosegue infatti la collaborazione con CorpoGiochi, che presenta al MAR una serie di azioni performative partecipate, realizzate con le scuole primarie cittadine e aperte al pubblico il 14, 16, 21 e 28 febbraio, nell’ambito del percorso di educazione alla cittadinanza conCittadini 2025/2026.

Confermato l’appuntamento con Anima l’opera, in programma sabato 21 febbraio, che vede protagonista il Teatro del Drago: attraverso il teatro di figura, i burattini, il teatro d’ombre e di oggetti entrano in dialogo diretto con le opere delle collezioni del MAR, offrendo al pubblico un’inedita chiave di lettura del patrimonio museale e trasformando la visita in un’esperienza narrativa e immaginativa.

Il programma include inoltre le Letture d’arte al museo, realizzate in collaborazione con la Biblioteca Classense e le volontarie di Nati per leggere, previste sabato 31 gennaio e sabato 14 febbraio, e il percorso teatrale Pin’occhio. Viaggio giocoso in sette movimenti, mostra-spettacolo interattiva ideata da Drammatico Vegetale e prodotta da Ravenna Teatro, in programma per le famiglie sabato 7 febbraio e per le scuole nella settimana successiva.

Per maggiori dettagli e prenotazioni consultare il seguente link: https://mar.ra.it/evento/il-mar-dei-piccoli-3/

Nuovi lavori sulla tangenziale alle porte di Ravenna: chiude un tratto di carreggiata in direzione Rimini

Anas comunica che proseguono i lavori di ammodernamento della cosiddetta “Tangenziale di Ravenna” lungo la Strada Statale 16. Dalla prossima settimana, terminati i lavori di allargamento della zona del distributore di carburanti (altezza via Vicoli) Anas ha programmato l’avvio dei lavori di risanamento profondo della pavimentazione della carreggiata in direzione Rimini, che verrà chiusa al traffico. Da lunedì 12 gennaio dal km 148,750 al km 149,500 della Ss16 sarà quindi attivo il doppio senso di circolazione nella sola carreggiata in direzione Ferrara fino al termine dei lavori, attualmente programmato per sabato 31 gennaio.

Lungo la Statale 67, invece, per i lavori di adeguamento da Classe al porto di Ravenna, per consentire l’avanzamento dei lavori dal pomeriggio di lunedì 12 gennaio saranno attuate le seguenti modifiche alla circolazione:  dal km 223,900 al 221,700 sarà attivo il doppio senso di circolazione in direzione porto; dal km 221,700 ed il km 221,500 sarà attivo il restringimento di carreggiata, con la chiusura della sola corsia di sorpasso, in entrambe le direzioni di marcia; dal km 221,500 ed il km 220,600, sarà attivo il doppio senso di circolazione in direzione Porto.

Sono in via di ultimazione i lavori di allargamento e di miglioramento funzionale dello svincolo Porto Fuori e la riapertura al traffico delle rampe di ingresso e di uscita per chi viaggia in direzione porto di Ravenna è prevista entro la fine del corrente mese di gennaio.

Un Benelli tinto di giallorosso attende il Forlì. Ravenna in emergenza davanti: Viola dal primo minuto?

A livello emotivo, il derby non è mai una partita come le altre. Non lo è per i tifosi, né tantomeno per chi scende in campo. Per il Ravenna, reduce da tre sconfitte consecutive – due in campionato e una in Coppa – non c’è spazio per calcoli: per restare agganciato al treno Arezzo, oggi avanti di due lunghezze, serve una risposta immediata. Anche perché la storia recente del derby della Ravegnana, in programma al Benelli sabato 10 gennaio alle 17.30, non sorride ai giallorossi. Le ultime due sfide hanno infatti lasciato solo amarezze, entrambe al Morgagni: il 3-2 del marzo 2025 nel cosiddetto “match promozione” e la sconfitta dell’andata, firmata dall’ex Simone Saporetti, passato pochi giorni fa alla Pistoiese.

Anche il Forlì è reduce da un momento negativo. Sono due le sconfitte di fila subite dalla squadra dei “galletti”, che ora si ritrovano dodicesimi a 24 punti, a – 2 dai playoff e a +6 sulle squadre impegnate nella bagarre per non retrocedere. Nel sempre propositivo 4-3-3, Miramari si potrebbe affidare subito al difensore Palomba (prelevato in settimana dalla Virtus Entella), mentre in attacco tutto il peso è sulle spalle del cesenate Petrelli, autore di 6 gol in questo campionato. Mister Marchionni ha speso parole al miele per l’allenatore felsineo: «Il Forlì è una squadra che gioca bene a calcio sia in casa che fuori e soprattutto è allenata benissimo da un allenatore che sa tirar fuori il meglio dai propri giocatori. Sarà una partita aperta e difficile in cui il Ravenna deve scendere in campo con la massima determinazione. Nella posizione in cui siamo in classifica dobbiamo avere la forza mentale di vincere per poter ripartire».

Il Ravenna non potrà contare su tre quinti dell’attacco. Non saranno a disposizione per infortunio Okaka, Motti e Zagrè, oltre al partente Ilari e Menegazzo, ufficializzato ieri dal Foggia: «Stefano (Okaka ndr) deve smaltire lo stiramento rimediato a dicembre, così come Zagrè che sta recuperando da un acciacco – dichiara l’allenatore del Ravenna -. Motti ha giocato qualche spezzone ma non riesce ad allenarsi come dovrebbe. Noi dobbiamo comunque pensare alla squadra nel complesso». Con un attacco così carente di alternative, è lecito aspettarsi un minutaggio più consistente per Nicolas Viola. «Ancora non ho scelto la formazione – ammette Marchionni -. Viola è un giocatore che sia se parte dall’inizio, che a partita iniziata può trovare il guizzo giusto per farti vincere. Poi è normale che se si abbassano i ritmi, con le qualità che ha, può essere ancora più determinante». Il grande colpo dell’inverno giallorosso è infatti sempre entrato a gara in corso, senza ancora mai lasciare veramente il segno. «È normale che stando fuori tanto ci volesse un po’ di tempo per tornare alla giusta condizione. Man mano sta crescendo, sappiamo il tipo di giocatore che è e ciò che può dare alla squadra, che deve essere brava a supportare con intensità le sue caratteristiche».

Le numerose assenze portano a pensare ad una società che interverrà proprio nella metà campo offensiva durante il mercato di riparazione: «Sono molto sereno – sottolinea Marchionni – perché ho la fortuna di avere un ottimo rapporto con il direttore Mandorlini, con Olivieri e tutto l’entourage della società che sta lavorando per trovare le soluzioni a noi congeniali. Bisogna capire quanto staranno fuori i nostri attaccanti, sicuramente intervenire nella zona offensiva è una valutazione che stiamo facendo».

La partita si disputerà in uno stadio Benelli quasi interamente colorato di giallorosso. Anche questa volta, in occasione del derby, non è attesa una presenza significativa di tifosi forlivesi. La scarsa affluenza nel settore ospiti – peraltro in una trasferta che storicamente non ha mai fatto registrare un vero e proprio esodo da Forlì – è da ricondurre anche alle limitazioni imposte dall’Onms, che consentono l’accesso allo stadio esclusivamente ai forlivesi possessori della fidelity card sottoscritta entro il 13 dicembre.

Rinnovata la pavimentazione del Pala Cattani: quasi 50mila euro di investimento del Comune

Sono stati conclusi i lavori di manutenzione straordinaria e rigenerazione della pavimentazione in legno del Pala Cattani di Faenza. L’intervento, affidato alla ditta specializzata Adisport, per un investimento complessivo di 47mila euro, sostenuto interamente dal Comune, riconsegna alla città e alle società sportive una struttura rinnovata, più sicura e perfettamente adeguata ai massimi standard agonistici stabiliti.

Gli operai della ditta incaricata hanno effettuato un restyling profondo che ha compreso la levigatura e la stuccatura dell’intera superficie di gioco, oltre alla sostituzione delle doghe ammalorate nelle zone più usurate. L’intera area è stata poi trattata con una specifica finitura ad acqua per garantire grip e durabilità nel tempo. Particolare attenzione è stata dedicata alla tracciatura ex novo delle linee di gioco per la pallacanestro, la pallamano e il calcio a 5, che ora risultano pienamente conformi alle più recenti disposizioni e omologazioni delle rispettive Federazioni.

Il Comune ringrazia la ditta e i tecnici «per aver lavorato intensamente durante le festività, permettendo così alle squadre di riprendere i campionati in una struttura più moderna, performante e pienamente funzionale alle esigenze delle tante discipline che ospitiamo».

L’opera di ripristino ha permesso di risolvere le criticità strutturali del legno, provato dall’intenso utilizzo quotidiano, garantendo al contempo la sostenibilità ambientale grazie all’uso di prodotti all’acqua. Grazie al coordinamento dei lavori, l’impianto è già tornato nella piena disponibilità delle associazioni locali.

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