venerdì
19 Giugno 2026

Chiudono altri tre negozi storici del centro di Ravenna

Prosegue il trend negativo per i negozi storici del centro di Ravenna. Nei prossimi giorni su altre tre vetrine con vari decenni di storia si abbasserà per sempre la saracinesca.

Il primo spazio vuoto in ordine di tempo è stato lasciato da Q, negozio di calzature e abbigliamento di via Gordini che ha chiuso il 12 dicembre. «Sono aperta dal 2002 e ho deciso di cambiare lavoro – racconta la titolare Chiara Caldironi –. Dopo 23 anni so che mi mancherà tutto questo, ma negli ultimi nove ho gestito l’attività da sola e non è semplice andare avanti senza mai potersi concedere una pausa». Anche per via della posizione strategica, tra il Teatro Alighieri e la Tomba di Dante, il flusso di clienti non è mai mancato, pure nei periodi più difficili. «Le vendite sono sempre andate bene e anche la liquidazione ha avuto ottimi risultati – prosegue Caldironi -. Ho chiuso qualche giorno prima rispetto al previsto perché la merce è praticamente terminata».

Secondo la titolare di Q, il progressivo svuotamento del centro storico non è legato alla questione dei parcheggi, ma al cambiamento delle abitudini di consumo: «È un fenomeno nazionale. Personalmente renderei tutto pedonale, quindi non credo che il problema sia il parcheggio. Piuttosto, i giovani acquistano sempre più online e non sono più abituati ai negozi fisici; spesso, quando entrano, faticano persino a salutare».

A pochi passi di distanza chiuderà anche la Drogheria San Domenico, attiva in via Mentana dal 1987, dopo lo spostamento dalla sede originaria di via Cavour. «Dopo 44 anni di lavoro è arrivato il momento di riposare – sono le parole di Cristina Casadio, prima socia e poi titolare dal 2017 –. Sono cresciuta tra le vie del centro e mi addolora dover chiudere. Mi sarebbe piaciuto che l’attività restasse in famiglia, ma nel giro di poco tempo ho perso sia mio marito che mia nipote». La drogheria, specializzata in spezie, aromi, prodotti sfusi e di nicchia, si è distinta a lungo per la ricerca della qualità anche all’estero. «Prima chi mi ha preceduto e poi io personalmente abbiamo sempre selezionato prodotti particolari dalla Francia, dalla Germania e dall’Inghilterra. Ma tra i giovani il concetto di drogheria si è perso, e di conseguenza c’è anche poco interesse per rilevarla».
L’attività cesserà il 14 dicembre, infatti, senza aver ricevuto proposte concrete, ma con molti attestati di stima: «Una cliente di Vicenza mi ha appena inviato una lettera splendida, con tanto di foto – sottolinea Casadio -. La clientela è dispiaciuta, e anche a me mancherà molto il rapporto costruito in tutti questi anni».

Il 18 gennaio calerà il sipario anche su Al Cappuccetto Rosso, storico negozio di abbigliamento per bambini sotto i portici di via Diaz, attivo dal 1963. «A 70 anni sento che è il momento giusto per fermarmi – spiega Daniela Errani, subentrata nel 1981 alla precedente titolare –. Siamo tuttora un punto di riferimento per tanti genitori, ma le nostre energie non sono più quelle di un tempo, e un negozio per bambini richiede molta dedizione». Un certo interesse per rilevare l’attività c’è stato, ma l’affitto elevato e il centro storico poco valorizzato rappresenterebbero un ostacolo per i possibili acquirenti: «A differenza di altri mondi, quello dell’infanzia è poco percorso dalla compravendita online – continua Errani –. Il problema è che oggi non è semplice gestire un negozio in un centro storico sempre più vuoto: come si può notare, le attività a gestione familiare lasciano spazio alle catene». Sul tema, la commerciante esprime anche critiche verso associazioni di categoria e amministrazione comunale: «Il centro sta pian piano morendo. Lo abbiamo segnalato più volte, ma sembra non interessare a chi dovrebbe occuparsene. La gente cerca comodità, e senza parcheggi è difficile venire in centro a fare acquisti».

Il Ravenna con 500 tifosi a Pesaro: «Sarà uno stimolo in più. Come una finale»

Alla vigilia dell’ultima partita dell’anno solare per il Ravenna, mister Marco Marchionni carica i suoi ragazzi, che con una vittoria a Pesaro nel posticipo di domani sera (lunedì 15 dicembre) avrebbero la certezza di chiudere al primo posto il girone d’andata del campionato (nella peggiore delle ipotesi a pari merito con l’Arezzo, che ha ancora due gare a disposizione). «Dobbiamo affrontare la partita come una finale – ha detto Marchionni in conferenza stampa – consapevoli che con una vittoria potremo avere una settimana per staccare un po’ la spina (come noto, la partita con il Rimini inizialmente in programma domenica prossima è stata annullata a causa dell’esclusione dei biancorossi dal campionato, ndr) e festeggiare un Natale che in pochi questa estate avevano sognato…».

Il mister giallorosso si è poi sperticato in complimenti per il collega Stellone, che sta guidando la Vis Pesaro verso un campionato tranquillo di medio-alta classifica. «Sono una squadra con giocatori importanti, ma sono rimasto impressionato dal lavoro di Stellone, in questo caso l’allenatore ha inciso molto. Ha saputo creare un gruppo seguendo il concetto del gioco, è sempre bello confrontarsi con squadre del genere, come Ascoli e Arezzo».

La Vis Pesaro è inoltre ancora imbattuta sul proprio terreno di gioco (sintetico), dove anche l’Ascoli è stato fermato sul pareggio. «Vuol dire che sono un’ottima squadra. Ma sarebbe ancora più bello riuscire a essere i primi a vincere. Ce la metteremo tutta, consapevoli che per noi sarà l’ultima gara dell’anno».

Marchionni ringrazia poi i tifosi per il sostegno (saranno circa 500 i ravennati nel settore ospiti a Pesaro – la prevendita è aperta fino alle 19): «Da quando sono qui non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto. Per i giocatori è importante vederli anche in trasferta, è uno stimolo in più, perché sappiamo che fanno chilometri, magari prendono delle ore di permesso dal lavoro, e vogliamo regalare loro una soddisfazione. Come siamo riusciti in altre occasioni».

Per quanto riguarda il campo, da segnalare l’indisponibilità di Okaka, che tornerà solo nell’anno nuovo a causa di un leggero infortunio.

Donati spinge il Ravenna verso la B: «Dobbiamo essere un treno che travolge tutto»

Un punto fermo della formazione titolare del Ravenna capolista in serie C è un 36enne che ha fatto l’esordio in categoria quest’anno. Ma nella carriera di Giulio Donati ci sono 114 gettoni in B, 46 in A (con 2 gol), 124 in Bundesliga e 16 in Champions League (un gol). Il difensore toscano è arrivato in giallorosso in estate, dopo un anno da svincolato al seguito della scadenza del contratto con il Monza in A.

Nelle prime due giornate Donati è entrato solo a partita in corso perché doveva ancora raggiungere la condizione fisica sufficiente, poi sempre nell’undici di partenza scelto dall’allenatore Marco Marchionni (tranne a Pineto perché squalificato). Per questo il difensore è da considerare a tutti gli effetti un protagonista dei 41 punti in 17 gare che valgono il primato nel girone B. Ma anche per l’atteggiamento che lo ha reso da subito uno dei giocatori preferiti dalla tifoseria.

Donati, 15 anni fa era un giovane della Primavera dell’Inter aggregato alla prima squadra del Triplete, nel 2013 ha esordito in Champions al’Old Trafford con la maglia del Leverkusen. Dove trova la voglia di dare tutto anche in un Ravenna-Pontedera di serie C a due mesi dal 36esimo compleanno?
«Posso spiegarlo con due parole. Una è disciplina, quella che vedevo in Del Piero che era il mio idolo da bambino e quella che ho visto in campioni dell’Inter come Zanetti e Materazzi quando mi allenavo con loro. La seconda è passione: ho piacere di giocare e lavoro per raggiungere l’obiettivo della squadra in cui sono. Ho sofferto tanto a stare fermo l’anno scorso e la proposta del Ravenna mi è piaciuta».

A proposito, che partita è stata con il Pontedera? All’inizio del recupero stava 0-1 per gli ospiti ed è finita 2-1.
«Una partita pesantissima, con il risultato deciso a nostro favore ancora una volta nei momenti finali. È la dimostrazione che la squadra ci crede e poi ci crede ancora di più dopo queste partite. Bisogna fare anche i complimenti allo staff che ci mette in condizione di avere energie  no alla fine».

Dal campo è uscito arrabbiato all’85’, con chi ce l’aveva?
«Ero molto arrabbiato con l’arbitro. Non è questione di errori, perché quelli li facciamo tutti e fanno parte del gioco. Ma non accetto che non venga applicato correttamente il regolamento. Con una richiesta all’Fvs sono stati cancellati due eventi (un rigore per il Ravenna e un’espulsione ai danni di un giocatore del Pontedera, ndr), questo non è possibile».

Quindi non ce l’aveva con il mister per la sostituzione?
«Ma figuriamoci. Diverse volte i cambi sono stati protagonisti delle giocate che hanno deciso le partite, il mister è bravo a leggere la gara. Siamo un gruppo di 25 titolari e a volte c’è qualcuno che ha proprio piacere di entrare dopo perché sa che può spaccare la partita».

Che livello ha trovato in C?
«Le partite sono equilibrate, non ci sono goleade, anche con le squadre più in basso in classifica bisogna essere attenti per non sbagliare. Ci sono stadi e tifoserie di alto livello, a partire dalla nostra: non sembra di giocare in C».

Tra le squadre affrontate finora c’è un singolo che l’ha colpita più di altri?
«Tavernelli dell’Arezzo e gliel’ho detto anche di persona quando ci siamo affrontati. In certe categorie capita di trovare quello che si crede un fenomeno senza aver dimostrato ancora nulla, invece lui mi è sembrato davvero un giocatore concentrato e capace».

Come si sta in vetta alla classifica?
«Non ci nascondiamo, ma non stiamo tanto a guardare la classifica. Siamo una squadra nuova che sta riuscendo a realizzare il percorso impostato a luglio. Se ci alleniamo e giochiamo come sappiamo, possiamo vincerle tutte. Questo è quello che abbiamo in testa».

L’unica promozione vissuta in carriera, finora, è stata dalla B alla A con il Monza nel 2022. Vede qualche analogia?
«A Monza siamo saliti in A al secondo anno di B, quindi un gruppo più coeso. A Ravenna il gruppo è più nuovo, ma rivedo coesione e serenità».

Vittorie e primo posto facilitano questo clima?
«Sicuramente. Faccio l’esempio di un mio vecchio allenatore: dobbiamo essere un treno che prende velocità e a quel punto un ramo o un ostacolo sul percorso lo porta via senza accorgersene. Stiamo prendendo questa velocità».

Spesso il mister Marchionni ha sottolineato il ruolo dei più esperti, come lei e Okaka, nello spogliatoio. Ci fa un esempio?
«Posso dire quello che ho visto io quando ero giovane. Nell’Inter del triplete vedevo campioni straordinari che non mollavano un centimetro in allenamento. Io ero giovane e mi veniva spontaneo pensare che dovevo fare altrettanto perché lo facevano loro. Questo credo sia l’esempio più efficace».

Come sta andando l’ambientamento in città?
«Bene, Ravenna è molto carina, ho trovato una bella casa e mi piace ogni tanto fare un giro in centro, anche per mangiare fuori, visto che ho la passione per la cucina. E poi ci sono molte cose da fare, per esempio è stato molto bello andare con la società al museo d’arte».

Mosaico contemporaneo, ecco i vincitori del Premio internazionale Gaem

Sabato 13 dicembre – negli spazi della Sala Martini del Mar-Museo d’Arte della città di Ravenna – si è tenuta la cerimonia di premiazione del VII Premio Internazionale GAeM – Giovani Artistə e Mosaico, un appuntamento che da oltre tredici anni racconta e sostiene le nuove traiettorie del mosaico contemporaneo.

Durante il pomeriggio sono stati annunciati i vincitori delle due sezioni del Premio, che anche quest’anno ha visto un altissimo numero di candidature. A introdurre l’incontro sono stati i due curatori della manifestazione, Sabina Ghinassi e Antonio Rocca, che hanno raccontato al pubblico il percorso di selezione e gli orientamenti critici che hanno guidato l’edizione 2025.

Per la sezione dedicata al mosaico tradizionale, realizzata in collaborazione con la storica fornace Orsoni Venezia 1888, il premio è stato assegnato a Sofia Liapis con l’opera Madonna (2024) che ha segnato l’incontro virtuoso tra la filologia musiva e contenuti contemporanei, quali la riflessione critica sull’immagine della classica Maternità.

Per la sezione dedicata ai linguaggi non convenzionali e sperimentali – sviluppata insieme alla Fondazione Cingoli – il premio è andato a Luca Federico Ferrero con Bordo Mare (2025), opera concettuale, riflessione raggelata sul nostro desiderio di dominio/coercizione su ciò che è la Natura.

Entrambe le opere entreranno a far parte della Collezione di Mosaici Contemporanei del Mar, a testimonianza del ruolo del Premio nella costruzione di un archivio vivo e in continua evoluzione.

Menzione speciale a Silvia Mantellini Faeti che, con l’installazione site-specific Sidus è entrata in dialogo immersivo con gli spazi del Chiostro della Manica Lunga, attraverso un intreccio di memorie personali e suggestioni della storia di Ravenna.

L’edizione di quest’anno della mostra di GAeM, inaugurata lo scorso 18 ottobre nella Manica Lunga della Biblioteca Classense e visitabile fino al 18 gennaio 2026 (a ingresso gratuito), raccoglie 38 opere scelte tra 136 candidature provenienti da contesti molto diversi, a testimonianza di come il mosaico continui ad attrarre e ispirare le nuove generazioni. Il percorso espositivo si muove tra materiali tradizionali e sperimentazioni radicali, tecniche classiche e pratiche ibride. Le opere dialogano con il tema della Biennale di Mosaico Contemporaneo 2025, “Luogo Condiviso”, riflettendo sui concetti di comunità, identità, relazione con i territori e con il tempo.

Accanto alla mostra prosegue il progetto delle Residenze Musive, che nel 2025 ha coinvolto Lisa Martignoni e Dalia Tvardauskaite nei laboratori ravennati di Pixel Mosaici e Dimensione Mosaico, affiancate dai curatori Viviana Piraneo e Giorgio Vernuccio. Un’esperienza formativa che permette alle giovani generazioni di lavorare sul campo, a contatto diretto con la tradizione viva del mosaico ravennate.

L’Olimpia Teodora da 10 in pagella: arriva una vittoria (3-2) anche a Campagnola Emilia

Decima vittoria su dieci partite per l’Olimpia Teodora che lascia un punto alla Osgb di Campagnola Emilia (2-3 il finale), quarta in classifica e ora a 7 punti di distanza dalle ravennati, prime nel girone B del campionato nazionale di B1 di volley. Decisivo il tie-break finale vinto 15-13 dalla squadra di coach Rizzi, che in precedenza si era agevolmente imposta nel primo e terzo set (rispettivamente 25-14 e 25-20), perdendo ai “vantaggi” invece la seconda e la quarta frazione (con un doppio 27-25).

Mentre continua la ricerca di sponsor in grado di aiutare la proprietà a trattenere i pezzi pregiati della squadra fino a fine stagione, l’Olimpia Teodora continua così nella propria cavalcata verso la nuova A3 (saranno promosse le prime tre squadre di ogni girone, senza playoff).

L’ultima partita del 2025 è in programma al Pala Costa di Ravenna sabato prossimo, 20 dicembre (ore 17), contro un’altra squadra che sta cercando di inseguire i primi tre posti, la Volley Team Bologna, quinta.

Fermato per un controllo in zona stazione, non aveva i documenti, ma 119 grammi di hashish

Lo hanno fermato venerdì per un controllo nella zona della stazione di Ravenna. Sprovvisto dei documenti, è stato accompagnato dai poliziotti in questura, dove è stato trovato in possesso di 119 grammi di hashish, suddiviso in piccole dosi, e di un bilancino di precisione.

Identificato in un 27enne di nazionalità egiziana, è statao quindi arrestato per spaccio. Nel corso del giudizio per direttissima, nei suoi confronti è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia.

Start Romagna lancia le ferie solidali per aiutare autisti in difficoltà

Tra le misure introdotte dal nuovo accordo aziendale di Start Romagna – entrato in vigore il 1° dicembre e che ridefinisce trattamento economico, ferie e riposi per tutto il personale – spiccano le cosiddette ferie solidali, un meccanismo volontario che permette ai lavoratori di regalare alcuni giorni delle proprie ferie a colleghi in difficoltà per motivi familiari o di salute. Un gesto dal forte valore, a cui l’azienda del trasporto pubblico contribuisce con un incremento fino al 20% del monte ferie raccolto, rafforzando così una pratica autentica di solidarietà interna.

Accanto a questa novità, l’accordo prevede anche ulteriori misure pensate per favorire un miglior equilibrio tra vita privata e professionale. Cambiano le regole dei riposi compensativi, ora utilizzabili fino al 30 novembre dell’anno successivo, mentre dal 1° gennaio 2026 chi soffia sulle candeline potrà farlo con un regalo in più: la possibilità di ottenere in via prioritaria un giorno di ferie nel giorno del proprio compleanno.

Sul piano economico, il nuovo impianto conferma un segnale concreto verso tutti i lavoratori: 40 euro mensili lordi di trattamento integrativo per 12 mensilità, in applicazione dell’intesa preliminare di rinnovo del Ccnl Autoferrotranvieri-Internavigatori dell’11 dicembre 2024.

Questa misura si colloca in un percorso più ampio promosso dall’azienda, che di recente ha introdotto: l’incremento di 144 euro mensili per le persone assunte a partire dal 1° gennaio 2012, definito con un accordo aziendale; l’incremento del 20% del Premio di Risultato 2025; l’iniziativa interna “Chi porta un autista trova un tesoro”, che riconosce un incentivo economico al personale che contribuisce all’ingresso di nuovi conducenti.

«Start Romagna – commenta il presidente, l’ex assessore regionale Andrea Corsini – è una realtà in costante movimento nella quale si stanno compiendo scelte lungimiranti per mettere sempre più al centro il valore delle persone, da chi opera negli uffici a chi ogni giorno percorre le nostre strade. Questo accordo rappresenta un passo significativo, sia sul piano dei benefici economici sia su quello della gestione dei tempi di vita e di lavoro, e si inserisce nel solco di un lavoro più ampio volto a garantire condizioni economiche migliori per tutte e tutti. Un risultato reso possibile anche grazie al confronto costruttivo con tutte le sigle sindacali (l’accordo è stato sottoscritto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna e Usb Lavoro Privato, ndr), che ringrazio per il contributo al raggiungimento di questa intesa. Su questi temi sono già previste ulteriori interlocuzioni e incontri, nell’ottica di proseguire un percorso orientato al miglioramento vita-lavoro».

Con questo accordo, Start Romagna guarda anche a uno dei temi più sensibili a livello nazionale: la carenza di personale alla guida. In un contesto in cui trovare nuovi autisti è diventata una sfida per molte realtà del trasporto pubblico, Start sta infatti moltiplicando le iniziative per rendere questa professione più attrattiva.

Dal prossimo anno prenderanno infatti il via nuove academy territoriali dedicate alla formazione dei futuri conducenti grazie a Scuderia Start, il progetto gestito dall’azienda e pensato sia per chi vuole cambiare professione sia per chi è in cerca di un’occupazione stabile. Il percorso prevede la valutazione per l’assunzione già al conseguimento della patente D, con l’ingresso come collaboratore di esercizio durante il completamento della formazione, oltre al rimborso in busta paga di una parte significativa dei costi per le patenti.

Il percorso formativo vedrà una progressiva attivazione delle diverse sedi: l’academy di Rimini partirà a gennaio, quella di Ravenna a febbraio e quella di Cesena a marzo. Per quanto riguarda il bacino di Forlì, le persone interessate potranno scegliere se partecipare al percorso di Cesena oppure a quello di Ravenna.

Aggredisce i carabinieri, arrestato un 41enne

Stava disturbando a più riprese i clienti di un noto bar di Bagnacavallo. E all’arrivo dei carabinieri – venerdì sera – non ha cambiato atteggiamento, arrivando anzi a spingere e strattonare uno dei due militari intervenuti. Inevitabili le manette, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

L’arrestato è un 41enne, italiano, trovato con in tasca anche un taglierino con alcune lame di ricambio e una piccola quantità di droga.

Portato inizialmente ai domiciliari, il giudice ha poi convalidato l’arresto senza disporre alcuna misura cautelare.

Le aziende che “adottano” progetti sociali: raccolti oltre 44mila euro

“Adotta un progetto sociale, diventa un’azienda solidale” è arrivato quest’anno alla quattordicesima edizione e questa mattina (13 dicembre) si è svolta la cerimonia conclusiva di ringraziamento da parte dell’Amministrazione comunale di Ravenna ai soggetti che hanno deciso di adottare i progetti presentati dalle diverse associazioni del territorio.

Sono stati adottati 21 progetti, presentati da altrettante associazioni, grazie al contributo di 19 soggetti tra aziende, istituti bancari, attività commerciali e privati cittadini, per un totale di oltre 44 mila euro raccolti.

Quest’anno nuove realtà hanno deciso di partecipare, così come alcune associazioni di volontariato che sono presenti per la prima volta. Nel complesso, nelle sue quattordici edizioni, l’iniziativa ha raccolto circa 645 mila euro, risorse che hanno permesso di sostenere nel tempo progetti realizzati sul territorio comunale in vari ambiti: sociale, sanitario, culturale, ricreativo, di riqualificazione urbana e a tutela dei diritti degli animali.

«Con questa cerimonia – hanno dichiarato gli assessori Federica Moschini, Francesca Impellizzeri e Massimo Cameliani –  desideriamo ringraziare imprese, attività e cittadini che hanno scelto di sostenere i progetti delle nostre associazioni, confermando il forte senso di responsabilità sociale che caratterizza il territorio ravennate. Un grazie sincero va anche alle volontarie, ai volontari e alle associazioni, il cui impegno quotidiano rappresenta un patrimonio prezioso per tutta la comunità».

Le aziende alle quali è andato oggi il riconoscimento sono:

  • Alma Petroli
  • Andrea Frontali
  • Azimut
  • Bcc
  • Bunge
  • Camst
  • Circolo velico ravennate
  • Con.s.a.r.
  • Deco
  • Ferrari srl
  • Pet village
  • Pizza Futura
  • Safari Ravenna
  • Sapir
  • Tozzi green

Si tratta di aziende legate a questo progetto da diversi anni, che nel tempo non hanno fatto mancare il loro contributo. A queste, nell’edizione di quest’anno si sono aggiunte quattro nuove aziende.

Si tratta di: Bsi consulting srl, Cgil Ravenna, Eurospar Ravenna, Gruppo Cosmi.

Le associazioni “adottate” in questa edizione sono:

  • Ail Ravenna
  • Amici di Enzo odv
  • Associazione volontariato San Rocco
  • Avvocato di strada
  • Ads blu atlantis e Avis
  • Casa circondariale di Ravenna
  • Cestha centro sperimentale tutela degli habitat
  • C.la.m.a. ravenna o.d.v.
  • Collegamenti 3.0 aps
  • Cooperativa sociale il Faro
  • Dalla parte dei minori
  • Enpa sezione provinciale di Ravenna onlus
  • Fondazione nuovo villaggio del fanciullo
  • Villaggio globale odv
  • Linea rosa odv
  • Marinando 2.0
  • Marinando Ravenna odv
  • Moto club born to dream
  • Pubblica assistenza città di Ravenna odv
  • Solidarietà fattiva odv
  • Turbe giovanili aps

La prima raccolta dei manoscritti del Cardinale Tonini e le testimonianze di chi l’ha conosciuto

La prima raccolta delle trascrizioni dei diari manoscritti del Cardinale Ersilio Tonini verrà presentata, mercoledì 17 dicembre, alle ore 18, dall’Arcivescovo della Diocesi di Ravenna-Cervia, Lorenzo Ghizzoni, all’Agorà (ex teatrino) dell’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna, dove Tonini ha vissuto quasi 40 anni. L’evento è organizzato dall’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia e dall’Opera di Santa Teresa in occasione del 50° anniversario dell’ingresso di Tonini come Arcivescovo di Ravenna-Cervia, avvenuto il 17 dicembre del 1975.

Il titolo della raccolta, “È davvero vero!”, riprende un’espressione che Tonini utilizzava spesso per condividere il suo stupore «di fronte alla grandezza dei doni che Dio ha riservato alle sue creature» ed è per questo che il sottotitolo “Inno allo stupore”, vuole comunicare questo senso di incredulità, provocato da qualcosa di inatteso.

«Si tratta di un evento eccezionale – commentano da Santa Teresa – che ci rivela il lato forse più nascosto di Ersilio Tonini, la sua spiritualità, gli aspetti più intimi del suo cammino di fede e il suo essere costantemente in dialogo con Dio al quale egli si rivolge direttamente in molti dei testi trascritti. È un Tonini che appare profondamente diverso da quello che abbiamo ascoltato, apprezzato e ammirato nei suoi interventi pubblici, nelle interviste televisive, soprattutto negli anni successivi alla sua esperienza da Vescovo, presenza incisiva e profetica anche sulle questioni della sua attualità. Ma in realtà da questi testi si intuisce come quella forza che usciva prorompente da una figura così minuta, esile e leggera, non poteva che avere origine da una fede gigantesca, dalla fiducia incondizionata, dall’abbandono totale di un figlio alla volontà del suo Creatore».

I diari manoscritti di monsignor Tonini sono custoditi dalla Diocesi che ha provveduto alla loro trascrizione integrale, ma questa prima raccolta copre solo un periodo di circa 20 anni che vanno dall’ingresso di Tonini come parroco di Salsomaggiore fino alla conclusione del suo episcopato nella Diocesi di Macerata e Tolentino, subito prima del suo arrivo a Ravenna.

Durante l’evento, si susseguiranno la lettura e il commento di brani del libro e alcune testimonianze di persone che hanno conosciuto il Cardinale. «È un momento davvero speciale e di grazia per la nostra Chiesa e per la nostra comunità diocesana – afferma l’Arcivescovo Lorenzo Ghizzoni – perché ci siamo accorti leggendo i diari del Cardinal Tonini, di quante cose egli abbia ancora da dirci e di quanto la sua testimonianza possa ancora essere determinante per il nostro cammino. Anche dietro ad un uomo che saputo svolgere così efficacemente la propria missione, che ha saputo testimoniare pubblicamente e con così grande efficacia la forza del messaggio evangelico, che ha saputo utilizzare con saggezza gli strumenti della comunicazione, troviamo, in realtà, la forza e la capacità, che scopriamo in questi scritti, di mettersi in continuazione di fronte al proprio Signore, per chiedere umilmente la grazia di essere suo servo appassionato e fedele, di superare i propri limiti, le proprie miserie».

Le offerte raccolte in occasione della presentazione del libro, che sarà disponibile per i presenti, saranno destinate al dormitorio dell’Opera, intitolato proprio a Tonini e inaugurato lo scorso 2 ottobre.

Le “sliding doors” tra passato e futuro di Roberta Casadei

Roberta Casadei (Forlì 1985) è un’artista multidisciplinare che da una decina di anni opera con la fotografia ottenendo risultati nazionali lusinghieri oltre alla pubblicazione di sue opere in riviste internazionali.

Sulla piattaforma di fotografia Percorsi fotosensibili, fondata da Silvia Bigi, un’altra artista ravennate molto stimata per i suoi lavori fotografici, sono visibili anche lavori di Roberta, che condivide con la collega un utilizzo particolare della fotografia: per entrambe non semplice registrazione estetica del visibile ma uno sviluppo aderente a un progetto, a uno sguardo sul mondo che parte da una riflessione di natura concettuale, culturale, emotiva. Probabilmente, oltre alla perizia tecnica si deve a soprattutto questo tipo di procedimento il successo del loro lavoro. Nel testo di presentazione della personale di Casadei, curata dall’associazione Marte per la direzione artistica di Eleonora Savorelli, si sottolinea il processo e il tema. Potremmo definirli una sorta di “sliding doors”, un termine applicato in vari campi che è diventato noto al grande pubblico grazie all’omonimo film del 1998 di Peter Howitt: le “porte scorrevoli” denominano quel meccanismo in cui un avvenimento banale di una vita diventa cruciale e cambia il percorso e il destino di una persona.

Scegliendo o lasciando al destino la scelta, talvolta senza accorgersene o senza dare importanza all’evento, si definiscono svolte alla vita da cui derivano tragitti consequenziali differenti. Probabilmente a molte persone è capitato di chiedersi cosa ne sarebbe stato dei possibili futuri facendo una scelta piuttosto che un’altra, per quanto banale. Portando all’eccesso il ragionamento, si può affermare che anche la nostra esistenza è frutto di scelte di persone che si sono incontrate e hanno determinato la nostra nascita, quella dei nostri genitori, dei nonni e così all’indietro nel tempo, fino a comprendere un intero albero genealogico. Nelle tre serie di opere esposte, Casadei focalizza l’attenzione sugli album fotografici familiari – in questa mostra del proprio nucleo ma con l’interesse la porta anche verso storie di genealogie di sconosciuti – evidenziando gli scarti fra ciò che siamo e ciò che saremmo potute/potuti essere. Si crea così un dialogo fra il presente e il passato in cui si incrociano gli sguardi che provengono da un luogo e da qui, ora. Alcuni lavori seguono il filo conduttore delle genealogie più vicine – i genitori, i nonni, i bisnonni – creando una trama di rimandi fra discendenze consaguinee, rapporti di luoghi ma anche memorie ed emozioni. L’indagine si sofferma su un ritratto ricordandoci quanto siano state importanti le vecchie foto analogiche come costruzioni e mantenimento di memorie.

Nelle serie dal titolo Infinito e uno (2020) l’artista replica l’immagine con un uso maniacale dell’acquerello in modo da restituire la replica verosimile del retro dell’immagine, talmente precisa da imitarne perfettamente le pieghe, le smarginature, le macchie determinate dall’usura o dalle muffe. Le persone ritratte nella prima foto possono anche scomparire nella serie replicata accanto in cui sono lo sfondo e la linea dell’orizzonte a costituirsi come soggetto. Il contesto diventa così la sostanza quasi eterea del luogo che ha accolto quel momento, quelle persone, collegate per via segmentata temporale al presente. In Oscillazione verticale (2025) le immagini vengono invece sottoposte a pilette di vetri delle stesse dimensioni definendo metaforicamente la sovrapposizioni di momenti – le sliding doors – che si interpongono fra quel momento del passato e le vite future con le loro ramificazioni di scelte, forse sconosciute ma del tutto determinanti il presente. In quegli strati di vetri si ancorano anche le percezioni o le proiezioni del presente: chi guardiamo – anche con affetto o rispetto di memoria – rimane una persona che fondamentalmente è quasi del tutto sconosciuta.

In sostanza, che si tratti di repliche di luoghi o dei retri della sostanza fisica delle fotografie, il lavoro considera l’insieme – fatto di immagini, persone, materiali reali, contesti – come confini di una riflessione sugli archi del tempo e sul rapporto spurio, eppure caro, che si instaura fra chi ci ha precedeuto e la nostra attuale esistenza. In tutto ciò esiste anche un elemento perturbante nella serie Inluce (2025), in cui alcuni ritratti opacizzati, posti sotto piccoli schermi riflettenti, rimangono del tutto invisibili: qui, chi guarda non è chi osserva dall’oggi, da questo tempo presente, ma chi è ormai per sempre dietro allo specchio.

 

Infinito e uno. Personale di Roberta Casadei
Fino a 18 gennaio 2026
Spazio Marte, via Sant’Alberto 19
orari: sa-do 15-20 su appuntamento
(martedirettivo@gmail.com, Wa: 3315006266

Dimensionamento scolastico, la Regione “disubbidisce” al Governo: «Tagli immotivati»

Arriva la risposta della Regione Emilia-Romagna alla lettera, ricevuta dai ministeri dell’Istruzione e del Merito e degli Affari europei, che conteneva la diffida ad adottare entro il termine del 18 dicembre la delibera sul dimensionamento della rete scolastica regionale.

«Per l’ennesima volta – affermano il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola, Isabella Conti – chiediamo al Governo di ripensarci. La richiesta di tagli alla scuola è immotivata su scala nazionale, dove non ci dovrebbe essere alcuna esigenza di riduzioni e tagli, e a maggior ragione per l’Emilia-Romagna. I parametri discrezionali adottati dal Governo, infatti, penalizzano ulteriormente la nostra regione, che è già una delle più penalizzate d’Italia. Non possiamo e non vogliamo apporre la nostra firma e avere corresponsabilità in una scelta sbagliata e iniqua, assunta in totale autonomia dal Governo. Non si possono scaricare sui territori decisioni che vengono prese esclusivamente a livello centrale, senza nessuna condivisione».

Dopo la decisione assunta in Giunta, e formalizzata con una delibera nell’ultima seduta, è stata inviata una missiva, a firma di presidente e assessora, ai ministeri. Nella lettera la Regione, nel rispetto del principio di lealtà interistituzionale, rinuncia al termine che le veniva concesso nella nota di diffida e si rende disponibile a collaborare con il Commissario che il Consiglio dei ministri volesse nominare.

«Come sempre siamo disponibili alla massima collaborazione istituzionale, anche con un incontro immediato – scrivono de Pascale e Conti -, per fornire tutte le informazioni e i dati necessari. La mancata adozione del piano è tecnicamente determinata dall’impossibilità di coniugare il parametro imposto normativamente con la realtà organizzativa regionale, se non a scapito del buon funzionamento di un sistema tra i più efficienti a livello nazionale».

L’Emilia-Romagna, con l’attuale numero di istituzioni scolastiche, 532 autonomie, ha un rapporto medio di 994 alunni per istituzione, abbondantemente superiore al parametro ministeriale che è di 938; la contrazione a 515 autonomie imposta dal decreto «non è pertanto giustificata da inefficienze regionali e non risponde a esigenze organizzative territoriali, ma unicamente a obiettivi di redistribuzione numerica nazionale, derivanti dall’applicazione di un meccanismo di riequilibrio interregionale del contingente Dirigenti Scolastici/ Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi deciso unilateralmente a livello ministeriale», si legge in una nota della Regione.

La lettera giunge dopo molteplici contatti intercorsi tra Regione e autorità statali competenti, in cui viale Aldo Moro aveva manifestato le criticità evidenziate dal piano e chiesto di valutare l’introduzione di deroghe ai parametri di dimensionamento regionale.

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