L’Olimpia Teodora continua a dettare il ritmo nella serie B1 della pallavolo femminile: nove vittorie in nove partite nel girone B, 26 punti e un primo posto strameritato per le ragazze di coach Rizzi. Una squadra che non ha ancora conosciuto battute d’arresto e che sta esprimendo una pallavolo superiore a tutte le altre compagini del campionato.
Eppure, mentre i risultati parlano di un ruolino di marcia che profuma di A3 (saranno promosse le prime 3 della regular season), la situazione economica tiene in sospeso l’intero ambiente. A lanciare l’allarme un video pubblicato sui social alla vigilia dell’ultima gara vinta a Scandicci, in cui allenatore e giocatrici chiedono alla città un aiuto per poter proseguire questa cavalcata. La società – in accordo con le giocatrici che devono ancora percepire due mensilità – ha fissato al 17 gennaio la deadline entro la quale decidere il proprio futuro. «Nel caso non arrivassero aiuti – spiega il presidente Giuseppe Poggi –, da quella data in poi le ragazze potranno liberarsi e trovare un’altra squadra. Ci siamo dati tempo fino alla fine del girone d’andata».

Il rischio che qualche giocatrice decida di cambiare maglia è concreto: l’Olimpia Teodora, fin qui, ha mostrato un livello tecnico che ha attirato l’attenzione anche di squadre di categoria superiore. «È normale che, giocando così, le nostre abbiano mercato – aggiunge Poggi –. Se restano è perché stanno provando a salvare la stagione insieme a noi. Non posso che ringraziarle per questo». In caso di partenze, la società chiuderebbe comunque il campionato affidandosi alle giovani del vivaio. «Non siamo in alcun modo a rischio esclusione perché siamo in regola con tutte le norme federali. Ma è evidente che la competitività della squadra cambierebbe».
Neanche il settore giovanile correrebbe il rischio di una fine anticipata, secondo il presidente. E a breve dovrebbe risolversi la questione del mancato saldo degli stipendi di diversi allenatori della scorsa stagione: «Mancano poche migliaia di euro ed è un impegno che non vogliamo eludere. Le quote delle famiglie, in generale, coprono solo il 60-70 percento delle spese del vivaio, che non è molto attrattivo per gli sponsor. Senza il sostegno di una prima squadra che “tiri a sufficienza” si fa fatica a pensare a un vivaio di qualità per il futuro».
Intanto, la ricerca di nuovi sponsor prosegue su multiple direzioni. «Dopo il video-appello, qualcosa si è mosso – rivela Poggi –, ma parliamo di aiuti che al momento non possono ancora risolvere il problema. Sul budget totale di 200mila euro ce ne mancano 50mila: cerchiamo uno o più sponsor che credano in noi per finire bene la stagione e programmare l’eventuale A3». Poggi lamenta lo scarso impegno delle grandi realtà imprenditoriali del territorio: «Stiamo parlando di cifre colmabili da certe imprese con un battito di ciglia. Evidentemente non c’è interesse nella grande tradizione dell’Olimpia Teodora e questo è molto triste per tutta la città. Mi sembra davvero strano che nessuno voglia associare il proprio nome a un progetto in procinto di andare in serie A».
Non mancano le critiche, soprattutto sui social, dove una parte della tifoseria ha messo in discussione la scelta di allestire una squadra così competitiva in un contesto economico già fragile. Poggi risponde precisando che il costo dell’organico attuale sarebbe addirittura inferiore rispetto a quello della stagione precedente (conclusa al quinto posto). «La rosa è più corta e abbiamo sostituito due giocatrici chiave con atlete più forti, ma senza aumentare le spese. La maggior parte delle giocatrici sono di Ravenna e risparmiare ulteriormente avrebbe portato un beneficio di soli 10/15 mila euro rispetto alle difficoltà attuali».
In questi giorni si è svolto un incontro con il sindaco Barattoni dal quale sarebbe emersa la disponibilità del Comune a far spalmare i pagamenti delle palestre da parte dell’Olimpia Teodora, per alleggerire le difficoltà del momento, e l’intenzione comune di far convergere anche sul volley femminile alcune sponsorizzazioni istituzionali.



