giovedì
26 Marzo 2026

Serie B, dal 21 settembre si inizia a fare sul serio per Tema Sinergie Faenza e Orasì Ravenna

La preseason è terminata. Da domenica 21 settembre le squadre della provincia impegnate in serie B Nazionale di basket scendono ufficialmente sul parquet. Orasì Ravenna e Tema Sinergie Faenza sono entrambe inserite nel girone B che vede come super favorite la Pielle Livorno e la Virtus Roma. Le due romagnole proveranno a dire la loro, strizzando l’occhio verso i numerosi derby in calendario contro le due imolesi e la neo promossa Ferrara.

I manfredi sono reduci da un cambio di main sponsor, annunciato ad inizio settembre. Dopo dieci anni dal primo contratto di sponsorizzazione con i Raggisolaris, Tema Sinergie diventa main sponsor e affianca il suo nome a quello della prima squadra di pallacanestro maschile della città di Faenza. Una partnership, quella tra Tema Sinergie e Raggisolaris, nata nel 2015 con la promozione della squadra in Serie B. Fondata nel 1985, Tema Sinergie offre soluzioni tecnologiche all’avanguardia per la Medicina Nucleare, la Radiofarmacia, la Radioterapia e l’Industria Farmaceutica, affermandosi come una delle realtà di riferimento a livello internazionale.

Al di là della parte economica, sono molte le novità in casa faentina, a partire dalla panchina. Il ruolo di allenatore è stato affidato al piemontese Lorenzo Pansa, che nelle ultime due stagioni ha condotto Vigevano in Serie A2. Dalla panchina alla scrivania è passato invece Luigi Garelli, che coprirà il ruolo di direttore tecnico. La squadra allestita è di valore, con l’obiettivo (non dichiarato) di viaggiare nelle zone nobili della classifica. In particolare il quintetto di Pansa si affiderà alla leadership e all’esperienza di Marco Santiangeli, reduce però da una stagione con 9 punti di media alla Virtus Roma. Oltre a lui, la squadra è un mix tra giocatori di esperienza (Stefanini, Fumagalli e il belga Van Ounsem su tutti) e giovani (con il neo capitano Fragonara, il pivot Longo e l’ala forte Mbacke) che lascia ben sperare ad una delle realtà più consolidate del campionato. La prima partita sarà domenica 21 settembre alle ore 18 al Pala Cattani contro San Severo.

L’obiettivo è quello della salvezza per il Ravenna del coach 30enne Andrea Auletta, che ha parlato così della vittoria durante l’ultima amichevole pre-season contro l’Andrea Costa Imola: «Chiudiamo la pre-season in maniera positiva, con ampi margini di miglioramento: dobbiamo eliminare i blackout e trovare più continuità durante la partita». L’alta frequenza dei momenti bui all’interno dei match è stato uno dei temi delle ultime due stagioni dell’Orasì, che nella stagione alla porte cercherà di trovare più continuità sia di risultati che di prestazioni. Sicuramente una squadra meno giovane rispetto alle ultime due stagioni potrebbe aiutare “il controllo” in determinati momenti all’interno della partita. Il roster giallorosso è stato profondamente rivoluzionato dal mercato con le sole permanenze di capitan Dron e della guardia Brigato, che con il passare del tempo si è dimostrato leader della squadra in entrambe le metà campo. A loro sono stati aggiunti l’imprevedibilità del rientrante Paolin e il peso sotto i ferri dell‘italo-argentino Cena e del lituano Rolandas Jakstas. Saranno coadiuvati dai baby Feliciangeli, Ghigo e Noena su tutti, che hanno ben figurato in preseason. La prima partita della stagione sarà sul campo del Casoria (comune di Napoli) domenica 21 settembre, mentre le porte del Pala Costa non si apriranno prima di mercoledì 8 ottobre per accogliere Nocera.

Attenzione invece alla questione biglietti. Il Ministero dell’Interno ha deciso che dalla stagione 2025/26 il basket italiano farà un passo verso regole già da tempo applicate nel calcio. Tutte le partite dei campionati organizzati da Legabasket (LBA) e Lega Nazionale Pallacanestro (LNP) – quindi Serie A, Serie A2 e Serie B – sarà obbligatorio il biglietto nominale, mentre per le trasferte è obbligatorio acquistarli in prevendita entro le ore 19 del giorno prima della gara. 

Per consultare il calendario della stagione, ecco il link: https://www.legapallacanestro.com/serie/4/calendario

15mila euro di fondi regionali per il Tavolo dell’Abitare dell’Unione della Bassa Romagna

Nello scorso aprile, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha istituito il «Tavolo dell’abitare», ovvero un tavolo di lavoro dedicato al tema delle politiche abitative. Il tavolo vuole essere uno strumento utile per fronteggiare il fenomeno crescente dell’emergenza abitativa sul territorio, mettendo a confronto coloro che a vario titolo intervengono sul tema: dagli amministratori e tecnici dell’Unione della Bassa Romagna e dei Comuni afferenti, a Acer, i sindacati, enti privati di utilità sociale, come Caritas, cooperativa il Solco, associazione il Melograno, e aziende del comparto edile.

Dopo la prima riunione, datatata 28 aprile, dove sono state individuate le priorità da percorrere, il progetto ha recentemente ottenuto un finanziamento regionale di 15mila euro tramite la cooperativa sociale il Solco, nell’ambito del bando Partecipazione 2025 per il sostegno alle proprie attività (ovvero la definizione di strategie e pratiche innovative relative all’abitare per promuovere coesione sociale, senso di appartenenza, solidarietà e cooperazione all’interno della comunità). I temi su cui si concentrerà l’organizzazione riguardano l’intercettazione di ogni forma di finanziamento pubblico o privato che permetta interventi strutturali in ambito abitativo, la verifica degli strumenti urbanistici e la compatibilità con i programmi di edilizia residenziale sociale, l’invito al tavolo di tutti i soggetti interessati (e in particolare delle associazioni di categoria, in un’ottica di interazione tra le politiche), e la verifica della ripetibilità di buone pratiche adottate in altre realtà sul territorio della Bassa Romagna 

«L’emergenza abitativa riguarda un numero crescente di persone che non riescono a trovare un alloggio adeguato e sostenibile – sottolinea il sindaco referente alle Politiche abitative dell’Unione, Andrea Sangiorgi -. Rimangono così esposti al rischio di sfratto molti nuclei familiari il cui reddito disponibile è diminuito in seguito all’effetto combinato delle tante contingenze negative che si sono susseguite dal 2020 in poi. Tutto ciò in una situazione in cui nel mercato immobiliare si assiste a una progressiva diminuzione dell’offerta per gli affitti e contestualmente a un significativo aumento dei prezzi, che pone molte famiglie in una situazione di difficoltà sempre maggiore nella ricerca di una casa».

Modifiche alla viabilità e info utili per il fine settimana dell’Ironman

Cervia si prepara all’arrivo degli Ironman, per la competizione di thriatlon in programma tra il 20 e il 21 settembre. Per consentire la realizzazione dell’evento sportivo in sicurezza, sono state previste modifiche alla viabilità (chiusure totali e parziali) che coinvolgeranno, oltre al centro cittadino, diverse strade provinciali (la 254 R, la 71 bis e la 6) per il passaggio delle gare ciclistiche.
È inoltre stata prevista per sabato 20 settembre la chiusura straordinaria della scuola media Zignani di Castiglione di Ravenna, che fa parte dell’istituto comprensivo intercomunale n.1 Andrea Canevaro.

Le modifiche alla viabilità saranno in vigore dalle 6 di sabato 20 settembre fino al cessare delle esigenze di corsa e dalle 10.30 di domenica 21 settembre fino al cessare delle esigenze di corsa (la E45 in tutti i comuni e le province interessate dalla manifestazione sarà invece chiusa dalle 5 di sabato 20 e dalle 9.30 di domenica 21, sempre fino al cessare delle esigenze di corsa). Lungo tutto il percorso saranno istituiti presidi con personale dell’organizzazione e forze dell’ordine; sarà inoltre apposta la segnaletica stradale indicante i percorsi di deviazione.

Per quanto riguarda il territorio del comune di Ravenna saranno interessate le frazioni di Castiglione di Ravenna, Casemurate, Matellica e Mensa Matellica lungo la strada provinciale 254 Bagnolo – Salara, dove verrà istituito il divieto di transito anche ai residenti (chiusura totale dalle 6 di sabato 20 settembre fino al cessare delle esigenze di corsa e dalle 10.30 di domenica 21 settembre fino al cessare delle esigenze di corsa, pertanto si raccomanda di lasciare il proprio veicolo al di fuori dell’area interdetta, per un eventuale suo utilizzo qualora si avesse bisogno di andare da qualche parte).

I percorsi alternativi sono: da Ravenna a Cesena la SR 142 via Dismano; per raggiungere Mensa e Matellica si percorre la SP 118 via Dismano e la Sp 33 via Civinelli, oppure via Principessa Doria. Per raggiungere Ie località balneari dei Lidi sud, comprendendo anche Milano Marittima, si percorre la statale 16 fino a Savio, via dei Lombardi, quindi località Lido di Savio e si arriva in via Nullo Baldini.

Per quanto riguarda tutte le strade della Provincia di Ravenna, queste le chiusure dalle 6 di sabato 20 fino al cessare delle esigenze di corsa:

– Sp n. 254 R “Di Cervia”: chiusura totale al traffico nel tratto compreso tra il km 12+750 (immissione nella SS n. 3 bis “Tiberina” – E45) ed il km 22+900 (incrocio con la SP 6 Beneficio II Tronco);

– Sp n. 254 R “Di Cervia”: chiusura parziale al traffico nel tratto compreso tra il km 22+900 (incrocio con la SP 6 Beneficio II Tronco) ed il km 23+997 (incrocio con la S.S. n. 16 Adriatica) con circolazione consentita esclusivamente ai veicoli diretti alle attività presenti in loco ed ai residenti o dimoranti, previa specifica autorizzazione verbale del personale di presidio presente alle intersezioni stradali;

– Sp n. 254 R “Di Cervia”: chiusura parziale al traffico nel tratto compreso tra il km 12+530 (incrocio con la SP 2 di Forlì Cesena e via Bagnolo) ed il km 12+750 (immissione nella SS n. 3 bis “Tiberina” – E45) con circolazione consentita esclusivamente ai veicoli in uscita dalla SS n. 3 bis “Tiberina” – E45 o a quelli diretti alle attività commerciali presenti in loco, previa specifica autorizzazione del personale di presidio presente alle intersezioni stradali;

– Sp n. 71 bis R “Cesena Cervia”: chiusura totale al traffico nel tratto compreso tra il km 10+640 (incrocio con SP 6 Beneficio II Tronco) ed il km 13+230 (nuova rotatoria di svincolo su S.S. n. 16 Adriatica);

– Sp n. 71 bis R “Cesena Cervia”: chiusura parziale al traffico nel tratto compreso tra il km 8+922 (rotonda di Visionano – incrocio con la Sp 32 “Confine Crociarne”) ed il km 10+640 (incrocio con SP 6 Beneficio II Tronco) con circolazione consentita esclusivamente ai veicoli diretti alle attività presenti in loco ed ai residenti o dimoranti, previa specifica autorizzazione del personale di presidio presente alle intersezioni stradali;

– Sp n. 6 “Beneficio II tronco”: Chiusura totale al traffico per l’intera sua estesa e precisamente tra il km 0+000 (incrocio con la SP 71 bis R “Cesena Cervia”) e il km 4+967 (incrocio con la SP n. 254 R “Di Cervia”);

Per quanto riguarda tutte le strade della Provincia di Ravenna, queste le chiusure dalle 10.30 di domenica 21 settembre fino al cessare delle esigenze di corsa:

– Sp n. 254 R “Di Cervia”: chiusura totale al traffico nel tratto compreso tra il km 13+725 (rotatoria cosiddetta “delle 5 vie”) ed il km 22+900 (incrocio con la Sp 6 Beneficio II Tronco);

– Sp n. 254 R “Di Cervia”: chiusura parziale al traffico nel tratto compreso tra il km 22+900 (incrocio con la SP 6 Beneficio II Tronco) ed il km 23+997 (incrocio con la S.S. n. 16 Adriatica) con circolazione consentita esclusivamente ai veicoli diretti alle attività presenti in loco ed ai residenti o dimoranti, previa specifica autorizzazione del personale di presidio presente alle intersezioni stradali;

– Sp n. 71 bis R “Cesena Cervia”: chiusura totale al traffico nel tratto compreso tra il km 10+640 (incrocio con SP 6 Beneficio II Tronco) ed il km 13+230 (nuova rotatoria di svincolo su S.S. n. 16 Adriatica);

– Sp n. 71 bis R “Cesena Cervia”: chiusura parziale al traffico nel tratto compreso tra il km 8+922 (rotonda di Visionano – incrocio con la SP 32 “Confine Crociarne”) ed il km 10+640 (incrocio con Sp 6 Beneficio II Tronco) con circolazione consentita esclusivamente ai veicoli diretti alle attività presenti in loco ed ai residenti o dimoranti, previa specifica autorizzazione del personale di presidio presente alle intersezioni stradali;

– Sp n. 6 “Beneficio II tronco”: chiusura totale al traffico per l’intera sua estesa e precisamente tra il km 0+000 (incrocio con la SP 71 bis R “Cesena Cervia”) e il km 4+967 (incrocio con la SP n. 254 R “Di Cervia”);

Subiranno modifiche anche alcuni percorsi del traporto pubblico locale, consultabili sul sito di Start Romagna, e anche la raccolta dei rifiuti porta a porta di Hera subirà alcune variazioni orarie.

Lavori al via per l’ufficio postale di Casola Valsenio: diventerà uno Sportello unico di prossimità

Lavori al via per l’ufficio postale di Casola Valsenio: a partire da martedì 23 settembre negli spazi di via Volta 4 inizieranno gli interventi di ammodernamento per migliorare la qualità dei servizi e dell’accoglienza.

A partire da giovedì 25 settembre, e durante tutto il periodo di chiusura, l’ufficio verrà trasferito in un container sito presso lo stesso indirizzo, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 08:20 alle ore 13:45, sabato dalle ore 08:20 alle ore 12:45.

Al termine dei lavori, realizzati grazie al progetto Polis di Poste Italiane, l’ufficio postale di Casola Valsenio sarà più accogliente nell’aspetto e trasformato in Sportello unico digitale di prossimità, per un semplice e veloce accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.

La Rocca è pronta a trasformarsi di nuovo in una corte medievale, tra giostre, dame e cavalieri

Dame e cavalieri si preparano a fare ritorno tra le mura della Rocca Brancaleone: il 27 e 28 settembre torna per la sua nona edizione la rievocazione storica “La Rocca Brancaleone al tempo della Repubblica di Venezia”, promosso dall’associazione L’amata Brancaleone.

«Un’occasione unica per immergersi in un autentico spaccato di vita medievale – comunicano dall’organizzazione -. nei due giorni sarà possibile osservare cavalieri in armatura e arcieri impegnati nelle esercitazioni e nella manutenzione
delle armi, e partecipate alla simulazione dei combattimenti a piedi o a cavallo e ai preparativi per la guerra. Potrete inoltre sperimentare direttamente gli antichi mestieri all’interno di una fortezza, che la rendevano autonoma in caso di assedio».

La festa inaugurerà alle 10 di sabato 27, con l’apertura delle botteghe di “Ars mercatorum”, del quartiere militare Ad pugnam parati con momenti didattici, esposizione di armi ed armature, dimostrazioni di scherma medievale e dell’area didattica per il tiro con l’arco. Fino alle 14 sono in programma anche giochi da tavolo. Dalle 15 alle 16 i più giovani andranno alla riscoperta dei giochi medievali, l’avviamento alle arti marziali e la riproduzione della Giostra del Saracino.

Dalle 15 è in programma la dimostrazione didattica della monta storica in armatura, quella della vestizione storica tra ‘300 e ‘400 e sulla composizione dell’equipaggiamento fondamentale dell’arciere. Alle 17 è prevista la vestizione di uomini d’arme,  la dimostrazione di scherma e didattica su armi ed armature. Alle 20, cena medievale nel campo degli armati a prenotazione obbligatoria (qui il menù).

La giornata di domenica si aprirà sempre alle 10 con mercati e aree didattiche. Alla stessa ora, il dialogo tra Paola Novara dialoga e Riccardo Colombo sul Vita quotidiana nella Ravenna medievale, Falso! Ravenna: copie, calchi e riletture in città e all’estero, e Sotterranei e segreti di Ravenna. Alle 11, per i bambini dai 5 ai 12 anni è in programma la visita guidata In marcia con i soldati, mentre alle 11 sarà il momento di giochi da tavolo e di dadi. Alle 15 torna la pratica delle Arti Marziali. Alle 11.30 inizierà la dimostrazione di tiro con l’arco e la gara tra arcieri, mentre alle 12 torneranno i giochi da tavolo e di dadi. Nel pomeriggio si prosegue con la monta storica (15.30), la didattica sul tiro con l’arco (ore 16) e la dimostrazione di giostra e scontro d’arme (ore 16.30)

Ordinanza delocalizzazioni: chi non può ricostruire riceverà fino a 2.350 euro al mq

I proprietari di case che sono state sgomberate per aver subito danni gravi dalle alluvioni e che non potranno più ricostruire nello stesso luogo, perché ritenuto non più sicuro, riceveranno dallo Stato un contributo fino a un massimo di 2.350 euro al metro quadro, oltre Iva, in funzione della superficie delle abitazioni. La misura è a favore degli alluvionati del 2023 e 2024 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. È il contenuto dell’ordinanza firmata dal commissario per la ricostruzione, Fabrizio Curcio, che ha ottenuto il via libera della Corte dei Conti.

I beneficiari, che decideranno su base volontaria se presentare richiesta, riceveranno in tal caso contributi da un massimo di 2.200 euro al metro quadro per abitazioni fino ai 200 metri quadri di superficie complessiva, decrescenti fino a un minimo di 1.700 euro al metro quadro, per le quote di superficie eccedenti i 350,01 metri quadri di superficie complessiva, cui si aggiunge l’Iva e un importo forfettario di ulteriori 150 euro al metro quadro per spese notarili o legate alla ricostruzione in altro sito. In totale, quindi, il contributo massimo a metro quadro sarà di 2.350 euro.

I beneficiari potranno dunque utilizzare i contributi per edificare una nuova casa su un altro terreno di proprietà, per acquistare un’area edificabile per ricostruire, per comprare un immobile già pronto, oppure per comprare un immobile e ristrutturarlo, nell’ottica della rigenerazione urbana e del consumo di suolo zero.

Per accedere ai contributi è previsto un passaggio preliminare con una commissione tecnica straordinaria, che esaminerà i requisiti e valuterà, soprattutto, la concreta impossibilità a mantenere l’immobile nel sito in cui si trova. La commissione esprimerà un parere che diventerà condizione vincolante per la successiva domanda di contributo.

I soggetti beneficiari possono richiedere un contributo per la delocalizzazione di immobili a uso residenziale (unità immobiliari, pertinenze e parti comuni) fino al 100% delle spese necessarie, e comunque fino al raggiungimento del tetto massimo dell’importo stabilito dall’ordinanza, nei limiti delle risorse disponibili.

Per poter presentare domanda di contributo devono esserci condizioni precise, e precisamente l’impossibilità di ricostruire l’immobile dove era in origine – impossibilità dettata da atti o norme vigenti che regolamentano l’uso e la trasformazione del territorio, incluse le norme di salvaguardia introdotte a seguito degli eventi alluvionali – e la condizione di grave danneggiamento. Ciò accade in tutti i casi in cui, dopo gli eventi alluvionali, un immobile di edilizia abitativa, o le relative pertinenze esclusive dell’immobile, risultino danneggiati e, sempre a causa di quegli eventi, sia stato adottato dal Comune un provvedimento di inagibilità, sgombero, evacuazione o demolizione, senza la possibilità di ricostruire.

Se esistono queste condizioni, il contributo per la delocalizzazione può essere richiesto e utilizzato per l’acquisto, nel territorio del Comune in cui si trova l’immobile in questione, di aree alternative, già individuate dagli strumenti di pianificazione urbanistica, dove ricostruire la casa; oppure per l’acquisto di immobili già destinati a uso residenziale.

Il contributo sarà erogato al beneficiario in questi modi: a titolo di anticipazione, nei limiti del 50% del contributo spettante, per l’avvio delle attività connesse all’acquisto delle aree e all’attività di ricostruzione; un ulteriore acconto, pari al 40% del contributo spettante, su richiesta dell’interessato che attesti di aver speso non meno dell’80% dell’importo erogato come primo acconto e alleghi la relativa attestazione della spesa; infine, un saldo per la corresponsione del restante 10% del contributo spettante. Nel caso di acquisto di immobili anche da ristrutturare, il costo di acquisto è integralmente coperto con il primo acconto. Per tutti i contributi, il commissario adotta decreti di erogazione riferiti a ciascuna fase, sia per le quote di acconto che per il saldo finale.

Rubano due motoseghe e si nascondono nel casolare vicino: arrestati dalla polizia

La polizia di stato di Ravenna ha arrestato ieri (17 settembre) due uomini per aver rubato due motoseghe all’interno di un negozio della città. Si tratta di due cittadini di nazionalità marocchina, di 34 e 28 anni, già noti alle forze dell’ordine per precedenti reati.

Secondo quanto ricostruito dalla Questura, i due si erano introdotti nel negozio e avevano prelevato attrezzature per un valore complessivo di alcune centinaia di euro, tentando poi di allontanarsi e far perdere le proprie tracce. Gli operatori sono giunti tempestivamente sul posto grazie alla pronta segnalazione del personale dell’esercizio e le ricerche si sono concluse nel giro di pochi minuti: gli uomini erano nascosti all’interno di un casolare poco distante dal luogo del furto. Fermati e identificati, sono stati condotti in Questura per gli accertamenti del caso.

I due sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima.

Maltrattava da tempo marito e famigliari: arrestata donna di 40anni dopo la segnalazione del figlio

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico di Ravenna hanno arrestato nella giornata di ieri, 17 settembre, una donna moldava di 40anni per maltrattamenti in famiglia.

La polizia è intervenuta all’interno dell’abitazione della donna dopo la segnalazione di uno dei figli minorenni. Una volta sul posto, gli operatori hanno identificato la 40enne, già conosciuta per una precedente segnalazione di lite in ambito domestico, in evidente stato di agitazione e alterata dall’assunzione di alcolici.

Ascoltato dagli agenti, il marito ha riferito che le violenze e le minacce verbali erano in atto già da tempo, rivolte sia a lui che ai figli minori. Un clima familiare talmente insostenibile da costringerlo, lo scorso agosto, ad abbandonare la casa insieme ai figli per motivi di sicurezza.

La donna è stata quindi accompagnata in questura per gli accertamenti di rito, prima di essere dichiarata in arresto e condotta nelle carceri cittadine.

Container di esplosivi diretti in Israele bloccati al porto di Ravenna

Due container di armi e componenti bellici diretti in Israele (classificati come “esplosivi”) non saranno imbarcati al porto di Ravenna.

Sul tema, è in corso una conferenza stampa indetta «d’urgenza» dal sindaco Alessandro Barattoni, che ha rivelato di essere stato informato dell’arrivo dei container da alcuni lavoratori del porto. La segnalazione, arrivata nella serata di ieri (17 settembre), riguardava l’arrivo di due camion dal confine austriaco contenenti materiale esplosivo di classe 1.4, attesi nella mattinata di oggi al terminal cittadino per essere imbarcati in direzione Haifa. 

Dopo la verifica della segnalazione, Comune, Provincia e Regione, in quanto azionisti, hanno quindi inviato una Pec alla Sapir per manifestare la propria contrarietà. L’azienda ha conseguentemente fatto sapere che non imbarcherà i container: «Siamo a chiedervi di valutare tutte le possibili azioni giuridiche per evitare che armi destinate a paesi in conflitto armato possano transitare nei terminal in concessione – si legge nella nota – come atto generale vi proponiamo inoltre di inserire formalmente nel codice etico di Sapir un articolo relativo al valore della Pace e della protezione internazionale dei diritti dell’uomo».

La lettera è stata inviata questa mattina, e poche ore dopo Sapir ha comunicato allo spedizioniere e alla compagnia di navigazione l’indisponibilità di scarico nel terminal ravennate. Secondo quanto annunciato dal sindaco sui social, i due camion portacontainer avrebbero lasciato il porto di Ravenna nel pomeriggio.

Da parte del sindaco di Ravenna arriva anche l’appello al ministero: «Abbiamo contattato il ministro Salvini in data 2 settembre perchè riteniamo necessaria un’azione da parte del governo italiano che fa finta di non vedere e non sapere che dai porti delle città italiane stanno partendo armamenti diretti in Israele».

Chiude per tre giorni il parcheggio dell’ospedale di Lugo: ci sarà una “navetta” gratuita (a carico del Comune)

Da lunedì 22 a mercoledì 24 settembre a Lugo sono in programma i lavori di asfaltatura della rotonda di via Provinciale Cotignola, quella che permette di accedere al parcheggio di largo Gramigna in uso ai degenti e ai visitatori dell’ospedale Umberto I. Durante le tre giornate, la rotonda sarà chiusa al traffico e il Comune consiglia pertanto a chi proviene da via Provinciale Cotignola, e vuole dirigersi in centro o all’ospedale, di proseguire in via Alberico da Barbiano per poi svoltare in viale Dante.

In merito alla temporanea indisponibilità del parcheggio di largo Gramigna, l’Amministrazione comunale, in accordo con l’Ausl, ha deciso (nel periodo dei lavori) di rendere gratuita la sosta negli stalli blu interni dell’ospedale Umberto I, accessibili all’altezza del civico 9 di viale Masi, accanto all’hospice. È fondamentale che questi posti vengano lasciati a disposizione degli utenti dell’ospedale. A tal proposito sono state individuate aree alternative per la sosta dei dipendenti, che verranno comunicate direttamente agli interessati dalla direzione del presidio.

Inoltre, sempre nelle tre giornate dal 22 al 24 settembre sarà attiva una navetta gratuita con servizio di trasporto all’ospedale. La navetta partirà dal parcheggio dello stadio Muccinelli, in piazzale Veterani dello Sport 4, e trasporterà pazienti e accompagnatori all’ingresso principale dell’ospedale in viale Dante. Il servizio verrà attivato nelle tre giornate dalle ore 7 alle 18 (ultima partenza dall’ospedale alle 17.45). La navetta offrirà un servizio continuativo (e non ogni ora come inizialmente comunicato).

«Purtroppo abbiamo verificato che non è possibile riasfaltare la rotonda della via Provinciale Cotignola mantenendola anche solo parzialmente percorribile per i veicoli – spiegano la sindaca Elena Zannoni e l’assessora ai Lavori pubblici Veronica Valmori -. Nelle tre giornate dei lavori, renderemo quindi gratuita la sosta negli stalli interni dell’ospedale, in prossimità dell’Hospice, dove un tempo c’era il Cup. Questo parcheggio non è grande come quello di largo Gramigna, pertanto raccomandiamo alle persone che ne usufruiranno in quelle giornate di limitare la sosta al tempo utile per i propri appuntamenti o per visitare i degenti, in modo di consentire ad altri di recarsi all’ospedale utilizzando quegli stessi stalli. L’attivazione straordinaria della navetta dal parcheggio del Muccinelli dovrebbe mitigare ogni ulteriore disagio. Il costo del navetto sarà a totale carico del Comune di Lugo. Abbiamo attivato ogni possibile alternativa per permettere a tutti i lughesi e alle persone che hanno cari ricoverati o da accompagnare all’ospedale di Lugo di poter parcheggiare gratuitamente e recarsi alla struttura in modo agevole e gratuito, ma anche per consentire ai dipendenti di recarsi al lavoro con minori disagi possibili».

Inaugurate (con tre anni di ritardo) le nuove aule di Scienze Ambientali in via Sant’Alberto. Investimento da 4 milioni di euro

In ritardo di tre anni, questa mattina a Ravenna sono state inaugurate le nuove aule didattiche del corso universitario di Scienze Ambientali. Si tratta di un insediamento storico, con il primo lotto costruito nei primi anni duemila. Quello appena inaugurato ha previsto un ampliamento di ulteriori 1.124 metri quadrati su due piani (complessivamente si tratta di un’area di 18.400 metri quadrati frequentata da circa 400 studenti di Scienze ambientali, Biologia marina, Scienze e tecnologie per la sostenibilità ambientale e Science for conservation – restoration of cultural heritage).

Il nuovo manufatto ha permesso il trasferimento delle residue attività ospitate in Itas e Palazzo Guaccimanni. Più nel dettaglio, sono state realizzate: quattro aule di piccole dimensioni, tre laboratori chimico-biologici ad uso didattico, un’aula informatica e una sala studio, oltre a spazi di servizio finora completamente assenti come un foyer con spazio lounge, ristoro e servizi igienici.

Non potendo sopraelevare direttamente il blocco aule per cause tecniche, si è ipotizzato di realizzare un edificio “ponte” che, innestandosi a cavallo del blocco aule, lo scavalcasse fino a collegarsi ai laboratori di ricerca, rendendo l’insediamento più organico e lo svolgimento delle attività più integrato. All’esterno sono state ampliate l’area di parcheggio per le auto e per le biciclette.

Il progetto definitivo era stato approvato a gennaio del 2019 (poco prima del periodo Covid) e quello esecutivo è stato approvato nel 2021, con l’obiettivo di vederlo completato entro 14 mesi. Ma l’aumento dei costi sui materiali da costruzione nel periodo post pandemia ha fatto sì che il Consorzio che si era aggiudicato i lavori si ritirasse senza terminarli. La sospensione delle attività e la riassegnazione tramite gara a una nuova ditta ha generato i ritardi nella consegna.

Le opere, finanziate nell’ambito del bando ministeriale per l’edilizia, hanno avuto un costo complessivo di 4.044.991 euro.

Il restauro di Casa Traversari e Aula Bovini

Casa Traversari

Nella stessa mattinata, è stata inaugurata anche la rinnovata Aula Bovini di Casa Traversari, una delle sedi del Campus di Ravenna di maggior prestigio. È stata la prima sede dei campus romagnoli e dal 1961 ha ospitato l’Istituto di Antichità ravennati e Paleo-bizantine della Facoltà di Lettere e Filosofia. Nell’immobile oggi vi è una sede del Dipartimento di Storia Culture Civiltà, la biblioteca Arpac di Storia Culture Civiltà – Sezione di Archeologia e alcune aule del Campus di Ravenna.

L’articolato intervento di restauro e risanamento dell’immobile ha interessato in modo significativo la porzione di edificio con vincolo monumentale, antistante via San Vitale. Gli interventi principali si sono concentrati sul consolidamento delle strutture in muratura, sulla messa a norma degli impianti meccanici, elettrici e antincendio, sulla compartimentazione della biblioteca e la coibentazione di tutto il manto di copertura con inserimento di linea-vita e trattamento dell’umidità di risalita delle partizioni verticali.

L’aula da 127 posti, intitolata al professor Giuseppe Bovini, direttore dell’Istituto di Antichità ravennati e paleo-bizantine negli anni ’60, è lo spazio più fortemente rinnovato nei materiali, negli impianti e negli arredi. L’ambiente è stato climatizzato, dotato di un sistema domotico di illuminazione programmabile con 8 differenti scenari di intensità luminosa, di un impianto audio-video e di un controsoffitto acustico. Le poltrone, dotate di prese elettriche di servizio e tavolini ribaltabili, sono funzionali allo svolgimento di conferenze, seminari, sedute di laurea e lezioni frontali. L’intervento, complessivamente, è costato 1.677.500 euro ed è stato co-finanziato dal ministero.

A Bagnacavallo la prima di cinque mostre per ricordare la carriera di Mattia Moreni

Oltre 40 opere per indagare a fondo i primi 20 anni di lavoro di Mattia Moreni, artista pavese di nascita, torinese di formazione, ma che per tutta la sua vita ha legato il suo nome alla Romagna. La mostra “Dagli esordi ai cartelli” inaugurerà alle 18 di sabato 20 settembre negli spazi dell’ex Convento di San Francesco, a Bagnacavallo, e resterà visitabile fino all’11 gennaio 2026. Le opere saranno ospitate dalla sede distaccata dell’ex convento, destinata alle esposizioni di arte contemporanea.

Si tratta del primo evento del progetto Mattia Moreni. Dalla formazione a L’ultimo sussulto prima della grande mutazione, nato per mettere in rete cinque importanti musei della Romagna nella celebrazione del lavoro di uno dei più importanti pittori italiani del ‘900, con cinque mostre in altrettanti luoghi fondamentali per la sua storia.

Il percorso negli spazi dell’ex Convento di San Francesco, curato da Claudio Spadoni e Davide Caroli, documenta attentamente il lavoro dell’artista dal primo periodo giovanile, apprezzato fin da subito dai principali critici dell’epoca tra i quali anche un giovanissimo Italo Calvino, nel quale risentiva delle influenze dei pittori nordici, del liberty e dei Ferraresi del ‘400. Furono anni importanti per il pittore, nei quali ricevette diversi premi e fu invitato a partecipare alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma.

In quegli anni Moreni, che era stato in Romagna nel 1940 e nel 1943 per sfuggire, da partigiano, alle rappresaglie fasciste, viaggiò molto cambiando ripetutamente la sua residenza: da Antibes a Grado, da Frascati a Bologna, cercando di trovare un luogo nel quale potersi sentire a casa. La sua ricerca artistica, nella scia delle grandi dialettiche di quegli anni, lo portò ad aderire al cosiddetto movimento dell’astratto/concreto, invitato da Lionello Venturi a far parte del “Gruppo degli Otto Pittori”, partecipandovi tuttavia con uno stile caratteristico e sempre molto personale che non lo fece mai essere convinto fino in fondo di quella strada. Il passaggio successivo, decisivo per la sua affermazione internazionale, fu l’avvicinamento all’Informale, uno stile di pittura soprattutto di ambito francese, adottando il quale Moreni, che dal 1956 al 1966 vivrà tra Parigi e Palazzo San Giacomo di Russi, ebbe forse il suo momento di maggiore visibilità che lo portò ad esporre regolarmente in quegli anni in Francia, Germania e nelle maggiori gallerie d’Europa.
L’ultima sezione della mostra di Bagnacavallo racconta infine come la sua pittura prese una via del tutto personale, nella quale la pennellata informale si modificò per descrivere e raccontare nei cartelli, tema del lavori di questi anni, una realtà che Moreni vedeva destinata alla repentina scomparsa.

Molte delle stesse opere in mostra a Bagnacavallo in passato furono esposte in prestigiose sedi museali in Italia e in Europa e sono ora parte di importanti di collezioni private. Il progetto proseguirà nelle altre sedi museali, nelle quali saranno approfonditi altri momenti del percorso artistico di Moreni: il 10 ottobre ai Musei di San Domenico di Forlì, a cura di Rocco Ronchi, il periodo delle Angurie; il 20 ottobre alla Pinacoteca Vero Stoppioni di Santa Sofia, il percorso dedicato agli Autoritratti, curato da Denis Isaia; ad inizio febbraio 2026 al Mambo di Bologna il ricordo della grande mostra Antologica di Mattia Moreni del 1965 realizzata presso la galleria di arte moderna e curata allora da Francesco Arcangeli, per la cura di Pasquale Fameli; ed infine il 28 febbraio 2026 al Mar di Ravenna gli ultimi cicli della Regressione della Specie e L’umanoide, a cura di Serena Simoni.

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