giovedì
12 Marzo 2026

L’Ausl esonera gli 8 medici indagati dalle certificazioni di idoneità per il rimpatrio di stranieri

La strategia dell’Ausl Romagna per evitare la sospensione dei medici indagati per il caso dei certificati anti-rimpatrio è stata quella di esonerare gli otto professionisti coinvolti (su 11 dell’intero reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna) dall’occuparsi nuovamente degli stranieri extracomunitari inviati dalle forze dell’ordine per ottenere l’idoneità al trasferimento nei Cpr (centri di permanenza per il rimpatrio).

Con un documento depositato in procura e comunicato internamente, l’azienda sanitaria spera così di evitare una sospensione che sarebbe pesantissima per il regolare funzionamento del servizio pubblico. D’altronde – sottolineano dall’Ausl – si tratta di professionisti stimati e fino a poco tempo fa elogiati pubblicamente per il loro lavoro in particolare durante la pandemia, i cosiddetti “eroi” del Covid.

Sulle pagine del quotidiano locale Il resto del Carlino, il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, sottolinea come la prassi voglia che i certificati di idoneità possano essere rilasciati direttamente in pronto Soccorso (in alternativa resterebbero disponibili i tre medici non indagati del reparto di Malattie Infettive). Rispondendo alle domande del giornalista, Carradori rivela anche che l’azienda non ha avviato alcuna indagine interna e non sono stati presi provvedimenti disciplinari. In attesa di capire l’evolversi dell’inchiesta della magistratura.

Baci e palpeggiamenti, 60enne condannato per violenza sessuale ai danni di una 16enne figlia di amici

Avrebbe molestato la figlia sedicenne di amici di famiglia, approfittando della fiducia costruita negli anni con i genitori della ragazza. Per questo un 60enne di origine campana è stato condannato dal gup del tribunale di Ravenna Andrea Galanti a 2 anni e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale su minore, al termine del processo con rito abbreviato.

Il giudice ha disposto anche il pagamento di una provvisionale di 8mila euro a favore dei genitori della giovane, costituiti parte civile con l’avvocato Carlo Benini, oltre alle spese legali e al risarcimento dei danni da quantificare in sede civile. La procura aveva chiesto 4 anni per violenza sessuale aggravata. L’imputato ha sempre negato ed è scontato il ricorso in appello.

La notizia è riportata con ulteriori dettagli sui due quotidiani locali in edicola oggi, 12 marzo.

Il fatto contestato risale a ottobre 2024, quando la ragazza, ai tempi 16enne, sarebbe stata avvicinata, palpeggiata e baciata dall’uomo. La giovane riuscì a chiamare la madre e a scappare in un parco vicino, dove venne raggiunta dai genitori.

Intossicato dai lupini, ritirato dal mercato un lotto di prodotto di un’azienda di Bagnacavallo

Un caso di intossicazione alimentare dopo il consumo di lupini ha fatto scattare il richiamo di un lotto di prodotto realizzato nel Ravennate. Una persona è finita al pronto soccorso di Cesena in stato confusionale dopo aver mangiato lupini secchi acquistati in un punto vendita della grande distribuzione: l’episodio ha portato all’attivazione delle verifiche sanitarie e al ritiro precauzionale del prodotto dal mercato.

Il richiamo riguarda i lupini secchi a marchio Cibòn, confezionati in sacchetti da 500 grammi. Il lotto interessato è il 343/25, con termine minimo di conservazione giugno 2027. Il prodotto è stato confezionato dall’azienda Melandri Gaudenzio nello stabilimento di Bagnacavallo.

Alla base del provvedimento c’è la possibile presenza di alcaloidi chinolizidinici in quantità superiori ai livelli considerati sicuri. Si tratta di sostanze naturali prodotte dalle piante di lupino che, se presenti in concentrazioni elevate, possono provocare sintomi di intossicazione come nausea, vertigini, malessere e disturbi gastrointestinali.

Dopo la segnalazione del caso, le confezioni appartenenti al lotto indicato sono state ritirate dagli scaffali a scopo precauzionale. Ai consumatori che avessero acquistato il prodotto viene raccomandato di non consumarlo e di riportarlo al punto vendita, dove potrà essere sostituito o rimborsato.

L’avvocato: «Il carcere prima di una sentenza definitiva andrebbe evitato»

«Un avvocato cerca sempre di evitare il carcere come misura cautelare per il suo assistito, non perché voglia “fregare lo Stato”, ma perché esiste la presunzione di innocenza e la detenzione prima di una sentenza definitiva è una condizione gravosa che andrebbe evitata più possibile». Il 39enne Andrea Valentinotti, avvocato di Lugo, non ha dubbi sulla necessità di trovare alternative alla cella.

Ma spesso la pancia dell’opinione pubblica vorrebbe gettare la chiave. «Il popolo vorrebbe vedere la ghigliottina in piazza – dice Valentinotti –. Ma dipende cosa vogliamo sacrificare: applichiamo il carcere prima della sentenza anche per il minimo reato per la tutela dell’ordine pubblico, oppure salvaguardiamo il diritto costituzionale che impone il minor sacrificio possibile della libertà di una persona non ancora giudicata?».

L’esperienza in tribunale per Valentinotti dice che tra i giudici è più diffuso l’approccio che considera il carcere preventivo solo come soluzione senza alternative: «Ho sempre avuto a che fare con magistrati che hanno fatto ricorso al carcere solo quando era l’unica possibilità e non sono rare le volte che in udienza il giudice si è detto disponibile a rivedere il provvedimento se in seguito fosse emersa una possibilità più leggera».

Uno scenario che a molti può sembrare troppo morbido. Valentinotti auspica più rispetto per gli operatori della giustizia nelle loro scelte: «Magistrati e avvocati non sono in tribunale per tramare contro l’ordine pubblico. Un po’ di educazione civica ricorderebbe a tutti che il principio della pena deve tendere alla rieducazione».

A prescindere dall’essere più o meno garantisti, su quanto ragionato fin qui inciderà poco l’esito del referendum del 22-23 marzo, sebbene alcune parti politiche dicano il contrario. La riforma Nordio tocca la struttura della magistratura e non i procedimenti.
Un possibile effetto però potrebbe esserci, secondo l’opinione di Valentinotti (che fa parte del comitato per il No): «Dalla riforma uscirebbe una figura del pubblico ministero molto più forcaiolo, molto più interessato alla condanna e non alla ricostruzione della vicenda. Quindi mi aspetto più richieste di carcere come misure cautelari. Avremmo un pm più come avvocato dell’accusa, ma credo che sia più utile un pubblico ministero che faccia le indagini come prevede oggi il codice anche a favore dell’indagato e che in udienza chieda l’assoluzione se la vicenda è diversa da come l’aveva ipotizzata».

Villaggio Globale rivolge ai più giovani tre progetti artistici per promuovere la mescolanza culturale

Tre percorsi artistici radicati in contesti cittadini specifici e rivolti a gruppi di giovani con età e background differenti, per raccontare una città plurale, tra convivenza e narrazioni distorte, in occasione della XXII Settimana contro il razzismo. Dal 14 al 22 marzo Villaggio Globale coop sociale realizza a Ravenna il progetto “Into the mix. Produzioni artistiche per la mescolanza culturale”. Si tratta un percorso di laboratori artistici e momenti pubblici dedicati alla mescolanza culturale e al contrasto degli stereotipi e delle discriminazioni.

Il primo percorso è un laboratorio musicale hip hop ospitato da Casa Volante, spazio di edilizia residenziale pubblica sostenuto da Acer Ravenna. Dieci giovani under 30 guidati da Mentality Aps lavoreranno alla scrittura, produzione e registrazione di brani originali dedicati ai temi della convivenza tra culture e del contrasto al razzismo. I brani saranno presentati pubblicamente durante la Settimana e diffusi sulle principali piattaforme di streaming, anche attraverso una puntata del podcast PodDare.

Il secondo laboratorio si svolge al centro di aggregazione giovanile Quake e si concentra sul videomaking. Circa dieci adolescenti realizzeranno brevi video dedicati alle esperienze cittadine di inclusione sociale e di convivenza interculturale, con l’obiettivo di raccontare esempi concreti di mescolanza già presenti sul territorio. Infine, terza proposta coinvolge gli studenti universitari del corso di laurea magistrale in International Cooperation on Human Rights and Intercultural Heritage e l’associazione Esn – Erasmus Student Network Ravenna in un laboratorio di ideazione e realizzazione di un’azione di guerrilla marketing. L’intervento artistico coinvolgerà il centro della città, per attirare l’attenzione sui temi della Settimana attraverso un linguaggio creativo e diretto.

I brani musicali, i video e l’azione urbana saranno diffusi durante la Settimana contro il razzismo e successivamente rilanciati attraverso canali digitali ed eventi pubblici. Il calendario degli appuntamenti è consultabile online.

Il progetto, finanziato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali è realizzato insieme a Mentality Aps, Casa Volante, Centro Giovanile Quake, CittAttiva, Esn – Erasmus Student Network Ravenna, Tiratura Aps e il progetto PodDsre Live di LibrAzione coop sociale, con la collaborazione del Comune di Ravenna – Assessorato alle Politiche Giovanili, di Acer Ravenna e dell’Università di Bologna – Campus di Ravenna.

«Ravenna è una città con una presenza di cittadini migranti stabile e significativa: al 1° gennaio 2024 i residenti di cittadinanza non italiana nel comune risultavano circa 18.000, l’11,4% della popolazione comunale – commentano gli organizzatori -. Il fenomeno del razzismo in città riflette dinamiche presenti a livello nazionale, spesso alimentate da rappresentazioni semplificate o stereotipate. Sul territorio ravennate però sono attive anche numerose esperienze di integrazione e “Into the mix” nasce per rendere visibili queste esperienze».

Indagato dopo l’operazione “Smoke Corner”, viola più volte il divieto di dimora e viene arrestato

Ai giardini Speyer continuano le attività di presidio e contrasto allo spaccio e al degrado sulla scia dell’operazione “Smoke Corner” della polizia di stato, che ha portato nelle scorse settimane a 14 arresti nella zona.

Nel corso dei nuovi controlli sono state identificate una trentina di persone, con l’arresto di un cittadino marocchino nella mattinata di ieri. Si tratta di 20enne già indagato nel corso del blitz del 26 febbraio e responsabile di diverse violazioni del divieto di dimora imposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Ravenna. Negli scorsi giorni infatti il giovane è stato individuato e identificato dal personale della Squadra Mobile e della Polizia Locale in più occasioni, sia in città che in una frazione del litorale. In entrambi i casi è scattata la segnalazione alla procura, con la richiesta al tribunale di aggravare la misura cautelare. Domanda che è è stata accolta, con il trasferimento dell’indagato nella casa circondariale di Ravenna a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Parcheggio scambiatore di via Trieste: truck food, noleggio biciclette e nuova fermata del bus

Come annunciato a febbraio dall’Amministrazione comunale, durante l’incontro con le attività di Marina di Ravenna, stanno prendendo forma alcune novità nel parcheggio scambiatore di via Trieste, finalizzati a migliorare l’accessibilità per turisti e residenti. 

In primis è online fino al 27 marzo il bando per l’assegnazione di un posteggio temporaneo destinato a un food truck per il commercio e la somministrazione di alimenti e bevande analcoliche. Il servizio, che verrà istituito in via sperimentale, dovrà essere attivo dall’1 maggio al 31 agosto. Dall’1 al 31 maggio l’attività dovrà svolgersi nei giorni festivi e prefestivi; dall’1 giugno al 31 agosto anche nelle giornate di giovedì e venerdì. Nei festivi e prefestivi l’orario minimo sarà dalle 10 alle 22, mentre nei giorni feriali almeno dalle 12 alle 19. Per maggiori informazioni e per presentare la domanda (qui).

Sono iniziati i lavori per la realizzazione di un punto di accoglienza dedicato al noleggio e all’assistenza di biciclette muscolari ed elettriche nel parcheggio di via Trieste. Nell’area verde adiacente al parcheggio sono presenti alcuni capanni in legno, finora inutilizzati e destinati a deposito, che saranno oggetto di manutenzione straordinaria per essere resi entro l’inizio dell’estate nuovamente fruibili e trasformati in spazi di servizio per l’officina mobile. L’area di accoglienza sarà realizzata mediante un pergolato in legno dotato di frangisole, progettato per garantire ombreggiamento e comfort e per ospitare, nei periodi di attività, il furgone destinato alla manutenzione e al supporto tecnico dei mezzi ecologici.

Sono invece in fase di ultimazione gli interventi alla fermata dell’autobus del parcheggio scambiatore. I lavori hanno previsto l’innalzamento dell’area di attesa e della piattaforma, raccordate ai percorsi esistenti tramite idonee rampe, oltre alla sostituzione della precedente pensilina con una nuova struttura doppia e alla piantumazione di alcune alberature, in grado di offrire maggiore riparo alle persone in attesa. Infine sono stati realizzati anche percorsi tattili che collegano i percorsi pedonali, il percorso ciclo-pedonale, l’attraversamento pedonale e le aree di attesa.

“L’attivazione sperimentale del food truck e nuovi interventi nel parcheggio scambiatore di via Trieste – dichiara l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico Fabio Sbaraglia – rappresentano un passo verso un progressivo potenziamento dell’accoglienza e miglioramento dei servizi del parcheggio. L’obiettivo è rendere quest’area sempre più funzionale, offrendo servizi utili sia ai turisti sia ai residenti e favorendo modalità di fruizione sostenibili del territorio. In questo senso il progetto Footprints, che riguarda appunto anche quest’area, rafforza il collegamento tra città e costa, promuovendo una mobilità dolce e un turismo attento alla qualità degli spazi e dell’esperienza di visita”. 

Donato Ungaro alla cucina popolare di Cervia, per riflettere sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia

“100 Passi verso il 21 marzo” alla cucina popolare di Cervia: lunedì 16 marzo (alle 18) Donato Ungaro, giornalista e coraggioso testimone della lotta alla mafia, sarà ospite di Cucina Sorriso per una riflessione sulla lotta alla criminalità organizzata, con particolare attenzione al contesto dell’Emilia-Romagna e alle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia.

Al confronto parteciperanno anche Carlo Giannelli Garavini, referente provinciale di Libera Ravenna e Andrea Giacomini, Comandante della polizia locale del Comune di Ravenna. L’incontro non si limiterà al dibattito, ma vedrà anche la partecipazione attiva delle polizie locali di Ravenna e Cervia, che prepareranno una cena a base di prodotti coltivati nelle terre sottratte alla mafia.

«La cucina popolare diventa così un simbolo di resistenza, legalità e giustizia sociale, facendo della cucina un luogo di rinascita e di impegno collettivo – spiegano gli organizzatori -. per riflettere insieme su come la lotta contro le mafie debba essere una priorità per la società, affinché la giustizia, la legalità e la speranza prevalgano».

Donato Ungaro, noto per il suo impegno nel contrasto alle mafie, racconterà la sua esperienza di denuncia e resistenza, che portò allo scioglimento del Comune di Brescello per infiltrazioni mafiose, rendendo la storia del giornalista un esempio di lotta per la legalità. Nel 2002 iniziò infatti a indagare sulle attività illegali in ambito edilizio nel comune, tra cui le escavazioni abusive nel letto del fiume Po, che lo portarono a scoprire l’interesse della ‘ndrangheta per un progetto di centrale elettrica. Le minacce ricevute non lo fermarono, e nonostante il licenziamento ingiustificato dal Comune di Brescello, ottenne giustizia dopo 14 anni, quando la Cassazione riconobbe l’ingiustizia della sua espulsione. La vicenda di Ungaro è stata anche raccontata dal regista Marco Martinelli, in “Va’ pensiero” come simbolo di speranza e di lotta contro le mafie al Nord, nonché un monito su come il legame tra politica e criminalità sia un fenomeno che non si può ignorare.

Per partecipare all’evento e alla cena, è possibile prenotare contattando il numero 342 7629030 o inviando una mail a cerviasocialfood@sanvitale.ra.it.

Donato un sistema radiologico portatile al reparto di Gastroenterologia di Ravenna

Si è svolta oggi (mercoledì 11 marzo) presso il reparto di gastroenterologia dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, la cerimonia di ringraziamento per la donazione di un sistema radiologico portatile ad arco a C da parte del dottor Andrea Poggiali, in memoria di Omero Triossi, medico di gastroenterologia spentosi nel 2021 a 65 anni.

Il dispositivo sarà utilizzato per gli esami endoscopici che necessitano, oltre alla visione endoscopica, anche della visione radiologica, procedure di III livello quali trattamenti di tumori bilio-pancreatici, esplorazione profonda dell’intestino tenue, posizionamento di protesi all’interno dell’apparato gastrointestinale.

Nel corso dell’incontro è stato espresso un sentito ringraziamento al donatore per il gesto di grande attenzione nei confronti della sanità pubblica e della comunità locale. La nuova dotazione tecnologica rappresenta infatti un importante valore aggiunto per il reparto di gastroenterologia, consentendo di migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni offerte ai pazienti e di ampliare le possibilità operative dell’équipe sanitaria.

Alla cerimonia erano presenti la direttrice sanitaria di Ausl Romagna, Francesca Bravi, il direttore delle Direzioni Mediche di Ausl Romagna Davide Tellarini, la direttrice f.f. del Presidio Ospedaliero di Ravenna Aura Brighenti, il direttore dell’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Ravenna Alessandro Mussetto, il donatore Andrea Poggiali, la famiglia del dott. Omero Triossi tra cui la moglie Grazia, la direttrice dell’U.O. Accoglienza, Urp, Fundraising e Marketing Elisabetta Montesi, il Sindaco del Comune di Ravenna Alessandro Barattoni e l’Assessora alle Politiche per la Salute del Comune di Ravenna Roberta Mazzoni.

In mostra al museo San Rocco “il mondo animale” di Luigi Annibale Bergamini

Sabato 14 marzo alle 18 si inaugura al museo civico San Rocco di Fusignano la mostra “L’asinello e gli altri”, il mondo animale di Luigi Annibale Bergamini (1921-1992). L’esposizione, allestita negli spazi che già conservano in permanenza alcune importanti opere dell’artista, raccoglie i lavori dedicati al mondo animale, tra i soggetti più ricorrenti e visionari della pittura di Bergamini. Ad arricchire il percorso espositivo, alcune inedite rappresentazioni paesaggistiche, nelle quali l’interiorità dell’artista si proietta nello spazio naturale trasformandolo in metafora vissuta.

Luigi Annibale Bergamini è stato un pittore la cui vicenda umana e artistica si intreccia con il territorio romagnolo. Dopo quasi trent’anni trascorsi all’interno della struttura manicomiale di Imola, nel 1975 Bergamini fu trasferito grazie a un progetto sperimentale che anticipò la celebre legge Basaglia, approdando nella comunità aperta «la Celletta», nei pressi di Fusignano. Fu proprio in quella nuova dimensione di libertà che l’artista visse una stagione creativa straordinaria, i cui esiti continuano ancora oggi a sorprendere e affascinare.

Promossa dal Comune di Fusignano, l’esposizione è curata da Paolo Trioschi ed è idealmente dedicata a Lino Costa, figura fondamentale per la conoscenza di Bergamini come uomo e come artista. L’evento è realizzato in collaborazione con Auser e Pro Loco Fusignano. Resterà allestita fino al 7 giugno e sarà visitabile sempre gratuitamente il sabato dalle 15 alle 18, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Dall’area di servizio alla solidarietà: il cibo non consumato diventa aiuto per dieci famiglie in difficoltà

Il cibo non consumato al punto di ristoro Chef Express presso l’area di servizio Santerno Ovest (autostrada A14) sarà donato alla Caritas di Solarolo, presso la parrocchia Santa Maria Assunta. È questo l’obiettivo del progetto anti-spreco in partenza da lunedì 16 marzo, sviluppato dal punto di ristoro stesso in partnership con Last Minute Market e Gruppo Hera.

Dalla prossima settimana le porzioni alimentari non consumate e non scadute, verranno recuperate e donate alla parrocchia a supporto di dieci famiglie in difficoltà: «Grazie al progetto di recupero abbiamo l’opportunità di distribuire le eccedenze ad un totale di 35 persone – spiega Don Tiziano Zoli, responsabile Caritas parrocchiale Santa Maria Assunta -. Ringraziamo sinceramente per l’opportunità e per la preziosa collaborazione, con particolare riconoscenza per l’attenzione costante nel contrastare lo spreco alimentare».

Il modello organizzativo e logistico che presiede a raccolta e donazione delle porzioni di cibo è stato testato dai tre soggetti promotori nel corso di un progetto pilota svolto fra 2024 e 2025 nelle province di Modena e Bologna, dove, complessivamente, sono state recuperate e donate oltre 14 mila porzioni di cibo dal valore di 30.200 euro, con oltre 2 tonnellate di rifiuti evitati. In ragione di tali ottimi risultati il progetto è stato così esteso a regime in altri territori, fra cui, appunto, il comune di Solarolo.

Il progetto di recupero cibo sull’area di servizio Santerno Ovest rientra nell’ambito di un più ampio accordo per la promozione dell’economia circolare attivo fra Hera e Chef Express già dal 2022. Fra le diverse attività messe in campo congiuntamente, rientra il recupero degli oli vegetali esausti (OVE) per la produzione di biocarburante e la valorizzazione degli scarti organici, trasformati poi a km zero in biometano destinato ad alimentare gli autobus di reti di trasporto locale.

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