venerdì
27 Marzo 2026

Maxi furto nella notte al bar delle Terme di Cervia. Bottino da 10mila euro

Maxi furto nella notte al bar delle Terme di Cervia. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza – che saranno utilizzate per le indagini dai carabinieri – hanno immortalato una persona, con il volto coperto, portare via il fondo cassa e soprattutto sradicare la cassaforte presente nel magazzino, con gli incassi dei giorni precedenti. Complessivamente un bottino di circa 10mila euro.

Non è chiaro ancora se il ladro inquadrato dalle telecamere avesse qualche complice ad attenderlo all’esterno. Il colpo è stato messo a segno (forzando la porta di ingresso) tra le 2 e le 3 della notte tra giovedì e venerdì. Il bar è all’interno della struttura termale, ma ha una gestione separata e indipendente. Il titolare, dopo aver chiuso il locale alle 19 di giovedì, si è accorto dell’accaduto solo il mattino successivo. Non risultano altri furti negli ultimi anni.

Partiti i lavori al teatro Rossini per i danni dell’alluvione 2023. L’obiettivo è riaprire nell’autunno 2026

Sono iniziati l’1 settembre i lavori di ripristino e riqualificazione del teatro Rossini di Lugo, gravemente danneggiato dall’alluvione di maggio 2023, quando era stato da poco ristrutturato. I lavori, finanziati grazie a donazioni private ricevute all’indomani dell’alluvione, avranno un importo complessivo di circa 900mila euro. «L’obiettivo è quello di costruire una stagione teatrale per il 2026/27 – dice il direttore Gianni Parmiani –. Non possiamo ancora dirlo con certezza ma l’ottica in cui lavoriamo è questa». Il 2026 coincide con il quarantennale della riapertura del Rossini dopo la storica ristrutturazione.

Il progetto di ristrutturazione è a capo della Fondazione Teatro Rossini in collaborazione con il Comune di Lugo e con un team di professionisti del settore. La prima fase degli interventi, in programma fino alla fine del 2025 e del costo di 255mila euro, prevede il rifacimento del palcoscenico e del golfo mistico, danneggiati dall’alluvione; la demolizione e il rifacimento degli intonaci ammalorati; il restauro dell’assito della platea, con attenzione alla conservazione degli elementi storici; ulteriori lavorazioni necessarie a garantire la futura fruizione del teatro in sicurezza ed efficienza. A partire dall’inizio del 2026, prenderà il via la seconda fase degli interventi, che comprenderà il ripristino completo dell’impianto elettrico; la realizzazione di nuovi arredi per l’accoglienza del pubblico; le opere di restauro e risanamento legate all’umidità di risalita; interventi di manutenzione sugli infissi esterni.

«L’iter del progetto e dei lavori si è rivelato molto complicato – precisa l’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato -, anche perché parliamo di una struttura che aveva alcune criticità preesistenti all’alluvione. Nel corso di questi mesi abbiamo dovuto adattare il progetto anche in funzione di quanto emerso da indagini tecniche preventive. Lo slittamento dei lavori rispetto al piano iniziale ci consentirà però di affrontare il problema dell’umidità a due anni dall’alluvione, e quindi con un quadro più chiaro, sperando quindi di poter migliorare la struttura per quanto riguarda l’isolamento e il miglioramento tecnico, con significative ricadute su fruibilità e sicurezza».

Al bagno Ruvido per l’eclissi di luna con l’esperto Claudio Balella

Sono diversi gli appuntamenti sul territorio organizzati in occasione dell’eclissi di luna attesa per domenica sera, 7 settembre. Al bagno Ruvido di Punta Marina, dalle 18 alle 21 è in programma una serata conviviale con relatore l’esperto Claudio Balella.

«Non potete perdervi questa eclisse totale di luna – commenta Balella in una nota inviata alla stampa – che sorge dal mare già eclissata totalmente alle ore 19.30. La fase totale conosciuta come luna rossa/arancio durerà fino alle 20.53 e da quel momento inizierà la fase parziale con l’ombra della Terra che lascerà completamente la luna alle 21.52. La fase di penombra durerà un’altra ora circa ma non è facilmente percepibile ad occhio».

Al bagno Ruvido sarà possibile utilizzare il telescopio.

Intitolata all’ex sindaco Mauro Dragoni la strada del nuovo intervento urbanistico di viale Europa

Mercoledì 10 settembre, alle ore 11:00, verrà intitolata all’ex sindaco di Ravenna Mauro Dragoni la strada, in fase di completamento, tra via Destra Canale Molinetto e viale Europa, nelle vicinanze della rotonda Francia. Nei pressi è di recente sorto un “quartiere” dotato di piazza, centro commerciale Aldi, ed altri plessi che a breve vedranno l’inaugurazione di palestra e ristoranti. L’intitolazione della strada si svolgerà alla presenza del sindaco di RavennaAlessandro Barattoni, del vicesindaco Eugenio Fusignani, dei familiari dell’ex primo cittadino e di tutti coloro che vorranno essere presenti.

Mauro Dragoni, nato a Fusignano il 14 aprile 1951 e scomparso a Riccione il 14 gennaio 2006, è stato segretario della federazione provinciale del Partito Comunista Italiano e sindaco di Ravenna dal 1987 al 1992. La strada si trova a pochi passi dal Pala De Andrè, sorto proprio per volontà di Dragoni: a lui si devono, tra i tanti interventi, anche la nascita del Parco di divertimenti Mirabilandia e l’avvio del Ravenna Festival. La sua amministrazione seppe dare un forte impulso ai Servizi Sociali, al contrasto alla povertà e all’emarginazione, con un’attenzione mirata agli anziani e ai giovani per i quali nacque, nel 1987, il primo Informagiovani. In quegli anni si iniziarono a delineare anche le prime politiche di accoglienza dei migranti.

Presentata la stagione del Comunale di Russi. Tra i nomi noti anche Stefano Massini e Pif

Il sipario del Teatro Comunale di Russi è pronto ad aprirsi per ospitare la stagione teatrale 2025-2026, con un programma che alterna classici rivisitati e nuove produzioni. Si comincia il 30 ottobre con i 3 appuntamenti della stagione concertistica e si prosegue con 9 titoli che spaziano dalla prosa alla danza ai nuovi linguaggi della drammaturgia, proponendo molti tra i migliori titoli, volti e autori del panorama nazionale.

Ad inaugurare, giovedì 30 ottobre, sarà l’ensemble della Toscanini Academy con Musiche dal mondo: da Vienna ai Balcani, un viaggio musicale che attraversa continenti e secoli, dove i musicisti diventano narratori di storie senza tempo. Il secondo appuntamento, martedì 11 novembre, è dedicato alla musica jazz: From Glenn Miller to modern vibes è il titolo scelto dalla Big Band della Toscanini Academy per accompagnare il pubblico attraverso l’evoluzione del jazz orchestrale, dalle atmosfere dorate degli anni ‘30 con le melodie indelebili di Glenn Miller all’energia di Benny Goodman. L’ultima data della stagione concertistica, martedì 25 novembre, ha per protagonista la musica lirica e per interpreti Paola Cigna, soprano, Daniela Pini, mezzosoprano, Fulvio Fiorio, flauto, Davide Burani, arpa. Il titolo del concerto, Di tanti palpiti, richiama il Tancredi di Gioachino Rossini, tra gli autori che verranno eseguiti nella serata, insieme ad altre pagine celebri del repertorio operistico.

Il primo titolo di prosa è in calendario venerdì 5 dicembre ed è Momenti di trascurabile (IN)felicità, lo spettacolo di e con Francesco Piccolo e la partecipazione speciale di Pif, un’occasione molto speciale per esplorare quei piccoli istanti che compongono le nostre giornate: momenti apparentemente insignificanti che, raccontati con la voce inconfondibile di chi li ha vissuti e scritti, si trasformano in specchi della nostra esistenza. Si prosegue venerdì 16 gennaio con l’anteprima nazionale de La morte e la fanciulla, di Ariel Dorfman, un progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso che li vede anche sul palco nei panni dei protagonisti. Mercoledì 21 gennaio l’autore di fama internazionale Stefano Massini porterà al Comunale il suo ultimo lavoro, Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man, in cui ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale del miliardario newyorkese, fino alla sua prima elezione alla Casa Bianca.

Torna anche la danza in cartellone e lo fa giovedì 29 gennaio con Puccini’s Opera. Voci di donne, la nuova creazione di Monica Casadei dedicata a quattro affascinanti eroine del compositore Giacomo Puccini: Tosca, Madama Butterfly, Mimì e Turandot. Mercoledì 11 febbraio va in scena Mario Perrotta con Nel blu – Avere tra le braccia tanta felicità, un omaggio a Domenico Modugno, artista partito dalla sua Puglia (come lo stesso Perrotta, che di origine è leccese) e diventato simbolo di un intero Paese, negli anni del boom economico. Veronica Pivetti è l’interprete di L’inferiorità mentale della donna, in programma venerdì 27 febbraio, una pièce in cui l’attrice, moderna Mary Shelley, affronta con ironia e intelligenza l’assurda teoria secondo cui le donne sarebbero fisiologicamente inferiori. È tratto dall’omonimo e bellissimo libro di Annie Ernaux Guarda le luci, amore mio, lo spettacolo in scena giovedì 12 marzo con Valeria Solarino e Silvia Gallerano con la regia di Michela Cescon, una storia ambientata in un ipermercato, come specchio del nostro tempo, una riflessione narrativa su uno dei teatri segreti del nostro vivere collettivo.

Si continua con la prosa mercoledì 25 marzo con L’Empireo, per la regia di Serena Sinigaglia, uno spettacolo tratto da The Welkin della scrittrice inglese Lucy Kirkwood, un testo militante, corale, avvincente e divertente, ambientato nell’Inghilterra rurale del Settecento. È Roberto Mercadini a chiudere venerdì 10 aprile il cartellone di quest’anno con Moby Dick (sebbene molti abbiano tentato), un testo scritto e interpretato dall’autore-attore con cui tenterà di far brillare alcuni frammenti incandescenti di quello che non è Moby Dick: “non è un romanzo. Forse neppure un libro. È un mostro che sta fra gli altri volumi scritti come il leviatano bianco sta in mezzo alle altre creature marine”. Ed è girando intorno al capolavoro di Melville che termina il programma della stagione teatrale 2025/2026, un viaggio tra generi e linguaggi che intreccia musica, parole e danza, offrendo agli spettatori nuove emozioni e nuove scoperte.

Anche per quest’anno si conferma la collaborazione tra il Teatro di Russi e il Centro Diego Fabbri di Forlì grazie a cui è attivo il progetto Teatro no Limits che garantisce l’accessibilità da parte degli spettatori con disabilità visiva. Saranno audiodescritti gli spettacoli Momenti di trascurabile (IN)felicità, Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man, Nel blu- avere tra le braccia tanta felicità, Moby Dick (sebbene molti abbiano tentato).

Per i più piccoli torna nel 2026 Sciroppo di Teatro®, il progetto di ATER Fondazione che mette in rete gli assessorati alla cultura, alla sanità e al welfare della Regione Emilia-Romagna per promuovere il teatro per famiglie come strumento di welfare culturale e coesione sociale. La rassegna partirà a gennaio 2026, il programma sarà reso noto prossimamente.

Dal 23 al 26 settembre la vendita degli abbonamenti sarà riservata agli abbonati della Stagione teatrale 2024-2025. Mentre dal 29 settembre al 3 ottobre la vendita degli abbonamenti sarà aperta a tutti.

Di seguito gli orari della biglietteria: dal 23 settembre al 10 ottobre: lunedì, martedì e venerdì dalle 9.30 alle 12; mercoledì e giovedì dalle 17.30 alle 19.30. Dal 13 ottobre: martedì e venerdì dalle 9.30 alle 12; mercoledì dalle 17.30 alle 19.30 Costo dei biglietti: da 15 a 22 euro.

 

Torna la Ravenna Park Race: 21 o 10 km immersi tra pineta, pialassa e mare

Domenica 7 settembre torna per la sua settima edizione la Ravenna Park Race, organizzata dall’associazione Ravenna Runners Club. La gara sarà ospitata ancora in una porzione della vastissima area del Parco del Delta del Po, alle spalle delle località dei Lidi Nord di Ravenna. Partenza (ore 9) e arrivo saranno a Casalborsetti, ma il percorso toccherà le zone di Marina Romea e Porto Corsini, addentrandosi nei sentieri della pineta e non solo. Il Park Race Village, punto di ritrovo e di riferimento per tutti, sarà allestito ancora al Centro Sportivo CasalB Sport in via Spallazzi, a pochi passi dall’area di partenza.

Saranno due i percorsi, confermati anche nel 2025: Trail Running 21K ed Eco Walking 10K. La gara competitiva sui 21 km si dipanerà su un tracciato senza dislivelli e con varietà di paesaggi dalla spiaggia allo sterrato e non solo. Coloro che vorranno invece godere delle bellezze della natura camminando potranno optare per l‘Eco Walking da 10 km. In entrambi i casi, runner e camminatori percorreranno gli stradelli di un ecosistema come quello del Parco del Delta del Po che la natura ha saputo creare nel corso di centinaia di anni. I sentieri della Pineta San Vitale fra pini, pioppi, lecci di un ricco sottobosco, e le grandi lagune salmastre collegate al mare e percorse da una rete di canali su cui sorgono i caratteristici casoni da pesca. La Pialassa della Baiona con i dossi che emergono dalle acque sui quali si sviluppano piante e vivono molte specie di uccelli, tra i quali i celebri aironi. La massicciata di Casalborsetti, che consentirà di percorrere un tratto del percorso affacciato sul mare di settembre. La novità 2025 sarà sostanziale: nella cosiddetta zona “della palude”, in base alle maree, i partecipanti potranno scegliere se allungare di circa 200 metri il tragitto correndo all’asciutto, oppure affrontare il tratto di fango e acqua, tipico dei trail più autentici.

La manifestazione avrà ancora una marcata attenzione all’ecosistema e al rispetto delle aree interessate: chi verrà sorpreso ad abbandonare qualsiasi tipo di rifiuto lungo il percorso, senza utilizzare gli appositi contenitori, potrà incorrere nella squalifica diretta dalla gara. E tra i simboli di questo legame fra sport e natura, non mancherà la medaglia, anch’essa concepita continuando una tradizione ormai consolidata. Il premio che finirà al collo di tutti coloro che giungeranno al traguardo nella prova sui 21K è stato realizzato per metà in metallo e per l’altra metà in legno e porterà sul fronte un disegno che racconta il mare, la pineta e un fenicottero rosa.

Sabato 6 settembre saranno consentite le iscrizioni di persona sia per 21K che per la Eco Walking 10K allo stand di Ravenna Runners Club dalle ore 11.00 alle 18.30 a Palazzo Rasponi dalle Teste in piazza Kennedy a Ravenna. Domenica 7 settembre dalle ore 7.00 alle 8.50 al Park Race Village al Centro Sportivo CasalB Sport ritiro pettorali 21K per chi proviene da fuori provincia e iscrizioni alla 10K.

A fornire il personale necessario saranno la Polisportiva Stella Rossa di Casalborsetti, la Pro Loco di Marina Romea, di Porto Corsini, di Casalborsetti e di Punta Marina, Avis RavennaAdvs Ravenna, Asd Podistica Alfonsine, TTRA, Linea Rosa e Associazione di Protezione Civile PSA Poseidon Soccorso Alluvionale. Volontari fondamentali proprio come i partner dell’evento: Martini Alimentare, Consar, Innova. Hospitality partner: Club del Sole. Fornitori ufficiali: Ethic Sport, Frullà, GranFrutta Zani, Eurocompany. Media partner: Radio Studio Delta e Publimedia. Partner istituzionali: CSI, Lidi Nord Eventi Aps, Comune di Ravenna, Regione Emilia-Romagna e Parco del Delta del Po.

Atleti da tutto il mondo al Corallo di Marina di Ravenna per il Dodgeball Festival

L’ottava edizione del Dodgeball Festival, in programma il 6 e 7 settembre, porterà a San Marino e sulla spiaggia di Marina di Ravenna atleti provenienti da quattro continenti. Oltre alle squadre italiane e sammarinesi, parteciperanno giocatori da Austria, Svezia, Regno Unito, Canada, Stati Uniti, Danimarca, Nuova Zelanda e Australia, confermando la portata internazionale dell’appuntamento.

Il dodgeball, evoluzione moderna della tradizionale “palla prigioniera”, è oggi riconosciuto a livello internazionale e praticato in oltre sessanta paesi sotto l’egida della World Dodgeball Federation. L’Italia figura stabilmente tra le nazioni di vertice nei ranking europei, con risultati di rilievo in tutte le categorie. In particolare a Ravenna i Diablos hanno avuto un ruolo centrale nella diffusione del movimento sul territorio, laureandosi recentemente campioni italiani per la quindicesima volta con la squadra maschile e per l’undicesima edizione, nonchè la terza consecutiva, con la squadra femminile.

Il programma prevede gare dalle 9 del mattino fino alla sera sia al Wonderbay di San Marino sia al Bagno Corallo di Marina di Ravenna. La giornata di sabato culminerà nel Dodgeball Party, momento di aggregazione per atleti e pubblico, cui seguiranno in serata le premiazioni ufficiali.

“Il Dodgeball Festival non nasce oggi – spiega Marco Camerani dei Ravenna Diablos -. Dal 2017 ad oggi siamo cresciuti di edizione in edizione fino a diventare l’appuntamento di riferimento in Italia per questa disciplina.”

Sostenuto dal Patrocinio della Segreteria di Stato per l’Industria con delega allo Sport e dalla Segreteria di Stato per il Turismo della Repubblica di San Marino, l’evento rappresenta così un crocevia tra sport, promozione territoriale e valorizzazione delle eccellenze locali.

Ravenna Teatro trasforma Matera in “Hamelin”: coinvolti oltre 200 bambini da tutta Italia

Cosa succede a una società che smette di ascoltare i bambini? Da questa domanda nasce Il Pifferaio di Hamelin, spettacolo teatrale e cinematografico che dall’8 al 10 settembre trasformerà Matera in un grande set a cielo aperto. Sotto la direzione di Ravenna Teatro e Teatro delle Albe, oltre 200 bambini e ragazzi provenienti da Basilicata, Emilia-Romagna e Lazio, saranno protagonisti di azioni performative e riprese cinematografiche ispirate alla fiaba omonima.

Una narrazione collettiva attraverserà i Sassi di Matera con cortei, scene teatrali, slogan e gesti simbolici sotto la direzione artistica del co-direttore di Ravenna Teatro Alessandro Argnani: «A partire dalla fiaba produrremo uno spettacolo che si chiede il perché la società attuale abbia cosi poca cura nel guardare all’infanzia. Trasformeremo Matera in Hamelin, creando un momento di riflessione attorno al rapporto potere-infanzia. Saranno circa 350 i bambini e i professionisti coinvolti».

La tappa lucana rappresenta l’inizio di un percorso triennale che attraverserà l’Italia – da Nord a Sud (compresa anche Ravenna) – con spettacoli, riprese cinematografiche, incontri pubblici, una pubblicazione illustrata e quattro convegni nazionali.

Ogni giornata del set sarà aperta e chiusa dalla lettura di testi originali elaborati da artisti, insegnanti e poeti – tra cui Mariangela Gualtieri, Thomas Emmenegger, Franco Lorenzoni e Marco Martinelli ed Ermanna Montanari del Teatro delle Albe – come invito a fermarsi, ascoltare, prendersi tempo.

Alla conferenza stampa tenutasi a Matera, oltre ad artisti, realtà promotrici e istituzioni, è intervenuto l’assessore dell’Emilia Romagna alle Politiche Giovanili, il ravennate Giovanni Paglia: «È un piacere e un dovere sostenere questa iniziativa. Si tratta di un’idea che coinvolge territori diversi e quindi permette a bambine e bambini di relazionarsi in un progetto culturale che collega più aree del nostro paese. Come assessorato ci siamo dati un obiettivo importante per mettere al centro le giovani generazioni. Nonostante i dati parlino di un numero sempre inferiore (in Italia nel 1990 erano 18 milioni gli under 24, mentre al momento sono 12 milioni), i bambini non si possono trattare in modo marginale ma primario. Aspettiamo con ansia di vedere l’uscita del prodotto diretto da Ravenna Teatro, una realtà che abbiamo sempre sostenuto e seguito».

Il progetto è promosso da IAC Centro Arti Integrate, Ravenna Teatro/Teatro delle Albe e con il supporto dalla cooperativa sociale Il Sicomoro, la direzione artistica è di Alessandro Argnani e la regia cinematografica di Alessandro Penta. Il progetto è realizzato con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna, Regione Basilicata, Comune di Matera e Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Basilicata.

Lavori sulla Classicana tra gli svincoli di Punta Marina e via Trieste. Ma solo di notte

Anas ha programmato una nuova fase dei lavori di pavimentazione della Classicana, ossia la strada statale 67 “Tosco Romagnola”, nel tratto tra Classe e il porto.

Da lunedì 8 settembre le attività interesseranno il tratto compreso tra lo svincolo di Punta Marina (km 223,400) e lo svincolo di Via Trieste (km 225,932). Al fine di creare il minor impatto possibile alla circolazione stradale, i lavori verranno eseguiti in orario notturno, dalle 21 alle 6 del mattino successivo.

Nelle notti dal lunedì 8 al venerdì 19 settembre, la chiusura della statale verrà eseguita in maniera alternata e mai contemporanea, sia in direzione nord che in direzione sud. Il traffico sarà deviato sulla viabilità secondaria, come da indicazioni.

Terminati i lavori di manutenzione, il ponte mobile riapre in anticipo

L’Autorità portuale comunica che oggi, 5 settembre, «in ragione della conclusione anticipata degli interventi di manutenzione in corso», dalle 18 il ponte mobile sul canale Candiano riaprirà al traffico veicolare. Inizialmente era stata annunciata la chiusura fino a domenica 7 settembre.

Il Comune ricorda che contestualmente alla riapertura sarà ripristinata la precedente viabilità e riattivata la zona a traffico limitato di via di Roma: la svolta a sinistra da via Carducci a via di Roma non sarà più quindi consentita a tutti, ma solo agli aventi titolo a transitare in Ztl; il varco Sirio tra le due vie sarà pertanto nuovamente attivo con modalità sanzionatoria.

La riapertura rappresenta un sospiro di sollievo per i tanti ravennati e non che in questi giorni sono stati costretti a restare in fila in auto a causa di diversi cantieri concomitanti.

Cinque anni a bordo del Toti, sottomarino da museo: «Quella volta che trovammo un battello Usa…»

Il primo sottomarino costruito in Italia dopo la seconda guerra mondiale, alla scadenza delle clausole di divieto contenute nel trattato di pace, ha da poco celebrato i vent’anni di ingresso al museo della scienza e della tecnologia di Milano. Nei trent’anni di servizio (1967-1997) un ravennate è stato membro dell’equipaggio. Marco Mascellani, direttore di macchina dal 1990 al 1995: «Venni assegnato al Toti poco prima di compiere 25 anni – ricorda Mascellani – e divenni il più giovane direttore di macchina». Ma non è che il resto dell’equipaggio fosse molto più vecchio: «In totale 33-34 persone, di cui 28 andavano a bordo nelle uscite in mare. Il più giovane aveva 17 anni e il più vecchio 40, il comandante era un trentenne. La permanenza in un sommergibile è piuttosto impegnativa, per questo si tende ad avere un equipaggio giovane».

Il direttore di macchina è il responsabile della piattaforma: «Il sottomarino deve immergersi, ma non affondare, e poi tornare in superficie. E quando è immerso è in una condizione instabile, in equilibrio costante tra la spinta di Archimede che lo porta a galla e il peso che lo manda sul fondo». Mantenere l’assetto è uno dei compiti in capo al direttore di macchina e richiede grande perizia: «Ricordo che c’era un sottoufficiale un po’ robusto e quando si alzava dalla branda a prora per andare in bagno a poppa cambiava l’assetto e serviva una correzione».

In 46 metri di lunghezza e 4,75 di larghezza c’era tutto il necessario per la sopravvivenza: «Lo spazio era diviso in tre parti. A poppa c’erano il bagno, uno per tutto l’equipaggio, e la camera operativa con il periscopio, il timone, il controllo dei siluri, il sonar e la radio. Al centro un semilocale con la cucina e il camerino del comandante. A prora un ambiente che svolgeva diverse funzioni a seconda del momento della giornata, lì si mangiava, si passavano i momenti di riposo con una partita a carte e si dormiva». In gergo si parla di “branda calda”: «Ogni letto era per due persone che si davano il cambio nei turni».

L’elica per il movimento era spinta da un motore elettrico: «Le batterie servivano anche per tutte le attività in immersione perché cos’ erano più silenziose. La ricarica avveniva con un generatore a diesel: si saliva a quota periscopica in modo da avere fuori dall’acqua solo una canna snorkel che aspirava aria per il motore a scoppio e poi si tornava in immersione».

Il sottomarino S-506 venne costruito a Monfalcone dalla Italcantieri a partire dal 1965 e varato nel 1967, progettato con caratteristiche antisottomarino: «Era un battello concepito per sorvegliare il Mediterraneo in tempi di guerra fredda e intercettare i sovietici che si stavano espandendo. La base di appoggio era Augusta, in Sicilia, per essere vicini ai passaggi obbligati delle rotte marine. Per le sue funzioni si pensava potesse restare in mare per missioni di pochi giorni, invece si rivelò più performante del previsto e io stesso ho trascorso fino a 40 giorni in navigazione».

Mascellani prestò servizio a bordo già dopo la caduta del Muro di Berlino, ma non mancarono momenti delicati: «Era frequente che uscissimo in mare con un altro sottomarino italiano per fare addestramento. Una volta in cui il Toti faceva “la preda” ci rendemmo conto che a poca distanza c’era un altro sottomarino di cui non avevamo informazioni e che quindi non avrebbe dovuto essere della Nato. Dopo qualche tempo venimmo invece a sapere che era un sottomarino nucleare americano in sosta».

Il sottomarino Enrico Toti è esposto al museo nazionale di Scienza e Tecnologia di Milano. Da metà luglio è tornato visitabile dal pubblico dopo un intervento di riqualificazione. Portarlo nel capoluogo lombardo, notoriamente non una città di mare, fu una sfida logistica di grande impatto nel 2005. Il viaggio cominciò nel 2001 da Augusta (Siracusa): trainato dal rimorchiatore Polifemo, il sottomarino S-506 raggiunse Chioggia in una ventina di giorni. Risalendo il Po, il battello arrivò al porto fluviale di Cremona e lì rimase per quattro anni. Con la rimozione di alcune parti, venne alleggerito fino a 375 tonnellate totali per essere sollevato dall’acqua e caricato su mega convoglio con 240 ruote, lungo 62 metri e largo cinque che, dopo quattro notti di viaggio alla velocità di 7 chilometri l’ora raggiunse il museo milanese.

Oltre al Toti, altri due sottomarini sono musealizzati in Italia: il Dandolo a Venezia e il Sauro a Genova. Marco Mascellani ha prestato servizio a bordo di tutti e tre: «Quando portai mia figlia a visitarne uno mi disse che allora anche io ero un pezzo da museo». La vita negli abissi è diventa il tema per il romanzo Delfini d’acciaio (ed. Il girasole, 2006)  scritto da Mascellani: «L’idea nacque in una conversazione con un vicino di ombrellone che era sorpreso che la Marina italiana avesse dei sottomarini. Scelsi la narrativa perché i saggi tecnici li leggono solo gli addetti ai lavori. La missione descritta nella storia è ovviamente inventata, ma il Toti di cui si parla è proprio quello che ora è a Milano».

Oggi la Marina italiana ha otto sottomarini: quattro della classe Sauro che sono più vecchi dell’età che aveva il Toti quando andò in disarmo e stanno per essere dismessi, e quattro U212 Todaro. «Sono in costruzione quattro nuovi battelli chiamati Nfs che arriveranno tra il 2028 e il 2030 per sostituire i Sauro».

Da Chagall fino al “pavimento” di Porta Adriana: ecco la nuova Biennale di Mosaico Contemporaneo

Dal 18 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026 a Ravenna va in scena la IX Biennale di Mosaico Contemporaneo, promossa, organizzata e sostenuta dal Comune e coordinata dal Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna, con la direzione artistica di Daniele Torcellini.

Il titolo Luogo condiviso, chiave di lettura di questa IX edizione,  invita a esplorare le iniziative in programma a partire dall’idea che il mosaico sia un linguaggio che innesca relazioni, tra le tessere e tra le persone. «In un’epoca come l’attuale – si legge nella cartella stampa -, così tristemente segnata da conflittualità belliche, politiche, sociali ed economiche, appare necessario e urgente riflettere sulle possibilità dell’incontro, del confronto e del dialogo, nei luoghi reali che abitiamo e attraversiamo e non solo negli spazi virtuali, dove la condivisione si riduce a un click che ci lascia soli di fronte agli schermi».

Evento principale è, al Mar, la mostra Chagall in Mosaico. Dal progetto all’opera, dedicata alle opere a mosaico di Marc Chagall, realizzate nell’arco di oltre un ventennio di attività, a partire da uno dei capolavori presenti nella collezione del Mar, Le Coq Bleu. L’opera, di cui la mostra presenta per la prima volta non solo il bozzetto originale ma, fianco e fianco, le due versioni realizzate dai mosaicisti ravennati Romolo Papa e Antonio Rocchi, fu il primo momento di avvicinamento dell’artista al mosaico. A questa seguirono numerosi interventi in contesti architettonici e di arte pubblica di cui la mostra ricostruisce la genesi attraverso prove a mosaico, disegni, pastelli, acquerelli, tempere, gouache, collage, litografie, a testimoniare il processo creativo che ha accompagnato la realizzazione di ciascun progetto. Eccezionalmente, sarà inoltre in mostra il mosaico di grandi dimensioni Le Grand Soleil, originariamente offerto in dono da Chagall alla moglie Valentina per la loro dimora “La Colline” di Saint Paul de Vence, successivamente distaccato e non più visibile da decenni. La mostra, frutto di un lavoro di coproduzione fra il Musée national Marc Chagall di Nizza e il Mar, è a cura del direttore generale dei Musées nationaux du XXe siècle des Alpes-Maritimes, Anne Dopffér, del responsabile scientifico del Museé national Marc Chagall, Gregory Couderc, dalla conservatrice del Mar, Giorgia Salerno, e del direttore artistico della Biennale, Daniele Torcellini, e si avvale della preziosa collaborazione di Archives & Catalogue raisonné Marc Chagall. Il percorso della mostra si completa con un approfondimento del lavoro individuale dei mosaicisti ravennati che con Chagall hanno collaborato: Romolo Papa, Antonio Rocchi e Lino Melano.

Sempre il Mar, nello spazio dell’Arts & New Media Room, ospita un’installazione dell’artista e mosaicista polacca Matylda Tracewska a cura di Eleonora Savorelli. La mostra restituisce al pubblico la residenza dell’artista presso il Muséum national d’histoire naturelle di Parigi, che ha messo a disposizione i materiali lapidei con cui sono state realizzate le opere, ed è organizzata in collaborazione con l’associazione parigina MuPa. Nell’ambito dell’installazione, l’associazione Magma presenta il laboratorio partecipato e la performance di Enrico Malatesta, Meditazione senza oggetto, a cura di Alex Montanaro, dedicati ad esplorare le potenzialità sonore dei materiali.

Sempre nell’Arts & New Media Room, dal mese di dicembre torna anche il terzo evento di Spazio Neutro, a cura della conservatrice del Mar, Giorgia Salerno. La rassegna, che propone al pubblico un punto di vista alternativo nella visione e comprensione delle opere d’arte contemporanea, ospita un progetto site specific di Jonathan VanDyke. Artista e perfomer americano che, a partire dallo studio dei mosaici ravennati di San Vitale, Galla Placidia e Sant’Apollinare, crea un ambiente modulare in cui le tessere si trasformano in trame di tessuto dipinto e l’elemento decorativo è offerto al visitatore come strumento di contemplazione.

Palazzo Rasponi dalle Teste ospita invece le mostre personali parallele Breath, dell’artista di origini pakistane, che vive e lavora a New York, Shahzia Sikander, e Studies in Mosaics, dell’artista libanese Omar Mismar, a cura di Serena Simoni e Daniele Torcellini. Recentemente ospitati alla Biennale di Venezia 2024, i due esplorano temi legati all’identità, alle politiche di genere, alle tensioni sociali e ai conflitti del presente. Sikander sovverte le tradizioni pittoriche dei manoscritti dell’Asia centrale e meridionale, mentre Mismar attinge dai mosaici antichi di area mediterranea orientale. Le due mostre intendono esplorare e portare all’attenzione del pubblico la presenza del mosaico nell’ambito di pratiche artistiche contemporanee e multidisciplinari, capaci di intercettare nervi scoperti dell’attualità. L’occasione segna anche la presentazione di due opere inedite e sperimentali, nate in collaborazione con l’Accademia Statale di Belle Arti di Ravenna e il Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi, con il coinvolgimento attivo di studenti, studentesse e diplomati e diplomate dell’Accademia, oggi professionisti del mosaico.

Ospitata a Palazzo Rasponi dalle Teste, anche la mostra dell’artista francese Séverine Gambier, a cura di Paolo Trioschi. Gambier seleziona con cura porcellane e maioliche antiche, che frantuma e ricompone per dare forma a un immaginario personale.

Nello spazio della Manica Lunga della Biblioteca Classense sono allestite le opere di artisti e artiste under 35 selezionati con il concorso GAeM – Giovani Artist* e Mosaico, in una mostra collettiva a cura di Sabina Ghinassi e Antonio Rocca. Il concorso, in collaborazione con Orsoni Venezia 1888 e Fondazione Cingoli, esplora le ricerche delle generazioni più giovani, sia nell’utilizzo di materiali e tecniche tradizionali, sia con proposte alternative e non convenzionali e consente inoltre di organizzare due residenze d’artista, in collaborazione con GA/ER Giovani Artisti Emilia Romagna. Le Residenze Musive coinvolgono i laboratori di mosaico della città: Lisa Martignoni, in collaborazione con Dimensione Mosaico, per un progetto a cura di Viviana Piraneo; Dalia Tvardauskaite, in collaborazione con Pixel Mosaici, per un progetto a cura di Giorgio Vernuccio.

Diverse le iniziative proposte dall’Accademia Statale di Belle Arti di Ravenna – unica delle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica italiana a offrire percorsi formativi sul mosaico – tra cui mostre, installazioni, nuove produzioni e interventi di arte pubblica, frutto di pratiche collaborative e di un’ampia rete di relazioni con le istituzioni culturali della città. Immaginose rappresentazioni. Contaminazioni tra Accademia di Belle Arti e Museo Nazionale è una mostra collettiva, a cura di Sabina Ghinassi ed Eleonora Savorelli, che vede le opere di studenti e studentesse in dialogo con gli spazi e le presenze molteplici del Museo Nazionale di Ravenna. Il linguaggio musivo dell’ultima generazione di mosaiciste/i, ravennati di nascita o formazione, si apre a una libera e “immaginosa” relazione con le tracce del passato, intrecciandosi alle opere della collezione permanente del museo, per ricostruire un immaginario alternativo, magico e perturbante. Il Museo Nazionale, parallelamente alle iniziative in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, ospita un recente dittico dell’eccentrico artista pugliese Orodé Deoro, come estensione della mostra personale Mosaici e Carte dipinte, allestita negli spazi del Museo Sigismondo Castromediano e della Biblioteca Bernardini di Lecce, a cura di Daniele Torcellini.

Negli spazi suggestivi del Palazzo Guiccioli, al Museo Byron e del Risorgimento, con la mostra Gioiello in micromosaico. Declinazioni del contemporaneo, a cura di Emanuela Bergonzoni, sono ospitate le creazioni in cui il micromosaico incontra il design e la preziosità del gioiello. All’insegna della collaborazione tra Musei Nazionali di Ravenna e Accademia Statale di Belle Arti è anche la restituzione pubblica del laboratorio condotto da Marco Pellizzola, con studenti e studentesse, in un’installazione dal titolo Ornitho-Logica, a cura di Valeria Tassinari, presso l’Area archeologica della Villa Romana di Russi.

Va in scena nella storica Sala dei Cento Preti, all’interno della Chiesa di Sant’Eufemia, attuale via d’accesso alla Domus dei Tappeti di Pietra, l’installazione multimediale interattiva, a cura di Alessandro e Francesco Tedde, e frutto della collaborazione tra Demetra Formazione, Accademia e Antropotopia APS. Un’opera, che vede la partecipazione di studenti e studentesse e giovani professionisti specializzati in scenografie digitali, dedicata a esplorare il mosaico attraverso l’azione trasformativa della musica, nata in sinergia con il corso di Nuove Tecnologie dell’Arte.

Negli spazi del Polo delle Arti, sede condivisa tra Accademia e Conservatorio, è ospitata la mostra Gli incredibili cieli del 2024, a cura di Daniele Strada, che raccoglie le opere realizzate da studenti e studentesse selezionati nell’ambito del Premio Rotary 2025.

I luoghi della didattica del mosaico sono parte della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo anche con i progetti presentati negli spazi della sede storica del Liceo Artistico e Musicale “Nervi Severini”, in Via Pietro Alighieri. Studenti e studentesse delle classi di pittura e mosaico, condotti dalle professoresse Elisa Simoni e Silvia Colizzi, si misurano con l’arte pubblica, con i mosaici di Chagall e con il tema della condivisione. Nell’Aula Magna del Liceo Artistico-Musicale è allestita una selezione di opere nate dai laboratori condotti da Elena Pagani, docente e mosaicista prematuramente scomparsa, che ha saputo guidare studenti e studentesse alla scoperta della tecnica musiva ravennate, unendo rigore, passione e sensibilità artistica. L’esposizione intende essere un sentito omaggio alla sua figura e al suo lascito educativo.

Un mosaico unico prende vita tra gli archi di Porta Adriana: un esuberante pavimento adornato di creature simboliche, opera corale da percorrere entrando o uscendo da una delle porte storiche più importanti di Ravenna, Il Pavimento è anche un viaggio attraverso il tempo e le memorie della città. L’installazione, immaginata da Nicola Montalbini, è stata realizzata da Montalbini stesso, in collaborazione con il Gruppo Mosaicisti di Ravenna di Marco Santi, l’Accademia Statale di Belle Arti di Ravenna, studenti e studentesse dell’Accademia, con l’organizzazione di Marte APS e la cura di Eleonora Savorelli e Daniele Torcellini.

Il Battistero degli Ariani ospita l’incontro tra la pratica artistica del trentino Ismaele Nones, che reinterpreta la pittura bizantina con sguardo contemporaneo, lucido e ironico, e la tradizione musiva ravennate. L’installazione Verso l’Alto, verso la Terra: Sguardo al firmamento, a cura di Anna Caterino, è il risultato della collaborazione tra l’artista e il Gruppo Mosaicisti di Ravenna di Marco Santi.

Gli Antichi Chiostri Francescani accolgono la mostra Opere dal Mondo, a cura di Rosetta Berardi e Maria Grazia Marini, organizzata dall’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei. Una mostra collettiva che offre un ampio sguardo sulle pratiche e le sperimentazioni musive di artisti e artiste provenienti da molti paesi del mondo – Italia, Francia, Germania, Belgio, Inghilterra, Irlanda, Serbia, Bulgaria, Grecia, ma anche Nord e Sud America, Egitto, Cina, Giappone e Corea del Sud. In questa edizione la mostra è arricchita da una personale dedicata ad una selezione di opere dell’artista belga Mieke Ceusters che trasfigura ordinarie e bizzarre scene di vita quotidiana o icone dello spettacolo, isolandole su rigorosi fondi monocromi che ne esaltano l’effetto estraniante.

I laboratori Koko Mosaico di Arianna Gallo, Annafietta, Pixel Mosaici, Dimensione Mosaico, Barbara Liverani Studio e Il Mosaico di Maddy rileggono l’emblematica figura di San Francesco, rinnovando le potenzialità espressive dell’alto artigianato artistico del mosaico. Un progetto all’insegna della condivisione, ospitato negli spazi del Chiostro della Biblioteca Oriani e realizzato in collaborazione con Cna Ravenna, dal titolo Ravenna incontra Francesco.

Iniziative legate al mosaico, tra tradizione e sperimentazione, sono ospitate al Museo Classis e alla Domus dei Tappeti di Pietra, con l’organizzazione della Fondazione RavennAntica. Il Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio ospita la mostra Mosaici su carta. Da Ravenna a Parigi, a cura di Giuseppe Sassatelli, Fabrizio Corbara e Daniele Torcellini, dedicata al ruolo e alla fortuna delle riproduzioni su carta da lucido dei mosaici antichi, a partire dalla mostra ospitata nel 1931 dal Musée des arts décoraifs di Parigi. In mostra sono presentate alcune riproduzioni su carta realizzate da Alessandro Azzaroni e Giuseppe Zampiga, inviate in Francia per l’occasione, e riproduzioni conservate presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, l’Accademia Statale di Belle Arti e il Liceo Artistico “Nervi Severini”.

Di taglio fortemente sperimentale è invece l’installazione presentata alla Domus dei Tappeti di Pietra dal titolo Synapse, a cura di Pietro Marini e con la partecipazione degli artisti Giorgia Baroncelli, Lorenzo Scarpellini e Federico Ferroni. Synapse è una mostra diffusa che si sviluppa in tre luoghi della città di Ravenna – la Domus dei Tappeti di Pietra, l’Edicola di Porta Adriana e il Cisim di Lido Adriano – dando vita a un sistema di relazioni tra arte, spazio, memoria e pensiero critico.

Musei fuori Ravenna
Particolarmente ricca la rete di collaborazioni tra la IX Biennale di Mosaico Contemporaneo e istituzioni museali di altre città emiliano-romagnole. Il Museo Lercaro di Bologna ospita la mostra doppia personale Échos des visages degli artisti francesi Clément Mitéran e Laurent Lafolie. La mostra, a cura di Giovanni Gardini e Michel Poivert, esplora il modo in cui ci relazioniamo alle immagini, e ai ritratti in particolare, nell’equilibrio tra tecniche fotografiche e supporti alternativi, come il mosaico. Il Museo Lercaro ospita inoltre la mostra personale La superficie dell’anima, dell’artista ravennate Marco De Luca, a cura di Sabina Ghinassi. Il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Faenza ospita l’installazione site specific Passaggio all’azzurro di Sara Vasini, a cura di Giovanni Gardini. Sempre a Faenza, il Museo Carlo Zauli presenta invece la mostra Natura artificiale della giapponese Takako Hirai, a cura di Matteo Zauli e Paolo Trioschi. La Chiesa del Suffragio di Bagnacavallo presenta la mostra Exodus dedicata alle opere di Michela Tabaton-Osbourne, a cura di Davide Caroli. La Sala Baracca della Rocca Estense di Lugo, presenta i lavori di Sergio Policicchio, a cura di Serena Simoni. Presso la Galleria Comunale d’Arte del Palazzo del Ridotto di Cesena e presso il Mercato Centro Culturale di Argenta sono infine allestite le mostre collettive Otre il pensiero musivo a Ravenna e Proxmitè. I luoghi del costruire, a cura di Marianna Alfano e Sandro Malossini, che raccolgono le opere di artisti e artiste, di diverse generazioni, della scena ravennate del mosaico (Aubry, Babini, Baccolini, Belacchi, Bogdanova, CaCO3, Dobrevska, Fantoni, Galli, Kitanoska, Marzi, Mazzotti, Miteva, Naddeo, Nittolo, Notturni, Pellizzola, Piszczek, Racagni, Schops, Spahi, Stojanovski, Strada, Tinarelli, Vasini, Zaho).

Il calendario completo di mostre, performance, incontri, conferenze e altri eventi è consultabile all’indirizzo https://biennale.ravennacittadelmosaico.it/

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi