sabato
28 Marzo 2026

Anomalia alla ruota del bus e bulloni in strada: sostituzione tempestiva sulla linea 170

Nella mattinata di oggi, 16 agosto, è stato necessario un intervento di sostituzione tempestivo per un bus di Start Romagna della linea 170 di Ravenna.

Il mezzo presentava infatti un’anomalia a una ruota, in particolare la posteriore sinistra, che si è trovata a perdere per strada alcuni bulloni di fissaggio. Grazie all’attenzione e allo scrupolo dell’autista è stato possibile agire con prontezza, evitando danni alle persone e gravi intralci.

Sul posto anche la Polizia Locale di Ravenna. Nel frattempo, Start Romagna ha avviato un’indagine interna per capire le motivazioni dell’accaduto e insieme al personale delle officine saranno individuate motivazioni ed eventuali modifiche del processo di controllo.

Due appuntamenti gratuiti alla scoperta del sito archeologico della salina

Due appuntamenti gratuiti alla scoperta del sito archeologico di Prato della Rosa, al centro della salina di Cervia: le visite sono in programma nei pomeriggi di mercoledì 20 e giovedì 28 agosto, alle 17.30, grazie alla collaborazione tra Comune e Università di Bologna, che metterà a disposizione gli archeologi dell’Università come guide.

Le attività di scavo nel sito sono ripartite proprio nel mese di agosto e, grazie alle indagini archeologiche effettuate negli ultimi anni, sono emerse le strutture di un grande edificio religioso e numerose sepolture. Le ricerche sono condotte dal Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Università di Bologna e rientrano nel progetto “Archeologia a Cervia”, nato con l’obiettivo di indagare e valorizzare il patrimonio storico-archeologico del territorio cervese.

Durante gli incontri saranno presenti il prof Andrea Augenti, direttore scientifico dello scavo e i coordinatori del progetto Mila Bondi e Marco Cavalazzi che accompagneranno turisti e appassionati alla scoperta “sul campo” di quanto venuto alla luce, spiegando le attività di ricerca svolte e le novità emerse.

«L’amministrazione comunale si appresta come ogni anno a rendere partecipi i cittadini degli sviluppi delle ricerche archeologiche nel sito di Prato della Rosa – dichiara l’Assessora alla Cultura Federica Bosi Anche -. Gli scavi di quest’anno confermano la ricchezza e l’importanza dei resti presenti nel sottosuolo del territorio cervese, avendo portato alla luce al Prato della Rosa un edificio prima sconosciuto ed evidenze risalenti ai secoli centrali del Medioevo, periodo in cui la città di Cervia Vecchia è già in piena fioritura. Ringraziamo per questo l’Università di Bologna e il gruppo del Prof Augenti in particolare, per la costanza e l’entusiasmo con i quali continuano ogni anno a studiare il territorio e a metterci al corrente delle nuove scoperte e ipotesi sulla nostra storia».

Il punto di ritrovo per l’escursione è al Centro Visite della Salina (Via Bova, 61). A causa dell’estensione e della conformazione del luogo il numero di partecipanti deve essere contingentato e pertanto è obbligatoria la prenotazione al 0544 973040 o scrivendo a salinadicervia@atlantide.net.  Il cammino per raggiungere l’area degli scavi è sugli argini delle saline; si tratta perciò di un percorso disagevole e non facilmente accessibile a chi ha problemi di deambulazione. L’esperienza complessiva dura h. 1,30 circa, di cui 30 minuti di camminata all’andata e 30 al ritorno.

Trova una cospicua somma di denaro fuori dalla banca e consegna tutto ai carabinieri

Le forze dell’ordine cittadine plaudono al senso civico di una ragazza 22enne che, dopo aver ritrovato una cospicua somma di banconote sull’asfalto nei pressi della banca Credem (via Circonvallazione San Gaetanino a Ravenna), avrebbe avvisato immediatamente i carabinieri, attendendo l’arrivo della pattuglia e indicando il punto in cui si trovava il denaro.

I militari, dopo aver recuperato la somma e identificato la ragazza, hanno verificato l’assenza di documenti utili a risalire al proprietario e hanno avviato le ricerche per rintracciarlo.

In attesa della restituzione, il denaro è custodito negli uffici del Comando Provinciale dei Carabinieri di Ravenna, in viale Pertini. L’interessato potrà ritirarlo presentando prove concrete della sua appartenenza.

Due progetti di Cervia ottengono il contributo massimo regionale di 15 mila euro

Sono due i progetti legati al territorio cervese che beneficeranno del contributo massimo di 15mila euro assegnato dal bando regionale 2025 per la promozione e il sostegno dei percorsi partecipativi.

La graduatoria è stata pubblicata nei giorni scorsi e vede qualificarsi il progetto “Carta della comunità patrimoniale cervese – Percorso partecipativo per la governance condivisa del patrimonio immateriale”, presentato da Festa Aps con l’obiettivo di rigenerare il regolamento e l’albo dei beni immateriali, già vigenti a Cervia, mediante un coinvolgimento diretto di istituzioni, associazioni e cittadini. Il secondo progetto vincitore invece è stato presentato dalla cooperativa sociale San Vitale, titolare del progetto Cervia social food, col titolo “Il forno di comunità di Cervia”.

«Il valore dei processi partecipativi sta nella necessaria trasparenza del percorso e nell’obbligatoria restituzione della decisione finale agli interlocutori diretti e alla comunità – commenta il sindaco di Cervia Mattia Missiroli – e bene fanno i soggetti del terzo settore a proporci ogni anno, in occasione del bando regionale, proposte di processi partecipativi, che ci obbligano a confrontarci con pensieri differenti e con progettualità innovative”.

Fontanelle pubbliche ancora chiuse, Ancisi riporta il caso in Comune

A distanza di quasi un anno dall’interrogazione comunale “Fontane chiuse”, presentata in consiglio a settembre 2024, il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi riporta l’attenzione sul caso.
La segnalazione alla lista arrivò da parte di una cittadina, preoccupata per la calura estiva e per le eventuali passeggiate con i cani nelle aree sprovviste di fontanelle. Il servizio era stato interrotto a causa del Covid poi, in alcune zone della città, mai più riattivato.

Il 22 ottobre 2024, l’allora assessora Del Conte rispose in Consiglio comunale: «In merito alle fontanelle, il Comune di Ravenna ne ha un numero molto elevato, oltre 150 sul territorio. Di queste, 95 sono aperte sempre, altre invece vengono aperte solo stagionalmente e una circa una ventina risultano essere in carico ad Hera. È vero che in questi ultimi anni, proprio partendo dal problema dell’emergenza Covid, alcune erano state chiuse e, a causa degli sprechi di acqua, non sono state riaperte. Effettivamente, però, negli ultimi tempi riceviamo molte segnalazioni dalla cittadinanza e dagli stessi Consigli territoriali. Il problema è reale e sentito, soprattutto in occasione di estati così torride. Per questo motivo, con la Giunta abbiamo convenuto di dar seguito a un progetto di manutenzione straordinaria che sta predisponendo l’Ufficio Tecnico e che poi la Giunta approverà, proprio con l’obiettivo di andare a rimettere in pristino le principali fontanelle che abbiamo».

Ancisi sottolinea però che «non si è più avuta notizia di questo progetto. Entrati in questo periodo ferragostano, in cui anche la nostra città è nuovamente sottoposta ad un caldo torrido, si riproducono le segnalazioni di fontanelle inspiegabilmente chiuse, anche in zone urbane altamente frequentate».

Tra le nuove segnalazioni, la fontana di piazza Paul Harris, al centro del tratto urbano di via Trieste, sul lato sud. Quella di via Sighinolfi, lato di via Cassino, nel principale mercato ambulanti di Ravenna e quella di piazza Ugo La Malfa, in zona Gallery, chiusa da sempre.

Nel corso della prossima interrogazione comunale verranno quindi chiesti al sindaco Barattoni aggiornamenti sul progetto annunciato nel 2024 da Del Conte e un elenco delle fontanelle di cui si è valutata l’apertura o riapertura, specificando per ciascuna il cronoprogramma dell’intervento.

I racconti in presa diretta di Cristiano Cavina dalla Romagna tropicale

Due anni fa fu tra le voci protagoniste dell’alluvione che travolse la Romagna, sui social e non solo, perché fu più volte intervistato come testimone d’eccellenza di quella tragedia. Del resto Cristiano Cavina è scrittore affermato, volto di fama nazionale, che vive a Faenza ed è originario di Casola Valsenio. E così il suo è stato uno sguardo doppio, da un lato la pianura allagata, dall’altro la collina franata.

tropico fango cavinaDopo due anni, ha dato alle stampe il volume Tropico del fango (Laterza) dove ha raccolto sue testimonianze dirette di quei giorni scritte con le matite da muratore salvate da una cantina dei vicini. Pagine raccolte come in un quaderno di appunti sparsi, datati in fondo alla pagine. Ricordi personali, riflessioni, paure, angosce, in queste 132 pagine c’è tutto ciò che serve per rivivere quell’incubo, per non “normalizzare” nulla di tutto ciò che è accaduto e che, sappiamo bene, potrebbe riaccadere in questa terra ormai diventata, come ci dice Cavina stesso, tropicale.

Un libro prezioso perché raccontato in presa diretta da uno scrittore che riesce a non perdere la propria cifra stilistica e che tante volte ci ha raccontato la Romagna come una terra mitica con le sue iperboli, le citazioni, gli epiteti. Tutte cose che troviamo anche qui, ma senza eccessi e forzature, perché qui il centro del libro è l’idea di un mondo che finisce per come lo conosciamo. Tra tutte le pagine, le più dolorose e struggenti sono sicuramente quelle dedicate alla sua Casola che frana e rischia di scomparire come già è accaduto a tante frazioni circostanti. Quella Casola che, per paradosso, grazie all’emergenza per tre mesi ha vissuto una sorta di “festa paesena” con tutti i volontari e gli inviati e gli uomini dell’esercito ad animarla come non succedeva da tempo e, forse, non succederà mai più.

Un viaggio che ci porta alle “galline profughe” della madre di Cavina, personaggio quasi mitologico che abbiamo imparato ad amare nei primi romanzi, ma che è anche costellato da citazioni dei grandi della letteratura, da Cheever a Vonnegut a Galeano e Melville, solo per nominarne alcuni.

Un libro di racconti in presa diretta, riflessioni, spunti che ci costringono a tenere alta l’attenzione per una terra che, soprattutto quando la descrive Cavina, è impossibile non amare.

Un bagno di notte nella piscina comunale: denunciati sette minorenni

Hanno scavalcato la recinzione e hanno fatto un bagno in piscina, di notte, quando l’impianto comunale di via Falconieri era chiuso. A notarli, un residente in zona, che ha chiamato la polizia locale.

Giunti sul posto (mercoledì sera, attorno alle 23.30), i vigili hanno trovato i ragazzi ancora bagnati, dopo il bagno. Sono stati identificati in sette 17enni e sono stati riaffidati ai genitori. Nei loro confronti, scatterà una denuncia.

La notizia è riportata con ulteriori dettagli dal Resto del Carlino in edicola oggi, 15 agosto.

Sub disperso al largo di Ravenna, un’istruttrice: «Non gli rilasciai il brevetto, aveva difficoltà»

«Non gli rilasciai il brevetto, aveva serie difficoltà. Quando abbiamo visto che lo aveva ottenuto in un altro centro, abbiamo purtroppo pensato tutti che fosse solo una questione di tempo, una tragedia annunciata». Sono parole pesantissime quelle che ha pronunciato un’istruttrice della Scuola Sub Loto di Pescara al telefono con il Corriere Romagna, parole che si possono leggere nell’articolo pubblicato nell’edizione odierna del quotidiano (15 agosto).

La donna parla di Ugo Coppola, 54 anni di Pescara, disperso in mare al largo di Ravenna da mercoledì mattina, 13 agosto, quando si è unito a un gruppo per un’immersione organizzata dal Dive Planet di Rimini al relitto della piattaforma del Paguro. Il 54enne, secondo le prime informazioni, aveva tutte le autorizzazioni in regola, e secondo i famigliari era un sub esperto, ma la testimonianza dell’istruttrice che gli negò un brevetto non può che far pensare.

Coppola è originario di un comune in provincia de L’Aquila, ma vive con la madre a Pescara, dove lavora come impiegato amministrativo in un istituto comprensivo.

Dopo due giorni di ricerche, le speranze di ritrovarlo vivo sono praticamente inesistenti. Le operazioni proseguiranno anche nella giornata di oggi, con un grande dispiegamento di forze.

Ancora senza esito le ricerche del sub disperso al largo di Ravenna

Sono proseguite per tutta la giornata del 14 agosto le ricerche del subacqueo disperso a largo di Ravenna, purtroppo senza esito.

Si tratta di un 50enne di Pescara, disperso dal primo pomeriggio del 13 agosto, dopo un’immersione con un gruppo nel relitto della piattaforma del Paguro.

È stato impiegato un elicottero del reparto volo di Bologna, i sommozzatori del comando di Ravenna, operanti con gommone e un’imbarcazione del Nucleo Nautico di Ravenna. I sommozzatori hanno effettuato immersioni nella zona indicata, raggiungendo una profondità massima di 26 metri, mentre la nuova imbarcazione Sar (Search and Rescue) del distaccamento portuale di Ravenna ha condotto ricerche strumentali in superficie con apposita strumentazione.

Le operazioni sono coordinate dalla Guardia Costiera.

«Israele fuori dalle competizioni sportive», la richiesta del Pd

Anche la deputata ravennate Ouidad Bakkali è tra i 44 parlamentari del Pd che hanno firmato l’appello (promosso dal responsabile nazionale sport del Partito Democratico, Mauro Berruto) per chiedere la sospensione di Israele da tutte le competizioni sportive internazionali.

«Non si tratta di un gesto di vendetta – si legge nel testo – ma di un atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per affermare che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento». L’appello sottolinea come, da quasi due anni, la Striscia di Gaza sia teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili, tra cui almeno 636 atleti e atlete palestinesi. Il Comitato Olimpico Palestinese denuncia inoltre che oltre il 90% delle infrastrutture sportive a Gaza è stato distrutto, rendendo impossibile ogni attività per almeno un decennio. L’appello ricorda i precedenti storici in cui la comunità sportiva internazionale ha scelto la sospensione di federazioni e comitati nazionali: dalla Germania e Giappone del dopoguerra alla Jugoslavia, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudafrica dell’apartheid (escluso per 24 anni dai Giochi) fino alla Russia, oggi sospesa per l’aggressione all’Ucraina.

Non è tardata ad arrivare la replica di Jacopo Morrone, parlamentare e segretario della Lega Romagna, che parla di «ingiustificata crociata razzista dettata da un evidente pregiudizio contro lo Stato di Israele e i suoi abitanti». Secondo Morrone la richiesta di cacciare pregiudizialmente gli atleti ebrei dalle gare sportive sarebbe un atto di demonizzazione dell’intero popolo ebraico, assimilabile «alle politiche antisemite del nazifascismo. È quindi inaccettabile l’humus di odio e intolleranza in cui è stato elaborato un appello che è esattamente agli antipodi dell’uguaglianza, della pace e della dignità. La realtà è che Hamas e il terrorismo islamico sembrano puntare a uno stato di guerra permanente, incuranti di distruzione e sofferenze, anzi cercandole e strumentalizzandole».

Vandalizzato il cippo che ricorda i partigiani uccisi sull’argine dei Fiumi Uniti

La bandiera strappata e le fotografie dei partigiani gravemente danneggiate. È successo al cippo dedicato alla memoria dei partigiani conselicesi Guido Buscaroli, Antonio Gardenghi e Libero Martelli, situato sull’argine dei Fiumi Uniti, poco prima del ponte Bailey che collega Lido di Dante e Lido Adriano, dove i tre furono fucilati dai fascisti il 12 luglio 1944.

A scoprire i danni sono stati gli attivisti della sezione Anpi di Ponte Nuovo, che il 14 agosto sono andati al cippo per le periodiche attività di manutenzione e che hanno già sporto formalmente denuncia.

«La strage fascista ai danni di Guido Buscaroli, Antonio Gardenghi e Libero Martelli – si legge in una nota inviata alla stampa dall’Anpi -, si compì a Ravenna ma fu preparata altrove, a Conselice. Guido Buscaroli, comunista, di mestiere faceva il pescivendolo e sfruttò il suo essere sempre in giro per organizzare e guidare il Gruppo di Azione Patriottica (Gap) di Conselice. Fu lui a trasportare, con il suo furgone puzzolente, la pedalina con cui fu poi prodotta la stampa clandestina. Libero Martelli, socialista, e Antonio Gardenghi erano membri del Gap. A Conselice, la mattina dell’11 luglio 1944, forze congiunte fasciste e naziste effettuarono numerosi arresti e anche i tre gappisti furono presi, portati nella sede della milizia fascista e interrogati duramente per molte ore in merito ai loro rapporti con movimento partigiano. Alla fine di quel pomeriggio, da Conselice, furono portati a Ravenna. Il mattino successivo, il 12 luglio, i parenti degli arrestati andarono alle carceri giudiziarie di Ravenna dove pensavano fossero i loro famigliari, ma senza trovarli. Una guardia disse loro che probabilmente erano fuggiti durante l’allarme aereo della sera precedente, ma un’altra guardia disse, altrettanto falsamente, che erano stati consegnati ai tedeschi. I giorni successivi i parenti continuarono le ricerche fina a scoprire che i tre erano stati fucilati vicino alla foce dei Fiumi Uniti. Arrivati sul posto trovano la terra smossa dove erano stati approssimativamente sepolti Giuseppe, Guido e Libero. Scoprirono anche che i loro assassini li avevano derubati di denaro, anelli e documenti. Subito dopo la fine della guerra, la Corte d’assise straordinaria di Ravenna riuscì a individuare gli autori della strage e a condannarli. Tutti costoro avrebbero scontato solo parte degli anni di reclusione comminati, per riduzione o estinzione della pena in seguito ad amnistia».

Il sindaco sul cippo vandalizzato: «Solidarietà all’Anpi, atto deprecabile e oltraggioso»

Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ha incontrato in Comune i familiari di Dennis Mcneice Healy, ufficiale di collegamento canadese che svolse un ruolo fondamentale durante la guerra di Liberazione. La visita è avvenuta proprio nelle ore in cui è stato scoperto l’atto di vandalizzazione ai danni del cippo di via Marabina in memoria di tre partigiani conselicesi fucilati nel 1944 dai fascisti.

«È un onore e, allo stesso tempo, un piacere – ha osservato il sindaco – incontrare i figli di Dennis Mcneice Healy, ufficiale di collegamento canadese che cooperò con i partigiani della 28ma Brigata prima, dopo e durante la ‘battaglia delle valli’, che portò alla liberazione di Ravenna. Il suo nome compare anche nel diario di Arrigo Boldrini, dove si legge che aveva il compito di curare i collegamenti fra la Brigata ‘Mario Gordini’ e il corpo militare alleato. A lui, alcuni anni fa, è stata dedicata una targa all’isola degli Spinaroni, in memoria del suo impegno e della sua dedizione alla causa di liberazione. Docente universitario, è stato decorato con l’Ordine dell’Impero Britannico ed è stato insignito della cittadinanza onoraria di Ravenna il 15 febbraio 1945. È anche grazie all’impegno di persone come lui se, oggi, possiamo vivere in un Paese libero, antifascista e democratico. Gli ideali di libertà ci accomunano oltre i confini e le latitudini. Gli uomini e le donne che hanno combattuto per la Resistenza ci ricordano che niente è definitivo, e che occorre rimanere vigili lottando per quello in cui si crede».

«Questa visita – ha concluso Barattoni – assume ancora più significato alla luce della vandalizzazione del cippo di via Marabina, in memoria dei tre partigiani conselicesi fucilati dai fascisti nel 1944, scoperta questa mattina. L’Amministrazione esprime solidarietà all’Anpi per un atto deprecabile e oltraggioso nei confronti di persone che hanno combattuto anche per la nostra libertà».

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